Vi presentiamo due nuovi Blog (Aggiornamento)

Fratelli e Sorelle d’Europa,

Già un anno è passato da quando vi portammo a conoscenza dell’esistenza dei blog Ancestor’s Voice ed Eco dei Primordi (quest’ultimo comprensivo di uno specifico canale YouTube), gestiti da Fabio e Marco. Ad oggi, senza mancare di segnalare la costante dedizione profusa nei suddetti, desideriamo semplicemente aggiornarvi in riferimento alla creazione della versione Italiana del blog di Fabio: La Voce dell’Antenato.

Per aspera ad astra!
Fabio e Marco

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Terra di Mezzo

La mitologia Europea è stata interpretata per noi dai Giudeo-Cristiani, e la loro versione del nostro retaggio è stata diffusa in tutto il mondo letterato.

La nostra mitologia è stata ridotta ad una divertente curiosità, una fiaba primitiva, una sciocca incomprensione della realtà. Non c’è nulla di più oltre a ciò, davvero…non è nemmeno una religione; è solo una mitologia.

Non c’è bisogno di scavare più a fondo…è tutto senza senso. Divertente, si, ma nulla più. Andiamo avanti. Concentriamoci sulle più avanzate religioni monoteistiche. Si, l’evoluzione ha assicurato che sviluppassimo religioni più avanzate, rispetto a quelle politeistiche primitive. Religioni con una morale. Si, non c’è una morale nelle religioni primitive.

Come puoi comprendere, quanto sopra è sostanzialmente il modo in cui le nostre società presentano a noi tutti la visione del mondo e la religione dei nostri antenati. E’ tutto senza senso, sparito per sempre e grazie a Dio che lo è. Non ritorneremo ad esso più di quanto torneremo a credere che il mondo è piatto.

Solo…i nostri antenati non hanno mai pensato che il mondo fosse piatto. Questo è un mito moderno. Sappiamo che conoscevano alla perfezione il fatto che il mondo è rotondo. Tutti i linguisti concordano a riguardo, e abbiamo anche un sacco di prove archeologiche a supporto di ciò. Come questa statua: avrebbero realizzato il mondo a forma di globo se avessero pensato che fosse piatto? Avrebbero anche solo utilizzato il termine “globo” per descrivere il mondo, se avessero pensato che fosse piatto? (cerca su Google “Atlante che sostiene il mondo sulle sue spalle” per più immagini, come quella qui sotto…nota che anche quelle raffigurazioni di Atlante realizzate nell’Antichità lo mostrano mentre sostiene un globo).

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No, non pensavano che il mondo fosse piatto, e quando te ne rendi conto dovresti comprendere che anche ogni altra cosa che ci raccontano sulle mitologie dei nostri antenati è una menzogna.

Fammi cominciare con l’albero del mondo Scandinavo, raffigurato come un albero che cresce su un disco piatto (credevano che la Terra fosse piatta, dopo tutto, giusto?…), con le radici che raggiungono le profondità di Hel e la corona dell’albero che giunge fino al Cielo, dove risiedono gli dèi. Il tronco si trova nel mondo dei vivi, la Terra di Mezzo. Quindi ci sono un mondo dei morti, un mondo dei vivi e un mondo degli dèi.

Il problema principale che noto qui è che separano l’uomo dal divino; l’uomo si trova sulla Terra, e il divino nel Cielo, e qualche volta il divino si sposta qui sulla Terra in mezzo a noi sciocchi mortali. Mi spiace, ma questo non è il Paganesimo: questa è la visione del mondo Giudeo-Cristiana. Nel Paganesimo l’uomo diviene una divinità, sulla Terra, impersonandola. Passa attraverso un processo iniziatico, migliora, matura, diventa migliore, coltiva il divino in se stesso e attraverso tutto ciò diviene lui stesso un dio! Il divino è sempre lì, dentro di lui e tutto attorno a lui, e influenza il corso degli eventi. Quindi gli dèi e l’uomo vivono l’uno a fianco all’altro, nello stesso mondo. Vivono tutti in Ásgarðr (“il giardino degli spiriti”), la corona dell’albero della vita.

Si, giusto:
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Dunque cos’è allora Miðgarðr (“Terra di Mezzo”)? Si trova tra il mondo della vita (Ásgarðr) e il mondo della morte (Hel). Ma cos’è? La nascita? La morte? Qualche sorta di mondo dei non-morti? In realtà: si…

La Terra di Mezzo è il tumulo mortuario, una zona recintata in un luogo sacro, dove risiedono i corpi dei defunti onorevoli. Tuttavia i defunti onorevoli non sono morti per sempre: stanno solo aspettando di rinascere, quindi non sono in Hel (“nascosto”), dove risiedono le ombre, ma in una Terra di Mezzo, un mondo tra la vita e la morte: quando sei morto ma stai solo aspettando di rinascere nuovamente.

Esempio di Terra di Mezzo:
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Ergo: morto è solo ciò che non è onorevole e degno di essere ricordato.

L’idea è che quando io muoio la mia ombra (ovvero il male che ho compiuto) sarà obliata in Hel, così da sparire per sempre (ovvero essere dimenticata). Non la vogliamo. Vogliamo ricordare solo il bene che ho compiuto. Vogliamo portare con noi nel futuro solo la memoria delle mie gesta onorevoli. Perché la generazione successiva dovrebbe voler alimentare i miei aspetti negativi o i miei errori? Facendolo non diverrebbero divini! Diverranno divini solo alimentando il buono, il giusto, il forte, il luminoso, il coraggioso, ecc. Diverranno migliori attraverso il ricordo dei loro defunti solo se li ricordano per il bene che fecero. Non soffermarti nelle ombre; non faranno che oscurare la tua mente.

Noi, signore e signori, viviamo in Ásgarðr, accanto agli dèi e alle dèe. Se non puoi vederli/e è solo perché un’ombra oscura la tua mente, perché un velo di menzogne copre i tuoi occhi, o perché un coro Giudeo-Cristiano sta urlando menzogne nelle tue orecchie, e dunque non ti permette di ascoltare il canto divino. Il divino è qui: nell’aria, negli alberi, nell’acqua, nel terreno e nelle rocce, e cosa più importante: in te! Hai il potenziale per diventare tu stesso un dio o una dea. Allunga semplicemente la mano e afferra tutto ciò che è buono, e abbraccialo fino al tuo ultimo respiro. Aggrappati ad esso con tutte le tue forze, e non lasciarlo mai, non importa con quanta forza le ombre tirino e cerchino di prenderlo dalle tue mani. Diventa una cosa sola con il divino; diventa tu stesso divino! Assicurati che ciò che è buono divenga inseparabile da ciò che tu sei! Quando lo fai non c’è nulla che possano fare per danneggiarti:

Hâvamâl, stanza 76

“Muoiono le greggi,

muoiono i congiunti,

e tu stesso, del pari, morirai;

ma conosco una cosa

che non muore mai:

una onorevole reputazione.”

Non c’è morte per gli onorevoli. Vivono per sempre: ritornano alla vita dalla Terra di Mezzo, il mondo tra il mondo dei defunti e il mondo dei vivi, quando vengono scelti da dei bambini per rinascere – in essi.

La religione Europea è un sistema per la coltivazione del buono nell’uomo, delle gesta onorevoli e della vita onorevole – con l’obiettivo di trasformare la società in un “paradiso in Terra” (perché la vita sulla Terra è ciò che abbiamo!) e gli uomini e le donne migliori in divinità. E’ un modo per trasformare il piombo in oro, per così dire, in senso spirituale.

La religione Europea è una celebrazione della vita sulla Terra, in forte contrasto con il Giudeo-Cristianesimo adoratore della morte, che diffonde null’altro che disprezzo per la vita sulla Terra, e favorisce un “Paradiso” fittizio, dove presumibilmente i Giudeo-Cristiani non dovranno mai più fare nulla di arduo (o onorevole…). Il Giudeo-Cristianesimo non è che una coltivazione della pigrizia, dell’edonismo e della codardia.

