Epilogo

Un po’ di musica, la più adatta…
Il nome di Varg Vikernes è fin troppo spesso associato ad un passato fin troppo decantato e su cui si è spesso speculato senza aver coscienza delle parole di cui ci si fa dicitori. Meraviglia? Nessuna. Vulgus veritatis pessimus interpres, diceva Seneca : il popolo è il peggior interprete della verità.

Con questo lavoro abbiamo piuttosto voluto far conoscere l’aspetto a nostro avviso più interessante di questa carismatica personalità, ovvero l’innegabile passione per la cultura dei propri avi e l’impresa erculea dello scalfire le incrostazioni delle maleprospettive e delle tendenziosità del mondo accademico e della cultura ufficiale ammorbanti molti aspetti del passato europeo, storico, preistorico e religioso.

Odalismo è il nome che è stato scelto per riassumere lo spirito di questa realtà. La runa oþalan ne assurge ad emblema a ragion veduta, evocando l’appartenenza ad un sangue e ad un suolo, Blôð auk Ôðal.
Salvo aggiornamenti di rilievo, queste sono le ultime parole che leggerete su questo sito. La nostra opera di traduzione si è definitivamente conclusa. Dal canto nostro, sappiamo di aver contribuito positivamente a diffondere un importante messaggio, facendo eco ad una voce diffusa in diverse lingue oltre alla nostra.

Anche se uno, uno soltanto dei nostri connazionali fosse stato raggiunto dall’interesse che abbiamo voluto trasmettere con questo lavoro, potremmo dirci contenti e soddisfatti. Confidiamo di aver tributato i dovuti onori al lavoro culturale di Varg Vikernes svoltosi in questi anni. E’ stato il minimo che potevamo fare per sdebitarci.

Ufficialmente, siam giunti alla fine d’un’epoca. Ma il tramonto di un orizzonte è l’alba di un altro. Non siamo continuatori su questa stessa linea, ma da questa esperienza siamo usciti con qualcosa di più rispetto a quando ci eravamo imbarcati in questo progetto. Due realtà personali, che tuttavia non disconoscono l’origine che le ispirò in primo luogo. D’altronde, è da una scintilla che nasce un fuoco.

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HailaR WôðanaR!
:ᚺ ᚺ ᚺ:

Ad Maiora!

Terra di Mezzo

La mitologia Europea è stata interpretata per noi dai Giudeo-Cristiani, e la loro versione del nostro retaggio è stata diffusa in tutto il mondo letterato.

La nostra mitologia è stata ridotta ad una divertente curiosità, una fiaba primitiva, una sciocca incomprensione della realtà. Non c’è nulla di più oltre a ciò, davvero…non è nemmeno una religione; è solo una mitologia.

Non c’è bisogno di scavare più a fondo…è tutto senza senso. Divertente, si, ma nulla più. Andiamo avanti. Concentriamoci sulle più avanzate religioni monoteistiche. Si, l’evoluzione ha assicurato che sviluppassimo religioni più avanzate, rispetto a quelle politeistiche primitive. Religioni con una morale. Si, non c’è una morale nelle religioni primitive.

Come puoi comprendere, quanto sopra è sostanzialmente il modo in cui le nostre società presentano a noi tutti la visione del mondo e la religione dei nostri antenati. E’ tutto senza senso, sparito per sempre e grazie a Dio che lo è. Non ritorneremo ad esso più di quanto torneremo a credere che il mondo è piatto.

Solo…i nostri antenati non hanno mai pensato che il mondo fosse piatto. Questo è un mito moderno. Sappiamo che conoscevano alla perfezione il fatto che il mondo è rotondo. Tutti i linguisti concordano a riguardo, e abbiamo anche un sacco di prove archeologiche a supporto di ciò. Come questa statua: avrebbero realizzato il mondo a forma di globo se avessero pensato che fosse piatto? Avrebbero anche solo utilizzato il termine “globo” per descrivere il mondo, se avessero pensato che fosse piatto? (cerca su Google “Atlante che sostiene il mondo sulle sue spalle” per più immagini, come quella qui sotto…nota che anche quelle raffigurazioni di Atlante realizzate nell’Antichità lo mostrano mentre sostiene un globo).

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No, non pensavano che il mondo fosse piatto, e quando te ne rendi conto dovresti comprendere che anche ogni altra cosa che ci raccontano sulle mitologie dei nostri antenati è una menzogna.

Fammi cominciare con l’albero del mondo Scandinavo, raffigurato come un albero che cresce su un disco piatto (credevano che la Terra fosse piatta, dopo tutto, giusto?…), con le radici che raggiungono le profondità di Hel e la corona dell’albero che giunge fino al Cielo, dove risiedono gli dèi. Il tronco si trova nel mondo dei vivi, la Terra di Mezzo. Quindi ci sono un mondo dei morti, un mondo dei vivi e un mondo degli dèi.

