Sul voto

Articolo originale di Varg Vikernes.

Al giorno d’oggi tutte le elezioni politiche sono delle bufale e l’interno sistema di voto altro non è che un mezzo per tenere in riga i pecoroni. Il voto, tuttavia, era qualcosa d’altro…

Un po’ di musica prima di continuare.

Il voto nell’Europa pagana non era tanto il diritto dell’elettore, quanto più il suo dovere. Non era un privilegio tanto quanto non fosse un peso. Oggi, qualunque persona che vive nel tuo paese da almeno tre anni o più e che ha compiuto almeno 18 anni può votare. La sua intelligenza, fedeltà, conoscenza, legittimità, spirito di sacrificio e legame con la terra in cui vive sono completamente irrilevanti.

In passato, tuttavia, il voto era concesso solo ai nobili che erano sposati, e prima che cominciate a farvi strane idee: la nobiltà dell’Europa pagana costituiva il 70-75% della popolazione, se non di più. Il restante 25-30% era composto da uomini liberi e da schiavi (questi ultimi non essendo veri e propri schiavi, quanto più dei servitori) — ed ovviamente, anche qualche fuorilegge.

Nobile era il nativo che possedeva una propriertà allodiale, proprietà che era in possesso della sua famiglia da molte generazioni, di solito almeno cinque, o anche per 250 anni o più. Le regole esatte in questo contesto erano diverse da un regno all’altro, e cambiavano anche nel corso del tempo.

Solo ai nobiluomini era concesso di votare, non perché le donne fossero considerate come inferiori, quanto più perché solo i nobiluomini sposati potevano votare, e si assumeva che si erano consultati con le proprie mogli e avevano da esse ricevuto dei consigli prima che ogni votazione avesse luogo. Inoltre non solo doveva essere sposato, ma doveva avere anche dei figli! Il voto che esprimeva non era solo il suo personale, ma quello della sua famiglia. Quindi : una famiglia, un voto.

L’idea era quella che solamente agli individui profondamente radicati nella nazione e a quelli con dei figli era consentito di influenzare la direzione che la nazione doveva seguire, poiché solo loro avrebbero avuto ben presente gli interessi della nazione all’atto del voto. Solo loro avrebbero avuto a cuore il futuro della nazione!

Quindi, per che cosa esattamente votavano?
Re e Regina governavano sulla terra, ossia si assicuravano che il regno, gli interessi della gente e le tradizioni venissero protette, ma ogni qual volta delle decisioni importanti dovevano essere prese, di solito in riguardo se il regno dovesse o meno entrare in guerra, ai nobili veniva chiesto di votare o contro o a favore. Solo il Re poteva richiedere che una votazione del genere avesse luogo, e l’imparziale Regina giudicava circa l’esito del voto.

La maggior parte delle volte erano i nobili a governare le proprie vite; coltivavano le loro terre e i loro interessi come giudicavano più giusto, mentre si affidavano alla figura del Re solo in casi di laeadership militare o religiosa, o per quando i nobili erano in conflitto tra di loro : il Re era un dio, ed era anche il dio della giustizia.

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Il Re era il Capo del Regno, ma ogni Nobile era il Capo della sua proprietà allodiale, e nemmeno il Re in persona poteva interferire su tale sacro diritto, e questo diritto era simboleggiato dall’Alto Seggio, noto come Öndvegi (“Il viaggio/la strada degli spiriti”) — così chiamato perché i diritti e i doveri del nobile antenato venivano trasferiti al primogenito nel momento in cui questi si sedeva sul seggio del padre defunto acquisendo così il dominio e la gestione della famiglia e della proprietà allodiale.

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Rispetto all’Europa del giorno d’oggi, quella pre-cristiana era molto diversa, sotto moltissimi aspetti, anche per quanto riguarda appunto il votare, il diritto al voto e il motivo del voto.

Io voto per un ritorno ad un’Europa europea, in cui vige la tradizione avita che siano i migliori uomini e le migliori donne a proteggerla. L’unica cosa che dovrebbe essere diversa nell’Europa del futuro è il livello di tolleranza nei confronti di influenze aliene distruttrici. A nessun uomo dovrebbe essere permesso di abbracciare le idee di persone aliene o di permettere di far crescere queste idee sulla sua proprietà allodiale.
HailaR BalðuR!

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La tolleranza è la virtù dell’uomo senza convinzioni — G.K. Chesterton
Traduzione a cura di Marco Prandini

Come in Cielo, così in Terra

Il matrimonio pre-cristiano era di natura sacra, era un’unione tra due divinità! Il Re e la Regina rappresentavano rispettivamente il Dio del Cielo (TîwaR) e la Dea della Terra (Erþô), ed in loro anche tutte le altre divinità. L’uomo e la donna sposati comunemente rappresentavano anch’essi le divinità; rispettivamente il dio della buona salute, della forza giovanile e della libertà (FraujaR), e la dea dell’amore, della libertà, della bellezza giovanile e della salute (Fraujon). Presumo ciò in quanto l’ultimo nome è tuttora utilizzato, in Scandinavia ed in Germania, come titolo per le donne sposate; lo scandinavo «Frue» ed il tedesco «Frau» significano «Donna Sposata» (utilizzati come il termine «Madame») ed entrambi derivano dal nome di Freyja (Fraujon). La sua versione maschile sembra essere stata rimpiazzata, ad un certo punto, dal più aggressivo «Herre» («condottiero»).
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Mia moglie ha ipotizzato, ed io convengo, che le divinità rappresentassero differenti tappe nel «progresso» di una persona attraverso la vita, e ciò avrebbe senso se presupponessimo allora che il matrimonio in sé garantiva all’uomo e alla donna questi titoli. Avevano in tal caso raggiunto il livello di «FraujaR» per gli uomini e di «Fraujon» per le donne. Se non ti fossi sposato, il tuo sviluppo spirituale, intellettuale, emotivo e addirittura fisico avrebbe stagnato; dovevi sposarti per poter continuare al livello successivo – come se il matrimonio fosse un rituale iniziatico in un culto misterico con diversi ranghi. Il rango che conseguivi prendeva il nome da una divinità, e quando ottenevi questo rango tu diventavi quella divinità. Da quel momento iniziavi ad assumere il ruolo di quella divinità nella tua società.

Nel lontano passato la società, naturalmente, era molto diversa da ciò a cui siamo abituati ed ogni gruppo (nomade) probabilmente era costituito, in origine, soltanto da un’unica (larga) famiglia, ciascuna di essere rappresentante ciò che definiremmo una divinità. Più individui potevano anche rappresentare ed assumere il ruolo di una stessa divinità, poiché la divinità non era collegata ad un singolo individuo o personalità. Poteva addirittura essere trovata anche in alberi, piante ed animali. Alcune divinità potevano benissimo non essere presenti nel gruppo, qualora nessuno avesse ottenuto questo rango.

Queste grandi famiglie si scambiavano figli e figlie con altre grandi famiglie che incrociavano il loro cammino, o che forse incontravato in luoghi speciali.

Gli Europei combinavano i matrimoni; innanzitutto i genitori s’incontravano e discutevano la faccenda, e qualora fossero stati d’accordo i bambini in questione erano fidanzati; avevano in progetto di sposarsi più avanti. Quando diventavano adolescenti erano fidanzati normalmente, a meno che ovviamente uno di loro non volesse, e poi infine si sposavano quando la donna era diventata un’adulta. Gli uomini, di norma, erano più grandi delle donne (di circa 5-15 anni) poiché le donne sono più adatte a dare alla luce un bambino quando sono giovani adulte, e gli uomini sono più adatti a nutrire e proteggere le proprie mogli e bambini quando sono un po’ più grandi. Gli uomini sono all’apice della loro forza verso i 30 anni.
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Il compito del ragazzo o del giovane uomo fidanzato era di proteggere, colpire e conquistare il cuore della sua fidanzata. Lei poteva perfettamente respingerlo quando si sarebbero dovuti fidanzare (o anche prima, se è per questo), pertanto lui doveva davvero fare del suo meglio per affascinarla. Aveva un’altra ottima ragione per essere un (giovane) uomo buono, abile, forte, coraggioso, gentile, onesto ed onorevole in ogni accezione!