Io sono un Pagano, quindi cammino su sentieri incolti, attraverso il denso sottobosco di una vasta zona selvaggia. Alcune volte cammino nell’oscurità, senza sapere dove mi conduce il destino. Alcuna volte cammino sotto la pioggia ghiacciata, e combatto per rimanere in vita. Spesso inciampo su antiche radici e fessure nascoste nel terreno. Cado su rocce affilate e ceppi d’albero, in freddi ruscelli e giù in ripide scogliere. Ma ogni volta che lo faccio sorrido, fiero delle mie contusioni e dei miei tagli, mi rialzo e continuo a camminare. La vita è bella, non “anche” nelle avversità, ma in particolare nelle avversità, perché le avversità sono ciò che ti dà l’opportunità di metterti alla prova, di ottenere onore!

Il tuo onore è ciò che farà sì che i tuoi discendenti si ricordino di te, ti ammirino e divengano migliori grazie a te.

Salute alle divinità! Salute e Gioia!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Culti della Fertilità

Accademici e profani allo stesso modo sembra che pensino alla religione pre-Cristiana come a qualche sorta di culto della fertilità, e tutto viene sempre interpretato sotto questa luce.

Potresti però farti una semplice domanda di controllo che distruggerà tutte queste ipotesi e teorie: “era la fertilità un problema per l’Europeo Antico?” Bè, perché diavolo avrebbe dovuto esserlo? Sostanzialmente tutti i problemi di fertilità che abbiamo oggi sono legati allo stile di vita moderno e ad un tipo di inquinamento che non avevano a quei tempi. L’unico problema legato alla fertilità che avrebbero potuto avere, e che abbiamo ancora oggi, sarebbe quello causato dall’ibridazione (ad esempio risultante in un ibrido maschio ipersessuale [per compensare la sua ridotta fertilità cercherà di accoppiarsi molto]).

Comunque, anche quando i proto-Europei (ovvero homo neanderthalensis) si ibridarono per la prima volta con i proto-Africani (ovvero homo sapiens), probabilmente durante l’Era Glaciale, quando alcuni dei proto-Europei andarono a vivere nel Nord e nell’Est dell’Africa, la riduzione della fertilità era difficilmente un problema serio. La prole maschile (ma non quella femminile) di tali incroci è spesso completamente sterile e incapace di procreare, ma non ci fu una ibridazione su larga scala, e si ibridavano solo sporadicamente, nel senso che quasi tutti gli uomini rimanevano comunque proto-Europei, senza problemi di fertilità, e anche gli ibridi (a proposito, oggi da noi conosciuti come “Cro-Magnon”) femminili erano comunque fertili.

Quando queste tribù ritornavano in Europa, un po’ ibridate, il principale e più serio effetto negativo di ciò (nel contesto della fertilità!) era principalmente una ridotta sopravvivenza della donna incinta. Fecondare la donna non era un problema, così come quasi sempre non lo è oggi, ma far sopravvivere la donna alla gravidanza e al parto era spesso una sfida, e quando era presente qualche mescolanza ciò diventava una grande sfida.

Le donne hanno fianchi adatti a far nascere bambini che sono, da un punto di vista razziale, identici ai genitori, quindi se un uomo di un’altra razza la feconda e il bambino eredita la forma del cranio del padre (e il bambino lo farà [statisticamente] nel 50% dei casi), allora quello sarà un grande problema quando la donna farà nascere il bambino. Vediamo lo stesso oggi, quando donne Africane sposano uomini Europei; hanno così tanti problemi nel far nascere questi bambini che i dottori spesso automaticamente(!) vogliono fare loro un taglio Cesareo, per assicurare la sopravvivenza sia del bambino che della madre. Partorire è già di per sè abbastanza difficile: cercare di spremere un grosso cranio di un’altra razza attraverso i tuoi fianchi aumenta gravemente non solo la possibilità della tua morte e di quella del tuo bambino, ma anche la possibilità di danni cerebrali al bambino.

Quando l’ibridazione cominciò le differenze tra i proto-Europei e i proto-Africani erano decisamente grandi, e solo alcuni tra i bambini ibridi (e le loro madri) sopravvivevano alla nascita. Quei bambini che sopravvivevano erano probabilmente quasi esclusivamente quelli che ereditavano non il molto più grande cranio Europeo dei loro padri, ma i più piccoli crani Africani delle loro madri. Ovviamente, non è così semplice, ma sostanzialmente questo era il caso. Quindi, il Cro-Magnon, il risultato diretto di questo miscuglio, ha un cranio e un cervello più grandi rispetto a quelli trovati nei proto-Africani, ma comunque più piccoli rispetto a quelli trovati nei proto-Europei. Come altre creature ibride di cui siamo a conoscenza, anche il Cro-Magnon soffriva tutta una serie di problemi, come crescita anormale, denti in cattive condizioni, difetti scheletrici spesso piuttosto seri, ecc.

Fortunatamente l’ibridazione delle specie fu solo sporadica, e col tempo i problemi causati da ciò si ridussero sia in frequenza che in incisività. I geni proto-Africani vennero distribuiti sempre più uniformemente nella popolazione proto-Europea, che per la maggior parte del tempo non si mischiò con loro. Ad ogni modo l’ibridazione cambiò la popolazione Europea, e causò molti effetti negativi, ma la fertilità non fu mai un problema.

***

Tutti gli antichi incantesimi Scandinavi (“canzoni magiche”) che conosco riguardano il risveglio dei terreni (dopo l’inverno) (ovvero hanno a che fare con la messa a dimora dei semi), e poi la protezione dei terreni (dagli “spiriti negativi”), ma non una parola viene spesa riguardo alla fertilità dei terreni. E ancora, una semplice domanda di controllo può distruggere la teoria ufficiale: la fertilità dei terreni fu mai un problema? E perché diavolo avrebbe dovuto esserlo? A quel tempo la natura era sotto qualche sorta di influenza nociva, che oggi ignoriamo? L’unico problema che avevano in questo contesto era l’abbondanza o la mancanza di luce solare e pioggia, e ovviamente i parassiti, le malattie delle coltivazioni, gli uccelli che mangiano i semi, gli animali che mangiano i prodotti, ecc., tutto spiegato in relazione all’influenza degli “spiriti negativi”.

Si, generalmente parlando la fertilità non era una preoccupazione in nessun contesto, ma avere una buona salute spesso lo era. Solitamente ciò era di grande importanza anche per i terreni: solo la buona salute poteva proteggerli dagli “spiriti negativi”, di cui ho parlato sopra. Quindi le dèe della buona salute li benedicevano, per rafforzare la loro salute e proteggerli.

Passiamo poi al simbolo della buona salute nell’Europa pre-Cristiana, cioè la coppa (spesso calderone) della Dea della Terra. Oggi conosciamo questo simbolo per lo più attraverso miti Pagani pervertiti e Cristianizzati facenti riferimento al “Sacro Graal”, ma come puoi comprendere, la coppa era un attributo della dea della buona salute. Per dirla semplicemente: chiunque avesse bevuto da essa sarebbe divenuto più sano. Si, bere da questa coppa avrebbe rimosso gli effetti dei veleni, curato le malattie, guarito le ferite e incrementato le possibilità per una donna incinta di sopravvivere al parto.

Se mi permetti di ricordarti dell’importanza della pioggia e della luce solare per le coltivazioni, anche gli attributi del Dio del Cielo diverranno più comprensibili: il suo scettro (originariamente una pietra e in seguito un martello di pietra o un’ascia) provocava il tuono nel cielo (come le pietre sul terreno se colpite tra loro producono scintille, che possono essere usate per accendere un fuoco); la sua spada era il fulmine che colpiva dal cielo in conseguenza di questo processo (trasferendo la forza del cielo [il sole] alla terra), e la sua corona (aureola) era il sole stesso, splendente dietro di lui.

