Oltre il Fiume Ifing

Il mondo dei giganti è chiamato in Scandinavia Jötunnheimr. Jötunn, in Inglese “gigante”, deriva dal proto-Germanico *etunaz, e il significato di questa parola è “l’affamato”, “il goloso” e “il grande divoratore”. Heimr significa semplicemente mondo. Quindi questo è il mondo delle forze golose, dei grandi divoratori, ma anche delle incontrollabili forze della natura, come la forza della crescita nella natura selvaggia, l’eruzione dei vulcani, e gli asteroidi di ghiaccio e roccia che minacciano di cambiare la vita sulla Terra. Il paesano coltiva la sua terra, ma deve combattere i giganti costantemente, altrimenti la natura si riprenderà ciò che lui ha coltivato. Erbe selvatiche ed eventualmente alberi cominceranno a crescere in quello che era un terreno. La foresta prevarrà sul terreno; i giganti vinceranno a meno che il paesano lavori duro per prevenire ciò.

I giganti non rappresentano una differente razza o qualcosa di simile. Si tratta di un particolare tipo di forza, selvaggia e alcune volte meravigliosa, ingovernabile e incontrollabile, e questa forza può essere trovata nella natura, ma anche in noi. L’opposto di questa forza affamata quando opera in noi è quella che chiameremmo moderazione o temperanza. Quindi l’uomo Pagano è uno Stoico, con la moderazione e la temperanza come ideali supremi contro un ingovernabile e selvaggia forza affamata. Sa che non deve permettere al potere dei giganti di prevalere, sa che deve lavorare duro per tenere il potere dei giganti nell’argine e sa di essere un Dio (o una Dea) e non un gigante!

Si, questa è una battaglia tra gli Dèi e le Dee dentro di noi e la forza dei giganti che tenta di farsi strada nella terra degli Dèi per distruggerli. Non c’è malizia in quello che fanno, nessun intento “malvagio”, semplicemente natura – natura come è supposto che essa sia.

Possiamo esiliare le nostre divinità lasciando che la natura prevalga, ma possiamo anche preservare, coltivare e rafforzare il potere degli Dèi dentro di noi attraverso – tra le altre cose, ma con maggior importanza – la temperanza e la moderazione. Mangia, ma non mangiare troppo. Bevi, ma non bere troppo. Dormi, ma non dormire troppo. Fai sesso, ma non farlo troppo spesso.

Le divinità sono vere, dentro di noi, le forze dell’amore e della bellezza, dell’armonia e dello splendore, ma se vengono sconfitte e rimpiazzate dal potere dei giganti diventiamo dei giganti noi stessi; avidi, golosi e obesi, ubriaconi, ignoranti, pigri e davvero dei sotto-uomini. Se invece d’altronde combattiamo i poteri dei giganti non solo rimaniamo umani, possiamo anche divenire veri Dèi e Dee sulla Terra!

Non tutte le divinità sono del tipo esoterico, comunque; alcune sono più misteriose ed esercitano poteri magici; Mâni (Luna) e Ôðinn (Mente) gli stregoni sono buoni esempi. Quest’ultimo viaggia nel regno dei morti, apprende i segreti del passato mentre vi scende e rinasce nuovamente. Viaggia nella mente e nello spirito, pensa e ragiona, contempla e cresce più forte e saggio in ogni incarnazione. Anche lui può venire rafforzato dentro di noi – e nuovamente – principalmente dalla temperanza e dalla moderazione.

Nella Canzone di Vafthrudhnir apprendiamo che;

15. Seg þat, Gangrâþr! Alls þu â golfi vill

þîns of freista frama:

hvê sû â heitir es deilir meþ jötna sunum

grund auk meþ groþum?

16. Ifing heitir â es deilir meþ jötna sunum

grund auk meþ groþum;

opin rinna hôn skal of aldrdaga,

verþrat îss â â.

(15.”Dimmi, Gagnradhr, se vuoi dall’ingresso

la tua perizia mettere alla prova,

come si chiama quel fiume che tra i figli dei giganti la

terra divide e fra gli dèi?

[disse Ôðinn;]

16.Ifing ha nome il fiume che tra i figli dei giganti la terra

divide e fra gli dèi;

libero scorrerà fino alla consumazione dei secoli,

non gelerà mai quel fiume.”)

Il fiume Ifing è ciò che divide il reame dei giganti dal reame degli dèi. Il nome può avere diversi significati, ma il più probabile dovrebbe essere “Intraprendenza” o “Azione”. Solo ciò che tu fai può prevenire il potere dei giganti dal prendere il sopravvento nella tua vita, ed è necessario che tu faccia qualcosa per mantenerli al di fuori del tuo reame divino! Lavora duro, altrimenti la foresta selvaggia si riprenderà la terra che hai coltivato! Lavora duro, altrimenti la tua mente gloriosa e divina sarà oscurata e rallentata dai golosi giganti. Governa e controlla i “poteri magici” e sii un Dio o una Dea, non un degenerato sotto-uomo che sguazza in tutto l’oro e il piacere fisico del mondo. L’uomo Europeo giusto ha un potenziale che gli altri possono solo sognarsi. Usa il tuo potenziale; diventa divino! Fare ciò è in tuo potere; metti da parte i poteri dei giganti e saluta le divinità Europee! Schiaccia la testa del verme e scaglialo nell’abisso! HailaR WôðanaR!

Questa è la filosofia dell’Antica Scandinavia.

I poteri dei Giganti;

Traduzione a cura di Artuso Fabio

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Perché le Nazioni marciscono dall’interno

Prima un po ‘di musica, per aiutare a mantenere il vostro furore sotto controllo durante la lettura di questo post ….

“Gli Ebrei stavano distruggendo sia i Greci che i Romani. Hanno mangiato la carne delle loro vittime, fatto cinture dalle loro viscere, e si sono imbrattati col loro sangue … In tutto, 220.000 uomini perirono a Cirene e 240.000 a Cipro, e per questo motivo nessun Ebreo oggi può mettere piede a Cipro. “(Dione Cassio)

“Verrà il giorno in cui tutte le nazioni in cui risiedono gli Ebrei dovranno sollevare la questine della loro espulsione in massa, una questione che sarà di vita o di morte, di buona salute o malattia cronica, esistenza pacifica o febbre sociale perpetua” (Franz Liszt, famoso compositore citato in Col. E. N. Sanctuary’s Are These Things So?, pagina 278)

“Gli ebrei formano uno stato, e, obbedendo a leggi proprie, eludono quelle del paese ospitante. Gli ebrei considerano sempre un giuramento fatto ad un cristiano come non vincolante. Durante la campagna del 1812 gli ebrei erano spie, sono stati pagati da entrambe le parti, hanno tradito entrambi i lati. “(Conte Helmuth von Moltke, Generale Prussiano)

“Loro (gli ebrei) lavorano più efficacemente contro di noi, che gli eserciti del nemico. Essi sono cento volte più pericolosi per le nostre libertà e per la grande causa nella quale siamo impegnati … E’ molto biasimevole che ogni stato nel passato non li abbia cacciati come parassiti sociali e come maggior nemico per la felicità dell’America.”(George Washington, in Massime di George Washington di AA Appleton & Co.)

“Un Ebreo non può essere un vero patriota. E ‘qualcosa di diverso, come un brutto insetto. Deve essere tenuto da parte, fuori da un luogo dove si possano fare guai – anche tramite Pogrom, se necessario. Gli Ebrei sono responsabili del bolscevismo in Russia, così come in Germania. Sono stato troppo indulgente con loro durante il mio regno, e mi pento amaramente per i favori elargiti ai prominenti banchieri ebrei.” (German Kaiser Wilhelm II; CHICAGO TRIBUNE, July 2, 1922)

“Gli istigatori in Ungheria sono gli Ebrei … hanno demoralizzato la nostra nazione ed essi sono i leaders dei gruppi rivoluzionari che stanno torturando l’Ungheria.” (Cardinale Ungherese Mindszenty, citato dal B’nai B’rith Messenger 28 gennaio 1949)

“Temo che le banche ebraiche con la loro astuzia e trucchi viziosi controlleranno interamente le esuberanti ricchezze dell’America. E le utilizzeranno per corrompere sistematicamente la civiltà moderna. Gli ebrei non esiteranno nello sprofondare l’intera Cristianità in guerre e caos cosicchè la terra diventi di loro eredità. “(Bismarck)

“Dovremo guidare i Cristiani in guerra sfruttando la loro vanità nazionale e la stupidità. Quindi questi si massacreranno l’un l’altro, facendo così spazio per la nostra gente. “(Rabbi Reichorn, in Le Contemporain, 1 LUGLIO 1880)

“Ci sono due forze vitali al mondo che conosco: ebrei e gentili, la nostra e vostra … non credo che questa differenza originaria tra Gentile e Ebreo sia conciliabile. Voi e noi potremmo arrivare a un’intesa, mai ad una riconciliazione. Ci sarà attrito tra noi finché saremo a stretto contatto. Poichè natura e costituzione e visione ci dividono da tutti voi per sempre. “(Maurice Samuel, You Gentiles, Harcourt, Brace & Co., New York, 1924, pp 19, 23).

