Religione Europea contro Ateismo

Se cerchi il vocabolo religione su Wikipedia troverai questa definizione; <<Una religione è una raccolta organizzata di credenze, sistemi culturali e visioni del mondo che relazionano l’umanità al supernaturale e allo spirituale>>. Se cerchi il termine ateismo su Wikipedia troverai questa definizione; <<L’ateismo è, in senso ampio, il rifiuto della credenza nell’esistenza delle divinità. In senso tretto, l’ateismo è specificamente la posizione secondo cui non ci sono divinità>>. Dalla stessa fonte possiamo leggere che; <<Nella credenza tradizionale, una divinità è un essere supernaturale che può essere pensato come santo, divino o sacro>>.

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Questa definizione di Wikipedia non sembra però includere la comprensione Europea di ciò che una divinità è. In Europa una divinità (ovvero un dio o una dea) era semplicemente una (qualsiasi) forza operante per il bene di qualcosa. Lo stesso vocabolo Germanico <<dio>> (god – NdT) significa semplicemente <<buono>> (good – NdT). Un sacerdote Scandinavo veniva chiamato gôði e una sacerdotessa gyðja (si; entrambe le parole significano semplicemente <<buono>>). Gli dèi Scandinavi erano comunemente chiamati æsir (<<spiriti>>), sing. âss, e bönd (<<catena>>, <<legame>>, <<obbligo>>), sing. band, ma ovviamente venivano anche chiamati gôðir (<<dèi>>, ovvero <<forze buone>>), sing. gôð. Tutti i vocaboli dicono molto riguardo a queste divinità e a ciò che i nostri antenati intendevano su di esse.

NB! Come spiegato in Sorcery and Religion in Ancient Scandinavia e qui non ci sono <<due famiglie>> di dèi in Scandinavia, æsir e vanir; c’è solo una famiglia di dèi, ma i più belli tra questi dèi vengono chiamati vanir (<<bellissimi>>), sing. vanr.

Le forze pericolose che operano per demolire, abbattere, sfidare e mettere alla prove quelle buone sono chiamate jötnar (<<affamato>>, <<grandi mangiatori>>), sing. jötunn. Non sono dèi, ma comunque forze che operano nella natura. Anch’esse però sono positive, nel senso che il negativo dà l’opportunità al positivo di mettersi all’opera.

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Gli dèi in Europa – non solo in Scandinavia – erano impersonati da esseri umani vivi, i migliori tra i nostri antenati, e quando lo facevano divenivano loro stessi le divinità. Gli uomini migliori venivano selezionati a questo scopo gareggiando in dei giochi, meglio conosciuti oggi come Giochi Olimpici o Tornei Cavallereschi, e le donne migliori venivano selezionate a questo scopo gareggiando in dei giochi e in gare di bellezza. Al vincitore veniva data una mela. Salute giovanile, forza e bellezza erano i meriti voluti e ricercati per queste divinità, e conseguentemente le divinità erano <<eternamente giovani>> – ogniqualvolta una divinità veniva sconfitta nelle competizioni annuali esso e essa veniva rimpiazzata, da qualcuno ancor più forte, ancor più abile e ancor più bello/a. Quindi le divinità erano <<immortali>>. Non morivano mai, e si mantenevano eternamente giovani grazie alla mela data ogni anno ai vincitori.

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Anche gli jötnar venivano impersonati, ma solo durante le cerimonie religiose, e venivano uccisi al termine di tali cerimonie, e gli attori venivano <<ravvivati>> in seguito, quando gli dèi portavano i loro <<resti>> all’albero sacrificale, dove avevano impiccato i loro vestiti (ovvero la loro forza vitale, il loro colore e la loro forma), e lì se li rimettevano addosso. Tutto ciò viene spiegato più approfonditamente in Socery and Religion in Ancient Scandinavia, e in realtà possibilmente anche meglio in MYFAROGNota però che MYFAROG è un gioco, quindi il libro ha anche altre caratteristiche.

Ogni uomo può e deve coltivare gli dèi e le dèe in lui, altrimenti le forze pericolose avranno il sopravvento, come spiegato in Oltre il Fiume Ifing.

Se ritorniamo alla definizione di Wikipedia delle divinità, menzionata all’inizio di questo articolo, diventa chiaro che la credenza Europea nelle divinità va in un certo senso oltre la definizione di Wikipedia. Diventa anche chiaro che in relazione alle divinità Europee l’ateismo è in realtà identico al nichilismo. Se le divinità sono il buono e il morale nell’uomo allora l’ateismo è nichilismo; una negazione e rifiuto del buono e del morale nell’uomo.

Un sacrificio animale Europeo è un rafforzamento del buono in coloro che partecipano al sacrificio; l’animale viene in seguito normalmente mangiato, dagli uomini che hanno impersonato le divinità e dai membri della loro tribù. Sanno perchè stanno mangiando questo animale in particolare; può essere per ispirazione, per amore, per pazienza, per forza, per bellezza o qualsivoglia altro motivo. Per qualcosa di buono. Nessun sacrificio è mai stato fatto agli jötnar! Una preghiera a un dio, una preghiera in solitudine, non è una credenza in qualche essere supernaturale che sta ascoltando da qualche parte; è una forma di meditazione e un promemoria a se stessi. Sii buono, sii giusto, sii vittorioso, sii abile, o qualsiasi altra cosa! Nessuna preghiera è mai stata rivolta agli jötnar! Un tempio costruito per onorare una divinità è uguale; ogniqualvolta lo vedi, lo visiti o anche pensi ad esso rafforzi quella divinità in te. Nessun tempio è mai stato costruito per onorare uno jötnar!

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La religione Europea è semplicemente <<una forma organizzata di coltivazione della bontà>>. Le divinità e anche gli jötnar sono forze che operano in noi e in altri luoghi della natura. Non sono <<esseri supernaturali>>. Sono esseri umani reali (o piuttosto erano…purtroppo non le impersoniamo più), sono statue reali, idee reali, immagini reali e simboli reali, e tutti quanti influenzano direttamente noi e le nostre menti. Ciò che percepisci ti influenza. Nessun ateo può mettere in discussione questa realtà.

Essere religioso non è qualcosa di cui vergognarsi, fintanto che lo sei in modo Europeo. Essere ateo d’altra parte non è meglio che essere nichilista e rifiutare tutte le divinità dell’Europa, e dunque anche ciò che esse rappresentano. Essere un ateo è anche peggio che essere un Cristiano, perchè almeno i Cristiani apprezzano ancora quelle buone vecchie morali Europee che hanno incorporato nella loro altrimenti Ebraica fede, quando gli Ebrei fallirono nell’annientare le morali Europee durante la Cristianizzazione dell’Europa.

Il Metro

Cristianesimo; 90% religione Europea, 10% Giudaismo

Islam; 90% Giudaismo, 10% religione tribale Araba

Ateismo quando rifiuta le divinità Europee; 100% Nichilismo

Nichilismo; 100% Giudaismo

Giudaismo; 100% <<Satanismo>> (ovvero la coltivazione attiva dello jötnar nell’uomo)

Per essere Europeo nella mente e nello spirito devi però seguire la religione Europea, in qualunque modo ti si addica. Non fa bene bere una bevanda che è al 90% acqua pulita e <<solo>> al 10% puro veleno. Se lo fai avvelenerai la tua mente, il tuo spirito e anche il tuo corpo. Invece dovremmo tutti diventare o almeno cercare di diventare dèi o dèe, proprio come i nostri antenati! HailaR WôðanaR!

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Traduzione a cura di Artuso Fabio

Su Soldati, Guerrieri e Cacciatori-Raccoglitori

Ad un certo punto della storia – o piuttosto preistoria – gli uomini cacciavano grandi prede con lance o giavellotti, le donne e i giovani cacciavano piccole prede con archi, e tutti raccoglievano erbe, conchiglie di mare, lumache, noci, funghi, frutta, bacche e diversi tipi di radici commestibili. Erano ciò che chiamiamo “cacciatori-raccoglitori”.