Insieme la Dea della Terra e il Dio del Cielo padroneggiavano tutto ciò di cui avevano bisogno per far crescere le coltivazioni: luce solare e pioggia, e buona salute. L’attributo della Dea della Terra era anche molto utile per le donne (già) incinta, che volevano avere salute a sufficienza per sopravvivere al parto. L’attributo del Dio del Cielo era anch’esso molto utile per i campioni, che – quando il Dio del Cielo trasferiva su di loro la forza del sole appoggiando la spada sulle loro spalle – divenivano ancora più forti, se non addirittura invincibili!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Religione Europea contro Ateismo

Se cerchi il vocabolo religione su Wikipedia troverai questa definizione; <<Una religione è una raccolta organizzata di credenze, sistemi culturali e visioni del mondo che relazionano l’umanità al supernaturale e allo spirituale>>. Se cerchi il termine ateismo su Wikipedia troverai questa definizione; <<L’ateismo è, in senso ampio, il rifiuto della credenza nell’esistenza delle divinità. In senso stretto, l’ateismo è specificamente la posizione secondo cui non ci sono divinità>>. Dalla stessa fonte possiamo leggere che; <<Nella credenza tradizionale, una divinità è un essere supernaturale che può essere pensato come santo, divino o sacro>>.

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Questa definizione di Wikipedia non sembra però includere la comprensione Europea di ciò che una divinità è. In Europa una divinità (ovvero un dio o una dea) era semplicemente una (qualsiasi) forza operante per il bene di qualcosa. Lo stesso vocabolo Germanico <<dio>> (god – NdT) significa semplicemente <<buono>> (good – NdT). Un sacerdote Scandinavo veniva chiamato gôði e una sacerdotessa gyðja (si; entrambe le parole significano semplicemente <<buono>>). Gli dèi Scandinavi erano comunemente chiamati æsir (<<spiriti>>), sing. âss, e bönd (<<catena>>, <<legame>>, <<obbligo>>), sing. band, ma ovviamente venivano anche chiamati gôðir (<<dèi>>, ovvero <<forze buone>>), sing. gôð. Tutti i vocaboli dicono molto riguardo a queste divinità e a ciò che i nostri antenati intendevano su di esse.

NB! Come spiegato in Sorcery and Religion in Ancient Scandinavia e qui non ci sono <<due famiglie>> di dèi in Scandinavia, æsir e vanir; c’è solo una famiglia di dèi, ma i più belli tra questi dèi vengono chiamati vanir (<<bellissimi>>), sing. vanr.

Le forze pericolose che operano per demolire, abbattere, sfidare e mettere alla prove quelle buone sono chiamate jötnar (<<affamato>>, <<grandi mangiatori>>), sing. jötunn. Non sono dèi, ma comunque forze che operano nella natura. Anch’esse però sono positive, nel senso che il negativo dà l’opportunità al positivo di mettersi all’opera.

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Gli dèi in Europa – non solo in Scandinavia – erano impersonati da esseri umani vivi, i migliori tra i nostri antenati, e quando lo facevano divenivano loro stessi le divinità. Gli uomini migliori venivano selezionati a questo scopo gareggiando in dei giochi, meglio conosciuti oggi come Giochi Olimpici o Tornei Cavallereschi, e le donne migliori venivano selezionate a questo scopo gareggiando in dei giochi e in gare di bellezza. Al vincitore veniva data una mela. Salute giovanile, forza e bellezza erano i meriti voluti e ricercati per queste divinità, e conseguentemente le divinità erano <<eternamente giovani>> – ogniqualvolta una divinità veniva sconfitta nelle competizioni annuali esso e essa veniva rimpiazzata, da qualcuno ancor più forte, ancor più abile e ancor più bello/a. Quindi le divinità erano <<immortali>>. Non morivano mai, e si mantenevano eternamente giovani grazie alla mela data ogni anno ai vincitori.

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Anche gli jötnar venivano impersonati, ma solo durante le cerimonie religiose, e venivano uccisi al termine di tali cerimonie, e gli attori venivano <<ravvivati>> in seguito, quando gli dèi portavano i loro <<resti>> all’albero sacrificale, dove avevano impiccato i loro vestiti (ovvero la loro forza vitale, il loro colore e la loro forma), e lì se li rimettevano addosso. Tutto ciò viene spiegato più approfonditamente in Socery and Religion in Ancient Scandinavia, e in realtà possibilmente anche meglio in MYFAROGNota però che MYFAROG è un gioco, quindi il libro ha anche altre caratteristiche.

Ogni uomo può e deve coltivare gli dèi e le dèe in lui, altrimenti le forze pericolose avranno il sopravvento, come spiegato in Oltre il Fiume Ifing.

Se ritorniamo alla definizione di Wikipedia delle divinità, menzionata all’inizio di questo articolo, diventa chiaro che la credenza Europea nelle divinità va in un certo senso oltre la definizione di Wikipedia. Diventa anche chiaro che in relazione alle divinità Europee l’ateismo è in realtà identico al nichilismo. Se le divinità sono il buono e il morale nell’uomo allora l’ateismo è nichilismo; una negazione e rifiuto del buono e del morale nell’uomo.

Un sacrificio animale Europeo è un rafforzamento del buono in coloro che partecipano al sacrificio; l’animale viene in seguito normalmente mangiato, dagli uomini che hanno impersonato le divinità e dai membri della loro tribù. Sanno perché stanno mangiando questo animale in particolare; può essere per ispirazione, per amore, per pazienza, per forza, per bellezza o qualsivoglia altro motivo. Per qualcosa di buono. Nessun sacrificio è mai stato fatto agli jötnar! Una preghiera a un dio, una preghiera in solitudine, non è una credenza in qualche essere supernaturale che sta ascoltando da qualche parte; è una forma di meditazione e un promemoria a se stessi. Sii buono, sii giusto, sii vittorioso, sii abile, o qualsiasi altra cosa! Nessuna preghiera è mai stata rivolta agli jötnar! Un tempio costruito per onorare una divinità è uguale; ogniqualvolta lo vedi, lo visiti o anche pensi ad esso rafforzi quella divinità in te. Nessun tempio è mai stato costruito per onorare uno jötnar!

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La religione Europea è semplicemente <<una forma organizzata di coltivazione della bontà>>. Le divinità e anche gli jötnar sono forze che operano in noi e in altri luoghi della natura. Non sono <<esseri supernaturali>>. Sono esseri umani reali (o piuttosto erano…purtroppo non le impersoniamo più), sono statue reali, idee reali, immagini reali e simboli reali, e tutti quanti influenzano direttamente noi e le nostre menti. Ciò che percepisci ti influenza. Nessun ateo può mettere in discussione questa realtà.

Essere religioso non è qualcosa di cui vergognarsi, fintanto che lo sei in modo Europeo. Essere ateo d’altra parte non è meglio che essere nichilista e rifiutare tutte le divinità dell’Europa, e dunque anche ciò che esse rappresentano. Essere un ateo è anche peggio che essere un Cristiano, perché almeno i Cristiani apprezzano ancora quelle buone vecchie morali Europee che hanno incorporato nella loro altrimenti Ebraica fede, quando gli Ebrei fallirono nell’annientare le morali Europee durante la Cristianizzazione dell’Europa.

Il Metro

Cristianesimo; 90% religione Europea, 10% Giudaismo

Islam; 90% Giudaismo, 10% religione tribale Araba

Ateismo quando rifiuta le divinità Europee; 100% Nichilismo

Nichilismo; 100% Giudaismo

Giudaismo; 100% <<Satanismo>> (ovvero la coltivazione attiva dello jötnar nell’uomo)

Per essere Europeo nella mente e nello spirito devi però seguire la religione Europea, in qualunque modo ti si addica. Non fa bene bere una bevanda che è al 90% acqua pulita e <<solo>> al 10% puro veleno. Se lo fai avvelenerai la tua mente, il tuo spirito e anche il tuo corpo. Invece dovremmo tutti diventare o almeno cercare di diventare dèi o dèe, proprio come i nostri antenati! HailaR WôðanaR!

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Traduzione a cura di Artuso Fabio

Su Soldati, Guerrieri e Cacciatori-Raccoglitori

Ad un certo punto della storia – o piuttosto preistoria – gli uomini cacciavano grandi prede con lance o giavellotti, le donne e i giovani cacciavano piccole prede con archi, e tutti raccoglievano erbe, conchiglie di mare, lumache, noci, funghi, frutta, bacche e diversi tipi di radici commestibili. Erano ciò che chiamiamo “cacciatori-raccoglitori”.