“Da quando gli ebrei hanno inventato l’accusa diffamatoria di ‘antisemitismo’ nel 1880 (La parola ‘antisemitismo’ è stata stampata per la prima volta nel 1880. ‘The Jewish Encyclopedia, vol. I (1901), p. 641), si è costruito con denaro, organizzazioni, propaganda e bugie (come l’Olocausto-Holohoax), in modo che ora la parola sia come veleno di serpente che paralizza il proprio sistema nervoso. Anche la menzione della parola ‘Ebreo’ viene evitata se non utilizzata in un contesto più favorevole e positivo. “(Charles A. Weisman, Chi è Esaù-Edom?, P. 63).

“L’antisemitismo è così istintivo che può semplicemente essere chiamato uno degli istinti primordiali dell’umanità, uno degli istinti più importanti con cui la razza aiuta a preservare se stessa contro la distruzione totale. Non posso sottolineare la questione troppo forte. L’antisemitismo non è, come gli ebrei hanno cercato di far credere al mondo, un pregiudizio attivo. E ‘un istinto profondamente nascosto con il quale nasce ogni uomo. Egli rimane inconsapevole di esso, come di tutti gli altri istinti di autoconservazione, fino a quando succede qualcosa a risvegliarlo. Proprio come quando qualcosa vola nella direzione dei tuoi occhi, le palpebre si chiudono immediatamente e di propria iniziativa. In tal modo, rapidamente e sicuramente, l’istinto dell antisemitismo si risveglia in un uomo … non c’è un solo momento in cui gli ebrei non hanno pienamente meritato la furia amara di loro persecutori. “(Samuel Roth, Gli Ebrei devono vivere, (1934), p . 64).

“Noi ebrei, noi siamo i distruttori e rimarremo i distruttori. Non potrete fare nulla che soddisferà le nostre richieste ed esigenze. Noi distruggeremo in eterno perché vogliamo un mondo tutto nostro. “(You Gentiles, dall’autore Ebreo Maurice Samuels, pag. 155).

“Avremo un governo mondiale, che vi piaccia o no. L’unica domanda è se questo governo sarà raggiunto con la conquista o il consenso. “(Banchiere Ebraico Paul Warburg, 17 febbraio 1950, come ha testimoniato di fronte al Senato degli Stati Uniti).

“… [Noi] dobbiamo fermare questi sciami di ebrei che stanno commerciando, barattando e rapinando.” (Generale US durante la Guerra Civile William Sherman).

“Il più grande pericolo per questo paese risiede nel loro possesso e nella loro grande influenza nel nostro cinema, nella nostra stampa, nella radio e nel nostro governo”. (Charles A. Lindberg, Discorso a Des Moines, Iowa, 11 settembre 1941).

“L’ Arcipelago Gulag; ha informato un mondo incredulo che i terroristi ebrei assetati di sangue avevano ucciso 66 milioni le vittime in Russia dal 1918 al 1957! Solzhenitsyn ha citato il “Ceka Order No. 10”, emesso l’ 8 gennaio 1921: ‘Per intensificare la repressione della borghesia.’ “(Alexander Solzenicyn, Arcipelago Gulag)

“Gli ebrei sono i ladri maestri dell’età moderna.” (Napoleone Bonaparte)

“Sono gli uccelli necrofagi di umanità … [parla degli ebrei] sono uno Stato nello Stato. Essi non sono certo cittadini reali … I mali tra gli ebrei non hanno origine da singoli individui, ma dalla natura fondamentale di queste persone. “(Napoleone Bonaparte, dichiarato in “Riflessioni e Discorsi” davanti al Consiglio di Stato il 30 aprile e il 7 mag 1806)

“Gli ebrei sono la più odiosa e la più vergognosa delle piccole nazioni.” (Voltaire, Dio e i suoi uomini)

“Signora Van Hyning, sono sorpreso dalla vostra sorpresa. Siete una studentessa di storia – e si sa che entrambi i Borgia ei Medici sono famiglie ebraiche d’Italia. Di certo lei sa che ci sono stati Papi di entrambe queste case. Forse vi sorprenderà sapere che abbiamo avuto 20 Papi Ebrei, e quando avrà ha tempo sufficiente, che può coincidere con il mio tempo libero, posso mostrarvi questi nomi e le date. Da questo imparerà che: I crimini commessi in nome della Chiesa cattolica erano sotto Papi Ebrei. Il leader dell’ Inquisizione fu uno, de Torquemada, un Ebreo. “(Voce di Donna, 25 novembre 1953)

“Temo che al cittadino comune non piacerà sentirsi dire che le banche possono, e lo fanno, creare denaro … E loro che controllano il credito della nazione dirigono la politica dei governi e tengono nel palmo delle loro mani il destino del persone. “(Reginald McKenna, ex Cancelliere dello Scacchiere, 24 gennaio 1924)

“Il popolo ebraico nel suo insieme sarà proprio Messia. Raggiungerà il dominio mondiale previo dissoluzione delle altre razze, per l’abolizione delle frontiere, l’annientamento della monarchia e l’instaurazione di una repubblica mondiale, in cui gli ebrei ovunque eserciteranno il privilegio della cittadinanza. In questo nuovo ordine mondiale i Figli di Israele forniranno tutti i leader senza incontrare opposizione. I Governi dei diversi popoli che formano la repubblica mondiale cadranno senza difficoltà nelle mani degli ebrei. Sarà quindi possibile per i dirigenti ebrei abolire la proprietà privata, e in ogni luogo faranno uso delle risorse dello stato. Così si realizzerà la promessa del Talmud, in cui si dice che, quando sarà venuto il tempo messianico gli Ebrei avranno tutte la proprietà dell’intero mondo nelle loro mani. “(Baruch Levy, Lettera a Karl Marx, La Revue de Paris , p. 54, 1 giugno 1928).

“L’antisemitismo è una malattia – si contrae dagli Ebrei” (Edgar J. Steele)

Alcuni non credono gli ebrei abbiano un grande piano per quello che fanno. Va bene. Forse non è così, forse semplicemente agiscono indipendentemente l’uno dall’altro, e distruggono il mondo – ad infine anche loro stessi – in questo modo, invece, semplicemente perché sono ebrei, e questo è ciò che gli ebrei fanno. Neanche i funghi nei muri di una casa hanno un grande piano, ma distruggeranno ugualmente la casa, se gli sarà permesso. Se non verrano rimossi prima di farlo.

Europa dopo l’infezione ebraica;

Europa prima dell’infezione ebraica:

Traduzione a cura di Andrea Calistro.

Il Viaggio

Posto originale di Varg Vikernes

Prima di tutto, della musica appropriata.

Tempo addietro feci qualcosa in cui sono sono molto bravo: inventai una storia e scrissi ciò che doveva essere una favola per bambini, e fui molto contento del risultato. Se ne fossi stato capace, l’avrei fatto molto più spesso, e idealmente avrei fatto questo anziché far musica – che faccio solo perché è l’unica cosa che so, e apparentemente perché è questo ciò che devo fare.

La storia in questione si chiama Perþ, e prende il nome da una runa. Questa può essere traducibile come “viaggio”, prevalentemente di tipo spirituale, di un uomo che viaggia su o giù tra i reami dell’uomo e degli spiriti. Non ricordo esattamente quando la scrissi, ma dev’essere stato circa tra la metà e la fine degli anni ’90, e la scrissi in Norvegese. Venne poi tradotta in inglese da Vidar Ermesjø e pubblicata su burzum.org penso nel 2003 o 2004. Il Sig. Ermesjø fece un ottimo lavoro di traduzione, ma rileggendola ho apportato alcuni miglioramenti e correzioni, e desidero condividere con voi questa breve favola. Spero che se mai diventi vecchio, sia capace di sedermi in uno studio, in pace e quiete, producendo altre favole come questa. Mi piacciono veramente tanto, e credo siano importanti.

Per ora, questo è tutto ciò che ho. Una breve fiaba intitolata Perþ. Ascoltate attentamente…

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Parte I

C’era una volta, in un altro mondo e in un altro luogo là fuori nello spazio…

Ero giovane e curioso, mi sforzavo di cercare le risposte alle domande più incredibili. Crebbi in una nobile famiglia e venni educato a divenire un cavaliere. Molto viaggiai, cercando onore e fama – come tutti i cavalieri fanno. Trovai entrambi, ma non trovai mai la felicità. C’era troppa ingiustizia e crudeltà là fuori per essere felice. Solo gli stolti sono felici.

Con la fama e l’onore che m’ero conquistati, pensai che il mio dovere fosse quello di por fine a tutte le ingiustizie nel mondo. Sapevo che c’erano gli dèi dietro a tutto questo, e decisi quindi che avrei dovuto trovarli e porgli domande sul perché fossero così crudeli ed ingiusti. Perché lasciavano che giovani ragazzi venissero feriti sui campi di battaglia; perché lasciavano che bambini innocenti morissero di malattia quand’erano ancora in fasce; perché lasciavano che piaghe e malattie devastassero; perché lasciavano vivere certi come schiavi per tutta la loro vita, solo per morire vecchi e sporchi nei loro letti. Perché erano così crudeli?

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Forte del mio ego, di mattina presto corsi a rotta di collo dall’uomo più saggio del mio paese. Bussai impudentemene alla porta col il guanto di ferro e annunciai forte e chiaro che volevo il suo servigio.

“Dove sono gli dèi?”