L’Europa preistorica era scarsamente popolata, e c’era abbondanza di tutto ciò di cui avevano bisogno, quindi c’era poco incentivo per chiunque di rischiare un viaggio attraverso il mare per raggiungere l’Ovest, o una non meno rischiosa attraversata della taiga o delle pianura che conducevano ad Est, oltre i monti Urali; Alcuni però si dirigevano verso Sud, passando per il Medio Oriente e giungendo in Africa e forse addirittura fino in Asia, durante i periodi più freddi delle Ere Glaciali, dove incontravano Africani e Asiatici, e quando L’Era Glaciale finiva ritornavano, alcune volte ibridati, e come sappiamo, è in questo modo che la popolazione Europea divenne razzialmente un po’ ibrida.

Quando i nostri antenati si ibridarono l’uomo Europeo divenne più sbilanciato, e le abilità uniche dell’uomo Europeo puro furono gradualmente perse. La capacità intellettuale scese – alcune volte drammaticamente. Cacciare e addirittura raccogliere divenne per lui più difficoltoso, e si rivolse ad altri mezzi per sopravvivere.

L’Europeo ibridato, che inizialmente viveva nel Medio Oriente, era ancora abbastanza intelligente da risolvere questo probleme con le proprie deteriorate abilità; inventò l’agricoltura! Il mezzo perfetto per permettere al “nuovo” e inetto uomo Europeo di continuare a sopravvivere. E sopravvisse, così tanto che si moltiplicò e divenne così numeroso che l’uomo Europeo ancora razzialmente puro – ancora un cacciatore-raccoglitore – si ritrovò impossibilitato a continuare a cacciare e raccogliere. Quindi anche lui fu forzato a rivolgersi all’agricoltura: semplicemente non gli era rimasto abbastanza spazio per poter mantenere il migliore stile di vita da cacciatore-raccoglitore.

Con l’agricoltura giunse anche la carestia (quando il raccolto falliva), la malnutrizione (a causa di una dieta molto meno varia), la schiavitù (perchè alcuni uomini forti ne forzarono altri a lavorare sulla loro terra), la guerra (perchè quando la carestia colpiva, gli agricoltori per sopravvivere dovevano appropriarsi di ciò che avevano altri gruppi), la tirannia (perchè alcuni uomini possedevano la terra, e quindi controllavano le riserve di cibo), le malattie (perchè tutti i contatti ravvicinati con gli animali domestici fecero si che l’uomo venisse infettato da malattie che in precedenza erano state un problema solo per gli animali) e pure tutta una serie di altri problemi.

Inizialmente comunque i conflitti venivano risolti con dei duelli: un campione rappresentava ciascuna parte. Il combattimento durava finchè uno dei campioni veniva spinto fuori da un anello composto nel terreno, finchè uno di loro avesse cominciato a sanguinare o finchè uno di loro non si fosse arreso. Si: raramente si uccidevano l’un l’altro. Perchè avrebbero dovuto? Cosa diamine avrebbero ottenuto dal ritrovarso il loro miglior uomo ucciso?

Col tempo l’agricoltura permise all’uomo Europeo di moltiplicarsi a tal punto che cominciò a costruire delle città. Nacque la civiltà! Nuovamente, prima nel Medio Oriente, in Sumer, e più tardi nel Nord-Africa, in Egitto. Molto più tardi questo disastro arrivò nell’Europa geografica, innanzitutto nell’Antica Grecia e nell’Antica Italia. L’uomo Europeo ibridato perse eventualmente “tutti” i legami con la Natura, addirittura evitando la foresta e le montagne come se si trattasse della peste, e venne invece attirato dalle città come le mosche dal letame.

Ogniqualvolta le cose finivano male nelle città, come succedeva inevitabilmente nelle società agricole, puntavano a Nord e attaccavano! Però non mandavano i loro campioni, per sfidare i Settentrionali, ma si recavano lì in forze allo scopo di sterminarli, massacrarli, abbatterli e prendersi la loro terra! Si: gli uomini delle città erano affamati o poveri, quindi dovevano farlo – o così pensavano! Producevano armi e armature in massa, e senza onore e senza pietà, incontravano i campioni e i guerrieri, spesso nudi, degli Europei non civilizzati. La Gallia cadde per prima: circa un milione di Galli, per lo più donne e bambini, furono uccisi quando le Legioni di Cesare colpirono. Il resto dell’Europa non cadde, ma buona parte di essa si prostrò, e la terra venne bagnata col sangue di Europei buoni, onorevoli e onesti, molti di essi – se non la maggior parte – ancora di pura razza Europea.

Il guerriero Europeo barbaro era più forte, in forma, abile, veloce e addirittura alto, rispetto all’Europeo più ibridato e civilizzato, ma aveva il senso dell’onore e si ritrovò ad affrontare un nemico senza onore. Il guerriero affrontava un soldato, quindi perse. Quando la guerra si concludeva il vincitore scriveva la storia, così come voleva che apparisse, e inventava ogni sorta di scuse per giustificare il massacro.

Il cacciatore-raccoglitore uccideva la selvaggina. Il guerriero agricoltore raramente uccideva qualcuno, e se uccideva, uccideva un altro guerriero combattendo in condizioni di parità. Il soldato civilizzato era un assassino di massa di uomini, donne e bambini Europei.

HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Riguardo alla Civiltà e agli Habitat Naturali

Post originale di Varg Vikernes

Quante volte avete sentito lodare la “civiltà” e l’uomo “civile”? Questi costruttori di città e abitanti di città sono universalmente lodati come i più avanzati tra gli uomini. Ma lo sono? Ma lo sono realmente stati?

Le prime (…) civiltà conosciute su questo pianeta furono tutte costruite non dai Neanderthal, non dagli Europei razzialmente puri; non dall’uomo Nordico che oggi viene tenuto in così alta considerazione dalla maggior parte dei razzisti Europei. No! Furono costruite da popolazioni imbastardite; in Mesopotamia, in Egitto, in Persia e nella Valle dell’Indo. In seguito anche i Greci costruirono delle città, ma solo dopo che furono sufficientemente ibridizzati da non assomigliare più ai Nordici. In seguito anche i Romani costruirono delle città, ma solo dopo che anch’essi furono sufficientemente ibridizzati da non assomigliare più ai Nordici.

Anche la civiltà che abbiamo oggi in Europa fu costruita da “bastardi”: i Romani. Si, se sei nel dubbio, sappi che tutte le città, tutta la civiltà, in Europa, è basata e deriva direttamente dalla civiltà Romana e Giudeo-Cristiana. L’Europa razzialmente pura era barbara e incivile. Britannia. Gallia. Germania. Scandinavia. Baltica. Slavia. Dacia. Aquitania. Suomia. Scizia. Sarmazia. Illiria. Tracia. Ecc.

Se pensi che mi sbagli, allora pensa a questo per un minuto. Prima di tutto, dai un’occhiata alle città oggi: chi ne è attratto? Comparale alla campagna e poi dimmi: dove trovi più bastardi? Esattamente: li trovi quasi esclusivamente nelle città. E se possono scegliere, quasi tutti loro vanno a vivere nelle città. Perché? Perché quello è l’habitat naturale del bastardo. D’altra parte l’habitat naturale dell’individuo razzialmente puro è la natura incontaminata; intoccata, incontaminata, pura, selvaggia, pericolosa e stupenda. Non trovi quasi nessun bastardo lì, e se ti capita ti è probabilmente capitato perché qualche individuo razzialmente puro se li è trascinati dietro.

Le civiltà sono orribilmente autodistruttive: col passare del tempo tutte infine crollano. Crollano tutte tragicamente e lasciano i cittadini morti o morenti, eliminati dalla loro stessa decadenza, dai loro crimini, dalla loro stupidità e dallo stile di vita degenerato della città, e non ultimo dalle epidemie. I pochi che fuggono da queste trappole mortali muoiono in breve tempo nella natura, perché non sono più adatti ad una vita naturale, dopo aver vissuto per generazioni nelle “città”.