L’Europa preistorica era scarsamente popolata, e c’era abbondanza di tutto ciò di cui avevano bisogno, quindi c’era poco incentivo per chiunque di rischiare un viaggio attraverso il mare per raggiungere l’Ovest, o una non meno rischiosa attraversata della taiga o delle pianura che conducevano ad Est, oltre i monti Urali; Alcuni però si dirigevano verso Sud, passando per il Medio Oriente e giungendo in Africa e forse addirittura fino in Asia, durante i periodi più freddi delle Ere Glaciali, dove incontravano Africani e Asiatici, e quando L’Era Glaciale finiva ritornavano, alcune volte ibridati, e come sappiamo, è in questo modo che la popolazione Europea divenne razzialmente un po’ ibrida.

Quando i nostri antenati si ibridarono l’uomo Europeo divenne più sbilanciato, e le abilità uniche dell’uomo Europeo puro furono gradualmente perse. La capacità intellettuale scese – alcune volte drammaticamente. Cacciare e addirittura raccogliere divenne per lui più difficoltoso, e si rivolse ad altri mezzi per sopravvivere.

L’Europeo ibridato, che inizialmente viveva nel Medio Oriente, era ancora abbastanza intelligente da risolvere questo problema con le proprie deteriorate abilità; inventò l’agricoltura! Il mezzo perfetto per permettere al “nuovo” e inetto uomo Europeo di continuare a sopravvivere. E sopravvisse, così tanto che si moltiplicò e divenne così numeroso che l’uomo Europeo ancora razzialmente puro – ancora un cacciatore-raccoglitore – si ritrovò impossibilitato a continuare a cacciare e raccogliere. Quindi anche lui fu forzato a rivolgersi all’agricoltura: semplicemente non gli era rimasto abbastanza spazio per poter mantenere il migliore stile di vita da cacciatore-raccoglitore.

Con l’agricoltura giunse anche la carestia (quando il raccolto falliva), la malnutrizione (a causa di una dieta molto meno varia), la schiavitù (perché alcuni uomini forti ne forzarono altri a lavorare sulla loro terra), la guerra (perché quando la carestia colpiva, gli agricoltori per sopravvivere dovevano appropriarsi di ciò che avevano altri gruppi), la tirannia (perché alcuni uomini possedevano la terra, e quindi controllavano le riserve di cibo), le malattie (perché tutti i contatti ravvicinati con gli animali domestici fecero sì che l’uomo venisse infettato da malattie che in precedenza erano state un problema solo per gli animali) e pure tutta una serie di altri problemi.

Inizialmente comunque i conflitti venivano risolti con dei duelli: un campione rappresentava ciascuna parte. Il combattimento durava finché uno dei campioni veniva spinto fuori da un anello composto nel terreno, finché uno di loro avesse cominciato a sanguinare o finché uno di loro non si fosse arreso. Si: raramente si uccidevano l’un l’altro. Perché avrebbero dovuto? Cosa diamine avrebbero ottenuto dal ritrovarsi il loro miglior uomo ucciso?

Col tempo l’agricoltura permise all’uomo Europeo di moltiplicarsi a tal punto che cominciò a costruire delle città. Nacque la civiltà! Nuovamente, prima nel Medio Oriente, in Sumeria, e più tardi nel Nord-Africa, in Egitto. Molto più tardi questo disastro arrivò nell’Europa geografica, innanzitutto nell’Antica Grecia e nell’Antica Italia. L’uomo Europeo ibridato perse eventualmente “tutti” i legami con la Natura, addirittura evitando la foresta e le montagne come se si trattasse della peste, e venne invece attirato dalle città come le mosche dal letame.

Ogniqualvolta le cose finivano male nelle città, come succedeva inevitabilmente nelle società agricole, puntavano a Nord e attaccavano! Però non mandavano i loro campioni, per sfidare i Settentrionali, ma si recavano lì in forze allo scopo di sterminarli, massacrarli, abbatterli e prendersi la loro terra! Si: gli uomini delle città erano affamati o poveri, quindi dovevano farlo – o così pensavano! Producevano armi e armature in massa, e senza onore e senza pietà, incontravano i campioni e i guerrieri, spesso nudi, degli Europei non civilizzati. La Gallia cadde per prima: circa un milione di Galli, per lo più donne e bambini, furono uccisi quando le Legioni di Cesare colpirono. Il resto dell’Europa non cadde, ma buona parte di essa si prostrò, e la terra venne bagnata col sangue di Europei buoni, onorevoli e onesti, molti di essi – se non la maggior parte – ancora di pura razza Europea.

Il guerriero Europeo barbaro era più forte, in forma, abile, veloce e addirittura alto, rispetto all’Europeo più ibridato e civilizzato, ma aveva il senso dell’onore e si ritrovò ad affrontare un nemico senza onore. Il guerriero affrontava un soldato, quindi perse. Quando la guerra si concludeva il vincitore scriveva la storia, così come voleva che apparisse, e inventava ogni sorta di scuse per giustificare il massacro.

Il cacciatore-raccoglitore uccideva la selvaggina. Il guerriero agricoltore raramente uccideva qualcuno, e se uccideva, uccideva un altro guerriero combattendo in condizioni di parità. Il soldato civilizzato era un assassino di massa di uomini, donne e bambini Europei.

HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Riguardo alla Civiltà e agli Habitat Naturali

Post originale di Varg Vikernes

Quante volte avete sentito lodare la “civiltà” e l’uomo “civile”? Questi costruttori di città e abitanti di città sono universalmente lodati come i più avanzati tra gli uomini. Ma lo sono? Ma lo sono realmente stati?

Le prime (…) civiltà conosciute su questo pianeta furono tutte costruite non dai Neanderthal, non dagli Europei razzialmente puri; non dall’uomo Nordico che oggi viene tenuto in così alta considerazione dalla maggior parte dei razzisti Europei. No! Furono costruite da popolazioni imbastardite; in Mesopotamia, in Egitto, in Persia e nella Valle dell’Indo. In seguito anche i Greci costruirono delle città, ma solo dopo che furono sufficientemente ibridati da non assomigliare più ai Nordici. In seguito anche i Romani costruirono delle città, ma solo dopo che anch’essi furono sufficientemente ibridati da non assomigliare più ai Nordici.

Anche la civiltà che abbiamo oggi in Europa fu costruita da “bastardi”: i Romani. Si, se sei nel dubbio, sappi che tutte le città, tutta la civiltà, in Europa, è basata e deriva direttamente dalla civiltà Romana e Giudeo-Cristiana. L’Europa razzialmente pura era barbara e incivile. Britannia. Gallia. Germania. Scandinavia. Baltica. Slavia. Dacia. Aquitania. Suomia. Scizia. Sarmazia. Illiria. Tracia. Ecc.

Se pensi che mi sbagli, allora pensa a questo per un minuto. Prima di tutto, dai un’occhiata alle città oggi: chi ne è attratto? Comparale alla campagna e poi dimmi: dove trovi più bastardi? Esattamente: li trovi quasi esclusivamente nelle città. E se possono scegliere, quasi tutti loro vanno a vivere nelle città. Perché? Perché quello è l’habitat naturale del bastardo. D’altra parte l’habitat naturale dell’individuo razzialmente puro è la natura incontaminata; intoccata, incontaminata, pura, selvaggia, pericolosa e stupenda. Non trovi quasi nessun bastardo lì, e se ti capita ti è probabilmente capitato perché qualche individuo razzialmente puro se li è trascinati dietro.

Le civiltà sono orribilmente autodistruttive: col passare del tempo tutte infine crollano. Crollano tutte tragicamente e lasciano i cittadini morti o morenti, eliminati dalla loro stessa decadenza, dai loro crimini, dalla loro stupidità e dallo stile di vita degenerato della città, e non ultimo dalle epidemie. I pochi che fuggono da queste trappole mortali muoiono in breve tempo nella natura, perché non sono più adatti ad una vita naturale, dopo aver vissuto per generazioni nelle “città”.