Potreste dire che magari nessuno dei due avesse un qualche interesse verso l’altro, ma se pensate in quel modo sottovalutate i nostri antenati; perché avrebbero organizzato un matrimonio tra due individui che non si piacevano? In origine non c’erano confini, né regni, né schiavi, né potere sugli altri! Niente accordi da fissare. Niente di quel genere! Conducevano sane vite nomadi, tutti liberi dalla schiavitù! E parlavano ai propri figli! Loro – a differenza dei genitori moderni – socializzavano un sacco coi propri figli. Conoscevano loro e le loro simpatie e antipatie. Incontravano altre famiglie, e possiamo credere che spesso vivessero per lunghi periodi con altre famiglie, pertanto avevano un sacco di tempo per conoscersi gli un gli altri.

Col tempo le grandi famiglie divennero tribù, e più in là queste tribù si stanziarono da qualche parte, ed i primi regni Europei vennero fondati. Il sistema coniugale era ancora lo stesso, che TîwaR fosse il capo di una famiglia nomade o di una tribù stanziale. Subì un paio di cambiamenti col passare del tempo ed il mondo cambiò, non ultimo per l’arrivo dell’agricoltura, ma le fondamenta e l’idea erano le stesse.

Quando i nemici dell’Europa oggi attaccano la nostra antica istituzione coniugale, lo fanno perché è il pilastro che regge tutto quanto; è il collante che tiene insieme l’Europa! Il nucleo familiare, guidato da un uomo ed una donna in un matrimonio sacro, che crescono ed educano i loro figli, è ciò che ha permesso all’Europa di sopravvivere a 2000 anni di cristianesimo. Loro hanno demolito e rimosso con successo così tanto di ciò che era nostro, ma non ci sono ancora riusciti con quest’istituzione sacra! Ci provano – ci provano più forte che mai – ma sebbene il femminismo e la femminilizzazione dell’uomo hanno un qualche successo, l’antica istituzione coniugale Europea si erge forte nei cuori di tutti i veri Europei! «Come in Cielo, così in Terra»; ci sposiamo proprio come i nostri dei e le nostre dee, e così facendo portiamo il Cielo Divino giù sulla Terra – nella veste di un’istituzione coniugale spirituale, intelligente, antica e potente! HailaR WôðanaR! HailaR Fraujon! 

Traduzione a cura di Leandro Ippolito.

Il Matrimonio Sacro

La musica che dovreste ascoltare mentre leggete viene nuovamente dai divini Daemonia Nymphe; Divined by Trophonius. Prendete nota dell’alveare nell’illustrazione nel video e ricordatelo mentre leggete il testo.

Una cosa completamente assente in quasi tutti i libri riguardo il Paganesimo è una descrizione appropriata e la comprensione di un qualcosa tanto essentiale e ampiamente praticato quanto il matrimonio sacro; il matrimonio tra l’uomo e la sua divinità, tra le donne e gli dei, tra gli uomini e le dee. I giudeo-cristiani hanno fallito nel distruggere questa pratica in Europa, ma loro – così come fanno con tutte le cose con cui vengono a contatto – l’hanno pervertita a fondo e l’hanno resa parte del giudeo-cristianesimo; fecero diventare uomini e donne monaci, preti e suore, e fecero «sposare» a quest’ultime il «dio» ebraico. Quella che era stata una salutare pratica Pagana fu trasformata in uno strumento genocida per i giudeo-cristiani, che gli permise di assicurarsi che gli Europei più ben intenzionati, pacifici, buoni e amorevoli non procreassero.

Una bella donna Europea che, a causa dei giudeo-cristiani, non procreerà mai. Non vi è bisogno di aborto o sterilizzazione;
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Il matrimonio sacro, in greco detto hieros gamos (ἱερὸς γάμος), deriva dall’Età della Pietra, in cui la società era governata da un re trovato mediante una selezione attenta, sposato ad una regina trovata mediante una selezione non meno attenta. Le ragazze più belle si riunivano e competevano in una serie di gare, note in Scandinavia come bruðhlaup («matrimoni», originariamente «gare delle spose»); le gare erano prove di abilità (ad es. chi sa filare il miglior filo dall’erioforo?), pazienza (ad es. chi riesce a finire di tessere una maglia prima del tramonto?), persistenza (ad es. chi può cucire per ore senza riposo e finire senza piangere?) e bontà (ad es. chi aiuterà le proprie avversarie?). Dovevano far ciò senza sanguinare (ad es. senza ferirsi con l’ago, il che avrebbe fatto sanguinare il loro dito), e tutte coloro che avevano successo erano eleggibili come Regine di Maggio. La Regina di Maggio era allora scelta o per lotteria (ovvero gli spiriti selezionavano colei che ritenevano migliore per l’impresa) o dal vincitore delle gare di Maggio per gli uomini, che avrebbe poi dato una mela a colei che pensava fosse la più bella di tutte.

Gli uomini che aspiravano alla posizione di Re di Maggio dovevano innanzitutto scalare un albero sacro (ad es. una quercia) e trovare un ramo sacro (ad es. il vischio) e poi portarlo all’arena dove avrebbero partecipato in una gara per gli uomini. Ciò veniva fatto per rendere il Re di Maggio (dell’anno precedente) vulnerabile a loro; egli stesso era un dio, pertanto era invulnerabile a tutti coloro non avessero portato il vischio; la forza vitale del Re di Maggio era immagazzinata nel ramo sacro. Gli uomini partecipavano ad ogni sorta di competizione; tiro con l’arco, corsa, salto, nuoto, scalata, lancio del giavellotto, lancio dell’ascia, cavalcata, giochi con l’anello (ad es. colpire un anello appeso da un albero con una lancia, una fionda o una pietra, spesso [in tempi successivi] con una lancia da cavallo), lotta e pugilato. Ma avevano anche giochi di parole, dove gli uomini ad es. dovevano comporre la poesia più divertente (e far ridere la Regina di Maggio), dovevano raccogliere il miele, trovare acqua fresca, trovare la più grande perla in una conchiglia in fondo al mare, risolvere indovinelli, accendere un fuoco, catturare pesci, catturare selvaggina e così via.

Sappiamo di tutte queste competizioni dalle fiabe scandinave ed anche dalle fiabe francesi e tedesche raccolte dai fratelli Grimm, ma certamente il vero significato di queste è stato nascosto, non dai giudeo-cristiani, ma dai Pagani, che lo fecero per assicurarsi la sopravvivenza in un mondo in cui i giudeo-cristiani distruggevano tutto ciò che era Europeo. Adesso che avete la chiave per comprendere queste splendide fiabe vi suggerisco di visitare di nuovo quel mondo. Sarete meravigliati da quanto capirete adesso, semplicemente per aver letto fin qui in un singolo post di un Pagano. Come ho detto in passato; basta una singola luce per scacciare l’oscurità giudeo-cristiana e riuscire a vedere.

L’uomo che finiva col diventare il Re di Maggio era il più forte e intelligente di tutti! Era un vero uomo, un Eracle (“l’onore del prescelto”), ma la Regina di Maggio era solo una ragazzina, nemmeno della giusta età; non le era concesso di sanguinare, dal dito, mentre partecipava alle gare delle spose, ma le sarebbe stato concesso di partecipare alle gare delle spose soltanto se non avesse mai sanguinato prima d’allora – e ciò includeva il non aver avuto la prima mestruazione. Avrebbe anche perso il suo ruolo di Regina di Maggio se avesse sanguinato per qualsiasi ragione, incluso l’avere la prima mestruazione.

La Bella Addormentata, prossima a sposarsi dopo aver perso il suo ruolo di Regina di Maggio poiché aveva sanguinato dal suo dito;
Brewtnall, Edward Frederick, 1846-1902; Sleeping Beauty

La Regina di Maggio era lei stessa una Dea; l’incarnazione della salute giovanile e della bellezza della natura, era una Vani (“bella”); Venere, Afrodite, Freyja, Aine, Shieba, et cetera. Doveva essere protetta ad ogni costo, e chi sarebbe stato migliore per far ciò se non il miglior uomo fra tutti? Lui la sposava, in un matrimonio sacro, ed il suo unico compito era proteggerla dai mali del mondo. Era un matrimonio puramente simbolico, senza diritti coniugali e intimità fisica tra il Re di Maggio e la Regina di Maggio. Queste due tra le divinità più belle, questi Vani, avrebbero governato la società fino alla prossima gara delle spose, quando avrebbero potuto o mantenere i propri titoli o passarli a qualcuno migliore di loro.