Fu stupito (vestito in camicia da notte), non solo per via del mio comportamento, ma anche dalla mia domanda.

“Dove sono gli dèi?”

Ripeté egli a se stesso. Puntò il dito verso il cielo e disse:

“Là!”

“Ma io voglio parlare con loro. Devo rivolgergli una domanda. Si trovano mai qui, sulla Terra?”

“E’ passato molto tempo da quando gli dèi camminavano in mezzo a noi.”

Egli m’invitò ad entrare e il suo servo (anch’egli svegliato dal trambusto) ci portò cibo e bevande.

“Vi era un tempo in cui gli dèi stessi vagavano sulla Terra. Discesero dai cieli nei loro carri splendenti e modificarono tutto ciò che vi era. Il genere umano stava distruggendo il mondo intero. Ogni albero era stato tagliato o bruciato, ogni pesce pescato, tutti gli animali che esistevano furono uccisi e il terreno che coltivavano dava miseri frutti. V’erano troppi esseri umani, ed erano tutti divenuti dei banditi. Il fumo delle ciminiere inquinò la pioggia rendendola pericolosa da bere. L’oceano, i laghi e i fiumi morirono. Piante, uccelli e animali che non erano ancora periti a causa dell’uomo, morirono. Anche gli umani ebbero problemi nel respirare l’aria, per colpa delle pire funerarie, che producevano un fumo denso e pesante.

Quindi, gli dèi discesero a ripristinare l’ordine. Per ridare la vita al nostro pianeta. Bruciarono le città e ucciserò gli umni a decine di migliaia. Fulmini e fiamme piovvero sulle masse in fuga. Il mare inghiottì le terre, trascinando gli umani negli abissi. Il vento li soffiò lontani, scaraventandoli al suolo. Le montagne crollarono, alcune sopra le città. Il mondo intero giaceva in rovina. Cenere, fango e roccia, mare e lava incandescente ricoprirono tutto quanto. Solo qualche vestigia del vecchio mondo compariva qua e là.

Gli dèi crearono quindi un nuovo mondo e vi lasciarono a vivere alcune persone provenienti da quello vecchio, ma per prevenire che gli esseri umani demolissero nuovamente la Terra, misero dei Guardiani tra di essi. Dopodiché, gli dèi tornarono nei cieli. Nessuno li vide più dopo quella volta.”

“Ma io devo parlare con gli dèi. Devo incontrarli”

“Ecco quindi che devi rivolgerti ad un Guardiano. Trova un Guardiano. Che egli possa aiutarti?”

“Dove si trovano questi Guardiani? Dove posso trovarne uno?”

“Ciò io non so. Essi sono invisibili. Loro vedono e basta, non possono essere visti.”

Di nuovo mi avventurai per il mondo, non per guadagnare fama e onore, ma per rinfacciare agli dèi le loro malefatte. Ebbi intenzione di marciare fin pure al Valhöll stesso e puntare le mie accuse contro Ôðinn, avanzando le mie accuse, le mie domande e le mie critiche. “Perché siete così ingiusti e crudeli? Perché!?” Con molta soddisfazione per il mio nobile scopo, mi congedai dall’uomo per cercare un Guardiano. Cercai in alto, cercai in basso, nelle vecchie rovine dell’antico mondo, in torri alte, e caverne profonde, in oscure foreste e per i mari ostili. Non ci fu un Guardiano che riuscì a trovare. Nessuno che sapesse dove gli dèi fossero. Né sentieri che conducessero al cielo.

Fui in viaggio per molti anni. I miei seguagi caddero uno dopo l’altro. Alcuni furono uccisi combattendo contro jötnare troll, vermi e banditi, altri caddero come rocce a strapiombo da una montagna o un’alto muro, certi furono vittime di piaghe e malattie, altri semplicemente morirono. Nemmeno io ricordo più come e perché morirono. In fine dei conti erano così tanti. La mia rabbia crebbe solamente. La mia aggressione verso gli dèi aumentò in intensità. Non si degnavano nemmeno di darmi una risposta!

Fu così che infine mi ritrovai a giacere al suolo, ferito e morente. Stanco ed esausto, sconsolato e in disperazione. Fu tutto vano. Senza una soluzione. Senza una risposta. Senza una causa. Solo, in mezzo a umani morti a cui presto mi sarei congiunto nella morte.

Ecco che vidi lei: un essere chiaro su di un cavallo bianco. Sorridente, quasi ridendo, lentamente cavalco verso me. Ci vedevo doppio, il cavallo aveva otto zampe. Mi rise:

“Resisti se puoi.”

Non capì cosa stava accadendo, era tutto così surreale. Ma, in un modo o nell’altro, mi rimisi in piedi, e d’improvviso mi ritrovai seduto dietro di lei in groppa al cavallo. Questo partì al galoppo non appena ebbi cinto le mie braccia attorno a lei. Nelle condizioni in cui versavo non fu affatto facile mettere insieme i pezzi di ciò che stava accadendo, ma sembrava come se stessimo cavalcando verso l’alto, in alto e sempre più in alto. Verso il cielo. Strinsi la presa, per tenermi a lei. Andava così veloce. Dopo poco mi ritrovai appeso in posizione verticale, dietro la schiena del cavallo. Le mie mani si strinsero ancor di più attorno ai fianchi della donna, ma fui in procinto perdere la presa. Urlai. Disperato, ma anche con la speranza che lei mi avrebbe aiutato. Ma non lo fece.

“Resisti se puoi.”

Quasi mi sogghignò, nuovamente, come a prendermi in giro. Non ci fu compassione, né aiuto. Niente. Gridai e gridai. Persi la presa e lentamente scivolai all’indietro, lungo la schiena del cavallo. Infine mi trovai penzolante dalla coda del cavallo. Attaccato dietro di lui, nella sua selvaggia corsa attraverso il firmamento.

Vi fu poi silenzio. Più non fu alcun suono che le mie stesse grida, e lo sbeffeggio della donna “Resisti se puoi” risuonava in lungo e in largo nella mia testa. Non era freddo, né caldo. Non sentì più il peso del mio corpo, ma nemmeno lo sentì leggero. Il tempo, in qualche modo, si fermò. Solamente, cavalcammo verso la luce sopra di noi. Silenziosamente. Non saprei dire quanto durò. La luce ci avvolse completamente e dopo un attimo il cavallo riprese a cavalcare nuovamente, verso il basso. Ma non potei resistere un’istante di più, ero privo di forze. Non potevo tenermi appeso ancora. No! No! No!

Ma all’improvviso fui lì. Mollai la presa solo quando atterrammo. Giacqui al suolo. Il cavallo se ne stava lì. La donna – sempre sorridendo e col suo atteggiamento di presa in giro. Più uomoni e donne chiari si riunirono. Erano così chiari che splendevano. Non chiari come noi, ma molto di più.

“Portatelo qui” sentì dire a un di loro.

Parte II

“Dove mi trovo?” Sentì dire me stesso. Ero nel corso del risveglio. C’era qualcuno lì.

“Sei arrivato” disse una voce.

Aprì i miei occhi e vidi che stavo in una grande stanza. Le mura, il soffitto, il pavimento e l’arredo erano tutti bianchi. Bianchi e morbidi. D’un bianco confortevole. Anche le lenzuola erano bianche. Una bellissima donna, fantastica, se ne stava lì, sul volto un intelligente sorriso. “Vado ad annunciare del tuo risveglio” disse lasciando la stanza.

La mia corazza, spada, elmo, scudo e guanti, pantaloni e tutto il resto furono posti a fianco del letto su di un bianco lenzuolo. Pulite e lavate, riparate ed in buone condizioni. Feci per toccare il mio corpo, e mi accorsi che anch’esso era stato rimesso a nuovo. Le ferite guarite. Non c’era nemmeno una cicatrice in vista, e nemmeno dei bendaggi.

La porta si aprì nuovamente e la donna fece capolino. “Puoi entrare” disse. “Vestiti e vieni.” Avrei voluto chiederle per quanto tempo avevo dormito, ma fu rapida e chiuse la porta dietro di sè prima che potessi farlo. Mi vestì, e rimembrai perché mi trovavo lì.

Fuori dalla porta un corridoio mi condusse da basso verso una grande porta. La donna che mi accompagnava disse “Ora sei arrivato.” Come se sapesse perché mi ero lì. Mi sorrise mentre la guardai incerto. “Entra” disse. Che altro potevo fare?

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Un’ampia sala mi si aprì davanti. Proprio di fronte vi era un grande trono, dove Ôðinn stesso sedeva. Attorno a lui sedevano e stavano molti altri dèi, a mezza luna rivolta verso di me. Erano tutti chiari e belli, alti e in salute. Non avevano colpe. Non difetti visibili. Alcuni avevano un’espressione seria, altri mi sorridevano. Pure Ôðinn mi sorrise. “Ebbene, cosa desidera questo giovane sire?” disse egli fingendo una voce severa. Continuava a sorridere. Mi sentì piuttosto piccolo, lì dove stavo. Il mio grande ego improvvisamente non fu più tanto grande. Anche la gran fiducia che avevo in me stesso non fu più tanto grande.

“Ebbene” mi riuscì di dire.