Quelli che hanno più possibilità di sopravvivere il collasso di una civiltà sono coloro che non vivono nelle città: gli individui solitamente molto più puri razzialmente che vivono nella campagna, il più vicino possibile al loro habitat naturale: la natura incontaminata…

P.S. Vivi in città, e lo odi? Bene, forse perché non sei fatto per vivere lì.

Quindi perchè lo fai?…

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Su ‘Babbo Natale’ e il Periodo Natalizio

Halloween, la notte dei santi, è la notte in cui comincia l’iniziazione dei bambini! Nel mondo pagano, i bambini non erano considerati come reali esseri umani fino al superamento di questo rituale. Nemmeno un nome vero gli veniva dato prima di questo momento! Per poter divenire un vero uomo, ogni bambino doveva affrontare questo pauroso, periglioso e difficoltoso rituale. Dovevano superare il timore della tenebra, o dell’orso, dei morti e dell’ignoto — e dovevano anche badare a sè stessi per un lungo periodo di tempo.

Il rituale ha inizio con la discesa nel mondo sotterraneo, nel mondo dei morti; tipicamente una grotta o il cavo di un albero o, successivamente, l’interno di un tumulo sepolcrale. Lì sarebbero stati rinvenuti i resti del defunto dal quale il candidato al rito avrebbe voluto prendere il nome; il defunto che lui stesso avrebbe voluto diventare.

Egli stesso sceglieva chi diventare, e naturalmente solo gli uomini onorevoli venivano scelti per questa rinascita. Maggiore l’onore, maggiore la fama postuma della persona, maggiori le possibilità di essere scelto. Più avanti l’uomo iniziò a portare con sè nella tomba le proprie ricchezze, non solo il proprio nome, per assicurarsi che ne avrebbero goduto anche nella vita successiva (o forse per aumentare le possibilità di essere scelti per la rinascita…). E sì; i bambini entravano nei sepolcri, trovavano questi oggetti di valore e lì portavano con loro nel mondo dei vivi. Li consegnavano al Mago, in questa maniera mostrando in qualità di quale antenato rinascere.

Questo comunque era solo il principio dell’iniziazione, e il Mago custodiva questi oggetti di valore fino alla notte di Natale — quando TîwaR (Týr), l’onorevole, (ri)nasce!

Fra Halloween e la Vigilia di Natale i bambini in questione affrontavano diverse prove, di cui non parlerò in questa sede, finché alla Vigilia, quelli che le avevano superate con successo facevano ritorno alle rispettive famiglie — nottetempo, scortati dal Mago. Dunque gli “elfi”, ossia gli spiriti degli onorevoli defunti, facevano la loro visita la notte di Natale. Naturalmente, i bambini erano spesso molto affamati, dopo aver trascorso così tanto tempo per conto proprio, per tanto i loro genitori disponevano del cibo in soggiorno alla Vigilia di Natale : una scodella di zuppa d’avena, magari? Successivamente, a seguito della cristianizzazione, questa usanza si rivelò troppo pagana per chi aveva il potere all’epoca, e i Pagani (cioè, la gente…) dovettero spostare questo pasto per il ritorno dei morti — per i piccoli “goblin” come venivano chiamati dai Cristiani — dalla casa alla stalla. Infine, i bambini rinascevano nelle vesti degli antenati che ciascuno aveva scelto nel sepolcro. A questo punto il Mago consegnava loro gli oggetti di valore che essi avevano raccolto dai sepolcri; poiché a questo punto i bambini erano rinati in qualità dei defunti al loro interno, e questi oggetti erano pertanto di loro proprietà. In sostanza riacquisivano ciò che si erano portati nella tomba al momento della fine dell’ultima vita.

Tuttavia, non tutti i bambini superavano queste prove. Non erano forti abbastanza e così perivano prima dell’arrivo della notte di Natale, e a questi bambini “cattivi” venivano semplicemente date delle ceneri provenienti dal sepolcro. Questi rimanevano bambini, e avrebbero dovuto cercare di farsi un nome per conto loro affrontando nuovamente le prove rituali al successivo Halloween. Poi, il Mago riportava nella tomba gli oggetti del defunto che non era andato ad incarnarsi, ovvero li lasciava all’ingresso di questa.

I bambini che superavano queste prove invece ricevevano un nome, un vero nome, e così facevano visita di casa in casa, a salutare i propri vicini e a presentarsi con i loro nuovi nomi. Per questo noi chiamiamo quest’usanza “julebukk” (inchino di Natale); educatamente si inchinavano e si presentavano, dopo essere (ri)nati alla Vigilia di Natale.

Il motivo che più mi preme nel portare alla vostra attenzione questo argomento è l’avvicinarsi del periodo natalizio, e come si sa, ogni singolo anno si sentono farneticare Cristiani, Atei e quant’altri a proposito delle celebrazioni natalizie, del perché abbiamo un Babbo Natale, del perché i bambini buoni ricevono dei regali, dei goblin che mangiano il porridge nella stalla e chi più ne ha, più ne metta. La loro ignoranza è estrema, la loro volontà di diffondere falsità ancor di più, e ho pensato che valesse la pena scrivere due righe per mettere in chiaro quello di cui si sta parlando realmente quando ci si riferisce a queste tradizioni.

Possiamo combattere i nemici della nostra cultura e delle nostre tradizioni con ogni sorta di mezzo, anche se personalmente credo che il migliore sia semplicemente quello di far notare alla gente l’ovvia verità, per tanto scacciando la loro oscurità con la luce.

HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Marco Prandini

Riguardo alla Vita e alla Morte

Una cosa che mi ha sempre perplesso è l’attenzione dei governi moderni sulla aspettativa di vita e il modo in cui questa viene usata come una sorta di misurazione della qualità delle loro società. Più a lungo puoi aspettarti di vivere in una società, tanto migliore e avanzata questa è. O così sembra che la pensino, in ogni caso.

La più ovvia conseguenza negativa di questa ideologia è ovviamente il fatto che quasi tutta la selezione naturale viene annullata dalle nostre avanzate cure mediche; i bambini nati prematuramente o i bambini nati in condizioni che un pò di tempo fa sarebbero state fatali possono sopravvivere. Quindi nessuno comprende che forse il bambino era nato prematuramente perché la madre lo aveva respinto per una buona ragione? Nessuno comprende che forse un bambino nato in una condizione per sua natura letale dovrebbe in realtà subire la sua morte a causa di ciò?

Comunque, il fatto che riescano ad abbassare i tassi di mortalità infantile aumenta drammaticamente l’aspettativa di vita dell’uomo moderno. Quindi gioiscono di questo.

La mia Scorta per il Regno del Riposo!

La successiva cosa importante che fanno per aumentare l’aspettativa di vita dell’uomo è mantenere in vita gli anziani. Si, li collegano con dei cavi, li riempiono di medicinali, rimpiazzano gli organi interni come se fossero macchine in officina per necessità di pezzi di ricambio, e generalmente parlando fanno semplicemente del loro meglio per mantenerli in vita il più a lungo possibile. Le loro sofferenze non hanno importanza. La loro dignità non ha importanza. Il fatto che la Morte risponde anche quando non viene chiamata, e non la si dovrebbe far aspettare alla porta, non ha alcuna importanza.

Il disprezzo dell’uomo moderno per la natura e per qualsiasi cosa naturale è scioccante. L’ignoranza dell’uomo moderno in relazione a ciò che è buono e sano per l’umanità intesa come specie è estrema.