Il Re di Maggio veniva – sembrerebbe – giustiziato alla fine del suo mandato, per trasferire il suo potere al nuovo Re di Maggio, come descritto qui, ma la Regina di Maggio – quando sanguinava per la prima volta – ritornava ad essere semplicemente un’altra normale (seppur molto bella) giovane donna, che col tempo avrebbe sposato un uomo fortunato e probabilmente avrebbe avuto bellissimi bambini con lui. Ritornava ad essere nuovamente un comune âss (“spirito”, pl. æsir).

Tuttavia, questo non era l’unico matrimonio sacro nella società Pagana. Il bardo (skâld/skâldmær), il vate (gôði/gyðja) ed il druido (drôttinn/drôttning), o se preferite i sacerdoti / le sacerdotesse itineranti, i sacerdoti / le sacerdotesse ed i re-sacerdoti / le regine-sacerdotesse rispettivamente sposavano anch’essi le loro divinità. I meglio noti tra loro sono certamente i Baccanti e le Menadi, ma effettivamente tutti i sacerdoti e le sacerdotesse lo facevano. Diventavano un tutt’uno con le loro divinità, dopo un matrimonio sacro (simbolico). Erano sotto la protezione di un dio o di una dea proprio come la Regina di Maggio era sotto la protezione del Re di Maggio. Erano sicuri da ogni male.

Quando diventavano dell’età giusta, solitamente dopo 10 anni di servizio presso la propria divinità, verso i 20 anni (sia per i ragazzi che per le ragazze), lasciavano la protezione della propria divinità e invece si sposavano, e – a differenza di monaci, preti e suore cattolici adoratori della morte – divenivano cittadini utili e avevano figli, proprio come chiunque altro.

La tradizione di lasciare che i giovani offrissero servizio presso una divinità non fungeva semplicemente da educazione religiosa per quell’individuo, era anche un modo per la società Pagana di produrre veri dei e dee, idoli per gli altri, ideali, eroi ed eroine, modelli di comportamento. Erano selezionati dalle masse; soltanto alle più belle (= salutari) ragazze ed ai ragazzi più forti e saggi veniva dato quest’onore, ed era certamente un onore servire una divinità! Sposare una divinità!

Sacra coppia; Bacco e Arianna;
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Ebbene, arrivò il giudeo-cristianesimo, ma questa romantica e bella tradizione non svanì, e non assunse semplicemente la forma del piano genocida di non permettere a preti, monaci e suore di procreare. Sappiamo anche di questa tradizione Pagana in quanto si sviluppò in ciò che divenne nota come la Cavalleria. Sì, le usanze e la condotta dei guerrieri Europei divennero noti come Cavalleria e le loro gare si trasformarono nei Tornei Cavallereschi. Tutto questo fu una continuazione del Paganesimo. Invece di dare una mela alla ragazza che ritenevano più bella, cavalcavano elegantemente verso la tribuna e abbassavano le loro lance per scegliere la nobile ragazza a cui avrebbero dedicato la loro (potenziale) vittoria, e lei – qualora avesse accettato la sua proposta – avrebbe annodato il proprio fazzoletto alla lancia. Dopodiché, prima della giostra, lui avrebbe slegato il fazzoletto per annodarlo invece alla propria manica. E da ciò deriva il modo di dire inglese; “indossare il cuore sulla manica”;  mostrare apertamente i propri sentimenti. Mostrare apertamente quale ragazza si reputi più bella. Non c’era più alcun matrimonio sacro religioso tra il cavaliere fortunato e la sua favorita. I giudeo-cristiani erano riusciti a sottrargli quello.

Fanciulla serba con un cavaliere ferito dopo aver combattuto i nemici dell’Europa (i Turchi);
Kosovo_Maiden,_Uroš_Predić,_1919

La galanteria Pagana sopravvisse per quasi 2000 anni. Cominciò a svanire, e svanì rapidamente nel XIX secolo, ma due grandi guerre scatenate dai giudeo-cristiani nel XX secolo le posero fine, e lo spirito Europeo fu rimpiazzato, con qualche eccezione qua e là, dalla perversa ed iper-sessualizzata mentalità giudeo-cristiana, propagata massicciamente dalla loro industria dell’intrattenimento e dai media. Probabilmente l’unica cosa rimasta di questa galanteria Pagana ai soldati moderni è il modo in cui si salutano, portando la mano destra al berretto. Originariamente ciò era fatto dai cavalieri per alzare le loro visiere quando incontravano altri cavalieri, per far vedere loro il volto, per mostrare chi erano (dietro tutta quell’armatura). Ogni uomo aveva il diritto di sapere contro chi stava combattendo; chi sto uccidendo? Chi mi sta uccidendo?

Un soldato americano fa il saluto, probabilmente senza sapere cosa stia facendo o perché lo stia facendo. Non indossa nemmeno un berretto;
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Il nemico, di certo, non sta mostrando il suo volto. E’ com’è sempre stato; un codardo che si nasconde dietro il palcoscenico, manovrando i fili, e che fa del suo meglio per scagliare nell’abisso l’intera società, cultura, religione e razza Europee.

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Io combatto per l’Europa! HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Leandro Ippolito.

Lo so io, fui appeso al tronco sferzato dal vento

Uno dei più grandi misteri per gli accademici che si son posti a studiare la mitologia scandinava è costituito dalle stanze dell’Hâvamâl dalla 138° alla 145°, le quali trattano di quello che è stato interpretato come l’auto-sacrificio di Odino, la sua nascita, o di come egli apprese le rune. Se avete piacere di unirvi a me in un viaggio nel passato vi darò una prospettiva dalla quale osservare ciò che realmente accadde…

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138.
Veit ek, at ek hekk
vindga meiði á
nætr allar níu,
geiri undaðr
ok gefinn Óðni,
sjalfr sjalfum mér,
á þeim meiði,
er manngi veit
hvers af rótum renn.

<<Lo so io, fui appeso
al tronco sferzato dal vento
per nove intere notti,
ferito di lancia
e consegnato a Odino,
io stesso a me stesso,
su quell’albero
che nessuno sa
dove dalle radici s’innalzi.>>

Ciò che veramente abbiamo davanti ai nostri occhi è un soggetto che, denudatosi, appende le sue vesti ai rami dell’albero sacrificale che cresce sul tumulo sepolcrale, per far sembrare come se si fosse ad essi appeso. Trafigge i suoi abiti con una lancia, nel medesimo intento. Successivamente, entra all’interno del tumulo per trovare ciò che percepisce come il suo vecchio corpo, quello che possedette in una vita precedente; finge d’essere un defunto ed è per tanto condotto da Odino nella tomba; Odino sarebbe la versione scandinava di Ermes/Mercurio, dio che accompagna i morti nel luogo del loro riposo. Per ciò vien detto che sacrifica sè stesso a sè stesso.

139.
Við hleifi mik sældu
né við hornigi;
nýsta ek niðr,
nam ek upp rúnar,
æpandi nam,
fell ek aftr þaðan.

<<Con pane non mi saziarono
né con corni mi dissetarono.
Guardai in basso,
feci salire le rune,
chiamandole lo feci,
e caddi di là.>>

Per tutto il periodo di nove giorni e nove notti necessari all’iniziazione e all’apprendimento dei segreti, le sue vesti rimangono appese all’albero. E lì rimangono per tutta la durata del processo e non saranno rimosse nè reindossate finché non avrà termine.

140.
Fimbulljóð níu
nam ek af inum frægja syni
Bölþorns, Bestlu föður,
ok ek drykk of gat
ins dýra mjaðar,
ausinn Óðreri.

<<Nove terribili incantesimi
ricevetti dall’illustre figlio
di Bǫlþorn, padre di Bestla,
e un sorso ottenni
del prezioso idromele
attinto da Óðrørir.>>

Il candidato porta con sè un ramo di vischio (= la “mala spina”, traduzione letterale di Bölþorn — N.d.T.). Questa è la chiave, il sacro oggetto che deve presentare al cospetto dell’attrice che lo sta attendendo all’interno del tumulo. E’ necessario affinchè ella gli impartisca i sacri insegnamenti. In realtà, non beve proprio nulla, invece impara i segreti, le sacre canzoni, che destano la sua mente. Si siede in silenzio ad ascoltare ciò che l’attrice ha da dirgli.