“Stando a quanto ho appreso, porti con te delle accuse” disse Ôðinn, e a dimostrazione di ciò scartabellò qualche foglio. Sembrava irritato, ma nonostante ciò mi trasmise un senso di sicurezza e confidenza. Nulla può andar storto qui. Qui non c’è nulla da temere. Ero al sicuro.

Fu così che venne l’accusa. Nei dettagli. Parlai di come la vita era ingiusta per certe persone, di com’era crudele per altre, di come certe persone trovano la felicità senza meritarsela, mentre altre più meritevoli no. Sputai un’accusa dopo l’altra, a quel paziente raduno di dèi, e terminai la mia accusa con un “perchè!?” Ôðinn non era agitato. Nessuno degli altri dèi lo era.

“Ardue domande tu ci poni. Per rispondere, devo sapere se già conosci della Terra e della vita sulla Terra. Per esempio, sai tu da dove provengono gli umani?”

“Sì lo so. Siamo figli vostri. Siamo i figli degli dèi.”

“E da dove pensi che gli spiriti dell’acqua provengano, o le fate, o i draghi, i giganti e i troll?”

“Questo io non lo so.”

“Una storia lascia che ti racconti” disse Ôðinn, “Una lunga storia, che probabilmente non comprenderai.”

“Mettimi alla prova.” Riacquistai la fiducia in me stesso.

“Vi fu un tempo in cui né giganti né troll, draghi o fate esistevano. Solo uomini e animali, solo piante e montagne, oceano e cielo. Gli uomini avevano i loro vagoni da spingere, domarono una moltitudine di enormi uccelli che volavano avanti e indietro per il mondo. Ebbero nani che gli forgiavano del cibo, sicché non necessitavano di campi né di fattori. Ersero torri che quasi toccavano il cielo, e scavarono caverne cosi profonde che le fiamme provenienti dal cuore della Terra ne uscivano e li bruciavano. Fumo e cenere vi fuoriuscì, avvolgendo le città. Gli animali si persero nell’oscurità di quest’antico mondo. I pesci annegarono nel mare. Gli uccelli caddero come pioggia, scarni e senza vita – alcuni con degli uomini che li cavalcavano. Le piante marcirono e la terra non fu più fertile. L’umanità dimenticò tutto sugli dèi.”

“Quindi fosti tu a discendere e a distruggere il vecchio mondo?” Interruppi.

“Sì, fu allora che dovemmo discendere e distruggere il mondo degli uomini. Poiché si erano dimenticati perché erano sulla Terra e perché erano umani. Si erano dimenticati quello che dovevano divenire e di chi erano figli. Si sposarono con degli animali e ne ebbero dei figli. Alla fine non rimase più alcun umano: erano tutti mischiati con vili bestie. Solo pochi individui rimasero, ma anche quelli vivevano come animali. Era solo una questione di tempo prima che tutti i nostri figli avrebbero fatto la loro scomparsa. Dovemmo intervenire.”

“Ma con così tanta crudeltà? C’era proprio bisogno di far rovinare le montagne sulle città? C’era proprio bisogno di lasciare che gli oceani inghiottissero gli umani in massa? C’era bisogno di lasciare che le fiamme bruciassero quelli rimasti? Io stesso ho visto torri sin dai primi tempi, che si alzavano dalla terra. Sono tuttora nere con segni di combustione all’interno. Quanti dovranno morire?”

“Spesso è così, che certi devono morire per far sì che altri possano vivere. La Terra fu creata per i nostri figli, per gli umani, e per tutte le altre creature, piante e animali, pesci e uccelli, tutto venne da noi creato per gli umani. Cosicché l’uomo possa vivere e crescere. Noi creammo questa Terra, noi la posizionammo dove ora si trova, tra il calore del Sole e il freddo gelido dello spazio aperto. Con la nostra creazione facciamo ciò che vogliamo. Noi abbiamo il diritto di distruggere ciò che abbiamo creato, se lo riteniamo opportuno.”

“Ma che mi dici degli uomini? Che mi dici dei tuoi stessi figli? Non ti preoccupi per loro, non ne hai compassione o buone volontà?”

“I figli sono indisciplinati. Spesso fanno ciò che vogliono, e non ciò che i loro genitori gli chiedono. Ciò che abbiamo fatto fu di salvare gli ultimi nostri figli facendoli sopravvivere all’estinzione, forzandoli a vivere diversamente. Forzandoli a vivere come dovrebbero. Forzandoli a prendere la strada che conduce avanti. Forzandoli sulla giusta strada. Prendemmo degli animali e da essi creammo nuove specie e razze. Creammo i giganti, grossi, forti e stupidi, per incutere all’uomo il timore della foresta. Creammo i giganti per dargli qualcosa con cui confrontarsi. I giganti non si sentono a loro agio nel pensare, preferiscono di conseguenza lottare, perché così non hanno bisogno di pensare. Odiano gli umani perché sono loro stessi degli umani caduti. Sono piccoli e brutti, sudici e scuri, violenti e pericolosi, stupidi e privi di spirito. Tuttavia posseggono uno scopo, come i troll, i draghi e tutte le altre creature che forzano gli uomini a compiere atti nobili. Noi rimpiazzammo il vecchio e malato mondo con un mondo che dette all’umanità l’opportunità di divenire qualcosa in più.”

“Ciò non spiega perché lasci che giovani ragazzi muoiano prima di aver assaporato i frutti dell’amore! Perché lasci che gli infanti muoiano di malattia nelle loro culle, perché…”

“Già, già” Mi interruppe. “Sì, si spiega tutto quanto, anche questo. L’umanità ha bisogno di individui forti, per affrontare le future sfide deve essere forte. E’ quindi forse così sbagliato lasciare che i più deboli muoiano, cosicché il resto abbia un’opportunità di sopravvivere in futuro? Se tutti dovessero vivere, tutti quanti morirebbero. Ora solo i più deboli muoiono, così il resto può sopravvivere. E quanto nobili sono i giovani che combattono e cadono sul campo di battaglia ancor prima di aver assaporato i frutti dell’amore? Che il resto del mondo verrebbe mai a sapere quanto buon sangue le loro famiglie avevano, se non per il fatto che i loro ragazzi lo provarono con nobili imprese? Le loro madri avrebbero mai avuto l’opportunità di raffinare la propria coscienza senza la perdita d’un figlio? Non è forse buono l’uomo che ha imparato ad affrontare il dolore e capace di immaginnare quello altrui? Le lacrime di donna sono come oro rosso: il di lei dolore ne raffina la coscienza.

Tutto il dolore, tutte le sofferenze, tutte le difficoltà che poniamo sul vostro cammino sono per il vostro bene. Senza queste la vostra vita tornerebbe ad essere inferiore, senza queste i deboli e gli stupidi torneranno nuovamente a decidere il corso del mondo. Senza guerra è impossibile scoprire i codardi, e per questo se non ci fossero guerre i codardi si meriterebbero quanto i coraggiosi. L’uomo diviene codardo, si mischia con animali e dimentica gli dèi e il loro credo. Che dobbiamo fare noi quindi con gli uomini? Dopo tutto, noi gli abbiamo creati per un motivo. Noi li abbiamo creati così che essi potessero diventare migliori, non perché diventino degli animali.

Guardati intorno, guardaci. Siamo i tuoi genitori. Noi ti creammo. Vogliamo, come gli altri genitori, che voi diventiate come noi. Belli, intelligenti, forti, buoni, onesti, alti, chiari, creativi, coraggiosi come noi lo siamo. Tu puoi diventare ciò che sono io, ma per farlo devi fare come ti dico. Devi capire la necessità delle prove a cui noi ti mettiamo di fronte. Non c’è bellezza senza dolore. Non forza senza difficoltà, nulla di nobile nasce senza miseria.”

“Ma perché non ce l’hai detto? Come potevo sapere che tutto ciò che accade, non importa quanto macabro e ingiusto possa sembrare, ha un grande e profondo significato?”

“Non ha nessuno scopo. Devi capirlo tu stesso. Che è parte del nostro obietivo con voi, che dovrete imparare a pensare per conto vostro. Devi capire tu stesso, senza di noi che ti diciamo cos’è giusto e cos’è sbagliato. Voi avete il nostro sangue: ascoltate la voce del sangue, ascoltate il vostro intuito. Quelli che di voi capiranno veglieranno sugli altri, dicendo cos’è giusto o sbagliato, e vedrete che il miglioramento dell’uomo avrà luogo.”

“Sono loro i vostri Guardiani? Ma dove sono? Dove sono questi Guardiani? Li ho cercati per anni, senza mai trovarne uno!”

“Ne sei sicuro? Per tutto il tempo che hai cercato qualcosa, l’hai avuto sempre con te. Devi capire che tu stesso sei un Guardiano. Un Guardiano della vita, un Guardiano dei figli degli dèi. Un Guardiano delle tradizioni. Un Guardiano, perché reagisci a ciò che è orribile ed ingiusto, un Guardiano perché hai osato viaggiare fin quassù, da solo, fino agli dèi per por loro domane su come trattiamo l’umanità. Noi possiamo sentirci sicuri nel sapere che ci sono uomini come te che si prendono cura dei loro simili. Tu tieni un occhio su di loro. Tu vuoi il meglio, non solo per te, ma per l’interà umanità. Combatterai per genti che preferirebbero vederti morto invece. Combatterai per qualcuno che si precipiterebbe in prima fila quando vorranno lapidarti o impiccarti. Combatterai per qualcuno che non si merita nemmeno di leccati gli stivali. Ma combatterai comunque per loro. Combatterai perché il tuo spirito ti dirà: “perdonali, non sanno ciò che fanno”. Non è colpa loro se sono così, ma sai che è tua responsabilità far sì che i loro figli diventino migliori – e poi, dovrai anche combattere per loro. Uno non può odiare una piana perché incapace di crescere nella sabbia asciutta, ma può prendere i suoi semi e piantarli in un terreno fertile.