Rispetto l’uomo che vive fino a raggiungere i cento anni, o anche di più, se lo fa in accordo con la natura, e lo saluto davvero come uomo prezioso e utile, ma ogni uomo tenuto in vita artificialmente non è meritevole della vita. Ogni uomo che mantiene in vita artificialmente un altro uomo è un criminale contro natura. La morte non è qualcosa da temere, da evitare ad ogni costo o da evitare il più a lungo possibile, con ogni mezzo possibile! La morte è inevitabile, e ogni uomo dovrebbe accoglierla quando giunge, con dignità e grazia, anche se non chiamata (e lo è raramente). Se avessi a disposizione una sola preghiera in tutta la vita, una sola cosa da dire, sarebbe; <<Fammi vivere e morire con dignità>>. Quando la morte è vicina noi – per mezzo dell’istinto e attraverso la paura e l’aggressione – facciamo del nostro meglio per sopravvivere, ma per principio non dovremmo mai cercare di evitare di odorare il suo respiro, o voltarci quando la vediamo di fronte a noi. Amor fati. “Ama il tuo destino”; abbi fiducia in lei e lasciale decidere quando è il tuo momento di morire.

La innaturalmente alta aspettativa di vita moderna viene usata come strumento propagandistico. Dovremmo apprezzarla come prova di quanto siamo migliori oggi rispetto ai nostri antenati. In realtà è anche uno strumento di genocidio; per mezzo della loro propaganda siamo abbindolati all’accettazione di una drastica e drammatica riduzione della qualità umana in Europa. E’ uno strumento usato in combinazione con la medicina moderna per distruggere la nostra specie, per renderla più debole, per renderla più stupida, per renderla dipendente dalle medicine create dagli Ebrei. Si; quanto libero sei di rivoltarti quando hai bisogno delle loro medicine addirittura per sopravvivere fino alla settimana successiva?

A causa del nostro in media 0,3% di DNA Homo sapiens siamo differenti dai nostri antenati, e per questo le donne moderne hanno seri problemi a partorire i loro figli. Si, questo è un risultato diretto dell’ibridazione. Nessun’altra creatura sulla Terra soffre di questo problema allo stesso modo o allo stesso livello degli esseri umani moderni. I Negri hanno meno problemi, perché sono puramente Homo sapiens. Le Negre che partoriscono bambini con padri Europei hanno d’altra parte addirittura più problemi, e ad esempio in Francia i dottori fanno quasi automaticamente partorire tali madri con il Cesareo. Quindi, gli alti indici di morte delle donne Europee che partorivano nell’antichità erano innaturalmente alti. A questo penso che dovremmo rimediare usando la medicina moderna. Ciò che è innaturale deve essere combattuto con ciò che è innaturale, per così dire, fino a che non viene corretto nuovamente dalla natura.

Un Bel Modo per Andarsene!

Comunque non dovremmo usare le nostre competenze scientifiche per distruggere la nostra specie. Dovremmo invece usare le nostre intuizioni scientifiche per migliorare attivamente la nostra specie. Dobbiamo propagare un approccio alla vita sano e percorribile nel lungo periodo. Permettiamo che la medicina aiuti le donne che devono partorire e i feriti, e lasciamo il resto alla mercé di Madre Natura.

La vita non è una punizione. La vita non è l’opera di qualche “malvagio demiurgo” a cui dobbiamo sputare addosso e chiamare “Satana”. La vita fisica non è la maledizione che gli Ebrei vogliono farti pensare che essa sia. La luce, lo spirito che possiedi, non è il tuo unico sé; è il tuo corpo, il tuo essere fisico, che permette alla tua luce di risplendere sugli altri, di crescere più forte e di servire il suo scopo. Il momento in cui lo scopo della tua vita diventa un “Paradiso Celeste per tutta l’Eternità” non solo hai perduto, sei anche diventato una responsabilità per la tua famiglia, per la tua tribù, per la tua nazione, per la tua razza e per la tua specie! Non c’è alcun “Paradiso” o “Inferno” oltre a quelli che creiamo noi qui sulla Terra, con la nostra “luce” o mancanza di essa. Non c’è nemmeno una vera Morte, solo un’opportunità per gli spiriti che vivono in corpi guasti di ricevere un nuovo e più sano corpo, quando la loro luce viene trasferita al successivo individuo nato nella stirpe. Permettere loro di rinascere in corpi che sono già guasti dalla nascita è un crimine.

Non temo la morte, ma ho un istinto di sopravvivenza, quindi quando affronto la morte la temo ciononostante. I miei istinti mi esortano, mi forzano, a fare del mio meglio per uscirne vivo, quindi agisco con estrema aggressività! Ucciderò per sopravvivere. Se necessario strapperò le teste dei miei nemici, guaderò attraverso fiumi di sangue e ucciderò chiunque minacci la mia vita o le vite degli altri membri della mia stirpe. Ma se la natura mi dà un bambino indegno della vita desidererò che muoia, per dare alla sua luce l’opportunità di rinascere successivamente in un corpo intatto. E questo perché ho una sana attitudine nei confronti della vita e della morte. Un approccio Pagano. HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Divinità Reali

I nostri progenitori non credevano negli “dèi” nell’accezione in cui noi oggi concepiamo tale termine. Il termine “dio” in inglese (god — NdT) è un termine di derivazione anglo-sassone il cui significato originario è “buono” (good — NdT), “buona cosa”, “buon gesto”, “beneficio”, “bontà” o “benessere”. Il termine “dèi” (gods — NdT) era utilizzato per rivolgersi agli spiriti della natura, quelli buoni e benefici, mentre per riferirsi a quelli di natura malevola e dannosa non veniva usato.

Le divinità europee erano (e ancora sono) degli ideali, concetti positivi quali “lo spirito dell’onestà”, “lo spirito della giustizia”, e a meno che impersonate da uomini o donne che interpretavano il ruolo di certi dèi o certe dèe, esse naturalmente non rispondevano mai alle preghiere degli uomini. Per tanto non vi era una relazione patologica tra il Pagano europeo e le sue divinità. Nient’affatto egli si relazionava ad esse al modo dei Giudeo-Cristiani con il loro “dio”. Egli, il Pagano, non sentiva le voci, “la voce di dio”, poiché di fatto non c’era nessuno che gli stesse parlando. Non si aspettava che accadesse o si compisse proprio un bel niente. Non si rivolgeva a nulla e a nessuno.

Con chi è che sta parlando ‘sto tipo?

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Piuttosto, gli spiriti di natura sono anche reali, chiamati spiriti perché non erano fisici, tangibili. Sono ciò che possiamo chiamare ideali : onestà, coraggio, giustizia, buona salute, bellezza, purezza, innocenza, gentilezza, amore, etc. Detti ideali — gli spiriti — venivano visti ovunque in natura. Un animale particolarmente coraggioso sarebbe legato allo spirito del coraggio, uno più docile e gentile sarebbe connesso allo spirito equivalente, un albero particolarmente robusto avrebbe un legame col dio della forza, e via dicendo. Potreste comunque controbattere dicendo che non esistono gli spiriti, ma vi sbagliereste cosìccome fareste affermando che non esistono onestà, coraggio, giustizia, buona salute, bellezza, purezza, innocenza, gentilezza, amore, etc.

Altre due divinità reali

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Le divinità europee erano quindi molto reali.

In un tempo lontano i nostri antenati praticavano ciò che oggi impropriamente chiamiamo magia o stregoneria, utilizzando degli incantesimi per influenzare gli spiriti della natura. Alcuni in ciò erano più versati rispetto ad altri, ed ogni anno venivano indette delle competizioni per assicurarsi che il Clan disponesse sempre dei migliori individui adatti a ricoprire il ruolo di Re e Regina Sacri. Il Re veniva eletto sulla base delle proprie capacità e abilità, la forza, l’intelligenza e la buona salute essendo le principali qualità. La Regina lo era in quanto la più innocente, la più paziente e di più bell’aspetto fra tutte quante.

Ancor oggi sappiamo di questa tradizione che si riferisce al Re e alla Regina di Maggio, con le rispettive gare, sia dalle nostre fiabe che dalla mitologia e dai canti popolari.