141.
Þá nam ek frævask
ok fróðr vera
ok vaxa ok vel hafask,
orð mér af orði
orðs leitaði,
verk mér af verki
verks leitaði.

<<Ecco io presi a fiorire
e diventai saggio,
a crescere e farmi possente.
Parola per me da parola
trassi con la parola,
opera per me da opera
trassi con l’opera.>>

Il candidato impara a dovere le canzoni, per tanto diviene migliore, accrescendo la sua saggezza. Acquisisce l’hamingja del suo sè precedente, quella del defunto all’interno del tumulo, divenendo quest’ultimo. Le gesta e le voci della sua vita trascorsa fanno ora parte della sua vita presente.

142.
Rúnar munt þú finna
ok ráðna stafi,
mjök stóra stafi,
mjök stinna stafi,
er fáði fimbulþulr
ok gerðu ginnregin
ok reist hroftr rögna.

<<Rune tu troverai
lettere chiare,
lettere grandi,
lettere possenti,
che dipinse il terribile vate,
che crearono i supremi numi,
che incise Hroptr degli dèi.>>

Il candidato ora è divenuto un prescelto, un uomo con hamingja. Può finalmente raccogliere gli oggetti di valore con cui il defunto fu sepolto e rivendicarli come suoi propri; queste possenti e meravigliose armi, un tempo forgiate dall’onorevole deceduto, ora sono sue.

143.
Óðinn með ásum,
en fyr alfum Dáinn,
Dvalinn ok dvergum fyrir,
Ásviðr jötnum fyrir,
ek reist sjalfr sumar.

<<Óðinn tra gli Æsir,
ma per gli Álfar Dáinn,
Dvalinn innanzi ai Dvergar,
Ásviðr innanzi ai giganti,
io stesso ne ho incisa qualcuna.>>

Tutte le onorevoli gesta del passato sono ricordate, le gesta impresse nell’hamingja. Egli è ora un uomo con hamingja, pertanto si assicurerà che le proprie gesta onorevoli vadano ad assommarsi alla lista. Anch’egli ne imprimerà alcune, in onore dei suoi avi.
144.
Veistu, hvé rísta skal?
Veistu, hvé ráða skal?
Veistu, hvé fáa skal?
Veistu, hvé freista skal?
Veistu, hvé biðja skal?
Veistu, hvé blóta skal?
Veistu, hvé senda skal?
Veistu, hvé sóa skal?
<<Tu sai come incidere?
Tu sai come interpretare?
Tu sai come dipingere?
Tu sai come provare?
Tu sai come invocare?
Tu sai come sacrificare?
Tu sai come inviare?
Tu sai come immolare?>>
Il prescelto ha ora imparato a scrivere i segreti, a leggerli, a dipingerli, a provarli, ad invocarli, a sacrificarli, ad inviarli, ad usarli (immolarli).
145.
Betra er óbeðit
en sé ofblótit,
ey sér til gildis gjöf;
betra er ósent
en sé ofsóit.
Svá Þundr of reist
fyr þjóða rök,
þar hann upp of reis,
er hann aftr of kom.
<<È meglio non essere invocato
che ricevere troppi sacrifici:
un dono è sempre per un compenso.
È meglio essere senza offerte
che ricevere troppe immolazioni.
Così Þundr incise
prima della storia dei popoli;
poi egli si levò su
da dove era venuto.>>
Conclude dando alcuni consigli a quelli che verranno dopo di lui, su come padroneggiare i poteri che gli furono insegnati nel profondo del sepolcro, consigli che egli stesso diede in una vita da molto tempo trascorsa, prima che facesse ritorno in questo mondo. La sua mente si mantenne, e risorse dalla tomba alla vita sacrificando sè stesso a sè stesso — per divenire sè stesso. Di nuovo.
Quindi, per concludere, queste stanze dell’Hâvamâl hanno a che fare sempre con la stessa storia, quella che conosciamo da <<Sorcery and Religion in Ancient Scandinavia>>. E’ una descrizione del più importante rito di passaggio europeo, di come un individuo privo di hamingja possa diventarne uno che ne è invece provvisto. Si descrive come un uomo possa divenire un dio, connettendosi all’hamingja di quelli che vissero prima di lui, e continuando ad aggiungervi del potere egli stesso, compiendo gesta onorevoli in vita.
Potete leggere un migliaio di libri scritti dai così detti accademici e non imparare nulla, o potete dare ascolto al vostro sangue, alla voce dei vostri antenati, alla vostra intuizione e capirete il tutto in una frazione di secondo.
HailaR WôðanaR!
Traduzione a cura di Marco Prandini

L’Arrivo della Guerra

Siamo svelti a elogiare e onorare i nostri antenati Pagani per tutto ciò che di buono hanno portato in questo mondo, ed è giusto così, ma l’Europa Antica non era solamente salute, giovinezza, bellezza, filosofia, prati fioriti e alberi antichi. C’è un lato oscuro dell’Europa Antica di cui non parliamo spesso. Non è solo il Giudeo-Cristianesimo a far sì che i fratelli Europei si uccidano tra loro in massa.

Nel primo secolo avanti Cristo il Pagano Giulio Cesare aveva un grosso debito personale (verso chi?…..[non ho ancora scoperto nei confronti di chi fosse in debito, anche se questo potrebbe essere ben noto agli storici, ma almeno sappiamo che tutti gli usurai a Roma erano Ebrei]), e necessitava di una guerra per ottenere i soldi per pagare il suo debito. Dunque varò la sua campagna in Gallia, che nel corso di otto anni risultò, secondo lui stesso, in 1.000.000 di Galli morti, per lo più civili macellati dai suoi legionari. Saccheggiò quelle terre e gli usurai ottennero i loro soldi…

Vercingetorige getta le sue armi ai piedi di Giulio Cesare, di Lionel Noel Royer (1899);
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Anche se per quanto ne sappia non così sanguinari, Roma perpetrò attacchi molto simili contro l’Illiria, la Dacia, la Britannia, i Belgi, la Germania e così via. Certamente non erano spaventati dall’idea di insanguinarsi le mani con il sangue dei loro fratelli Europei.

Comunque, i Romani non furono gli unici a comportarsi in questo modo. Tribù di tutta l’Europa combatterono guerre tra loro, occasionalmente sterminandosi totalmente a vicenda. E anche i Romani soffrirono per più volte un fato simile a quello che inflissero ad altri; Roma fu ripetutamente saccheggiata, dai Galli, dagli Scandinavi del Sud (ovvero i Germani) e dagli Unni, e durante una delle campagne contro la Germania i Romani, tre Legioni intere e i civili al seguito, furono completamente sterminati o schiavizzati in seguito all’attacco degli Scandinavi del Sud sotto il comando di Arminio nella Battaglia della foresta di Teutoburgo.

Scandinavi del Sud (erroneamente dipinti con elmi cornuti…) in battaglia con i Romani, di Otto Albert Koch;
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Daci che macellano legionari Romani, i quali non erano ben equipaggiati per competere con i Daci armati con la loro arma nazionale, la falce dacica. I Romani rimasero così scioccati dal loro scontro con i Daci, le cui falci tagliavano attraverso i loro elmi e scudi e tutto il resto, che migliorarono i loro elmi in conseguenza di ciò – uno dei rari miglioramenti dell’armatura ideati durante l’Antichità Classica.

Elmo Romano prima e dopo aver incontrato i Daci (notare la protezione della fronte aggiunta su quello di destra);

Quindi la grande domanda è ovviamente; perché? Perché si uccisero a vicenda in tali numeri, e così abitualmente e senza porsi troppi problemi? Macellavano uomini e donne, civili non meno che guerrieri, e schiavizzavano i restanti. Perché?