Il problema principale che noto qui è che separano l’uomo dal divino; l’uomo si trova sulla Terra, e il divino nel Cielo, e qualche volta il divino si sposta qui sulla Terra in mezzo a noi sciocchi mortali. Mi spiace, ma questo non è il Paganesimo: questa è la visione del mondo Giudeo-Cristiana. Nel Paganesimo l’uomo diviene una divinità, sulla Terra, impersonandola. Passa attraverso un processo iniziatico, migliora, matura, diventa migliore, coltiva il divino in se stesso e attraverso tutto ciò diviene lui stesso un dio! Il divino è sempre lì, dentro di lui e tutto attorno a lui, e influenza il corso degli eventi. Quindi gli dèi e l’uomo vivono l’uno a fianco all’altro, nello stesso mondo. Vivono tutti in Ásgarðr (“il giardino degli spiriti”), la corona dell’albero della vita.

Si, giusto:
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Dunque cos’è allora Miðgarðr (“Terra di Mezzo”)? Si trova tra il mondo della vita (Ásgarðr) e il mondo della morte (Hel). Ma cos’è? La nascita? La morte? Qualche sorta di mondo dei non-morti? In realtà: si…

La Terra di Mezzo è il tumulo mortuario, una zona recintata in un luogo sacro, dove risiedono i corpi dei defunti onorevoli. Tuttavia i defunti onorevoli non sono morti per sempre: stanno solo aspettando di rinascere, quindi non sono in Hel (“nascosto”), dove risiedono le ombre, ma in una Terra di Mezzo, un mondo tra la vita e la morte: quando sei morto ma stai solo aspettando di rinascere nuovamente.

Esempio di Terra di Mezzo:
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Ergo: morto è solo ciò che non è onorevole e degno di essere ricordato.

L’idea è che quando io muoio la mia ombra (ovvero il male che ho compiuto) sarà obliata in Hel, così da sparire per sempre (ovvero essere dimenticata). Non la vogliamo. Vogliamo ricordare solo il bene che ho compiuto. Vogliamo portare con noi nel futuro solo la memoria delle mie gesta onorevoli. Perché la generazione successiva dovrebbe voler alimentare i miei aspetti negativi o i miei errori? Facendolo non diverrebbero divini! Diverranno divini solo alimentando il buono, il giusto, il forte, il luminoso, il coraggioso, ecc. Diverranno migliori attraverso il ricordo dei loro defunti solo se li ricordano per il bene che fecero. Non soffermarti nelle ombre; non faranno che oscurare la tua mente.

Noi, signore e signori, viviamo in Ásgarðr, accanto agli dèi e alle dèe. Se non puoi vederli/e è solo perché un’ombra oscura la tua mente, perché un velo di menzogne copre i tuoi occhi, o perché un coro Giudeo-Cristiano sta urlando menzogne nelle tue orecchie, e dunque non ti permette di ascoltare il canto divino. Il divino è qui: nell’aria, negli alberi, nell’acqua, nel terreno e nelle rocce, e cosa più importante: in te! Hai il potenziale per diventare tu stesso un dio o una dea. Allunga semplicemente la mano e afferra tutto ciò che è buono, e abbraccialo fino al tuo ultimo respiro. Aggrappati ad esso con tutte le tue forze, e non lasciarlo mai, non importa con quanta forza le ombre tirino e cerchino di prenderlo dalle tue mani. Diventa una cosa sola con il divino; diventa tu stesso divino! Assicurati che ciò che è buono divenga inseparabile da ciò che tu sei! Quando lo fai non c’è nulla che possano fare per danneggiarti:

Hâvamâl, stanza 76

“Muoiono le greggi,

muoiono i congiunti,

e tu stesso, del pari, morirai;

ma conosco una cosa

che non muore mai:

una onorevole reputazione.”

Non c’è morte per gli onorevoli. Vivono per sempre: ritornano alla vita dalla Terra di Mezzo, il mondo tra il mondo dei defunti e il mondo dei vivi, quando vengono scelti da dei bambini per rinascere – in essi.

La religione Europea è un sistema per la coltivazione del buono nell’uomo, delle gesta onorevoli e della vita onorevole – con l’obiettivo di trasformare la società in un “paradiso in Terra” (perché la vita sulla Terra è ciò che abbiamo!) e gli uomini e le donne migliori in divinità. E’ un modo per trasformare il piombo in oro, per così dire, in senso spirituale.

La religione Europea è una celebrazione della vita sulla Terra, in forte contrasto con il Giudeo-Cristianesimo adoratore della morte, che diffonde null’altro che disprezzo per la vita sulla Terra, e favorisce un “Paradiso” fittizio, dove presumibilmente i Giudeo-Cristiani non dovranno mai più fare nulla di arduo (o onorevole…). Il Giudeo-Cristianesimo non è che una coltivazione della pigrizia, dell’edonismo e della codardia.