Col tempo divenne chiaro che non sempre gli incantesimi del mago funzionavano, e perciò alcune società cambiarono : piuttosto che affidarsi alla sua capacità di compiere incantesimi, si cominciò a rivolgersi più direttamente agli spiriti, chiedendo loro di accondiscendere alle richeste postegli. A tanto, gli spiriti ermafroditi vennero antropomorfizzati e venne dato loro un genere ed un nome : per esempio, si chiamò “Fulmine” lo spirito del fulmine, Loki in Scandinavia (“fulmine”, dalla radice PIE *luk-); “Tonante” fu chiamato lo spirito del tuono, Þórr in Scandinavia (“il tonante”, per l’appunto), e così via. Gli alberi e gli animali con cui originariamente questi spiriti erano stati associati divennero gli attributi delle divinità. Così ecco che il tempio di Þórr fu eretto nei pressi d’una quercia, e perciò si dice che il suo carro sia trainato da delle capre. Il tempio di Freyja era eretto attorno ad un ciliegio, e il suo carro trainato da gatti, etc.

Tuttavia ogni livello della società era ancora compenetrato dall’idea di stregoneria (magia simpatetica) al punto, che per acquisire i poteri degli dèi, l’uomo — ossia, i sacerdoti e le sacerdotesse — arrivò ad impersonare gli dèi stessi. Per esempio, traverstendosi come una dea, impersonandola, prendendone il nome, una ragazza diventava la dea, acquisendone così i poteri. Gli dèi e le dèe dei templi erano per tanto effettivamente reali: erano lì presenti loro stessi, in carne e ossa! Ascoltando le preghiere degli uomini, mangiando gli animali sacrificati, curando i feriti e portati su un carro attraverso i campi per benedirli, etc. Le divinità erano reali! Al Re e alla Regina Sacri di stampo stregonico-spirituale, si andarono a sostituire un Re e una Regina Sacri di natura più magico-divina, in sostanza non molto cambiò.

Delle competizioni annuali erano organizzate al fine di mettere in luce gli individui migliori che fossero per il Clan i più adatti a rivestire i ruoli di Re e Regina Sacri. Il Re veniva ancora scelto con gli stessi criteri, e altrettanto veniva fatto per la Regina.

Ai vincitori di queste gare annuali veniva consegnata una mela. Naturalmente, gli uomini che invecchiavano non avevano alcuna di possibilità di vincere a dei giochi in stile olimpico contro un uomo più giovane e forte, così come le donne che andavano avanti con gli anni non potevano certo competere in bellezza con delle ragazze più giovani. Perciò le divinità rimanevano eternamente giovani, grazie alle mele di Iðunn.

Traduzione a cura di Marco Prandini

Tra le Rovine

In Europa si possono visitare località storiche di diverse categorie, ed osservare ciò che collega l’uomo moderno e il passato con i propri occhi. Si vede ciò che una volta era, e ciò che oggi ne rimane. Il più delle volte è stato rovinato completamente, o quanto meno in parte, a causa dell’ondata di odiosa distruzione anti-europea portata nel nostro continente dai giudeo-cristiani.

Oggi io e un mio amico abbiamo portato le nostre famiglie a visitare un sito gallo-romano. La mia famiglia c’era già stata in precedenza, in compagnia d’un buon amico dall’Ile-de-France, ma quando arrivammo realizzammo che — oh no –l’ultima volta che ci siamo stati non eravamo propriamente …visitammo solamente ciò che meglio potrebbe essere descritto come un cumulo di macerie, a circa duecento metri, credo, dal vero sito. Mi son sentito un po’ in colpa per aver portato il mio amico fin lì solo per vedere quell’ammasso di macerie.

Naturalmente, ci eravamo portati dietro l’attrezzatura da campeggio e un po’ di cibo, e tra il cucinare e il pranzare, discutevamo di come fosse triste il fatto che i giudeo-cristiani arrivarono nella nostra Europa, e che distrussero quasi tutti i luoghi sacri della paganità europea. Questi inoltre presero pure delle pietre che si trovavano proprio a fianco a noi con lo scopo di costruirci delle chiese. Quindi il tempio era ridotto a poco più che rovine non tanto per le offese del tempo e del clima, ma per l’azione dell’uomo. Questi luoghi sacri furono progettati e costruiti per durare per sempre, ma a causa dell’incoscenza alimentata dall’odio e dall’estremo disprezzo per il retaggio culturale europeo dell’uomo giudeo-cristiano, ora giacciono in rovina.

Nemmeno tutta la distruzione di cui il Giudeo-Cristianesimo è capace potrebbe tuttavia sradicare la magia che permea un luogo sacro pagano, o il sentimento del sentirsi connessi con gli Antichi quando calpesti il suolo che loro stessi calpestarono e tocchi ciò che costruirono con le loro mani, o ciò che quantomeno ne è rimasto.

Sebbene ve ne siano ancora molti, o piuttosto rimaniamo con molte loro rovine, molti di questi luoghi sacri sono stati dissacrati dagli stessi giudeo-cristiani, che distrussero, specie dandoli alle fiamme, tutti i templi europei che poterono trovare, abbatterono mura, distrussero statue, rasero al suolo boschi sacri e uccisero sacerdoti e sacerdotesse. Poi vi costruirono i loro templi, in onore del loro idolo criminale e il suo “padre divino”, proprio in cima ai resti dei templi pagani, pertanto assicurandosi che nessuno li avrebbe mai ritrovati, che nessuno si sarebbe chiesto cosa fossero, a che funzione asservissero o che tipi di templi fossero. Solo il Giudeo-Cristianesimo fu tollerato: tutto il resto su cui riuscirono a mettere mano fu distrutto.

Passò poi del tempo, e il nostro retaggio stava quasi per essere totalmente perduto per sempre, non fosse che per merito di invasori Musulmani. Già, i Musulmani trovarono degli antichi testi greci e latini e li tradussero in arabo, e da essi impararono molto, in effetti così tanto che grazie a ciò raggiunsero un grado di sviluppo tecnologico e scientifico più avanzato rispetto a quello dei primitivi Giudeo-Cristiani! Ebbero accesso alla antica scienza europea, alla filosofia, alla matematica, e quant’altro: tutto ciò che fu rigettato e distrutto a vista da quei pazzi furiosi Giudeo-Cristiani lunatici.

In risposta all’invasione dei Musulmani il cosiddetto Papa indì delle crociate contro di essi, e quando i crociati europei sconfissero i Musulmani più avanzati tecnologicamente e scientificamente e conquistarono le loro terre, rinvennero gli antichi testi greci e latini, o le traduzioni in lingua araba. Avevano trovato una via per ritornare all’Europa…

Gioisci Europa! Quando tali testi presero a diffondersi nel tuo grembo la Rinascenza vide la luce. Ciò fu proprio il risultato di un’Europa che aveva ritrovato il proprio intimo essere: la filosofia pagana, la matematica, la letteratura e la scienza dell’Antichità, riportate a noi tramite gli invasori Musulmani. Trovammo il modo per ritornare a tutto ciò che era stato distrutto qui in Europa dai Giudeo-Cristiani alimentati dall’odio. Nemmeno il terrore dei Giudeo-Cristiani non fu in grado di smorzare quel fuoco che andò riaccendendosi, quel fuoco che fu alla base del risveglio dello spirito europeo.

Dal Rinascimento in avanti fino a questo preciso momento, l’Europa sta cercando di liberarsi dal giogo del Giudeo-Cristianesimo, di disfarsi delle catene mentali, spirituali e fisiche dell’ebraico culto, del Cristianesimo. Poco per volta ma con decisione noi lo rigettiamo, passo dopo passo, giorno per giorno, e ci sbarazziamo dell’odio per sè stessi, dell’autodisprezzo, dell’umiltà, dell’odio della vita che tale culto ci impose con la forza, con la violenza e con la tortura, con minacce, menzogne, malizia, e con distruzione.