Quelli che hanno più possibilità di sopravvivere il collasso di una civiltà sono coloro che non vivono nelle città: gli individui solitamente molto più puri razzialmente che vivono nella campagna, il più vicino possibile al loro habitat naturale: la natura incontaminata…

P.S. Vivi in città, e lo odi? Bene, forse perché non sei fatto per vivere lì.

Quindi perchè lo fai?…

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Riguardo alla Vita e alla Morte

Una cosa che mi ha sempre perplesso è l’attenzione dei governi moderni sulla aspettativa di vita e il modo in cui questa viene usata come una sorta di misurazione della qualità delle loro società. Più a lungo puoi aspettarti di vivere in una società, tanto migliore e avanzata questa è. O così sembra che la pensino, in ogni caso.

La più ovvia conseguenza negativa di questa ideologia è ovviamente il fatto che quasi tutta la selezione naturale viene annullata dalle nostre avanzate cure mediche; i bambini nati prematuramente o i bambini nati in condizioni che un pò di tempo fa sarebbero state fatali possono sopravvivere. Quindi nessuno comprende che forse il bambino era nato prematuramente perché la madre lo aveva respinto per una buona ragione? Nessuno comprende che forse un bambino nato in una condizione per sua natura letale dovrebbe in realtà subire la sua morte a causa di ciò?

Comunque, il fatto che riescano ad abbassare i tassi di mortalità infantile aumenta drammaticamente l’aspettativa di vita dell’uomo moderno. Quindi gioiscono di questo.

La mia Scorta per il Regno del Riposo!

La successiva cosa importante che fanno per aumentare l’aspettativa di vita dell’uomo è mantenere in vita gli anziani. Si, li collegano con dei cavi, li riempiono di medicinali, rimpiazzano gli organi interni come se fossero macchine in officina per necessità di pezzi di ricambio, e generalmente parlando fanno semplicemente del loro meglio per mantenerli in vita il più a lungo possibile. Le loro sofferenze non hanno importanza. La loro dignità non ha importanza. Il fatto che la Morte risponde anche quando non viene chiamata, e non la si dovrebbe far aspettare alla porta, non ha alcuna importanza.

Il disprezzo dell’uomo moderno per la natura e per qualsiasi cosa naturale è scioccante. L’ignoranza dell’uomo moderno in relazione a ciò che è buono e sano per l’umanità intesa come specie è estrema.

Rispetto l’uomo che vive fino a raggiungere i cento anni, o anche di più, se lo fa in accordo con la natura, e lo saluto davvero come uomo prezioso e utile, ma ogni uomo tenuto in vita artificialmente non è meritevole della vita. Ogni uomo che mantiene in vita artificialmente un altro uomo è un criminale contro natura. La morte non è qualcosa da temere, da evitare ad ogni costo o da evitare il più a lungo possibile, con ogni mezzo possibile! La morte è inevitabile, e ogni uomo dovrebbe accoglierla quando giunge, con dignità e grazia, anche se non chiamata (e lo è raramente). Se avessi a disposizione una sola preghiera in tutta la vita, una sola cosa da dire, sarebbe; <<Fammi vivere e morire con dignità>>. Quando la morte è vicina noi – per mezzo dell’istinto e attraverso la paura e l’aggressione – facciamo del nostro meglio per sopravvivere, ma per principio non dovremmo mai cercare di evitare di odorare il suo respiro, o voltarci quando la vediamo di fronte a noi. Amor fati. “Ama il tuo destino”; abbi fiducia in lei e lasciale decidere quando è il tuo momento di morire.

La innaturalmente alta aspettativa di vita moderna viene usata come strumento propagandistico. Dovremmo apprezzarla come prova di quanto siamo migliori oggi rispetto ai nostri antenati. In realtà è anche uno strumento di genocidio; per mezzo della loro propaganda siamo abbindolati all’accettazione di una drastica e drammatica riduzione della qualità umana in Europa. E’ uno strumento usato in combinazione con la medicina moderna per distruggere la nostra specie, per renderla più debole, per renderla più stupida, per renderla dipendente dalle medicine create dagli Ebrei. Si; quanto libero sei di rivoltarti quando hai bisogno delle loro medicine addirittura per sopravvivere fino alla settimana successiva?

A causa del nostro in media 0,3% di DNA Homo sapiens siamo differenti dai nostri antenati, e per questo le donne moderne hanno seri problemi a partorire i loro figli. Si, questo è un risultato diretto dell’ibridazione. Nessun’altra creatura sulla Terra soffre di questo problema allo stesso modo o allo stesso livello degli esseri umani moderni. I Negri hanno meno problemi, perché sono puramente Homo sapiens. Le Negre che partoriscono bambini con padri Europei hanno d’altra parte addirittura più problemi, e ad esempio in Francia i dottori fanno quasi automaticamente partorire tali madri con il Cesareo. Quindi, gli alti indici di morte delle donne Europee che partorivano nell’antichità erano innaturalmente alti. A questo penso che dovremmo rimediare usando la medicina moderna. Ciò che è innaturale deve essere combattuto con ciò che è innaturale, per così dire, fino a che non viene corretto nuovamente dalla natura.

Un Bel Modo per Andarsene!

Comunque non dovremmo usare le nostre competenze scientifiche per distruggere la nostra specie. Dovremmo invece usare le nostre intuizioni scientifiche per migliorare attivamente la nostra specie. Dobbiamo propagare un approccio alla vita sano e percorribile nel lungo periodo. Permettiamo che la medicina aiuti le donne che devono partorire e i feriti, e lasciamo il resto alla mercé di Madre Natura.

La vita non è una punizione. La vita non è l’opera di qualche “malvagio demiurgo” a cui dobbiamo sputare addosso e chiamare “Satana”. La vita fisica non è la maledizione che gli Ebrei vogliono farti pensare che essa sia. La luce, lo spirito che possiedi, non è il tuo unico sé; è il tuo corpo, il tuo essere fisico, che permette alla tua luce di risplendere sugli altri, di crescere più forte e di servire il suo scopo. Il momento in cui lo scopo della tua vita diventa un “Paradiso Celeste per tutta l’Eternità” non solo hai perduto, sei anche diventato una responsabilità per la tua famiglia, per la tua tribù, per la tua nazione, per la tua razza e per la tua specie! Non c’è alcun “Paradiso” o “Inferno” oltre a quelli che creiamo noi qui sulla Terra, con la nostra “luce” o mancanza di essa. Non c’è nemmeno una vera Morte, solo un’opportunità per gli spiriti che vivono in corpi guasti di ricevere un nuovo e più sano corpo, quando la loro luce viene trasferita al successivo individuo nato nella stirpe. Permettere loro di rinascere in corpi che sono già guasti dalla nascita è un crimine.

Non temo la morte, ma ho un istinto di sopravvivenza, quindi quando affronto la morte la temo ciononostante. I miei istinti mi esortano, mi forzano, a fare del mio meglio per uscirne vivo, quindi agisco con estrema aggressività! Ucciderò per sopravvivere. Se necessario strapperò le teste dei miei nemici, guaderò attraverso fiumi di sangue e ucciderò chiunque minacci la mia vita o le vite degli altri membri della mia stirpe. Ma se la natura mi dà un bambino indegno della vita desidererò che muoia, per dare alla sua luce l’opportunità di rinascere successivamente in un corpo intatto. E questo perché ho una sana attitudine nei confronti della vita e della morte. Un approccio Pagano. HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Santifica e Cura

Post originale di Varg Vikernes

Probabilmente molti di voi conoscono la fiaba La Principessa sul Pisello (tagliato e incollato dalla pagina di Wikipedia dedicata a La Principessa sul Pisello): “La storia racconta di un principe che vuole sposare una principessa, ma che ha difficoltà nel trovare una moglie adatta. C’è sempre qualcosa di sbagliato in quelle che conosce, e non può essere certo che siano vere principesse. In una notte tempestosa (nelle storie di Andersen sempre foriera di una situazione in cui la vita è in pericolo o dell’opportunità che si verifichi un incontro romantico), una giovane donna bagnata fradicia cerca riparo nel castello del principe. Afferma di essere una principessa, quindi la madre del principe decide di mettere alla prova il loro inatteso ospite mettendo un pisello nel letto che le viene offerto per la notte, coperto da 20 materassi e da 20 piumini. Al mattino l’ospite racconta ai padroni di casa – in un discorso colorato con doppi sensi – che ha sopportato una notte senza sonno, tenuta sveglia da qualcosa di duro nel letto; qualcosa che certamente la ha indolenzita. Il principe gioisce. Solo una vera principessa avrebbe avuto la sensibilità per sentire un pisello attraverso una tale quantità di coperte.” 