Io sono un Pagano, quindi cammino su sentieri incolti, attraverso il denso sottobosco di una vasta zona selvaggia. Alcune volte cammino nell’oscurità, senza sapere dove mi conduce il destino. Alcuna volte cammino sotto la pioggia ghiacciata, e combatto per rimanere in vita. Spesso inciampo su antiche radici e fessure nascoste nel terreno. Cado su rocce affilate e ceppi d’albero, in freddi ruscelli e giù in ripide scogliere. Ma ogni volta che lo faccio sorrido, fiero delle mie contusioni e dei miei tagli, mi rialzo e continuo a camminare. La vita è bella, non “anche” nelle avversità, ma in particolare nelle avversità, perché le avversità sono ciò che ti dà l’opportunità di metterti alla prova, di ottenere onore!

Il tuo onore è ciò che farà sì che i tuoi discendenti si ricordino di te, ti ammirino e divengano migliori grazie a te.

Salute alle divinità! Salute e Gioia!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

I Secoli Bui

Secoli Bui è un termine utilizzato per descrivere il periodo compreso tra la caduta dell’Impero Romano e la Rinascenza. E’ così chiamato in quanto “è caratterizzato da una relativa scarsità di fonti scritte, storiche o di altra natura, quantomeno per alcune aree d’Europa, rendendolo oscuro per gli storici”. Possiamo inoltre leggere che : “il concetto di Secoli Bui ebbe origine con Francesco Petrarca negli anni ’30 del XIV secolo, e fu originariamente inteso come un’estesa critica al carattere della tarda letteratura latina. Petrarca considerò come “oscuri” i secoli che seguirono il periodo romano paragonati allo splendore dell’antichità classica. Più tardi gli storici ampliarono il termine per riferirsi al periodo di transizione tra l’epoca romana e l’Alto Medioevo (XI – XIII secolo circa), includendovi la mancanza di letteratura latina e una mancanza di storiografia contemporanea, un generale declino demografico, limitata attività costruttiva in ambito edilizio ed urbanistico, e scarsi innovamenti culturali in genere. Successivamente, storici e scrittori si appropriarono di questo concetto, e anche a livello di cultura popolare esso si espanse ulteriormente fino a ritrarre il Medioevo come un periodo di arretratezza, ampliandone l’accezione peggiorativa e la portata.”

Come sappiamo, la caduta di Roma avvenne poco dopo l’introduzione del Giudeo-Cristianesimo come culto ufficiale dell’Impero, e sappiamo oltretutto che la Rinascenza fu una rinascita della cultura pagana (cioè, europea), dei suoi ideali, della sua filosofia, della sua scienza e dei suoi valori che, a partire dal XIV secolo cominciarono a fare ritorno in Europa dal mondo musulmano tramite Crociati e invasori musulmani. A differenza dei giudeo-cristiani, i quali rasero al suolo qualsiasi realtà pagana con cui venissero in contatto, i musulmani mantennero e conservarono buona parte della letteratura europea che incontrarono.

Ci si riferisce ai primi Secoli Bui come ad un periodo migratorio, durante il quale si mobilitarono diverse tribù europee : primi gli Unni, i Goti, i Vandali, i Sassoni, gli Juti, gli Angli ed altre tribù germaniche, a seguire gli Slavi ed altri ancora. A detta della storia, furono obbligati a migrare a causa di altre tribù. Nonostante tutto, la storia non dice poi molto circa il motivo della venuta in essere di questo periodo migratorio, del perché le prime tribù si spostarono, costringendo le altre a fare la stessa cosa. Sappiamo però il motivo per cui gli Scandinavi presero a muoversi durante l’Epoca Vichinga, e sappiamo che non furono spinti a farlo a causa di altre tribù in movimento. Iniziarono a spostarsi a causa delle aggressioni dei Giudeo-Cristiani nel Sud. Già, è interessante notare che queste “migrazioni” ben combaciano soltanto con la diffusione del Giudeo-Cristianesimo in Europa… Successivamente alla cristianizzazione dell’Europa meridionale, la diffusione del Giudeo-Cristianesimo coinvolse prima l’Europa occidentale e poi quella dell’Est, per ultimo quella del Nord. Ovunque giungesse, le tribù iniziavano a “migrare”.

Piuttosto che dirci ciò che avvenne in questo periodo di “declino demografico”, gli storici oggi affermano — con sicurezza — che non ne sappiamo abbastanza. D’altronde sono i Secoli Bui…

Tutto ciò si rivela conveniente per i Giudeo-Cristiani, i cui storici sostanzialmente dicono : “Il Giudeo-Cristianesimo crebbe nell’Impero romano nonostante le crudeli ed ingiuste persecuzioni degli imperatori, poi l’Imperò crollò (a causa delle pressioni esercitate dalle invasioni barbariche, bisogna dire : non per causa del dirompente lavorio criminale e distruttivo dei Giudeo-Cristiani all’interno dell’Impero…) e dopo un paio di secoli di buio storico, di cui non sappiamo molto, la maggior parte dell’Europa ne uscì cristianizzata.”