Parte III

Questo ciò che ricordo. Dopo di che, fui riaccompagnato alla mia stanza. Mi appisolai, e mi stesi per dormire. Ero nuovamente nel fango, malconcio e morente. Ma una giovane fanciulla sentì le mie grida e i suoi genitori vennero a salvarmi. Dovevo vivere.

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Spesso penso sia stato tutt un sogno, l’illusione di un uomo in procinto di morire, ma ho la certezza così pura che fosse tutto giusto. Gli dèi mi raccontarono solo ciò che era giusto. Acquisì una nuova prospettiva, e spero che anche altri impareranno da quanto ho detto. Non puoi odorare ciò che ho odorato quando fui là, non puoi vedere ciò che io vidi, nemmeno puoi sapere come fu il mio viaggio verso i cieli – ma puoi provare ad immaginarlo.

Questo è come trovai finalmente un Guardiano, che poté mostrarmi il sentiero che conduce agli dèi e spiegarmi perché il mondo era come era. Perché il vecchio mondo doveva finire ed essere rimpiazzato da un mondo nuovo e migliore. Il modo in cui verrai a conoscienza del mio racconto io non lo conosco, ma spero che la mia storia possa aiutarti a sapere cosa devi fare con il tuo mondo, cosi che anche tu possa prosperare, crescere e lussureggiare in accordo con la natura e le leggi degli dèi.

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Traduzione a cura di Marco Prandini

Aplogruppi

Stiamo per discutere di una teoria progettata per spezzare l’ultima resistenza Europea all’ibridazione razziale e l’eccezionalmente poco intelligente teoria della <<Provenienza dall’Africa>>. Sì, stiamo per parlare degli aplogruppi del Y-DNA.

Come già dissi in Da dove veniamo e dove andiamo, spesso mischiamo tutti i concetti e arriviamo a dire che i “Celti” sono un popolo anziché un gruppo linguistico, e parliamo di un’ “invasione Indo-Europea” che in realtà non ha mai avuto luogo.

Prima che continui, sottolineo il fatto che non sono un esperto sugli aplogruppi, ho sempre avuto una sensazione viscerale che me li faceva giudicare privi di senso, quindi prima d’ora non mi sono mai preso la briga di darci un’occhiata, ma alla fine l’ho fatto comunque. Non in modo così scrupoloso, ma abbastanza per averne una buona panoramica.

Cosa vedo quindi, dalla mia Prospettiva Thuleana? Sbatto contro un muro di nonsense, di un inesistente culto matriarcale sulla fertilità (e così l’uomo dell’Età della Pietra aveva problemi di fertilità?) del Neolitico Europeo che venne rimpiazzato da un culto patriarcale di stampo guerriero quando un popolo di uomini a cavallo, durante l’Età del Bronzo, invasero l’Europa dall’Est e, grossomodo, ammazzando e rimpiazzato chiunque vi vivesse. Trovo poi molte chiacchiere a proposito di migrazioni dall’Africa all’Europa, che danno per scontato che noi accettiamo questa stupidata della teoria sulla <<Provenienza dall’Africa>> come prova certa. Vedo anche che si parla tanto dei linguaggi, e di come quello Europeo originale debba essere così tanto diverso da quello Indo-Europeo allo stesso modo in cui l’Inglese moderno differisca dal Cinese. Ma davvero? E come lo sanno? Ci sono un mare di speculazioni, le assurdità onnipresenti e la volontà di non dar alcun credito all’Europa oscurano tutto quanto.

Quando ho visto le diverse mappe degli aplogruppi dell’ Y-DNA in Eupedia, ho capito immediatamente cosa veramente significassero. Già, e non molto umilmente, ho riso alle ipotesi ufficiali, scuotendo la mia testa per la disperazione…

Permettetemi, amici miei, di condividere con voi alcuni pensieri in merito a questi argomenti. Ad un esame più approfondito questi potrebbero certamente essere sbagliati, e dovrebbero essere leggermente aggiustati, ma principalmente il mio intento è quello di mostrarvi come dovreste leggere questo materiale, anziché leggerlo come fanno gli “scienziati” e altri simili.

Aplogruppo R1a, è il gruppo che ha almeno qualche antenato tra Sciiti. Essi erano tra i primi che addomesticarono i cavalli.

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Aplogruppo R1b, è il gruppo che ha almeno qualche antenato tra i popoli che oggi spesso identifichiamo come “Celti”.

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Aplogruppo I1, è il gruppo che ha almeno qualche antenato tra i popoli proto-Scandinavi.

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Aplogruppo I2a, è il gruppo che ha almeno qualche antenato tra i popoli Illiri.

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Aplogruppo I2b, è il gruppo che ha almeno qualche antenato che faceva parte di una particolare tribù proto-Scandinava di cui oggi non conosciamo il nome.

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Aplogruppo G, è il gruppo che ha almeno qualche antenato che faceva parte di una tribù che per un certo periodo visse nell’odierna Georgia e di cui non conosciamo il nome. E’ probabile che fossero stati tra i primi ad abbandonare lo stile di vita cacciatore-raccoglitore a favore dell’agricoltura.

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Aplogruppo J2, è il gruppo che ha almeno qualche antenato tra i popoli Sumeri, o (peggio) da un’altra fra le popolazioni del Medio Oriente.

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Aplogruppo J1, è il gruppo che ha almeno qualche antenato tra le popolazioni del Medio Oriente.

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Aplogruppo E1b1b, è il gruppo che ha almeno qualche antenato dai popoli dell’Africa Occidentale.

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Aplogruppo T, è il gruppo che ha almeno qualche antenato che faceva parte delle popolazioni dell’Africa Orientale e/o del Medio Oriente.

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Aplogruppo N1c1, è il gruppo che ha almeno qualche antenato dai popoli proto-Finnici.

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Aplogruppo Q, è il gruppo che ha almeno qualche antenato fra gli Unni (i quali erano pesantemente imparentati con i Goti – della Svezia Meridionale).

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La tecnologia potrebbe diffondersi attraverso le invasioni e le prese in consegna di un’area, ma è più probabile che si diffonda quando un membro di una tribù sposi quello di un’altra, e quando questi si insegnano a vicenda le proprie tecniche. E’ così che, naturalmente, la diffusione delle diverse tecnologie, dell’agricoltura, dell’addomesticamento dei diversi animali, e così via, può perfettamente trovare una spiegazione in questo. Ha anche perfettamente senso come l’aplogruppo di una popolazione in un’area possa corrispondere molto bene con la tecnologia dell’area stessa, e come la diffusione di un aplogruppo corrisponda così bene con la diffusione di quella o questa tecnologia o fenomeni culturali.

Anziché screditare ciò che dico in Da dove veniamo e dove andiamo, tutto ciò può benissimo essere utilizzato per confermare quello che dico! L’unica cosa che questi aplogruppi dell’Y-DNA ci dicono è da dove vengono alcuni dei nostri antenati maschi. L’aplogruppo degli Sciti (R1a) per esempio si diffuse per tutta la steppa Russa, ma anche in Iran ed in India, per poi successivamente diffondersi nell’Europa Occidentale e del Nord. Questo non ha nulla a che fare con una super-razza “Ariana” Indo-Europea che arriva in Europa a dorso di cavallo ammazzando i poveri cacciatori-raccoglitori Europei indifesi. Nel caso in cui non ne siate ancora al corrente, vi posso dire che ai tempi di cui stiamo parlando, l’Europa era ricoperta da una fitta e vecchia foresta, di conseguenza l’idea di un vittorioso esercito di cavalleria in Europa Centrale, Occidentale e del Nord è di per sè ridicola. E non è che la cosa migliori quando dicono che questi cavalieri conquistarono anche parte della Norvegia. Ma davvero conquistarono tutto ciò a dorso di cavallo? (Tutte le seguenti foto provengono dalle zone più “Indo-Europee” della Norvegia)

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Provatemi che sbaglio, e naturalmente, se ci riuscirete, cambierò o aggiusterò il mio punto di vista, ma tutte le prove fornite finora possono perfettamente essere interpretate come ho fatto io qui, e certamente avrà più senso fare così anziché credere che ci vollero 2000, ad un popolo “invasore” a dorso di cavallo, per muoversi dall’Ucraina alla Norvegia, come viene suggerito da Eupedia. Espansioni come quelle, dopo un così lungo periodo di tempo, che non è poi molto, sono il risultato che ci possiamo aspettare da matrimoni misti tra tribù confinanti, non invasioni.

Posso aggiungere che questo prova, senza ombra di dubbio, a tutti gli Europei del Sud, che non avete capelli scuri e occhi castani perchè questo è il vostro look nativo, ma perchè in passato i vostri antenati si sono ibridati con popoli Africani e del Medio Oriente. Naturalmente, tutti i popoli d’Europa sono per certi versi mischiati con Africani e Medio Orientali, ma siete più scuri di altri Europei poichè siete più mischiati con loro di quanto lo sia tutto il resto.