Edmund_Dulac_-_Princess_and_pea

Ricordare oggi questa fiaba mi ha fatto pensare…si: all’autismo.

Oggi normalmente viene data una diagnosi di autismo alle persone con certi tratti caratteriali, come una intelligenza eterogenea, una ipersensibilità (ai rumori, a certi tessuti, ai cambiamenti nella routine ecc.), interessi speciali, una tendenza a pensare per immagini invece che per mezzo delle parole, una speciale abilità nel concentrarsi e nel notare dettagli dove altri non lo fanno, uno speciale interesse nelle collezioni e/o altri tratti.

Normalmente si distingue tra autistici “ad alto funzionamento” (spesso semplicemente chiamati “Aspergers”) e autistici “a basso funzionamento”, e questi ultimi sono solitamente ciò a cui le persone normali pensano quando sentono parlare dell’autismo. Parlerò del primo caso qui, perché sono molto interessanti da una prospettiva storica e non c’è nulla di sbagliato in loro – a meno che ovviamente non abbiano anche alcuni problemi che non sono legati in alcun modo con il loro autismo, così com’è li hanno molti esseri umani non-autistici.

Gli Aspergers sono spesso individui con cui per molti è un po’ difficile relazionarsi socialmente, ma possiedono alcune abilità che i normali esseri umani semplicemente non hanno, e si pensa per questo motivo che siano stati estremamente sovrarappresentati in tutti i tipi di lavoro dove la combinazione di intelligenza estremamente alta, eccezionale senso per i dettagli, completo disinteresse per ciò che le altre persone pensano di loro, una estrema abilità di concentrazione e una memoria eccezionalmente buona sono stati fattori importanti. I ricercatori sull’autismo hanno scherzosamente detto che probabilmente ogni singola grande figura storica nella storia dell’uomo era un Asperger: capi politici, inventori, generali, compositori, scienziati e così via. Solo gli Aspergers possiedono le eccezionali abilità necessarie per tutto ciò, affermano (e io concordo).

Asperger è oggi una “diagnosi”, e questo è ovviamente molto strano, perché Asperger significa solamente che sei differente, che la tua mente funziona in modo differente. Non c’è nulla di sbagliato con gli Aspergers! Funzionano semplicemente in modo diverso.

Mia moglie (Asperger) ha ipotizzato su atala.fr che le caratteristiche di un Asperger potrebbero benissimo essere caratteristiche ereditate dai nostri antenati Neanderthal. Quando i nostri antenati si ibridarono con l’Homo sapiens il cranio cambiò un po’, ovviamente col passare del tempo, e a causa di ciò cambiò anche la mente, e l’uomo Europeo divenne più stupido e anche meno felice. Così infelice che cominciò a fare ogni sorta di cosa pur di alleviare la sua situazione; creò l’arte perché non era più in grado di vedere la bellezza (e i dettagli) della natura in sé, e creò la civiltà e una nuova tecnologia, perché non poteva più sopportare la vita così com’era e cercava di renderla migliore.

Anche gli Aspergers soffrono di questa vertigine metafisica, e oso affermare; in particolare gli Aspergers soffrono di questa vertigine metafisica, perché vedono e comprendono molto di più lo stato originario e naturale delle cose rispetto alle persone normali, e probabilmente tutte le innovazione e tecnologie furono ideate dagli Aspergers.

Le persone normali assomigliano più all’homo sapiens…non sono molto inventive, non sono molto artistiche, non sono ottimi capi, non tendono a pianificare in anticipo, necessitano disperatamente di avere degli amici, solitamente si preoccupano moltissimo di ciò che le altre persone pensano su di loro e non vogliono essere diversi, ecc. E non sono nemmeno molto intelligenti.

Va bene, Asperger è una “diagnosi”, e ce l’hai o non ce l’hai, ma le caratteristiche che identificano un Asperger sono molte, e non devi averle tutte, o tutte quante ad un tale grado da far sì che ti venga data la “diagnosi” Asperger se venissi esaminato a riguardo, per poter dire di avere una mente Europea. In Europa possiamo addirittura vedere intere tribù con un modo di pensare molto simile a quello degli Aspergers. L’esempio più scontato è ovviamente la Finlandia, ma anche gli Scandinavi sul piano collettivo hanno un comportamento molto simile a quello degli Aspergers. Hanno ad esempio una più o meno seria necessità di intossicarsi con l’alcool per poter essere in grado di comunicare tra loro ad un livello “moderno” (…), e giudicano una settimana o due da soli in una capanna di tronchi nel bel mezzo del nulla come la miglior vacanza che ci possa essere – lontano da tutti gli altri, e meno elettricità e acqua corrente ci sono meglio è!

E perché no? Pensi che i nostri antenati nomadi fossero così tanto socievoli? Pensi che l’Europa fosse così affollata che ovunque si voltassero si sarebbero urtati con qualcuno? No! Erano molto soli, in piccoli gruppi (famiglie), e parlavano ad altri solo ogni tanto, quando li incontravano, più comunemente, in luoghi d’incontro prestabiliti (per scambiare notizie e non ultimo allo scopo di trovare spose per i loro figli). Le società ultra-sociali e fortemente non-Europee in cui viviamo oggi sono molto aliene alla nostra natura Europea! Non c’è da meravigliarsi se necessitiamo di intossicarci per “funzionare” in accordo con le moderne regole sociali!

Ora, queste “tribù Asperger” lassù nell’Europa Settentrionale risultano anche essere le tribù più pure razzialmente dell’Europa, quelle con più caratteristiche Neanderthal. Quindi perché non dovrebbero avere anche la più alta percentuale di “sintomi” Asperger (Neanderthal)?

L’Europa successiva alla infezione homo sapiens era una società cambiata, ma i più o meno ibridati Europei erano sicuramente in grado di riconoscere ancora quelle buone vecchie caratteristiche mentali Europee, e questo ci riporta a La Principessa sul Pisello. Per preservare e addirittura coltivare queste qualità Europee crearono un sistema per trovarle; e questo spiega l’arrivo della religione Europea, cresciuta dal Culto dell’Orso dei Neanderthal. In La Principessa sul Pisello vediamo che volevano scoprire se lei era ipersensibile; se poteva sentire il pisello sotto quei 20 materassi e quei 20 piumini. Quando poteva avvertire il pisello, non riuscendo nemmeno a dormire a causa di esso, sapevano che era per certo una vera Europea, e non semplicemente Europea nell’aspetto – per cui il principe voleva sposarla! Vedi: le caratteristiche Neanderthal vengono trasmesse di genitori in figli…

La maggior parte degli Europei che hanno un aspetto Europeo sono anche maggiormente Europei nella mente piuttosto che Africani, nonostante non sono e probabilmente non verrebbero diagnosticati come “Aspergers”, ma molti “Europei” per davvero non sono mentalmente Europei.

Proprio come ci assicuriamo che i migliori tra noi in bellezza/salute, forza fisica, abilità creative, intelligenza, onestà, coraggio e così via sopravvivano, dobbiamo assicurarci di coltivare anche il modo Europeo d’essere e di pensare. L’unico modo per fare ciò è abbracciare la religione Europea, che fu creata per questo scopo preciso in seguito all’ibridazione delle specie (cominciata circa 100’000 anni fa). La religione Europea è uno strumento per guarire l’Europa, e per ripristinare l’uomo Europeo, nella carne e nello spirito, nel sangue e nella mente. HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

L’Arrivo della Guerra

Siamo svelti a elogiare e onorare i nostri antenati Pagani per tutto ciò che di buono hanno portato in questo mondo, ed è giusto così, ma l’Europa Antica non era solamente salute, giovinezza, bellezza, filosofia, prati fioriti e alberi antichi. C’è un lato oscuro dell’Europa Antica di cui non parliamo spesso. Non è solo il Giudeo-Cristianesimo a far sì che i fratelli Europei si uccidano tra loro in massa.