Abbiamo delle fonti che ci raccontano della violenta resistenza opposta alla cristianizzazione da parte di Romani, Scandinavi, Balti e Finni, ma opportunamente non abbiamo fonti che ci descrivano come gli altri Europei reagirono (anche se ci dicono di credere nel fatto che venissero semplicemente convertiti… perché il messaggio di Gesù è così vero e convincente, ovviamente). Sappiamo solo che iniziarono a “migrare” e che ci fu un “calo demografico” nell’Europa del tempo. E quando si riprese a scrivere la storia, erano tutti Giudeo-Cristiani. Halleluja!

Sigh.

Lasciate che vi dica cosa penso sia successo. I Giudeo-Cristiani distrussero l’Impero romano dall’interno, e mentre ciò avveniva, le genti “barbare” d’Europa presero a difendersi dal veleno giudeo-cristiano proveniente dall’Impero romano in decadenza, attaccando l’Impero stesso — proprio come gli Scandinavi si difesero dal medesimo veleno qualche secolo dopo, nell’Età Vichinga, attaccando prevalentemente i monasteri sparsi per l’Europa.

La conversione degli Europei avvenne — così come descritta nelle fonti scandinave della più tarda Età Vichinga — per mezzo di minacce, violenza, tortura, rapimenti e omicidi. I Giudeo-Cristiani operarono come i più spietati, violenti e crudeli mafiosi, con il Papa ed il Gran Patriarca in qualità di padrini, ed ottennero potere allo stesso modo in cui oggi ne guadagnano le organizzazioni criminali.

Tutto ciò ebbe come conseguenza la migrazione di diverse tribù, che lasciarono il proprio territorio nel tentativo di scampare ai Giudeo-Cristiani. Così Sassoni, Juti, Angli, Belga, etc. fuggirono verso terre pagane, le Isole Britanniche. Altri invece caricarono, e saccheggiarono Roma (di nuovo…). Altri invece si spostarono fuori dalle frontiere europee, come i Vandali.

Quando i Giudeo-Cristiani arrivarono in Scandinavia, poco prima dell’Età Vichinga, fu proprio questa la ragione per l’improvvisa attività “vichinga”, e solo successivamente si ebbe l’Età Vichinga, e molti da lì fuggirono, chi in Irlanda, chi in Scozia, chi in Islanda e chi addirittura nelle Americhe, o comunque dove i Giudeo-Cristiani erano deboli o non avevano alcun potere, oppure assaltarono i monasteri da dove provenivano questi terroristi, abbattendoli come i criminali genocidi quali erano.

Sì, penso che il “calo demografico” in Europa dal 400 all’800 fu il risultato di un genocidio perpetrato ad opera dei Giudeo-Cristiani. Terrorizzavano e uccidevano Europei in massa, uomini e donne, vecchi e giovani, ragazzi e ragazze, e pure bambini — e non siamo al corrente di ciò per il fatto che, convenientemente, occultarono ciò che accadde in 400 anni di storia, cancellandone ogni storiografia. E potevano farlo : essi stessi scrivevano questa storia, erano loro che custodivano i libri, nei loro monasteri. Disfarsene non sarebbe stato affatto un problema. E così fecero (e continuano a farlo tuttora, anche con gli accadimenti storici a cui noi stessi abbiamo potuto assistere poiché avvenuti nel corso della nostra vita : cancellano oppure riscrivono la storia così come a loro conviene).

Per noi resta solo un’epoca oscura, di cui non sappiamo niente in proposito, e dovremmo pure credere che l’Europa finì per accettare il Giudeo-Cristianesimo ben volentieri, senza resistenze. Nei libri si condensa l’Età Vichinga come un periodo frutto del “barbarismo” e della “aggressività pagana” degli Scandinavi, e che la resistenza romana fu semplicemente assurda e solo frutto di ignoranza. “Accusarono i Giudeo-Cristiani perfino di cannibalismo, ha ha ha”. Ridicolo, non è vero?

La bruta realtà è invece che, a detta dei moderni scienziati (inclusi archeologi), all’Europa dopo il processo di cristianizzazione e prima della Rinascenza ci si riferisce come segue : “un generale declino demografico, limitata attività costruttiva in ambito edilizio ed urbanistico, e scarsi innovamenti culturali in genere”. Tali i frutti del Giudeo-Cristianesimo. Prima di esso, l’Europa era prospera, scientificamente avanzata, edotta, salubre, progredita nell’ambito spirituale, culturale ed artistico, e tutto ciò fece ritorno in Europa con la Rinascenza, l’inizio della fine del Giudeo-Cristianesimo in Europa, quando essa riprese a muoversi verso le proprie radici. Essa cominciò il lungo percorso che doveva riportarla a vivere, dopo aver sofferto dell’oscurità giudeo-cristiana per così tanto tempo.

Traduzione a cura di Marco Prandini

Culti della Fertilità

Accademici e profani allo stesso modo sembra che pensino alla religione pre-Cristiana come a qualche sorta di culto della fertilità, e tutto viene sempre interpretato sotto questa luce.