C’è solo una vera risposta a questa domanda, e questa risposta è l’agricoltura. Come affermato in precedenza, è la diffusione dell’agricoltura che conduce l’uomo verso una vita di miseria. Tutto d’un tratto l’uomo divenne malnutrito, perché mangiava solo un tipo di alimento. Tutto d’un tratto la carestia divenne un problema, perché intere popolazioni si fecero dipendenti dai loro raccolti, e quando i raccolti fallivano non avevano cibo. Tutto d’un tratto gruppi di uomini cominciarono ad attaccarne e ucciderne altri, perché dovevano rubare i raccolti altrui per sopravvivere. Tutto d’un tratto apparì la schiavitù, in quanto gli uomini necessitavano di lavoratori che assistessero ai campi. Tutto d’un tratto apparì la tirannide, in quanto l’uomo con abbondanza di cibo cominciò a estorcere coloro che non ne avevano. Tutto d’un tratto villaggi, paesi ed eventualmente città cominciarono ad apparire, in quanto le persone si riunivano attorno ai tiranni che controllavano le riserve di cibo. Tutto d’un tratto apparì la prostituzione, in quanto le donne non avevano più altri mezzi per sfamarsi. Tutto d’un tratto apparvero i confini, in quanto i tiranni vollero assicurarsi le terre per se stessi. L’agricoltura fu la radice della civiltà, e la civiltà la radice della guerra; del macellamento e della schiavizzazione senza senso degli altri – dei fratelli e delle sorelle razziali.

La guerra sana si chiama semplicemente il duello. Veniva combattuto tra due campioni, ognuno rappresentante la sua tribù, il suo gruppo o la sua causa, e il loro duello regolava i conti. Nessun bisogno di assassini di massa. Nessun bisogno di morti violente; era comune, in tali duelli, che il vincitore nemmeno lo uccidesse, il perdente. Perché avrebbe dovuto? C’è più Onore nel permettergli di vivere. C’è più Onore nell’accettarlo nuovamente come un Fratello dopo la lotta, come spesso facevamo dopo le lotte quando ero un bambino. Le migliori amicizie che abbia avuto sono quelle nate da un combattimento.

La società agricola, e in particolare la civiltà, che osserviamo più prominentemente a Roma e in Grecia, fu un ambiente innaturale per l’uomo. Era distruttiva, disgregativa e semplicemente negativa per un essere umano abituato per centinaia di migliaia di anni ad uno stile di vita da cacciatore-raccoglitore. Trasformava un pacifico cacciatore-raccoglitore in un legionario assassino, in un guerriero selvaggio, in un brutale berserk, in un criminale assetato di sangue.

Sono passati qualche migliaio di anni, e viviamo ancora in società agricole e civili, e presumo che ci stiamo abituando sempre più a questo stile di vita, comprendendo però sempre meglio che affinché esso diventi più salutare noi dobbiamo cambiare. Penso che nessuno di noi dovrebbe avere qualsiasi speranza affinché tutto ciò cessi presto di esistere. L’agricoltura e la civiltà sono qui per rimanere, che ci piaccia o no. Ciò che possiamo fare è assicurarci che i conflitti interni vengano mantenuti sul piano del duello, e reagire invece con orribili guerre distruttive contro gli aggressori esterni. Dobbiamo, perché tutti gli altri lo fanno. Se non lo facciamo saremo sovrastati dall’Asia.

Almeno molti di noi sono esseri umani intelligenti, e quando la quinta colonna (ovvero gli Ebrei e i loro leccapiedi) sarà stata rimossa dall’Europa potremo concentrarci nel ricostruire una confederazione salutare, buona, filosoficamente illuminata, saggia, giusta, stupenda, verde, scientificamente avanzata, potente e Pagana. Un’Europa Europea!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Il Medio Evo Più Oscuro

La prima parte del Medio Evo, cioè il periodo successivo alla caduta dell’Impero Romano e originalmente tutto il periodo fino al Rinascimento nel XIV secolo, è nota col nome di Secoli Bui; è un periodo caratterizzato da oscurità intellettuale, una quasi-completa mancanza di letteratura Latina (in particolare, per la prima metà dei Secoli Bui), una mancanza di storia contemporanea scritta, un declino demografico generale, una limitata attività edilizia e, in generale, limitati sviluppi e conquiste culturali.

Ciò che Wikipedia e altre fonti dimenticano di dirci è che il Medio Evo è una diretta conseguenza della cristianizzazione dell’Europa. Ciò che fu un’Epoca di Luce, l’Antichità Classica, completamente dominata dal Paganesimo, divenne un’Epoca Oscura nel momento in cui il Cristianesimo si diffuse in Europa come la peste.

Ma si diffuse realmente? Dall’Età Vichinga in avanti abbiamo numerose fonti di come cristianizzarono l’Europa. In Norvegia ciò avvenne prevalentemente mediante torture, rapimenti, minacce e omicidi. Il Cristiano versò metallo fuso giù per la gola del Pagano, lo bruciò vivo, lo torturò con delle pinze incandescenti, e così via. Cosa ci dovrebbe far credere che i secoli precedenti debbano essere stati diversi? Perché dovremmo fidarci del fatto che una quasi completa mancanza di storia scritta nei secoli precedenti non sia altro che una prova del fatto che i Cristiani non vollero che si fosse scoperto in futuro ciò che accadde? Del fatto che non ci vollero raccontare come il Cristianesimo si diffuse per tutta Europa? Vogliono darci a credere che il Cristianesimo si diffuse perché era la vera religione, poiché ciò è quel che gli Europei videro e per tanto accettarono con piacere. No, non lo accettarono! I mezzi meno violenti impiegati per diffondere la piaga ebraica furono la corruzione e i matrimoni misti. I più comuni, minaccia e violenza. L’Europa non volle questo non senso ebraico!

E – ahinoi! – l’Europa cadde vittima di questo terrore ebraico, e per tal motivo s’inabissò in un’oscurità intellettuale e spirituale che durò un migliaio d’anni, dalla quale si risollevò solo parzialmente con il Rinascimento. Il Rinascimento fu, come tutti sappiamo, un ritorno al Paganesimo, al Paganesimo nell’arte, nella filosofia, nella mitologia e in tutto ciò che è europeo.

Arte rinascimentale ad opera di Alessandro Botticelli, “La Nascita di Venere” e “La Primavera”

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I primi Cristiani, ossia gli Ebrei, fecero in Europa la stessa cosa che fecero in Egitto. Bruciarono le librerie. Bruciarono, distrussero e gettarono in mare quanta più cultura poterono. Fecero di tutto per distruggere l’Europa! Bruciarono pure gli Europei che a ciò si opponevano. Tutti i nostri sapienti furono assassinati. Tutti i nostri idoli abbattuti. Uomini e donne costretti ad andare in chiesa ogni Domenica sotto minacce di tortura e di morte — ed eterna sofferenza. La nostra economia fu devastata. Infine, gli Ebrei cercarono anche di sterminare gli Europei stessi, per mezzo della Morte Nera (rif. alla Peste Nera — N.d.T.), un deliberato attacco biologico all’Europa.

Lo spirito europeo è forte, il nostro sangue ancor di più, per questo ci liberammo da queste catene ebraiche ed ebbimo il nostro Rinascimento. Gli Ebrei fallirono ancora. Sempre falliscono. Sono dei falliti di natura.

Ora, se oggi i Tedeschi possono essere considerati responsabili di ciò che, si dice, i Nazionalsocialisti fecero un paio di generazioni fa agli Ebrei, allora gli Ebrei e i Cristiani potrebbero certamente considerarsi responsabili di ciò che fecero contro noi Europei qualche generazione fa. Gli Ebrei di oggi, i Cristiani d’oggi, non sono responsabili di ciò che fecero i loro antenati, ma nemmeno i Tedeschi di oggi possono dirsi responsabili per ciò di cui i loro antenati furono accusati. Tuttavia sono costretti a pagare ingenti somme (miliardi di Euro ogni anno!) allo Stato di Israele e a privati cittadini Ebrei in qualità di <<compensazione>> per i presunti (e spesso smentiti) crimini dei loro antenati.

Per cui, care Signore e cari Signori di stirpe europea, dobbiamo fare altrettanto; gli Ebrei, lo Stato Vaticano, la Chiesa in ogni Stato europeo deve pagare delle compensazioni per tutti i crimini che loro hanno compiuto contro di noi e contro i nostri antenati! Contro l’Europa! Devono pagare per la distruzione di ogni singolo tempio Pagano in Europa, per ogni singolo Europeo assassinato in nome del Cristianesimo e di altre forme di Ebraismo! Devono pagare per ogni opera d’arte andata distrutta! Devono pagare per le centinaia di milioni di Europei che furono uccisi a causa della religione satanica ebraica. E devono pagare adesso! Devono pagare a tutte le organizzazioni Pagane e anche ad ogni singolo Pagano Europeo, il quale sicuramente ebbe delle perdite nelle sue famiglie lontane a causa di ciò, proprio come i Tedeschi furono costretti a pagare risarcimenti allo stato di Israele e a singoli Ebrei.