Infine, se volete sapere quanto ridicola e fuor di ogni logica sia la teoria della “Provenienza dall’Africa”, vi suggerisco di leggere questo articolo.

Traduzione a cura di Marco Prandini

Scienza nella Mitologia Scandinava; La Gravità

Nel nostro sistema Solare c’è un pianeta in particolare che assicura la sopravvivenza della vita così come la conosciamo nel nostro pianeta Terra, e questo è ovviamente Giove. Non fosse stato per il campo gravitazionale di questo pianeta gigante la superficie della nostra Terra sarebbe stata condita da oggetti provenienti dallo spazio cosmico.

Non a caso denominato, il pianeta è chiamato Giove, e il nome Scandinavo della divinità Giove è Þôrr, il quale è ben conosciuto per essere il dio del tuono, ma meno come dio dell’agricoltura e ancor meno come dio della pioggia. Il tuono porta la pioggia e la pioggia è come sappiamo (se controllata…) utile per gli agricoltori.

Þôrr è in Scandinavia comunemente chiamato “Þôrr con il Martello”, in quanto è famoso per il suo speciale martello, costruito per lui dagli elfi oscuri (=nani) sotto terra. Il martello era originariamente una roccia, come si può notare dall’etimologia della parola martello, la quale originariamente significava semplicemente “roccia”. Torna sempre a lui quando lo lancia nell’aria e può renderlo così piccolo da poterlo inserire facilmente in una tasca o in un sacchetto, se lo desidera. Porta anche una cintura che raddoppia la sua forza, la Meginnjörð (“Forza della Terra”).

Come sapete è la gravità che provoca la caduta della pioggia nel terreno, che causa il ritorno di una roccia nella tua mano quando la lanci nell’aria, e sappiamo che la gravità non è legata alla dimensione di un oggetto, bensì alla sua massa, Quindi il suo martello può essere reso quanto piccolo egli lo voglia, senza che ciò influenzi il suo potere. Naturalmente la sua cintura è quindi chiamata “la Forza della Terra”, perchè è fondamentalmente un altro nome per indicare la gravità; la forza della massa.

Nella nostra mitologia è anche, naturalmente, incaricato di proteggere il mondo dai giganti di pietra e dai giganti di ghiaccio, proprio come il pianeta Giove protegge il pianeta Terra dai giganti di pietra e di ghiaccio provenienti dallo spazio – grazie alla sua gravità. Invece che schiantarsi contro il nostro pianeta e distruggere tutta la vita che vi è presente i giganti di pietra e ghiaccio sono assorbiti da Giove, per via della sua gravità.

Signore e Signori, invece che essere un dio del tuono, della pioggia e dell’agricoltura, il nostro caro Þôrr è innanzitutto il dio della gravità. Questo spiegherebbe anche il perchè Þôrr sia l’unico dio nella mitologia Scandinava con barba e capelli rosso-ruggine; il pianeta Giove è rosso-ruggine.

Cos’altro conoscevano che gli Ebrei del Cristianesimo distrussero prima che potessimo scoprirlo? Cosa è stato perduto a causa loro?

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Romano; Giove

Greco; Zeus

Scandinavo; Þôrr

Slavo; Perun

Celtico; Taranis

Baltico; Perkunas

Finnico; Perkele

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Traduzione a cura di Artuso Fabio

Da dove veniamo e dove andiamo

Post originale di Varg Vikernes

Molti di noi vogliono sapere da dove proveniamo. Leggiamo dei Daci/Traci, Illiri, Greci, Iberici, Celti, Scandinavi, Balti et cetera con grande interesse, ma tendiamo a cadere vittime di una trappola che al giorno d’oggi rimane inosservata a molti di noi: mischiamo i nomi delle tribù, i linguaggi, le espressioni artistiche e le culture e non riusciamo nemmeno a capire che, per esempio <<Illiri>> descrive un popolo, mentre il termine <<Celti>> no. Già: non c’è mai stato un popolo <<Celtico>> (ma ci fu una tribù <<Celtica>>). Celtico al giorno d’oggi è un gruppo linguistico, ma anche il nome della Cultura di Hallstatt.

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La diffusione della cosiddetta cultura Celtica da Hallstatt è descritta, o quanto meno compresa da molti, come la diffusione di un popolo: come se un popolo si diffuse da Hallstatt per l’Europa. Mi spiace, ma semplicemente non è corretto.

Il pagagone che sto per fare non sarà perfetto, ma illustra molto bene ciò che intendo: oggi abbiamo la Coca Cola, McDonalds, la lingua Inglese e prodotti della Microsoft praticamente dappertutto, ma direste forse che la presenza dell’Inglese e di tutti questi altri prodotti sia la prova che una tribù Americana si stia diffondendo in tutto il mondo, conquistandolo, o forse direste che tutto ciò è il risultato di un commercio? Anche i Norvegesi bevono la Coca Cola, mangiano da McDonalds, parlano Inglese e usano prodotti della Microsoft, ma non rimangono forse ancora degli etnici Norvegesi?

Quindi perchè dovremmo dire che i <<Celti>>, per esempio della Gran Bretagna e della Gallia, provenissero originariamenet da Hallstatt? E che Hallstatt sia la loro <<proto-Patria>>? Che per caso gli Stati Uniti d’America sono la <<proto-Patria>> dei moderni Norvegesi? Halstatt è l’origine di una specifica cultura, e questa cultura si diffuse in Europa, ma ciò non costituisce un fenomeno di carattere etnico. Non ha nemmeno cambiato drasticamente la società, ha semplicemente aggiunto alcuni prodotti e costumi alle culture che oggi chiamiamo <<Celtiche>>.

Lo stesso può essere detto a proposito della Cultura della Ceramica Cordata, alias la Cultura dell’Ascia da Battaglia, per alcuni la cultura originale Indo-Europea, che si diffuse nella maggior parte d’Europa. Ok, fabbricarono delle asce da battaglia molto belle, veri simboli di machismo e potenza guerriera, e avevano dei tumuli sepolcrali veramente belli (<<Ne voglio uno anch’io!>>), anche il loro linguaggio Indo-Europeo si diffuse in Europa ma, no: non sono stati loro! Non ci fu un popolo guerriero Indo-Europeo che si diffuse, conquistando e rimpiazzando le genti d’Europa! Semplicemente, utili concetti, buoni e belli, espressioni artistiche e idee si diffondono come fuoco sull’erba secca. Noi tutti non discendiamo da una qualche <<razza>> Indo-Europea. Noi (diversamente dai fratelli e sorelle Baschi, Finnici e Magiari) abbiamo degli antenati che furono molto influenzati da questa tribù Europea. I Baschi, i Finnici e i Magiari sono semplicemente sfuggiti a questa tendenza. Ciononostante non sono meno Europei.

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E anche se noi (eccetto Baschi, Finnici e Magiari) parliamo lingue che sono definite come Indo-Europee, in realtà non parliamo soltanto Indo-Europeo. Ad esempio, sapevate che circa il 40% (!) delle parole Tedesche hanno un’origine non Indo-Europea? Eh già, non sono per nulla Indo-Europee! Sono <<proto-Scandinave>>. Ciononostante non sono meno Europei.

Tutto ciò è ulteriormente complicato dal fatto che queste tribù erano composte da cacciatori-raccoglitori nomadi, quindi sebbene non si diffusero in tutta Europa, conquistando e rimpiazzandone le genti ovunque andassero, si mossero comunque di un bel po’. Questo rende molto difficile identificare da che parte d’Europa venissero e addirittura quali fossero i posti dove stavano prima di trovare un insediamento definitivo. Né sappiamo se queste – le tribù che crearono le culture a noi note come di Hallstatt e della Ceramica Cordata – fossero grandi o piccole tribù.

Ciò che possiamo sapere per certo è che tutte queste tribù (o <<popoli>> se preferite) che vissero circa tra l’Età della Pietra e la tarda Età del Bronzo in Europa erano di stirpe Europea, e con ciò intendo dire di stirpe Neanderthal. Anche nell’Antichità molte di queste tribù assomigliavano ancora ai Neanderthal, come attestato dagli archeologi in Francia, che indagano sulle tombe della Francia Antica (a proposito di ciò, puoi trovare più materiale su Atala). Erano uomini grossi e forti, dai capelli biondi e dalla pelle chiara, con grandi teste e possenti bacini.

Somigliavano a questi (Galli):

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E a questi (Scandinavi):

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E a questi (Daci):
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E a questi (Pitti)
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Sì, sebbene i Neanderthal non ibridati abbiano per certi versi un teschio differente (e anche altri tratti distintivi), continuano ad assomigliare moltissimo agli Europei dell’Antica Gallia, Scandinavia e Dacia (e a quelli della Scandinavia sino all’Epoca Vichinga). Ancora oggi appaiono come gli odierni Europei, grossi, forti e biondi (anche barbuti). Inoltre, ricordatevi sempre che non erano meno belli dei più belli fra gli Europei biondi e dalla pelle chiara dei giorni nostri. Non lasciate che le menzogne che gli Ebrei dicono sui Neanderthal e il loro aspetto vi traggano in inganno!