Traduzione a cura di Marco Prandini

Il Neanderthal Subumano

Quando i primi resti di Neanderthal vennero scoperti nel XIX secolo, la prima a investigare su questi ritrovamenti fu la chiesa. Sì, i preti si assicurarono che la scoperta di un essere umano con un teschio in grado di accogliere un cervello più grande (!) di quello dell’uomo moderno non causasse problemi a loro o ai loro precetti giudaici. L’idea che un «selvaggio Pagano» Europeo fosse più intelligente dell’uomo moderno, o sicuramente dei creatori della fede cristiana, era decisamente troppo per loro.

A causa di ciò i Neanderthal, gli originari nativi Europei, vennero presentati in una pessima luce. (Il Neanderthal) divenne un semi-animale, una bruta mezza-scimmia, un subumano rivoltante, lurido e primitivo. Giunsero addirittura alla conclusione che probabilmente non avesse nemmeno la capacità di parlare. Era semplicemente un’altra bestia della natura.

Alcuni scienziati Europei provarono a presentare il Neanderthal in modo più accurato, ma non avevano alcuna possibilità contro la chiesa, il suo potere e la sua macchina di propaganda. Così il Neanderthal, ad oggi, è considerato un subumano.

Quando gli scienziati Europei trovarono le prove che i Neanderthal non si fossero mai realmente estinti, bensì che siano parte di noi tutt’oggi, l’orribile immagine di una selvaggia mezza-scimmia subumana apparve in quasi tutte le menti. «Abbiamo i loro geni in noi? Oh no!» I giornali che scrissero a riguardo sembravano più shockati dal fatto che avessimo in noi i loro geni «subumani» che da qualunque altra cosa.

Un altro personaggio storico ad essere stato presentato in una luce piuttosto cattiva è quest’uomo;
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Sì, per più di 70 anni hanno tentato di farcelo immaginare come un uomo cattivo e odioso, un artista fallito adirato contro gli ebrei che non apprezzavano la sua arte, un uomo con un solo testicolo, un uomo che ha ordinato il gassamento di 6 milioni di ebrei, l’uomo che ha cominciato la Seconda Guerra Mondiale, e così via. Infine hanno anche provato a farci credere che Hitler stesso fosse un ebreo, che avesse antenati ebraici. Non gli fu portato alcun genere di rispetto; non evitarono alcun mezzo pur di farci pensar male di lui.

Anche Hitler, proprio come i nostri antenati Neanderthal, è diventato un mostro!

A causa di ciò molti respingono l’idea di avere una buona opinione di Hitler e dei Neanderthal. E’ dura, per loro, accettare l’idea che forse ciò che gli è stato detto riguardo Hitler ed i Neanderthal non è semplicemente inesatto, bensì sono menzogne spudorate – dette con intento malvagio e moventi puramente sinistri! Naturalmente, alcuni credono che abbiano diffuso menzogne soltanto riguardo Hitler, o riguardo i Neanderthal, e tuttora credono nelle menzogne riguardo l’altro. E’ difficile liberarsi dalla propaganda di menzogne giudaica con cui tutti siamo cresciuti. Ahimè!

Il proto-Europeo, il Neanderthal, non era affatto un selvaggio, una mezza-scimmia bassa o orrenda. Non era nemmeno lurido (non lo sono nemmeno molti animali!), e perché mai non sarebbe stato capace di parlare? Non c’è nulla di concreto a suggerire ciò! Qualunque cosa negativa riguardo i Neanderthal è stata inventata dai preti o da «scienziati» ebrei!

Gli Europei moderni sono spesso biondi e hanno gli occhi azzurri perché i Neanderthal erano biondi con gli occhi azzurri. Siamo bianchi perché i Neanderthal erano bianchi. Siamo intelligenti, e molto di più delle altre razze, poiché il Neanderthal era più intelligente delle altre specie umane. Non siamo più esattamente come i Neanderthal di cui abbiamo trovato i resti perché, durante le Ere Glaciali, alcuni Neanderthal si spostarono così tanto a sud da venire a contatto con altre specie umane e si meticciarono con l’Homo Sapiens (i proto-Africani), e questi geni non-Europei col tempo si diffusero in tutta l’Europa. Meno nel Nord, più nel Sud, sicuramente, ma alla fine trasformarono l’intera specie Europea. Ci trasformarono in ciò che siamo oggi; Europei moderni.

Siamo subumani? Siamo bestie selvagge? Siamo mezze-scimmie? Siamo luridi? Sembriamo mezze-scimmie? Siamo mai stati luridi nella storia? No? E allora perché avrebbero dovuto esserlo i nostri antenati più lontani? Sappiamo parlare? Sì? E allora perché non avrebbero dovuto parlare anche i nostri antenati?

Le lingue Europee diventano più avanzate e complesse man mano che andiamo indietro nel tempo. Ad esempio, il norvegese è primitivo rispetto al norreno. Il norreno è primitivo rispetto al proto-nordico. Il proto-nordico è primitivo rispetto al proto-germanico. Pertanto perché la lingua dei nostri antenati primitivi non sarebbe dovuta essere, di conseguenza, ancora più complessa e avanzata? Perché non avrebbero dovuto esserlo anche loro, rispetto a noi?

La nozione che l’uomo moderno sia «l’apice dell’evoluzione» è un nonsenso! Anche la chiesa vuole farci credere questo; vogliono farci credere che il futuro sia tutto ciò che conti! Certo, avevano il loro Giardino dell’Eden, e ammettono che questo Paradiso sia esistito nel passato, ma vi hanno sigillato ogni via d’accesso con il loro «peccato originale»: ogni cosa buona, pertanto, risiede nel futuro; la salvezza; il Paradiso o la qualunque! E’ tutto collocato nel futuro! Non guardate al passato! Oh no; il passato è solamente malvagio; Pagano, selvaggio, primitivo, crudele e orribile! Ricorda solo i peccati del passato!

Naturalmente loro vogliono farci pensare così; il Paganesimo è un culto del passato, un culto degli antenati, in cui gli antenati sono lodati, riveriti e celebrati come il meglio che ci sia! In cui viene preservato il meglio del passato per portarlo con con noi nel futuro. Onore. Gloria. Forza. Tutto viene dal passato. Siamo ciò che siamo a causa dei nostri antenati. Se rifiutate una qualunque realtà spirituale, dovete quantomeno ammettere che siamo quel che siamo a causa del DNA dei nostri antenati! Dobbiamo lavorare per mantenere il buono!

E i Neanderthal costituiscono la vasta maggioranza dei nostri antenati. Il nostro DNA ci dice che almeno il 99,7% dei nostri geni viene dai Neanderthal. Il restante 0,3% viene dall’Homo Sapiens (i proto-Africani). Piuttosto di vergognarci dei nostri antenati Neanderthal, per colpa delle menzogne giudaiche che ci sono state dette per così tanto tempo, dovremmo esserne fieri.

Negli ultimi millenni l’umanità è degenerata, proprio come le nostre lingue sono degenerate. Principalmente a causa della civiltà, e in secondo luogo a causa del cristianesimo; abbiamo smesso di lavorare per mantenere il buono del passato. Se ciò continua, ci trasformeremo nei subumani che tanti di noi disprezzano; luridi, stupidi, brutali, crudeli, mezze-scimmie; scimmie che scorazzano facendo sesso con qualunque cosa si muova, mangiandosi gli un gli altri nello stesso posto dove si caga.

Solo il culto del passato può salvarci da questo. Più sono antichi gli dei, meglio è. Più indietro nel tempo affondano le radici, tanto più possono nutrirci e salvarci dal trasformarci in scimmie.