Io non ho possibilità economiche, ma se qualsiasi avvocato là fuori fosse disposto a sostenere questa causa, per favore mi contatti.
E’ giunto ora il tempo per gli Ebrei di sentire realmente la paura; ci riapproprieremo dell’oro che hanno accumulato nel corso di secoli di furti e rapine in territorio europeo! Ci riprenderemo ciò che è nostro.
Traduzione a cura di Marco Prandini

Giovani per Sempre

Post originale di Varg Vikernes

L’umanità non è un’entità statica; l’umanità è cambiata molto a partire dall’Antica Età della Pietra. Non semplicemente a causa dell’evoluzione, e in effetti nemmeno principalmente a causa dell’evoluzione, ma a causa dell’ibridazione – qualcosa che più comunemente chiamiamo semplicemente “miscuglio delle razze”, o anche “il miscuglio delle specie”.

L’uomo Europeo moderno è un essere ibridizzato; è ancora principalmente Neanderthal (in media al 99.7%), ma ha anche alcuni geni (in media lo 0.3%) Africani (ovvero homo sapiens). Questo miscuglio avvenne probabilmente durante le Ere Glaciali, quando alcuni di questi proto-Europei furono spinti verso sud dal freddo estremo in Europa, e lì (nel Medio Oriente e nel Nord-Est dell’Africa) incontrarono i proto-Africani, fisicamente e intellettualmente molto più deboli. Con ogni probabilità i proto-Europei uccisero i proto-Africani adulti, ma non i bambini, e ogni tanto adottarono per pietà (un tratto ancora molto presente in Europa) un bambino Africano sopravvissuto. In rare occasioni veniva concesso a questi bambini adottati di accoppiarsi, e a causa del fatto che erano di una specie differente solo la prole femminile risultava fertile. In rare occasioni il sangue misto sopravviveva per più di qualche generazione, e quando ci riusciva il suo DNA Africano veniva assimilato nelle tribù di proto-Europei, ed eventualmente veniva distribuito tra loro abbastanza uniformemente.

Quando questi proto-Europei mischiati tornavano in Europa – dopo circa 120.000 anni di Era Glaciale, si portavano con sè questi geni, e il DNA Africano veniva dunque ulteriormente distribuito nelle popolazioni Europee. Più si dirigevano verso nord, meno individui con geni Africani sopravvivevano, perché dopo tutto non erano affatto un vantaggio in Europa, e dunque l’Europa rimase con una popolazione maggiormente chiara, bionda e dagli occhi azzurri più ci si dirigeva verso nord.

Tutti oggi in Europa hanno un’pò di DNA Africano, e questo ha cambiato l’uomo Europeo. Ovviamente divenne molto più debole fisicamente e il suo cervello si restrinse – perché la dimensione e la forma del cranio cambiarono. E’ ancora in gran parte lo stesso, ma questi piccoli cambiamenti nell’uomo Europeo hanno avuto molto da dire in relazione a diverse questioni.

Alcuni considerano questi cambiamenti come positivi, preché con ogni probabilità hanno condotto alla creazione della civilizzazione, della cultura avanzata e della tecnologia avanzata. Altri vedono questi cambiamenti come negativi, perché hanno condotto ad una lunga lista di problemi di salute e anche di problemi mentali per l’uomo Europeo moderno. Con ogni probabilità quasi tutti i problemi che abbiamo in relazione al nostro sistema nervoso e quasi tutte le problematiche autoimmuni sono un diretto risultato di ciò. La disperazione metafisica, e probabilmente quasi tutti gli altri problemi mentali di cui soffrono in particolare gli Europei moderni, sono un risultato di ciò. Se vuoi saperne di più a riguardo puoi leggere gli articoli su atala.fr.

Ritornerò sull’argomento inerente la civilizzazione, la cultura avanzata e la tecnologia avanzata, comunque, e cercherò di spiegare perché tutto ciò avvenne in conseguenza al miscuglio delle specie. Vedi, qui c’è un apparente paradosso: i più intelligenti proto-Europei non hanno creato alcuna civilizzazione, alcuna cultura avanzata o tecnologia avanzata per quanto ne sappiamo (anche se questo potrebbe consistere nell’unico problema in questo contesto; semplicemente non ne siamo a conoscenza oggi. Ma potrebbe benissimo essere esistite), ma i meno intelligenti Europei mischiati lo hanno fatto. Se i proto-Europei non mischiati erano più intelligenti allora perché non lo hanno fatto loro?

Noi oggi pensiamo molto altamente della civiltà, della cultura avanzata e della tecnologia avanzata, e in un certo senso misuriamo la brillantezza di una razza da quanto essa è avanzata in relazione a tutto ciò. Ho suggerito precedentemente che forse erano così intelligenti che scelsero di non creare tutte queste cose, perché conoscevano o comprendevano gli effetti collaterali che queste hanno e come le cose sarebbero finite male se lo avessero fatto. C’è forse un’altra spiegazione a questo, comunque…

Nasciamo neonati, poi siamo bambini per qualche tempo prima di divenire adolescenti, e infine adulti. Quando eravamo proto-Europei (ricordate; vale a dire Neanderthal) i nostri crani cambiavano quando diventavamo adolescenti. I bambini Neanderthal avevano lo stesso esatto cranio dei bambini Europei moderni; i nostri antenati non sviluppavano le ben note caratteristiche facciali tipiche del Neanderthal fino a quando non diventavano adulti. Oggi l’uomo Europeo non lo fa mai; quindi in un certo senso rimane un adolescente.

Le giovani donne dovrebbero essere attraenti per gli uomini, in modo da poter scegliere tra molti uomini per trovare quello che pensano essere il migliore per loro, e poi quando hanno fatto ciò si suppone che crescano e allevino i loro figli e si focalizzino invece sulle loro famiglie. Le donne moderne sono ossessionate dalla loro bellezza anche decenni dopo essersi sposate e aver avuto i loro figli, e tentano in continuazione di essere attraenti per gli altri uomini, perché non crescono mai realmente. Il miscuglio delle specie ha fatto sì che non si sviluppassero come dovrebbero, per cui non sviluppano mai i loro crani adulti.

I giovani uomini dovrebbero impressionare le giovani donne, con le loro capacità, la loro forza, i loro mestieri e il loro coraggio, in modo da essere scelti dalla donna migliore, e quando vengono scelti da una di queste si suppone che crescano e forniscano alle loro famiglie tutto ciò di cui hanno bisogno; in particolare cibo e sicurezza. Gli uomini moderni non smettono mai di provare a impressionare le donne, anche decenni dopo essere stati scelti da una donna, perché non crescono mai realmente. Il miscuglio delle specie ha fatto sì che non si sviluppassero come dovrebbero, per cui non sviluppano mai i loro crani adulti.

Le conseguenze di ciò sono molte, ma lasciate che adesso ci focalizziamo almeno sul come questo abbia condotto alla creazione della civiltà, della cultura avanzata e della tecnologia avanzata, e innanzitutto in quelle aree dove l’ibridizzazione si diffuse maggiormente; nell’Europa del Sud, nel Medio Oriente e nel Nord-Est dell’Africa.

Nelle aree meno ibridizzate dell’Europa gli uomini crebbero di più e più a lungo rispetto alle aree maggiormente ibridizzate, a addirittura in tempi storici gli uomini nell’Europa Settentrionale, Orientale e Occidentale diventavano veri adulti, con veri crani (e quindi cervelli) e caratteristiche facciali adulte, proto-Europee. Quindi le donne in queste aree erano meno “troie” – come discusso da Cornelio Tacito nel suo libro Germania – e gli uomini meno infantili.