Nel primo secolo avanti Cristo il Pagano Giulio Cesare aveva un grosso debito personale (verso chi?…..[non ho ancora scoperto nei confronti di chi fosse in debito, anche se questo potrebbe essere ben noto agli storici, ma almeno sappiamo che tutti gli usurai a Roma erano Ebrei]), e necessitava di una guerra per ottenere i soldi per pagare il suo debito. Dunque varò la sua campagna in Gallia, che nel corso di otto anni risultò, secondo lui stesso, in 1.000.000 di Galli morti, per lo più civili macellati dai suoi legionari. Saccheggiò quelle terre e gli usurai ottennero i loro soldi…

Vercingetorige getta le sue armi ai piedi di Giulio Cesare, di Lionel Noel Royer (1899);
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Anche se per quanto ne sappia non così sanguinari, Roma perpetrò attacchi molto simili contro l’Illiria, la Dacia, la Britannia, i Belgi, la Germania e così via. Certamente non erano spaventati dall’idea di insanguinarsi le mani con il sangue dei loro fratelli Europei.

Comunque, i Romani non furono gli unici a comportarsi in questo modo. Tribù di tutta l’Europa combatterono guerre tra loro, occasionalmente sterminandosi totalmente a vicenda. E anche i Romani soffrirono per più volte un fato simile a quello che inflissero ad altri; Roma fu ripetutamente saccheggiata, dai Galli, dagli Scandinavi del Sud (ovvero i Germani) e dagli Unni, e durante una delle campagne contro la Germania i Romani, tre Legioni intere e i civili al seguito, furono completamente sterminati o schiavizzati in seguito all’attacco degli Scandinavi del Sud sotto il comando di Arminio nella Battaglia della foresta di Teutoburgo.

Scandinavi del Sud (erroneamente dipinti con elmi cornuti…) in battaglia con i Romani, di Otto Albert Koch;
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Daci che macellano legionari Romani, i quali non erano ben equipaggiati per competere con i Daci armati con la loro arma nazionale, la falce dacica. I Romani rimasero così scioccati dal loro scontro con i Daci, le cui falci tagliavano attraverso i loro elmi e scudi e tutto il resto, che migliorarono i loro elmi in conseguenza di ciò – uno dei rari miglioramenti dell’armatura ideati durante l’Antichità Classica.

Elmo Romano prima e dopo aver incontrato i Daci (notare la protezione della fronte aggiunta su quello di destra);

Quindi la grande domanda è ovviamente; perché? Perché si uccisero a vicenda in tali numeri, e così abitualmente e senza porsi troppi problemi? Macellavano uomini e donne, civili non meno che guerrieri, e schiavizzavano i restanti. Perché?

C’è solo una vera risposta a questa domanda, e questa risposta è l’agricoltura. Come affermato in precedenza, è la diffusione dell’agricoltura che conduce l’uomo verso una vita di miseria. Tutto d’un tratto l’uomo divenne malnutrito, perché mangiava solo un tipo di alimento. Tutto d’un tratto la carestia divenne un problema, perché intere popolazioni si fecero dipendenti dai loro raccolti, e quando i raccolti fallivano non avevano cibo. Tutto d’un tratto gruppi di uomini cominciarono ad attaccarne e ucciderne altri, perché dovevano rubare i raccolti altrui per sopravvivere. Tutto d’un tratto apparì la schiavitù, in quanto gli uomini necessitavano di lavoratori che assistessero ai campi. Tutto d’un tratto apparì la tirannide, in quanto l’uomo con abbondanza di cibo cominciò a estorcere coloro che non ne avevano. Tutto d’un tratto villaggi, paesi ed eventualmente città cominciarono ad apparire, in quanto le persone si riunivano attorno ai tiranni che controllavano le riserve di cibo. Tutto d’un tratto apparì la prostituzione, in quanto le donne non avevano più altri mezzi per sfamarsi. Tutto d’un tratto apparvero i confini, in quanto i tiranni vollero assicurarsi le terre per se stessi. L’agricoltura fu la radice della civiltà, e la civiltà la radice della guerra; del macellamento e della schiavizzazione senza senso degli altri – dei fratelli e delle sorelle razziali.

La guerra sana si chiama semplicemente il duello. Veniva combattuto tra due campioni, ognuno rappresentante la sua tribù, il suo gruppo o la sua causa, e il loro duello regolava i conti. Nessun bisogno di assassini di massa. Nessun bisogno di morti violente; era comune, in tali duelli, che il vincitore nemmeno lo uccidesse, il perdente. Perché avrebbe dovuto? C’è più Onore nel permettergli di vivere. C’è più Onore nell’accettarlo nuovamente come un Fratello dopo la lotta, come spesso facevamo dopo le lotte quando ero un bambino. Le migliori amicizie che abbia avuto sono quelle nate da un combattimento.

La società agricola, e in particolare la civiltà, che osserviamo più prominentemente a Roma e in Grecia, fu un ambiente innaturale per l’uomo. Era distruttiva, disgregativa e semplicemente negativa per un essere umano abituato per centinaia di migliaia di anni ad uno stile di vita da cacciatore-raccoglitore. Trasformava un pacifico cacciatore-raccoglitore in un legionario assassino, in un guerriero selvaggio, in un brutale berserk, in un criminale assetato di sangue.

Sono passati qualche migliaio di anni, e viviamo ancora in società agricole e civili, e presumo che ci stiamo abituando sempre più a questo stile di vita, comprendendo però sempre meglio che affinché esso diventi più salutare noi dobbiamo cambiare. Penso che nessuno di noi dovrebbe avere qualsiasi speranza affinché tutto ciò cessi presto di esistere. L’agricoltura e la civiltà sono qui per rimanere, che ci piaccia o no. Ciò che possiamo fare è assicurarci che i conflitti interni vengano mantenuti sul piano del duello, e reagire invece con orribili guerre distruttive contro gli aggressori esterni. Dobbiamo, perché tutti gli altri lo fanno. Se non lo facciamo saremo sovrastati dall’Asia.

Almeno molti di noi sono esseri umani intelligenti, e quando la quinta colonna (ovvero gli Ebrei e i loro leccapiedi) sarà stata rimossa dall’Europa potremo concentrarci nel ricostruire una confederazione salutare, buona, filosoficamente illuminata, saggia, giusta, stupenda, verde, scientificamente avanzata, potente e Pagana. Un’Europa Europea!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Giovani per Sempre

Post originale di Varg Vikernes

L’umanità non è un’entità statica; l’umanità è cambiata molto a partire dall’Antica Età della Pietra. Non semplicemente a causa dell’evoluzione, e in effetti nemmeno principalmente a causa dell’evoluzione, ma a causa dell’ibridazione – qualcosa che più comunemente chiamiamo semplicemente “miscuglio delle razze”, o anche “il miscuglio delle specie”.

L’uomo Europeo moderno è un essere ibridato; è ancora principalmente Neanderthal (in media al 99.7%), ma ha anche alcuni geni (in media lo 0.3%) Africani (ovvero homo sapiens). Questo miscuglio avvenne probabilmente durante le Ere Glaciali, quando alcuni di questi proto-Europei furono spinti verso sud dal freddo estremo in Europa, e lì (nel Medio Oriente e nel Nord-Est dell’Africa) incontrarono i proto-Africani, fisicamente e intellettualmente molto più deboli. Con ogni probabilità i proto-Europei uccisero i proto-Africani adulti, ma non i bambini, e ogni tanto adottarono per pietà (un tratto ancora molto presente in Europa) un bambino Africano sopravvissuto. In rare occasioni veniva concesso a questi bambini adottati di accoppiarsi, e a causa del fatto che erano di una specie differente solo la prole femminile risultava fertile. In rare occasioni il sangue misto sopravviveva per più di qualche generazione, e quando ci riusciva il suo DNA Africano veniva assimilato nelle tribù di proto-Europei, ed eventualmente veniva distribuito tra loro abbastanza uniformemente.