Se avete dubbi, vi consiglio di leggere i post su Atala. Prendetevi del tempo. Leggeteli tutti. Farlo vi renderà più saggi. HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Leandro Ippolito

Santifica e Cura

Post originale di Varg Vikernes

Probabilmente molti di voi conoscono la fiaba La Principessa sul Pisello (tagliato e incollato dalla pagina di Wikipedia dedicata a La Principessa sul Pisello): “La storia racconta di un principe che vuole sposare una principessa, ma che ha difficoltà nel trovare una moglie adatta. C’è sempre qualcosa di sbagliato in quelle che conosce, e non può essere certo che siano vere principesse. In una notte tempestosa (nelle storie di Andersen sempre foriera di una situazione in cui la vita è in pericolo o dell’opportunità che si verifichi un incontro romantico), una giovane donna bagnata fradicia cerca riparo nel castello del principe. Afferma di essere una principessa, quindi la madre del principe decide di mettere alla prova il loro inatteso ospite mettendo un pisello nel letto che le viene offerto per la notte, coperto da 20 materassi e da 20 piumini. Al mattino l’ospite racconta ai padroni di casa – in un discorso colorato con doppi sensi – che ha sopportato una notte senza sonno, tenuta sveglia da qualcosa di duro nel letto; qualcosa che certamente la ha indolenzita. Il principe gioisce. Solo una vera principessa avrebbe avuto la sensibilità per sentire un pisello attraverso una tale quantità di coperte.” 

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Ricordare oggi questa fiaba mi ha fatto pensare…si: all’autismo.

Oggi normalmente viene data una diagnosi di autismo alle persone con certi tratti caratteriali, come una intelligenza eterogenea, una ipersensibilità (ai rumori, a certi tessuti, ai cambiamenti nella routine ecc.), interessi speciali, una tendenza a pensare per immagini invece che per mezzo delle parole, una speciale abilità nel concentrarsi e nel notare dettagli dove altri non lo fanno, uno speciale interesse nelle collezioni e/o altri tratti.

Normalmente si distingue tra autistici “ad alto funzionamento” (spesso semplicemente chiamati “Aspergers”) e autistici “a basso funzionamento”, e questi ultimi sono solitamente ciò a cui le persone normali pensano quando sentono parlare dell’autismo. Parlerò del primo caso qui, perché sono molto interessanti da una prospettiva storica e non c’è nulla di sbagliato in loro – a meno che ovviamente non abbiano anche alcuni problemi che non sono legati in alcun modo con il loro autismo, così com’è li hanno molti esseri umani non-autistici.

Gli Aspergers sono spesso individui con cui per molti è un po’ difficile relazionarsi socialmente, ma possiedono alcune abilità che i normali esseri umani semplicemente non hanno, e si pensa per questo motivo che siano stati estremamente sovrarappresentati in tutti i tipi di lavoro dove la combinazione di intelligenza estremamente alta, eccezionale senso per i dettagli, completo disinteresse per ciò che le altre persone pensano di loro, una estrema abilità di concentrazione e una memoria eccezionalmente buona sono stati fattori importanti. I ricercatori sull’autismo hanno scherzosamente detto che probabilmente ogni singola grande figura storica nella storia dell’uomo era un Asperger: capi politici, inventori, generali, compositori, scienziati e così via. Solo gli Aspergers possiedono le eccezionali abilità necessarie per tutto ciò, affermano (e io concordo).

Asperger è oggi una “diagnosi”, e questo è ovviamente molto strano, perché Asperger significa solamente che sei differente, che la tua mente funziona in modo differente. Non c’è nulla di sbagliato con gli Aspergers! Funzionano semplicemente in modo diverso.

Mia moglie (Asperger) ha ipotizzato su atala.fr che le caratteristiche di un Asperger potrebbero benissimo essere caratteristiche ereditate dai nostri antenati Neanderthal. Quando i nostri antenati si ibridizzarono con l’Homo sapiens il cranio cambiò un po’, ovviamente col passare del tempo, e a causa di ciò cambiò anche la mente, e l’uomo Europeo divenne più stupido e anche meno felice. Così infelice che cominciò a fare ogni sorta di cosa pur di alleviare la sua situazione; creò l’arte perché non era più in grado di vedere la bellezza (e i dettagli) della natura in sé, e creò la civiltà e una nuova tecnologia, perché non poteva più sopportare la vita così com’era e cercava di renderla migliore.

Anche gli Aspergers soffrono di questa vertigine metafisica, e oso affermare; in particolare gli Aspergers soffrono di questa vertigine metafisica, perché vedono e comprendono molto di più lo stato originario e naturale delle cose rispetto alle persone normali, e probabilmente tutte le innovazione e tecnologie furono ideate dagli Aspergers.

Le persone normali assomigliano più all’homo sapiens…non sono molto inventive, non sono molto artistiche, non sono ottimi capi, non tendono a pianificare in anticipo, necessitano disperatamente di avere degli amici, solitamente si preoccupano moltissimo di ciò che le altre persone pensano su di loro e non vogliono essere diversi, ecc. E non sono nemmeno molto intelligenti.

Va bene, Asperger è una “diagnosi”, e ce l’hai o non ce l’hai, ma le caratteristiche che identificano un Asperger sono molte, e non devi averle tutte, o tutte quante ad un tale grado da far sì che ti venga data la “diagnosi” Asperger se venissi esaminato a riguardo, per poter dire di avere una mente Europea. In Europa possiamo addirittura vedere intere tribù con un modo di pensare molto simile a quello degli Aspergers. L’esempio più scontato è ovviamente la Finlandia, ma anche gli Scandinavi sul piano collettivo hanno un comportamento molto simile a quello degli Aspergers. Hanno ad esempio una più o meno seria necessità di intossicarsi con l’alcool per poter essere in grado di comunicare tra loro ad un livello “moderno” (…), e giudicano una settimana o due da soli in una capanna di tronchi nel bel mezzo del nulla come la miglior vacanza che ci possa essere – lontano da tutti gli altri, e meno elettricità e acqua corrente ci sono meglio è!

E perché no? Pensi che i nostri antenati nomadi fossero così tanto socievoli? Pensi che l’Europa fosse così affollata che ovunque si voltassero si sarebbero urtati con qualcuno? No! Erano molto soli, in piccoli gruppi (famiglie), e parlavano ad altri solo ogni tanto, quando li incontravano, più comunemente, in luoghi d’incontro prestabiliti (per scambiare notizie e non ultimo allo scopo di trovare spose per i loro figli). Le società ultra-sociali e fortemente non-Europee in cui viviamo oggi sono molto aliene alla nostra natura Europea! Non c’è da meravigliarsi se necessitiamo di intossicarci per “funzionare” in accordo con le moderne regole sociali!

Ora, queste “tribù Asperger” lassù nell’Europa Settentrionale risultano anche essere le tribù più pure razzialmente dell’Europa, quelle con più caratteristiche Neanderthal. Quindi perché non dovrebbero avere anche la più alta percentuale di “sintomi” Asperger (Neanderthal)?

L’Europa successiva alla infezione homo sapiens era una società cambiata, ma i più o meno ibridizzati Europei erano sicuramente in grado di riconoscere ancora quelle buone vecchie caratteristiche mentali Europee, e questo ci riporta a La Principessa sul Pisello. Per preservare e addirittura coltivare queste qualità Europee crearono un sistema per trovarle; e questo spiega l’arrivo della religione Europea, cresciuta dal Culto dell’Orso dei Neanderthal. In La Principessa sul Pisello vediamo che volevano scoprire se lei era ipersensibile; se poteva sentire il pisello sotto quei 20 materassi e quei 20 piumini. Quando poteva avvertire il pisello, non riuscendo nemmeno a dormire a causa di esso, sapevano che era per certo una vera Europea, e non semplicemente Europea nell’aspetto – per cui il principe voleva sposarla! Vedi: le caratteristiche Neanderthal vengono trasmesse di genitori in figli…

La maggior parte degli Europei che hanno un aspetto Europeo sono anche maggiormente Europei nella mente piuttosto che Africani, nonostante non sono e probabilmente non verrebbero diagnosticati come “Aspergers”, ma molti “Europei” per davvero non sono mentalmente Europei.