Moneta gallica. Immagine di un uomo con caratteristiche facciali Neanderthal.
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Nelle aree più ibridizzate dell’Europa, le quali geneticamente parlando includono gli Antichi Egiziani, e supponiamo anche i Sumeri, gli uomini continuavano a competere per il favore delle donne durante tutto il corso delle loro esistenze. A causa del fatto che in realtà gli uomini non crescevano e non diventavano mai adulti, cercavano sempre di impressionare le donne con ciò che facevano, anche che erano diventati vecchi e più saggi; la loro arte e architettura divenne sempre più impressionante. Tutti volevano mettersi in mostro con qualunque cosa facessero, per impressionare le donne più attraenti, e se uno faceva qualcosa di notevole gli altri volevano fare addirittura meglio di lui – tutto per impressionare le ugualmente immature donne, che dal canto loro continuavano a fare del loro meglio per essere attraenti per tutti gli uomini. Per continuare a fare ciò necessitavano di nuove tecniche e nuove idee, e quando divenivano vecchi e saggi erano in grado di creare nuove tecniche e saltarsene fuori con nuove idee, e questo spiegherebbe la nascita della civiltà e della cultura avanzata in queste aree.

Col tempo il DNA Africano guastò anche gli Europei Settentrionali, Orientali e Occidentali trasformando anch’essi in uomini creativi e infantili di questo tipo, e eventualmente gli Europei svilupparono la tecnologia avanzata – e a causa di ciò il nostro mondo si sta adesso dirigendo verso un disastro ambientale, con la tecnologia avanzata che permette all’umanità di crescere troppo numerosa e produrre troppo di ciò che è fatto utilizzando le risorse limitate di cui disponiamo nel nostro pianeta…

Anche i proto-Europei svilupparono la tecnologia; lance, giavellotti, flauti d’osso e molto altro, ma ebbero il buon senso di non spingersi troppo oltre. Sapevano quando fermarsi, e grazie a ciò vivevano in armonia con la natura. La “primitiva” Europa Neanderthal durò diverse centinaia di migliaia di anni. Quanto a lungo pensi che durerà l’Europa altamente tecnologica e “avanzata”? HailaR WôðanaR!

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Traduzione a cura di Artuso Fabio

Il Cro-magnon è il nostro Antenato!

Post originale di Varg Vikernes

Molti “razzialisti” là fuori pensano al Cro-magnon come origine della nostra specie Europea, e quando io dico che la nostra origine è Neanderthal, mi attaccano aggressivamente e mi chiamano idiota. Non sono molto intelligenti e/o molto ben informati comunque. Vedi, non ho mai detto che non discendiamo dal Cro-magnon, che nessuno dei nostri antenati era Cro-magnon. Si, noi discendiamo anche dal Cro-magnon, e ti spiegherò come ciò sia possibile…

Il Neanderthal è l’Europeo originale. L’Homo sapiens è l’Africano originale. Questo lo sappiamo per certo.

Circa 110.000 anni fa l’Europa cominciò a coprirsi di ghiacciai. Si trovava all’inizio di una grande Era Glaciale che si concluse circa 12.000 anni fa. Una di molte, posso aggiungere. Durante questa Era Glaciale (probabilmente molto più tardi rispetto all’inizio dell’Era Glaciale) alcuni Europei – ovvero i Neanderthal – si spostarono verso sud, nel territorio dell’Homo sapiens. Si: l’Homo sapiens non si è spostato nel nord incontrando i Neanderthal, come oggi viene affermato dagli scienziati. Anche la più semplice delle menti può capirlo: se c’era una Era Glaciale in Europa, gli scuri Africani non avrebbero avuto alcuna ragione per spostarsi verso nord, e certamente non avrebbero avuto molto successo se lo avessero fatto. Anche oggi, gli esseri umani dalla pelle scura necessitano di assumere “le vitamine del Sole” addirittura per svilupparsi adeguatamente, e per essere in grado di sopravvivere per un lungo periodo qui in Europa. Se non lo fanno moriranno, se niente di più serio accade, almeno molto prima rispetto ai nativi Europei, a causa della loro scarsa salute (dovuta a una mancanza di “vitamine del Sole”).

Anche i Neanderthal hanno avuto problemi ad affrontare il freddo, pur essendo abituati ad esso. Gli Africani certamente non lo erano. Quindi possiamo essere piuttosto certi che accadde l’opposto: alcuni Neanderthal si spostarono verso sud, e lì incontrarono gli Africani, nell’area dove l’Europa, l’Asia e l’Africa si incontrano; l’Africa Settentrionale e Orientale, e il Medio Oriente…

Prima che si concluse questa grande Era Glaciale, un nuovo tipo umano apparve. Non una nuova specie, e nemmeno una nuova “razza”, ma semplicemente un tipo umano molto diverso che oggi chiamiamo Cro-magnon. Gli scienziati dicono che questi fu un risultato della “evoluzione”, e affermano che l’uomo Africano “mutò” e improvvisamente divenne molto differente, ma se sei in grado di fare 2+2 e comprendere che dà come risultato 4, allora comprenderai che il Cro-magnon fu un risultato dell’ibridazione delle razze – o meglio “ibridazione delle specie” – che si verificò quando i Neanderthal Europei si spostarono verso sud e incontrarono l’Homo sapiens Africano – proprio quando apparve il Cro-magnon…

I primi Cro-magnon erano in altre parole mezzi “bianchi” e mezzi “neri”. Alcuni avevano un aspetto maggiormente Neanderthal rispetto ad altri, e alcuni apparivano molto Africani. Nessuno di loro aveva lo stesso aspetto; nemmeno all’interno delle stesse tribù! La maggior parte di loro aveva le caratteristiche che identifichiamo come tipiche delle creature ibridizzate a livello di razza o di specie, come crescita anormale (alcuni di loro erano enormi!) e dentatura difettosa, ed altre problematiche di salute e fertilità.

Col passare del tempo il Cro-magnon si diffuse nel mondo, e naturalmente si mischiò con Neanderthal puri in Europa, e con Homo sapiens puri in Africa – e probabilmente con Uomini di Denisova puri in Asia. Ovunque andasse lasciava un’impronta genetica, e si: noi in Europa siamo cambiati a causa di ciò, e non abbiamo più lo stesso identico aspetto che avevamo prima che si verificasse questa ibridazione. Ora abbiamo anche alcuni geni Africani, che abbiamo ottenuto per tramite del Cro-magnon.

La (presunta) diffusione di geni Africani in Europa, tramite l’ibrido conosciuto come “Cro-magnon” (tra i 37.500 e i 30.000 anni prima del presente):

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P.S. Questa mappa non è molto accurata ovviamente, perchè 30.000 anni fa sia la Danimarca e la Finlandia che la Russia Settentrionale erano coperte dai ghiacciai. Uso comunque questa mappa per mettere in chiaro che il Cro-magnon si diffuse partendo dal Medio Oriente.

Quindi hanno ragione: il Cro-magnon è il nostro antenato, ma solo uno di loro, e la vasta maggioranza dei nostri antenati erano Neanderthal. Cro-magnon non è una specie, ma un mescolamento tra due specie, e noi Europei siamo in media per il 99.7% Neanderthal e per il 0.3% Homo Sapiens. Più il tuo aspetto è Europeo, più geni Neanderthal è probabile che tu possieda, perché il Neanderthal aveva un aspetto decisamente Europeo, come spiegato qui.

Se non pensi che questo abbia senso, dai un’altra occhiata alla (presunta) diffusione del Cro-magnon, e comparala alla % di caratteristiche Neanderthal in Europa:

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Più lontano dal Medio Oriente ti rechi in Europa, meno caratteristiche peculiari dello scuro Homo Sapiens troverai, e posso dire: ovviamente! Perché il Cro-magnon divenne sempre più Europeo (Neanderthal) man mano che si allontanava dal Medio Oriente. Se combini questa conoscenza con quella che riguarda l’invasione Mora dell’Iberia e dell’Italia e l’invasione Turca dei Balcani, in tempi storici, e anche altre migrazioni all’interno dell’Europa, allora sarai in grado di comprendere esattamente il perché l’Europa oggi appare così come appare.

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Eternità

I Giudeo-Cristiani fecero del loro meglio per trovare un mito della creazione in tutte le mitologie Pagane che incontrarono, e quando non ne trovarono nessuno non lo accettarono e distorsero ogni parola di quella specifica mitologia, e così facendo in effetti crearono per essa un mito della creazione. Non erano in grado di comprendere che non tutto ha un inizio e una fine. Non scandagliavano l’eternità.