Potresti però farti una semplice domanda di controllo che distruggerà tutte queste ipotesi e teorie: “era la fertilità un problema per l’Europeo Antico?” Bè, perché diavolo avrebbe dovuto esserlo? Sostanzialmente tutti i problemi di fertilità che abbiamo oggi sono legati allo stile di vita moderno e ad un tipo di inquinamento che non avevano a quei tempi. L’unico problema legato alla fertilità che avrebbero potuto avere, e che abbiamo ancora oggi, sarebbe quello causato dall’ibridazione (ad esempio risultante in un ibrido maschio ipersessuale [per compensare la sua ridotta fertilità cercherà di accoppiarsi molto]).

Comunque, anche quando i proto-Europei (ovvero homo neanderthalensis) si ibridarono per la prima volta con i proto-Africani (ovvero homo sapiens), probabilmente durante l’Era Glaciale, quando alcuni dei proto-Europei andarono a vivere nel Nord e nell’Est dell’Africa, la riduzione della fertilità era difficilmente un problema serio. La prole maschile (ma non quella femminile) di tali incroci è spesso completamente sterile e incapace di procreare, ma non ci fu una ibridazione su larga scala, e si ibridavano solo sporadicamente, nel senso che quasi tutti gli uomini rimanevano comunque proto-Europei, senza problemi di fertilità, e anche gli ibridi (a proposito, oggi da noi conosciuti come “Cro-Magnon”) femminili erano comunque fertili.

Quando queste tribù ritornavano in Europa, un po’ ibridate, il principale e più serio effetto negativo di ciò (nel contesto della fertilità!) era principalmente una ridotta sopravvivenza della donna incinta. Fecondare la donna non era un problema, così come quasi sempre non lo è oggi, ma far sopravvivere la donna alla gravidanza e al parto era spesso una sfida, e quando era presente qualche mescolanza ciò diventava una grande sfida.

Le donne hanno fianchi adatti a far nascere bambini che sono, da un punto di vista razziale, identici ai genitori, quindi se un uomo di un’altra razza la feconda e il bambino eredita la forma del cranio del padre (e il bambino lo farà [statisticamente] nel 50% dei casi), allora quello sarà un grande problema quando la donna farà nascere il bambino. Vediamo lo stesso oggi, quando donne Africane sposano uomini Europei; hanno così tanti problemi nel far nascere questi bambini che i dottori spesso automaticamente(!) vogliono fare loro un taglio Cesareo, per assicurare la sopravvivenza sia del bambino che della madre. Partorire è già di per sè abbastanza difficile: cercare di spremere un grosso cranio di un’altra razza attraverso i tuoi fianchi aumenta gravemente non solo la possibilità della tua morte e di quella del tuo bambino, ma anche la possibilità di danni cerebrali al bambino.

Quando l’ibridazione cominciò le differenze tra i proto-Europei e i proto-Africani erano decisamente grandi, e solo alcuni tra i bambini ibridi (e le loro madri) sopravvivevano alla nascita. Quei bambini che sopravvivevano erano probabilmente quasi esclusivamente quelli che ereditavano non il molto più grande cranio Europeo dei loro padri, ma i più piccoli crani Africani delle loro madri. Ovviamente, non è così semplice, ma sostanzialmente questo era il caso. Quindi, il Cro-Magnon, il risultato diretto di questo miscuglio, ha un cranio e un cervello più grandi rispetto a quelli trovati nei proto-Africani, ma comunque più piccoli rispetto a quelli trovati nei proto-Europei. Come altre creature ibride di cui siamo a conoscenza, anche il Cro-Magnon soffriva tutta una serie di problemi, come crescita anormale, denti in cattive condizioni, difetti scheletrici spesso piuttosto seri, ecc.

Fortunatamente l’ibridazione delle specie fu solo sporadica, e col tempo i problemi causati da ciò si ridussero sia in frequenza che in incisività. I geni proto-Africani vennero distribuiti sempre più uniformemente nella popolazione proto-Europea, che per la maggior parte del tempo non si mischiò con loro. Ad ogni modo l’ibridazione cambiò la popolazione Europea, e causò molti effetti negativi, ma la fertilità non fu mai un problema.

***

Tutti gli antichi incantesimi Scandinavi (“canzoni magiche”) che conosco riguardano il risveglio dei terreni (dopo l’inverno) (ovvero hanno a che fare con la messa a dimora dei semi), e poi la protezione dei terreni (dagli “spiriti negativi”), ma non una parola viene spesa riguardo alla fertilità dei terreni. E ancora, una semplice domanda di controllo può distruggere la teoria ufficiale: la fertilità dei terreni fu mai un problema? E perché diavolo avrebbe dovuto esserlo? A quel tempo la natura era sotto qualche sorta di influenza nociva, che oggi ignoriamo? L’unico problema che avevano in questo contesto era l’abbondanza o la mancanza di luce solare e pioggia, e ovviamente i parassiti, le malattie delle coltivazioni, gli uccelli che mangiano i semi, gli animali che mangiano i prodotti, ecc., tutto spiegato in relazione all’influenza degli “spiriti negativi”.