Proprio come ci assicuriamo che i migliori tra noi in bellezza/salute, forza fisica, abilità creative, intelligenza, onestà, coraggio e così via sopravvivano, dobbiamo assicurarci di coltivare anche il modo Europeo d’essere e di pensare. L’unico modo per fare ciò è abbracciare la religione Europea, che fu creata per questo scopo preciso in seguito all’ibridazione delle specie (cominciata circa 100’000 anni fa). La religione Europea è uno strumento per guarire l’Europa, e per ripristinare l’uomo Europeo, nella carne e nello spirito, nel sangue e nella mente. HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Le Radici di un Albero

Per prima cosa una colonna sonora per il post

Sappiamo molte cose riguardo l’uomo e il mondo in cui vive, e ci sono molte cose che sappiamo essere andate perdute e di cui siamo realmente solo a conoscenza, ma ciò che raramente prendiamo in considerazione è quanto è andato perduto poiché anche il ricordo è stato distrutto dai nostri nemici. Ci sono molteplici storie di “olocausti” nei nostri libri di storia, che gettano un’ombra sulla realtà.

I «primi cristiani» (ovvero cripto-giudei) in Europa bruciarono sistematicamente o distrussero in altri modi ogni frammento di cultura Europea in cui s’imbatterono e sui cui poterono allungare le loro luride mani, e continuarono a farlo per centinaia di anni. Infatti lo fanno ancora, soltanto non sono più chiamati «primi» cristiani e non sono più tutti quanti cripto-giudei.

I musulmani fecero la stessa cosa ovunque andarono, ma fortunatamente la loro devastazione fu limitata alla penisola iberica, ai Balcani e a parti dell’Italia. Comunque, anche loro presero molti libri o vennero, in altre maniere, a contatto con antichi testi Europei e li tradussero in arabo. Pertanto, ironicamente, a causa loro e della loro aggressione molta della nostra cultura Europea, che altrimenti sarebbe andata perduta, sopravvisse.

Oggi quindi conosciamo la filosofia e la letteratura Romana e Greca, prese dai musulmani nelle aree che occuparono, ma abbiamo molte poche informazioni riguardo le altri parti d’Europa; le parti dove i «primi cristiani» ed i loro Europei convertiti regnavano liberi. Sappiamo alcune cose perché i cristiani «per errore» documentarono informazioni riguardo la cultura Europea nel loro tentativo di demonizzare i nostri antenati. Abbiamo anche una manciata di libri, come le Edda, documentate dai cristiani per altre ragioni. (Nessuno di questi libri è stato scritto da un autentico ebreo, ovviamente.)

I cristiani più stupidi asseriscono che «se non fosse stato per quei cristiani che documentarono le informazioni in quel modo, non avremmo saputo assolutamente nulla riguardo la religione Europea». Niente potrebbe essere più distante dalla verità; se non fosse stato per i cristiani, innanzitutto la nostra cultura Europea sarebbe rimasta intatta.

Nel XX ed anche nel XIX secolo molti Europei, come Julius Evola, si rivolsero verso l’Asia meridionale per trovare informazioni riguardo il retaggio Europeo. Fecero ciò poiché videro che molto del retaggio Europeo era meglio conservato lì che qui. Gli asiatici meridionali non patirono mai (quanto noi) a causa dei giudei o della maledizione del cristianesimo creata dai giudei, quindi sebbene le loro classi elevate non fossero più Europee, per come lo erano state in passato, le loro religioni in parte lo erano. Per questo c’è molto da scoprire lì, in particolare in India e in Tibet, che potrebbe insegnarci ed aiutarci a comprendere meglio la nostra cultura Europea.

Nessun albero può crescere senza le proprie radici, nessun edificio può ergersi senza fondamenta. Affinché l’Europa cresca – o anche solo sopravviva – abbiamo bisogno delle nostre radici. Abbiamo bisogno di costruire il futuro su fondamenta Europee. Le radici di un altro albero non recano benefici al nostro albero. Le fondamenta di un’altra casa non sono adatte alla nostra. Senza il nostro passato, praticamente, non abbiamo futuro!

La saggezza perduta che non possiamo ritrovare – nell’erba verde, in rovine abbandonate, in caverne buie o nascosta sotto strati di muschio – possiamo ricostruirla dalla memoria! Sì, dalla memoria del sangue. Dopotutto siamo ancora Europei, la maggior parte di noi ad ogni modo, e come un pozzo di saggezza il nostro cuore e il nostro sangue possono nutrire i nostri spiriti e le nostre menti ed insegnarci ciò che è andato perduto. Possiamo dare ascolto alle voci dei nostri antenati e ricostruire la nostra magnifica Europa!

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Ah, ma molti fraintendono questo approccio e pensano giri tutto attorno ad un ritorno al passato. Non lo è; è una continuazione nel futuro, ma con un’altra direzione. Raccogliamo le parti buone del passato (poiché in precedenza l’abbiamo perso) e lo portiamo con noi nel futuro! Conserviamo anche le parti buone che – malgrado il giogo ebraico – abbiamo creato negli ultimi millenni. Non buttiamo via nulla di buono: accantoniamo soltanto il brutto, il marcio, il disonesto, il falso, l’ingiusto, il codardo, il disonorevole; il non-Europeo!

La vita non è la maledizione di un qualche «dio» desertico fittizio, in cui dobbiamo soffrire in quanto creature così orribilmente peccaminose, e per cui dovremmo fare del nostro meglio per rimpiazzarla con un posto nel «paradiso» ebraico. La vita sulla Terra ha un significato in sé! Non c’è nulla di meglio della vita sulla Terra! Certamente, possiamo goderci una pausa dalla vita (ergo la morte) di tanto in tanto, prima di ritornare a goderci nuovamente la vita, a crescere e diventare migliori, ma l’obiettivo non è riposare; l’obiettivo è vivere e vivere in un buon modo!

La vita è bella se coltiviamo il buono in noi e nel mondo in cui viviamo, ed il male è presente nella vita per portare l’opportunità al bene di compiere la propria opera, per così dire. Non ci sbarazzeremo mai di tutto ciò che è «negativo», ed ovviamente se lo facessimo segnerebbe la nostra condanna – perché abbiamo bisogno del male per crescere o per restare forti, per imparare. L’obbiettivo non è il fine ultimo in questo contesto: lo è la strada per l’obbiettivo.

Anche oggi, in un mondo soffocato dall’oscurità giudaica e dalla disperazione, dovremmo vederla come un’opportunità! Noi – a differenza di così tanti nostri antenati – abbiamo l’opportunità di sconfiggere un nemico prossimo ad assassinare non soltanto una famiglia, una tribù o addirittura un popolo, bensì un’intera razza – addirittura una specie! Abbiamo l’opportunità di diventare Eroi più grandi e più importanti di qualunque Eroe prima di noi! Abbiamo l’opportunità di sconfiggere un nemico più forte, più grande, più potente, più orribile e più crudele di qualunque nemico l’Europa abbia affrontato in passato! Rallegratevi! Prendete le vostre spade e caricate (metaforicamente parlando, ovviamente…)! I bardi canteranno della vostra storia per le ere a venire, se lo farete.

L’Europa è la culla dell’eroismo e dell’inventiva, della filosofia e della giustizia! Credere che l’uomo nato da questa culla sia qualcosa di diverso è semplicemente ridicolo. Il futuro è radioso per ogni grande uomo – e tutti gli altri uomini forgiano sé stessi: semplicemente scelgono di essere grandi! Ogni Europeo ha in sé l’essere grande – il fare cià ch’è giusto incuranti dei costi personali o dei rischi! Anche tu!

Uccidiamo la bestia (metaforicamente parlando…) e salviamo l’Europa! Possiamo – e lo faremo! HailaR WôðanaR! 

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Traduzione a cura di Leandro Ippolito