Sappiamo da dove veniamo: la nostra unica specie Europea (i Neanderthal), e dove andiamo? A conquistare più gloria e fama! Al Valhalla! HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Marco Prandini

Scienza nella Mitologia Scandinava; il Campo Magnetico, lo Strato dell’Ozono e le Radiazioni Ultraviolette.

L’Europa era una volta un continente assai illuminato, con una visione del mondo Pagana basata sulla scienza. Non su quasi-scienza politicizzata, ma su vera scienza. Troviamo evidenza di ciò in ogni parte della nostra mitologia.

Dalla Canzone di Grimnir, strofa 38, sentiamo parlare di uno scudo presente tra il Sole e la Terra, per evitare che il suolo e il mare brucino. Lo scudo è chiamato Svalin (“Refrigeratore”);

38. Svalinn heitier, hann stendr sôlu fyrir,

Skjöldr skînanda goþi:

björg og brim veitek at brinna skulu

ef hann fellr î frâ.

(38.”Svalin ha nome chi s’erge davanti al sole,

scudo, davanti alla divinità splendente;

mari, monti, lo so avvamperebbero

se da quel posto cadesse.”)

Da Wikipedia:

La Terra è ampiamente protetta dalle tempeste solari, un flusso di particelle cariche di energia provenienti dal Sole, dal suo campo magnetico, che devia la maggior parte delle particelle cariche. Queste particelle smantellerebbero lo strato dell’ozono, il quale protegge la Terra dai dannosi raggi ultravioletti. I calcoli della perdita di diossido di carbonio dall’atmosfera di Marte, risultato dall’evacuazione di ioni da parte del vento solare, sono coerenti con una perdita quasi totale della sua atmosfera da quando il campo magnetico di Marte si è spento.

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Quindi sapevano che questo “Refrigeratore” proteggeva la vita nel nostri pianeta? Che se fosse “crollato” il suolo e le acque sarebbero “bruciate”? Riguardo ai raggi ultravioletti possiamo apprendere questo:

Comunque, l’intera gamma di radiazioni ultraviolette presenta alcuni aspetti biologici delle radiazioni ionizzanti, nel fare molti più danni a molte molecole nei sistemi biologici rispetto a quanto sia valutato dai semplici effetti del riscaldamento (un esempio sono le scottature). Queste proprietà derivano dalla forza dei fotoni ultravioletti di alterare i legami chimici nelle molecole, anche senza avere sufficienti energie per ionizzare gli atomi.

Se “Svalin” crolla noi bruceremmo, e forse i nostri antenati già lo sapevano – almeno mille anni fa.

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Christianos ad leonem!

Il Cristianesimo non è più quello che era una volta. Sì, diamo un’occhiata alle radici del Cristianesimo e come questo era nei primi secoli della sua esistenza.

Cerchiamo di capire prima di tutto perché i primi Cristiani venivano perseguitati dai Romani. Come molti di voi probabilmente già sapranno, tutti i primi Cristiani erano Ebrei. Era una pura setta Ebrea. Ad alcuni questo non significherà poi molto, ma quando scopriamo le ragioni che i Romani avevano di perseguitarli, una lampadina si accenderà nella testa di ognuno: erano accusati di incesto, di effettuare sacrifici di bambini, di cannibalismo e di altri crimini scandalosi.

Come alcuni di noi sanno, l’incesto pedofilo della più rivoltante specie è sorprendentemente tutt’oggi una pratica comune tra gli Ebrei, ed è pure legalizzato e argomentato nei loro testi religiosi – in particolare nel Talmud. (Visitate Destroy Zionism per saperne di più, se avete bisogno di maggiori prove.)

Anche uccidere il bambini è stata per lungo tempo una pratica comune tra gli Ebrei. Alcuni affermano che lo facciano ancora, ma le prove suggeriscono che lo hanno fatto solo per circa 3.000 anni della loro vergognosa storia. Per diventare un Ebreo, per essere accettato come Ebreo (per diventare uno del popolo “eletto”), l’aspirante Ebreo doveva lapidare a morte un bambino innocente. Quelli che si rifiutavano di farlo sarebbero stati lapidati a morte a loro volta.

Una descrizione piuttosto divertente di come ciò veniva messo in pratica la possiamo trovare in Brian di Nazareth. Da notare che, sebbene il team di Monty Pyton l’abbia reso come uno scherzo, l’hanno basato su dei fatti storici reali, e tali prove dimostrano che veniva fatto anche a dei bambini innocenti. Per meglio capire tutto ciò, provate a vederlo come il modus operandi delle moderne gang criminali di motociclisti: esigono che gli aspiranti commettano alcuni crimini importanti prima di divenire dei membri: se l’aspirante li commetterà, allora lo avranno “per le palle”, per così dire, il che significa che se dovesse tradirli cadrebbe anch’egli con loro. La setta Ebrea è una setta criminale (come si è potuto vedere dalle loro operazioni nell’Impero Romano così come nell’Antico Egitto), che praticava una forma di questo “rituale d’iniziazione” – e per 3.000 anni lapidarono a morte dei bambini innocenti per essere accettati come veri membri.

Quando si tratta delle accuse sul cannibalismo, questo, forse con la sorpresa di almeno molti di noi, non è in realtà un nonsense inventato.
Da The Hidden Mysteries leggiamo che:

Nell’Antichità in Messico, Lord Kingsborough scrive: “In nulla i Messicani assomigliano maggiormente agli Ebrei che per la moltitudine dei loro sacrifici…”. “Era costume presso gli Ebrei mangiare una porzione della carne che veniva sacrificata, e di bruciare il resto; Peter Martyr, alludendo a tale costume dice, nel quarto capitolo nella sua quinta Decade, che, “Come gli Ebrei a volte mangiano [sic] gli agnelli sacrificati secondo la vecchia legge, allo stesso modo mangiano la carne umana [sic], scartando solo le mani, i piedi e le budella.”

Kingsborough dice inoltre: “Tutti gli Autori spagnoli sono concordi che nessuna sofferenza da carestia avrebbe potuto indurre i Messicani, quando strettamente assediati da Cortes, a mangiare la carne dei loro connazionali che venivano uccisi: da cui si deve dedurre che mangiavano solamente la carne di quelli che venivano sacrificati e delle vittime devote. Gli Ebrei erano meno in grado si sopportare i tormenti della fame.”

Gli Antichi Ebrei erano conosciuti per le loro pratiche di cannibalismo, per tale motivo sono stati chiamati “orribili cannibali” dall’eminente studioso Cristiano Lord Kingsborough.

Inoltre, sappiamo che Jon D. Levenson, Susan Nidditch e Susan Ackerman (Ebrei essi stessi!) affermarono che alcuni (antichi) Israeliti credevano che il sacrificio di bambini fosse una parte legittima del Giudaismo.

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Quindi non è affatto improbabile che le accuse rivolte ai primi Cristiani, riguardanti incesto, cannibalismo e sacrificio di bambini, non venissero inventate dai Romani così da dargli una scusa per perseguitarli. Molto probabilmente perseguitavano i primi Cristiani perché avevano tutte le ragioni di farlo! Perché questi Cristiani Ebrei  erano realmente incestuosi, cannibali e uccisori di bambini!

I riti Pagani che oggi sono così diffusi nel Cristianesimo non vi furono inclusi fino a molto dopo, quando diversi Europei sono stati abbindolati ad entrare a far parte di quel rivoltante culto di Gesù. All’inizio non avevano nemmeno il Natale! Originariamente era un setta totalmente Ebrea! Quando alle varie genti d’Europa venne inculcato a forza questo primitivo culto dell’odio, sotto minaccia di morte e tortura, si rifiutarono di rinunciare alle proprie tradizioni Pagane, e non importa ciò che i vari papi e altri Ebrei lunatici fecero nel corso degli anni: non riuscirono mai a far abbandonare, nemmeno all’Europa Cristianizzata, le proprie tradizioni Pagane (non tutte).

Inizialmente i Romani trattarono i primi Cristiani nel più ragionevole dei modi: per esempio, l’onorevole Imperatore Marco Aurelio ordinò di decapitare tutti i Cristiani Romani, di bruciare tutti i Cristiani non Romani, e che tutti gli schiavi Cristiani venissero gettati in pasto ai leoni. Sì, gli orribili Ebrei Cristiani affrontarono un vero Olocausto… ed ovviamente per un’ottima ragione. Come sempre.

Vi starete chiedendo come mai la Roma Pagana divenne successivamente Cristianizzata, e io non sono meno sconcertato da ciò di quanto voi non lo siate, ma possiamo solo ipotizzare che la massa di ratti a noi nota come Ebrei Cristiani deve essersi comportata in un modo molto simile a come fanno gli Ebrei oggi, che, per esempio, nel giro di 200 anni sono stati capaci di trasformare l’intero continente Europeo in un bordello femminista, che annega nella degenerazione, nella depravazione e in altre specialità Ebree. (Ahimè! Se solo la Nobiltà Francese avesse soppresso quella rivolta in Francia, istigata e capitanata da Ebrei, nel 1789…)

Sono sicuro che gli Ebrei saranno molto delusi riguardo al fatto che i Cristiani d’Europa non sono affatto ciò che si aspettavano. Non lapidano a morte i bambini. Di norma non stuprano i loro figli (sebbene molti preti lo facciano). Né mangiano la carne di altri esseri umani. Ma che peccato…

No, gli Europei Cristiani sono ancora piuttosto Pagani: praticano ancora i riti Pagani, sebbene con un contenuto Cristiano, sono ancora gentili, dignitosi e esseri umani rispettosi della legge. E il più grande fallimento di tutti: possono in ogni momento abbandonare quel crocifisso nella fogna a cui appartiene e impugnare il martello di Þôrr! E se non lo fanno, i loro figli ne saranno più inclini – poiché l’Europa si sta svegliando, e sta vedendo un’onda di illuminismo Pagano per tutto il continente, che bandisce l’oscurità Ebrea del Cristianesimo. Abbiamo il nostro secondo Rinascimento già ora che ne stiamo parlando, e questa volta lo vivremo a pieno e riporteremo le nostre divinità, i nostri eroi e le nostre eroine al posto a cui appartengono! HailaR WôðanaR!