Si, generalmente parlando la fertilità non era una preoccupazione in nessun contesto, ma avere una buona salute spesso lo era. Solitamente ciò era di grande importanza anche per i terreni: solo la buona salute poteva proteggerli dagli “spiriti negativi”, di cui ho parlato sopra. Quindi le dèe della buona salute li benedicevano, per rafforzare la loro salute e proteggerli.

Passiamo poi al simbolo della buona salute nell’Europa pre-Cristiana, cioè la coppa (spesso calderone) della Dea della Terra. Oggi conosciamo questo simbolo per lo più attraverso miti Pagani pervertiti e Cristianizzati facenti riferimento al “Sacro Graal”, ma come puoi comprendere, la coppa era un attributo della dea della buona salute. Per dirla semplicemente: chiunque avesse bevuto da essa sarebbe divenuto più sano. Si, bere da questa coppa avrebbe rimosso gli effetti dei veleni, curato le malattie, guarito le ferite e incrementato le possibilità per una donna incinta di sopravvivere al parto.

Se mi permetti di ricordarti dell’importanza della pioggia e della luce solare per le coltivazioni, anche gli attributi del Dio del Cielo diverranno più comprensibili: il suo scettro (originariamente una pietra e in seguito un martello di pietra o un’ascia) provocava il tuono nel cielo (come le pietre sul terreno se colpite tra loro producono scintille, che possono essere usate per accendere un fuoco); la sua spada era il fulmine che colpiva dal cielo in conseguenza di questo processo (trasferendo la forza del cielo [il sole] alla terra), e la sua corona (aureola) era il sole stesso, splendente dietro di lui.

Insieme la Dea della Terra e il Dio del Cielo padroneggiavano tutto ciò di cui avevano bisogno per far crescere le coltivazioni: luce solare e pioggia, e buona salute. L’attributo della Dea della Terra era anche molto utile per le donne (già) incinta, che volevano avere salute a sufficienza per sopravvivere al parto. L’attributo del Dio del Cielo era anch’esso molto utile per i campioni, che – quando il Dio del Cielo trasferiva su di loro la forza del sole appoggiando la spada sulle loro spalle – divenivano ancora più forti, se non addirittura invincibili!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Religione Europea contro Ateismo

Se cerchi il vocabolo religione su Wikipedia troverai questa definizione; <<Una religione è una raccolta organizzata di credenze, sistemi culturali e visioni del mondo che relazionano l’umanità al supernaturale e allo spirituale>>. Se cerchi il termine ateismo su Wikipedia troverai questa definizione; <<L’ateismo è, in senso ampio, il rifiuto della credenza nell’esistenza delle divinità. In senso stretto, l’ateismo è specificamente la posizione secondo cui non ci sono divinità>>. Dalla stessa fonte possiamo leggere che; <<Nella credenza tradizionale, una divinità è un essere supernaturale che può essere pensato come santo, divino o sacro>>.

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Questa definizione di Wikipedia non sembra però includere la comprensione Europea di ciò che una divinità è. In Europa una divinità (ovvero un dio o una dea) era semplicemente una (qualsiasi) forza operante per il bene di qualcosa. Lo stesso vocabolo Germanico <<dio>> (god – NdT) significa semplicemente <<buono>> (good – NdT). Un sacerdote Scandinavo veniva chiamato gôði e una sacerdotessa gyðja (si; entrambe le parole significano semplicemente <<buono>>). Gli dèi Scandinavi erano comunemente chiamati æsir (<<spiriti>>), sing. âss, e bönd (<<catena>>, <<legame>>, <<obbligo>>), sing. band, ma ovviamente venivano anche chiamati gôðir (<<dèi>>, ovvero <<forze buone>>), sing. gôð. Tutti i vocaboli dicono molto riguardo a queste divinità e a ciò che i nostri antenati intendevano su di esse.

NB! Come spiegato in Sorcery and Religion in Ancient Scandinavia e qui non ci sono <<due famiglie>> di dèi in Scandinavia, æsir e vanir; c’è solo una famiglia di dèi, ma i più belli tra questi dèi vengono chiamati vanir (<<bellissimi>>), sing. vanr.

Le forze pericolose che operano per demolire, abbattere, sfidare e mettere alla prove quelle buone sono chiamate jötnar (<<affamato>>, <<grandi mangiatori>>), sing. jötunn. Non sono dèi, ma comunque forze che operano nella natura. Anch’esse però sono positive, nel senso che il negativo dà l’opportunità al positivo di mettersi all’opera.

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Gli dèi in Europa – non solo in Scandinavia – erano impersonati da esseri umani vivi, i migliori tra i nostri antenati, e quando lo facevano divenivano loro stessi le divinità. Gli uomini migliori venivano selezionati a questo scopo gareggiando in dei giochi, meglio conosciuti oggi come Giochi Olimpici o Tornei Cavallereschi, e le donne migliori venivano selezionate a questo scopo gareggiando in dei giochi e in gare di bellezza. Al vincitore veniva data una mela. Salute giovanile, forza e bellezza erano i meriti voluti e ricercati per queste divinità, e conseguentemente le divinità erano <<eternamente giovani>> – ogniqualvolta una divinità veniva sconfitta nelle competizioni annuali esso e essa veniva rimpiazzata, da qualcuno ancor più forte, ancor più abile e ancor più bello/a. Quindi le divinità erano <<immortali>>. Non morivano mai, e si mantenevano eternamente giovani grazie alla mela data ogni anno ai vincitori.