Potresti dire che non possiamo incolparli per questo, perché neanche noi possiamo – uomini moderni. Possiamo comprendere l’eternità, ma non possiamo realmente scandagliarla. A causa di ciò oggi una delle più comuni nozioni non-Europee è che tutto ha un inizio e una fine. Anche tra buoni Pagani troviamo questa idea primitiva martellata nelle loro menti. Essa opera come una fondamenta per tutte le altre loro idee e a causa di ciò limita definitivamente la loro abilità di pensare e di vedere la realtà così com’è.

L’uomo Europeo Antico era migliore di noi. Si, dobbiamo ammetterlo; era migliore in tutti i sensi. Era dunque migliore anche intellettualmente, e a differenza di noi poteva scandagliare l’eternità. A causa di ciò creò miti che l’uomo moderno ha seri problemi a interpretare, perché non li comprende realmente. E’ inchiodato nel tempo lineare, per così dire. Fallisce nel vedere oltre i limiti del tempo.

Come spiegato in <<Magia e Religione nell’Antica Scandinavia>> la visione del mondo Pagana non è lineare, è invece circolare, e dunque di fatto eterna. E’ basata su quella comprensione dell’eternità che oggi non possiamo scandagliare. Non c’è alcun mito della creazione nelle nostre mitologie. Non c’è alcun inizio e alcuna fine. Tutte le nascite descritte sono semplici ri-inizi, per così dire; rinascite. Quello che i Giudeo-Cristiani hanno interpretato come <<Il Tramonto degli Dèi>> o <<La Fine del Mondo>>, chiamato Ragnarök, è in realtà proprio un tale ri-inizio; una rinascita di tutto nella natura e anche nell’uomo – come descritto in <<Magia e Religione nell’Antica Scandinavia>>, ma in realtà meglio in <<MYFAROG>>.

L’uomo moderno reagisce a questo e chiede; ma quando è cominciato? Da dove vengono? Cosa venne prima? Non è mai cominciato; è sempre esistito. Non sono venuti da alcun luogo; sono sempre stati qui. Nessuno venne qui per primo; tutti e tutto esistono oltre il tempo; ovvero allo stesso tempo, nell’eternità.

L’uomo che fallì nello scandagliare l’eternità creò le sue teorie difettose, che conosciamo meglio come <<La Creazione>>, come descritta ad esempio nella bibbia. Quando lo stesso uomo qualche migliaio di anni più tardi ha avuto modo di conoscere di più, creò una nuova e per lui migliore idea; <<La Teoria del Big Bang>>, la quale ovviamente è a tutti gli effetti identica alla <<Creazione>> nella bibbia, eccetto che <<Dio>> è stato rimpiazzato da un <<Big Bang>>, e i sette giorni impiegati da <<Dio>> per creare il mondo sono stati rimpiazzati dall'<<evoluzione>>. La sua mente è ancora inchiodata nel tempo.

Quello che dovremmo fare, anche se non possiamo realmente scandagliare l’eternità, è pensare come se non ci fosse alcun inizio e alcuna fine. Quindi anche se non possiamo realmente scandagliare un universo senza fine, possiamo basare la nostra visione del mondo sulla comprensione che esso è effettivamente senza fine. Anche se non possiamo realmente scandagliare l’eternità, possiamo basare la nostra visione del mondo sulla comprensione che viviamo nell’eternità. Non c’è alcun inizio! Non c’è alcuna fine!

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Come l’uomo è venuto ad esistere è dunque una domanda sciocca! Non è mai accaduto! Siamo sempre stati qui! HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

La Genealogia delle Divinità

Riteniamo comunemente che sia importante sapere chi è il padre, la madre, il fratello o la sorella, il figlio o la figlia di questa o quella divinità, nello stesso modo in cui è importante per noi uomini mortali conoscere i nostri legami di parentela. Naturalmente l’uomo moderno anti-Europeo, e la scienza Ebraica della psicologia in particolare, hanno usato le storie riguardanti le differenti relazioni amorose delle divinità e le loro relazioni familiari per presentare le nostre divinità come adultere e incestuose, ma come sempre hanno sbagliato tutto.

La dea Freyja viene descritta come se avesse relazioni amorose con un certo numero di altri individui, e questo suona orribile fino a quando non realizzi che lei è semplicemente una immagine della donna sposata in generale – e naturalmente differenti donne sposate hanno relazioni amorose con differenti uomini; con i loro propri mariti. In altri contesti le relazioni amorose di Freyja sono semplicemente metafore o anche misteri (come nel caso della fiaba di Biancaneve).

Freyja dorme con sette nani per ottenere Brísingamen, la sua collana dorata.

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Quando viene detto che Freyja è sposata col suo fratello gemello, Freyr, si ha ancora una prova del fatto che vedevano il concetto di libertà sia come maschile che femminile, o possibilmente intendevano che esso fosse leggermente differente per ognuno dei sessi. Non c’è nulla di incestuoso riguardo a ciò. I loro figli, gli elfi chiari, non sono che gli spiriti immortali a cui l’uomo iniziato si connette e unisce quando vengono liberati da Freyja-Freyr.

Il Brisingr (“Fuoco”), che forma la Brísingamen; la collana di Freyja, che può essere vista attorno al suo collo come una collana di fuochi lungo la costa, nel momento in cui lei nasce dalla schiuma del mare nel Solstizio d’Estate.

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Anche gli dèi sono concetti e rappresentano qualcosa in ogni uomo iniziato, e le loro relazioni amorose spesso apparentemente adultere sono spiegazioni di differenti fenomeni. La progenie di queste relazioni apparentemente adultere non sono che gli effetti e le conseguenze del fenomeno in questione.

Quando una divinità è ad esempio il padre di un’altra, non significa che abbia realmente generato l’altra, ma ad esempio che la prima ha dato ragione a quest’ultima di venire all’esistenza, o che la padronanza dei poteri della prima sono un prerequisito per il padroneggiamento dei poteri della seconda. Ad esempio, come prima hai bisogno di conoscere l’alfabeto per poter poi leggere un testo; così in un linguaggio mitologico l’Alfabeto è il padre della Lettura, e la Lettura la figlia dell’Alfabeto. Nessuna divinità ha in realtà mai procreato nella vita reale, quindi non hanno figli o figlie, non hanno padri o madri, e nemmeno fratelli o sorelle; non sono che potenze all’interno di ognuno di noi – e giacciono lì dormienti fino a che non vengono fatte “nascere” o “risvegliare” dal giusto mistero iniziatico o tramite altri inneschi.

Per almeno alcuni casi questo diviene alcune volte anche piuttosto ovvio, come quando Atena (Scandinavo Sága) nasce tutta armata dalla fronte di Zeus (qui Scandinavo Óðinn). Ovviamente la dea della saggezza, della tradizione, della filosofia, del coraggio, dell’ispirazione et cetera, nasce dalla mente allerta.

Quindi proprio come non ci sono differenti razze di dèi, non ci sono nemmeno differenti famiglie di dèi. Le divinità sono relazionate tra loro non come gli uomini mortali, ma come fenomeni naturali o supernaturali, come effetti e contro-effetti, azioni e reazioni, et cetera, e per comprenderle dobbiamo pensare ad esse come tali e comprendere il linguaggio mitologico dell’Europa. Il Tuono (Þórr) segue il Fulmine (Loki), perché puoi sempre sentire il tuono dopo aver visto il fulmine, e il Tuono è sposato con il Raccolto (Sif) perché il Tuono porta la pioggia, e la pioggia il Raccolto.

Perversi psicologi Ebrei possono continuare a sognare quanto vogliono riguardo a relazioni adultere e incestuose tra le divinità Europee, mentre abusano mentalmente o addirittura fisicamente (come spesso fanno) dei loro pazienti, ma almeno il resto di noi dovrebbe invece relazionarsi con la realtà, e ignorare tutte le loro suggestioni e accuse meschine e ignoranti in relazione ai nostri Onorevoli Dèi e Dee! HailaR WôðanaR!

Freyja guida il suo carro, tirato dai suoi due gatti, Brundr (“gatto maschio in calore”) e Kaelinn (“accogliente, “coccolone”)!

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Traduzione a cura di Artuso Fabio