E come fare con i “nuovi Cristiani”? Lo sapete già…

Un Eroe Romano Pagano d’Europa: Marco Aurelio

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Traduzione a cura di Marco Prandini

Su Re & Criminali

Prima di tutto un po’ di musica  Ôðinica

Noi tutti tendiamo a detestare i criminali, e la maggior parte di noi pensa che si meritino le sofferenze della prigione, ma…sappiamo perfettamente che la maggior parte dei “criminali” del passato non erano esattamente criminali. Il più delle volte erano solo dissidenti, piuttosto che ribelli o addirittura vittime loro stessi di qualche crimine. Dunque perchè per i criminali di oggi le cose dovrebbero essere diverse?

Ôðinn è visto come il dio dei re, ma allo stesso tempo è considerato come il dio dei criminali – perchè sappiamo che queste due cose sostanzialmente coincidono; i re di oggi saranno i criminali di domani; i criminali di oggi saranno i re di domani. Allora perchè non mettere ambedue i gruppi nella stessa categoria? Ôðinn è il furore e l’ispirazione per la mente, ed influenza tutti noi, ma soprattutto re e criminali.

Se saltiamo il discorso sui parassiti e criminali afro-asiatici invitati nel nostro continente dai nostri «re», che costituiscono la stragrande maggioranza degli odierni criminali in Europa, e ci concentriamo unicamente sui criminali autoctoni Europei, posso dirvi che la maggior parte di loro (quantomeno in Scandinavia) sono fondamentalmente risultato di una società malata. Solitamente sono giovani che non sono riusciti a trovare il loro posto in una società di sinistra femminista ed estremista; perchè dunque non si sarebbero dovuti trovare in contrasto con chiunque o qualsiasi cosa facesse parte di questa società? Certo, si tratta comunque di errori, hanno reagito in piena giustezza, ma l’hanno fatto nel modo sbagliato. Ricordiamoci comunque che essi hanno fallito sì, ma ad un gioco che la maggior parte di noi non vuole neanche vincere.

Esecuzione di Criminali in una Società sana, eseguita come Sacrificio agli Dei, atto a preservare la salute della Società; per rimuovere la Sporcizia e per mostrare a tutti la Sacralità degli Dei e di ciò che essi rappresentano!

Essere in conflitto con la società attuale è segno di salute e sanità, anche se reagite a questo diventando criminali professionisti! Se lo siete significa che per certi versi siete meglio di molti altri! Questi «errori» costituiscono un gruppo cospicui di individui che solitamente detestiamo e tacciamo come “criminali”, che meritano di “marcire in galera” per i loro «criminali».

Pensate meglio ai Nativi Europei di oggi. Prima di saperlo saranno divenuti nostri re. Pensate meglio anche di coloro che i re attuali sostengono essere stati criminali in passato, come Adolf Hitler ed i suoi uomini, ed intendo in particolare Adolf Hitler ed i suoi uomini; oggi sono visti soltanto come criminali poichè i criminali dei loro tempi adesso sono re.

Sebbene la maggior parte dei criminali nati da società sane siano malati, sono da considerarsi in realtà sani i criminali nati in una società malata. Pertanto società omogenee producono, ed in passato hanno prodotto, una quantità esigua di criminali, se non nessuno, proprio perchè erano sane ed armoniose.

E’ il senso dell’onore, e non le leggi, ciò che rende una società armoniosa:

«Plusque ibi boni mores valent quam alibi bonae leges.» Cornelius Tacitus

(Le buone abitudini sono qui [in “Germania”] più efficaci di buone leggi altrove)

Questo ad ogni modo è ed era possibile soltanto perchè:

«Ipsos Germanos indigenas crediderim minimeque aliarum gentium adventibus et hospitiis mixtos.» Cornelius Tacitus

(Propendo a credere i Germani una razza indigena, con scarsissime mescolanze dovute a immigrazioni o mescolanze)

Invece di lottare per una società sana ed armoniosa tramite la purezza razziale, come in realtà dovrebbero, i nostri re continuano a stilare leggi, e così hanno fatto sin dall’Età del Ferro, in un disperato ed ignorante tentativo di ristabilire l’ordine che si era perso nel momento in cui hanno permesso a squilibrati e sociopatici Ebrei di imporre il loro volere.

«Corruptissima re publica plurimae leges». Cornelius Tacitus

(Più è corrotto lo stato e più sono numerose le leggi.)

Non possiamo tornare all’Antica Europa, ma possiamo permettere che gli ideali, le strutture, la religione, lo stoicismo, le tradizioni, lo spirito, la mentalità e non per ultimo il senso dell’Onore dell’Antica Europa vivano ancora in noi! Possiamo purificare la nostra razza Europea, proprio come laviamo via lo sporco dai nostri abiti quando si insozzano. HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Andrea Calistro

La Patria delle Patrie

Negli ultimi 500’000 anni della nostra storia Europea siamo stati cacciatori-raccoglitori per almeno 490’000 anni, e abbiamo vissuto in insediamenti permanenti sicuramente per non più di 10’000 anni. Questo significa che siamo stati cacciatori-raccoglitori almeno il 98% del tempo negli ultimi 500’000 anni. In altre parole lo stile di vita nomade è molte presente nel nostro sangue, e possiamo osservare tutti i nostri impulsi a viaggiare, il turismo e tutto ciò che riguarda il movimento alla luce di ciò.

I cacciatori-raccoglitori Europei comunque non si spostavano durante tutto l’anno. Costruivano (solitamente tende) villaggi e rimanevano per un periodo piuttosto lungo in un posto prima di smontare le loro attrezzature e portarne la maggior parte con loro in una nuova ubicazione. Solitamente si spostavano verso Nord durante l’Estate e verso Sud durante l’Inverno – come molti uccelli ancora fanno (anche se gli uccelli viaggiano più lontano, alcuni addirittura dal Polo Nord al Polo Sud!).

Oggi spesso pensiamo che fare lunghi viaggi fosse quasi impossibile per i nostri antenati, perchè non avevano alcuna macchina o aeroplano, o anche navi marittime…ma viaggiare a piedi non era un problema per loro. Erano molto più forti e in una condizione fisica notevolmente migliore rispetto a noi oggi, quindi potevano facilmente spostarsi in media 30 Km al giorno, portando e trascinando con sè tutti i loro attrezzi come facevano, ed erano probabilmente in grado di spostarsi ancora più lontano su base giornaliera per lunghi periodi di tempo. Viaggiando a questa velocità da, ad esempio, Copenaghen a Roma richiederebbe solo 2 mesi circa. Forse rimanevano in un posto per 4 mesi prima di spostarsi per 2 mesi, e quindi ripetevano questo processo 2 volte all’anno. Forse non ritornavano nemmeno nella stessa locazione ogni anno. Questo significherebbe che qulasiasi e tutte le tribù in Europa potrebbero aver vissuto ovunque in Europa. Ad esempio io, con solamente antenati Scandinavi per quanto indietro nel tempo possiamo addentrarci, potrei facilmente avere antenati che vissero in Italia così come in Scandinavia, Spagna, Irlanda, Polonia, Grecia, le pianure Russe o in qualsiasi altro luogo in Europa (incluso il Nord Africa, parti del Medio Oriente o dell’Asia Centrale, se è per questo, tutte regioni originariamente popolate da Europei).

Anche i nostri antenati potrebbero aver avuto un forte legame con le terre dove vivevano, ma naturalmente questa terra non era questa o quella parte dell’Europa, ma probabilmente l’intero continente Europeo! Oggi ognuno si è insediato nella sua piccola collina o montagna, nel nostro piccolo campo o foresta, e reclamiamo quest’area come nostra Patria! Ci siamo sviluppati differentemente, abbiamo chiamato le nostre divinità con nomi diversi, abbiamo avuto impulsi differenti e differenti addizioni genetiche (attraverso il contatto con varie razze non-Europee, in particolare nel Sud Europa), e così via, ma in linea di massima siamo ancora gli stessi; Un’unica Europa e un’unica razza/specie Europea, con un’unica religione Europea. Siamo tutti Fratelli e Sorelle, e dovremmo trattarci a vicenda di conseguenza. La forza vitale dell’Europa è in tutti noi. Le voci dei nostri antenati Europei possono essere sentite da noi tutti, se ci sforziamo ad ascoltare. L’Europa è la nostra Patria d’origine!

Traduzione a cura di Artuso Fabio