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Anche gli jötnar venivano impersonati, ma solo durante le cerimonie religiose, e venivano uccisi al termine di tali cerimonie, e gli attori venivano <<ravvivati>> in seguito, quando gli dèi portavano i loro <<resti>> all’albero sacrificale, dove avevano impiccato i loro vestiti (ovvero la loro forza vitale, il loro colore e la loro forma), e lì se li rimettevano addosso. Tutto ciò viene spiegato più approfonditamente in Socery and Religion in Ancient Scandinavia, e in realtà possibilmente anche meglio in MYFAROGNota però che MYFAROG è un gioco, quindi il libro ha anche altre caratteristiche.

Ogni uomo può e deve coltivare gli dèi e le dèe in lui, altrimenti le forze pericolose avranno il sopravvento, come spiegato in Oltre il Fiume Ifing.

Se ritorniamo alla definizione di Wikipedia delle divinità, menzionata all’inizio di questo articolo, diventa chiaro che la credenza Europea nelle divinità va in un certo senso oltre la definizione di Wikipedia. Diventa anche chiaro che in relazione alle divinità Europee l’ateismo è in realtà identico al nichilismo. Se le divinità sono il buono e il morale nell’uomo allora l’ateismo è nichilismo; una negazione e rifiuto del buono e del morale nell’uomo.

Un sacrificio animale Europeo è un rafforzamento del buono in coloro che partecipano al sacrificio; l’animale viene in seguito normalmente mangiato, dagli uomini che hanno impersonato le divinità e dai membri della loro tribù. Sanno perché stanno mangiando questo animale in particolare; può essere per ispirazione, per amore, per pazienza, per forza, per bellezza o qualsivoglia altro motivo. Per qualcosa di buono. Nessun sacrificio è mai stato fatto agli jötnar! Una preghiera a un dio, una preghiera in solitudine, non è una credenza in qualche essere supernaturale che sta ascoltando da qualche parte; è una forma di meditazione e un promemoria a se stessi. Sii buono, sii giusto, sii vittorioso, sii abile, o qualsiasi altra cosa! Nessuna preghiera è mai stata rivolta agli jötnar! Un tempio costruito per onorare una divinità è uguale; ogniqualvolta lo vedi, lo visiti o anche pensi ad esso rafforzi quella divinità in te. Nessun tempio è mai stato costruito per onorare uno jötnar!

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La religione Europea è semplicemente <<una forma organizzata di coltivazione della bontà>>. Le divinità e anche gli jötnar sono forze che operano in noi e in altri luoghi della natura. Non sono <<esseri supernaturali>>. Sono esseri umani reali (o piuttosto erano…purtroppo non le impersoniamo più), sono statue reali, idee reali, immagini reali e simboli reali, e tutti quanti influenzano direttamente noi e le nostre menti. Ciò che percepisci ti influenza. Nessun ateo può mettere in discussione questa realtà.

Essere religioso non è qualcosa di cui vergognarsi, fintanto che lo sei in modo Europeo. Essere ateo d’altra parte non è meglio che essere nichilista e rifiutare tutte le divinità dell’Europa, e dunque anche ciò che esse rappresentano. Essere un ateo è anche peggio che essere un Cristiano, perché almeno i Cristiani apprezzano ancora quelle buone vecchie morali Europee che hanno incorporato nella loro altrimenti Ebraica fede, quando gli Ebrei fallirono nell’annientare le morali Europee durante la Cristianizzazione dell’Europa.

Il Metro

Cristianesimo; 90% religione Europea, 10% Giudaismo

Islam; 90% Giudaismo, 10% religione tribale Araba

Ateismo quando rifiuta le divinità Europee; 100% Nichilismo

Nichilismo; 100% Giudaismo

Giudaismo; 100% <<Satanismo>> (ovvero la coltivazione attiva dello jötnar nell’uomo)

Per essere Europeo nella mente e nello spirito devi però seguire la religione Europea, in qualunque modo ti si addica. Non fa bene bere una bevanda che è al 90% acqua pulita e <<solo>> al 10% puro veleno. Se lo fai avvelenerai la tua mente, il tuo spirito e anche il tuo corpo. Invece dovremmo tutti diventare o almeno cercare di diventare dèi o dèe, proprio come i nostri antenati! HailaR WôðanaR!

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Traduzione a cura di Artuso Fabio

Su Soldati, Guerrieri e Cacciatori-Raccoglitori

Ad un certo punto della storia – o piuttosto preistoria – gli uomini cacciavano grandi prede con lance o giavellotti, le donne e i giovani cacciavano piccole prede con archi, e tutti raccoglievano erbe, conchiglie di mare, lumache, noci, funghi, frutta, bacche e diversi tipi di radici commestibili. Erano ciò che chiamiamo “cacciatori-raccoglitori”.