Quando questi proto-Europei mischiati tornavano in Europa – dopo circa 120.000 anni di Era Glaciale, si portavano con sè questi geni, e il DNA Africano veniva dunque ulteriormente distribuito nelle popolazioni Europee. Più si dirigevano verso nord, meno individui con geni Africani sopravvivevano, perché dopo tutto non erano affatto un vantaggio in Europa, e dunque l’Europa rimase con una popolazione maggiormente chiara, bionda e dagli occhi azzurri più ci si dirigeva verso nord.

Tutti oggi in Europa hanno un’pò di DNA Africano, e questo ha cambiato l’uomo Europeo. Ovviamente divenne molto più debole fisicamente e il suo cervello si restrinse – perché la dimensione e la forma del cranio cambiarono. E’ ancora in gran parte lo stesso, ma questi piccoli cambiamenti nell’uomo Europeo hanno avuto molto da dire in relazione a diverse questioni.

Alcuni considerano questi cambiamenti come positivi, preché con ogni probabilità hanno condotto alla creazione della civiltà, della cultura avanzata e della tecnologia avanzata. Altri vedono questi cambiamenti come negativi, perché hanno condotto ad una lunga lista di problemi di salute e anche di problemi mentali per l’uomo Europeo moderno. Con ogni probabilità quasi tutti i problemi che abbiamo in relazione al nostro sistema nervoso e quasi tutte le problematiche autoimmuni sono un diretto risultato di ciò. La disperazione metafisica, e probabilmente quasi tutti gli altri problemi mentali di cui soffrono in particolare gli Europei moderni, sono un risultato di ciò. Se vuoi saperne di più a riguardo puoi leggere gli articoli su atala.fr.

Ritornerò sull’argomento inerente la civiltà, la cultura avanzata e la tecnologia avanzata, comunque, e cercherò di spiegare perché tutto ciò avvenne in conseguenza al miscuglio delle specie. Vedi, qui c’è un apparente paradosso: i più intelligenti proto-Europei non hanno creato alcuna civiltà, alcuna cultura avanzata o tecnologia avanzata per quanto ne sappiamo (anche se questo potrebbe consistere nell’unico problema in questo contesto; semplicemente non ne siamo a conoscenza oggi. Ma potrebbe benissimo essere esistite), ma i meno intelligenti Europei mischiati lo hanno fatto. Se i proto-Europei non mischiati erano più intelligenti allora perché non lo hanno fatto loro?

Noi oggi pensiamo molto altamente della civiltà, della cultura avanzata e della tecnologia avanzata, e in un certo senso misuriamo la brillantezza di una razza da quanto essa è avanzata in relazione a tutto ciò. Ho suggerito precedentemente che forse erano così intelligenti che scelsero di non creare tutte queste cose, perché conoscevano o comprendevano gli effetti collaterali che queste hanno e come le cose sarebbero finite male se lo avessero fatto. C’è forse un’altra spiegazione a questo, comunque…

Nasciamo neonati, poi siamo bambini per qualche tempo prima di divenire adolescenti, e infine adulti. Quando eravamo proto-Europei (ricordate; vale a dire Neanderthal) i nostri crani cambiavano quando diventavamo adolescenti. I bambini Neanderthal avevano lo stesso esatto cranio dei bambini Europei moderni; i nostri antenati non sviluppavano le ben note caratteristiche facciali tipiche del Neanderthal fino a quando non diventavano adulti. Oggi l’uomo Europeo non lo fa mai; quindi in un certo senso rimane un adolescente.

Le giovani donne dovrebbero essere attraenti per gli uomini, in modo da poter scegliere tra molti uomini per trovare quello che pensano essere il migliore per loro, e poi quando hanno fatto ciò si suppone che crescano e allevino i loro figli e si focalizzino invece sulle loro famiglie. Le donne moderne sono ossessionate dalla loro bellezza anche decenni dopo essersi sposate e aver avuto i loro figli, e tentano in continuazione di essere attraenti per gli altri uomini, perché non crescono mai realmente. Il miscuglio delle specie ha fatto sì che non si sviluppassero come dovrebbero, per cui non sviluppano mai i loro crani adulti.

I giovani uomini dovrebbero impressionare le giovani donne, con le loro capacità, la loro forza, i loro mestieri e il loro coraggio, in modo da essere scelti dalla donna migliore, e quando vengono scelti da una di queste si suppone che crescano e forniscano alle loro famiglie tutto ciò di cui hanno bisogno; in particolare cibo e sicurezza. Gli uomini moderni non smettono mai di provare a impressionare le donne, anche decenni dopo essere stati scelti da una donna, perché non crescono mai realmente. Il miscuglio delle specie ha fatto sì che non si sviluppassero come dovrebbero, per cui non sviluppano mai i loro crani adulti.

Le conseguenze di ciò sono molte, ma lasciate che adesso ci focalizziamo almeno sul come questo abbia condotto alla creazione della civiltà, della cultura avanzata e della tecnologia avanzata, e innanzitutto in quelle aree dove l’ibridazione si diffuse maggiormente; nell’Europa del Sud, nel Medio Oriente e nel Nord-Est dell’Africa.

Nelle aree meno ibridate dell’Europa gli uomini crebbero di più e più a lungo rispetto alle aree maggiormente ibridate, a addirittura in tempi storici gli uomini nell’Europa Settentrionale, Orientale e Occidentale diventavano veri adulti, con veri crani (e quindi cervelli) e caratteristiche facciali adulte, proto-Europee. Quindi le donne in queste aree erano meno “troie” – come discusso da Cornelio Tacito nel suo libro Germania – e gli uomini meno infantili.

Moneta gallica. Immagine di un uomo con caratteristiche facciali Neanderthal.
RRC-448-2-Obverse

Nelle aree più ibridate dell’Europa, le quali geneticamente parlando includono gli Antichi Egiziani, e supponiamo anche i Sumeri, gli uomini continuavano a competere per il favore delle donne durante tutto il corso delle loro esistenze. A causa del fatto che in realtà gli uomini non crescevano e non diventavano mai adulti, cercavano sempre di impressionare le donne con ciò che facevano, anche che erano diventati vecchi e più saggi; la loro arte e architettura divenne sempre più impressionante. Tutti volevano mettersi in mostro con qualunque cosa facessero, per impressionare le donne più attraenti, e se uno faceva qualcosa di notevole gli altri volevano fare addirittura meglio di lui – tutto per impressionare le ugualmente immature donne, che dal canto loro continuavano a fare del loro meglio per essere attraenti per tutti gli uomini. Per continuare a fare ciò necessitavano di nuove tecniche e nuove idee, e quando divenivano vecchi e saggi erano in grado di creare nuove tecniche e saltarsene fuori con nuove idee, e questo spiegherebbe la nascita della civiltà e della cultura avanzata in queste aree.

Col tempo il DNA Africano guastò anche gli Europei Settentrionali, Orientali e Occidentali trasformando anch’essi in uomini creativi e infantili di questo tipo, e eventualmente gli Europei svilupparono la tecnologia avanzata – e a causa di ciò il nostro mondo si sta adesso dirigendo verso un disastro ambientale, con la tecnologia avanzata che permette all’umanità di crescere troppo numerosa e produrre troppo di ciò che è fatto utilizzando le risorse limitate di cui disponiamo nel nostro pianeta…

Anche i proto-Europei svilupparono la tecnologia; lance, giavellotti, flauti d’osso e molto altro, ma ebbero il buon senso di non spingersi troppo oltre. Sapevano quando fermarsi, e grazie a ciò vivevano in armonia con la natura. La “primitiva” Europa Neanderthal durò diverse centinaia di migliaia di anni. Quanto a lungo pensi che durerà l’Europa altamente tecnologica e “avanzata”? HailaR WôðanaR!

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Traduzione a cura di Artuso Fabio