L’Europa preistorica era scarsamente popolata, e c’era abbondanza di tutto ciò di cui avevano bisogno, quindi c’era poco incentivo per chiunque di rischiare un viaggio attraverso il mare per raggiungere l’Ovest, o una non meno rischiosa attraversata della taiga o delle pianura che conducevano ad Est, oltre i monti Urali; Alcuni però si dirigevano verso Sud, passando per il Medio Oriente e giungendo in Africa e forse addirittura fino in Asia, durante i periodi più freddi delle Ere Glaciali, dove incontravano Africani e Asiatici, e quando L’Era Glaciale finiva ritornavano, alcune volte ibridati, e come sappiamo, è in questo modo che la popolazione Europea divenne razzialmente un po’ ibrida.

Quando i nostri antenati si ibridarono l’uomo Europeo divenne più sbilanciato, e le abilità uniche dell’uomo Europeo puro furono gradualmente perse. La capacità intellettuale scese – alcune volte drammaticamente. Cacciare e addirittura raccogliere divenne per lui più difficoltoso, e si rivolse ad altri mezzi per sopravvivere.

L’Europeo ibridato, che inizialmente viveva nel Medio Oriente, era ancora abbastanza intelligente da risolvere questo problema con le proprie deteriorate abilità; inventò l’agricoltura! Il mezzo perfetto per permettere al “nuovo” e inetto uomo Europeo di continuare a sopravvivere. E sopravvisse, così tanto che si moltiplicò e divenne così numeroso che l’uomo Europeo ancora razzialmente puro – ancora un cacciatore-raccoglitore – si ritrovò impossibilitato a continuare a cacciare e raccogliere. Quindi anche lui fu forzato a rivolgersi all’agricoltura: semplicemente non gli era rimasto abbastanza spazio per poter mantenere il migliore stile di vita da cacciatore-raccoglitore.

Con l’agricoltura giunse anche la carestia (quando il raccolto falliva), la malnutrizione (a causa di una dieta molto meno varia), la schiavitù (perché alcuni uomini forti ne forzarono altri a lavorare sulla loro terra), la guerra (perché quando la carestia colpiva, gli agricoltori per sopravvivere dovevano appropriarsi di ciò che avevano altri gruppi), la tirannia (perché alcuni uomini possedevano la terra, e quindi controllavano le riserve di cibo), le malattie (perché tutti i contatti ravvicinati con gli animali domestici fecero sì che l’uomo venisse infettato da malattie che in precedenza erano state un problema solo per gli animali) e pure tutta una serie di altri problemi.

Inizialmente comunque i conflitti venivano risolti con dei duelli: un campione rappresentava ciascuna parte. Il combattimento durava finché uno dei campioni veniva spinto fuori da un anello composto nel terreno, finché uno di loro avesse cominciato a sanguinare o finché uno di loro non si fosse arreso. Si: raramente si uccidevano l’un l’altro. Perché avrebbero dovuto? Cosa diamine avrebbero ottenuto dal ritrovarsi il loro miglior uomo ucciso?

Col tempo l’agricoltura permise all’uomo Europeo di moltiplicarsi a tal punto che cominciò a costruire delle città. Nacque la civiltà! Nuovamente, prima nel Medio Oriente, in Sumeria, e più tardi nel Nord-Africa, in Egitto. Molto più tardi questo disastro arrivò nell’Europa geografica, innanzitutto nell’Antica Grecia e nell’Antica Italia. L’uomo Europeo ibridato perse eventualmente “tutti” i legami con la Natura, addirittura evitando la foresta e le montagne come se si trattasse della peste, e venne invece attirato dalle città come le mosche dal letame.

Ogniqualvolta le cose finivano male nelle città, come succedeva inevitabilmente nelle società agricole, puntavano a Nord e attaccavano! Però non mandavano i loro campioni, per sfidare i Settentrionali, ma si recavano lì in forze allo scopo di sterminarli, massacrarli, abbatterli e prendersi la loro terra! Si: gli uomini delle città erano affamati o poveri, quindi dovevano farlo – o così pensavano! Producevano armi e armature in massa, e senza onore e senza pietà, incontravano i campioni e i guerrieri, spesso nudi, degli Europei non civilizzati. La Gallia cadde per prima: circa un milione di Galli, per lo più donne e bambini, furono uccisi quando le Legioni di Cesare colpirono. Il resto dell’Europa non cadde, ma buona parte di essa si prostrò, e la terra venne bagnata col sangue di Europei buoni, onorevoli e onesti, molti di essi – se non la maggior parte – ancora di pura razza Europea.

Il guerriero Europeo barbaro era più forte, in forma, abile, veloce e addirittura alto, rispetto all’Europeo più ibridato e civilizzato, ma aveva il senso dell’onore e si ritrovò ad affrontare un nemico senza onore. Il guerriero affrontava un soldato, quindi perse. Quando la guerra si concludeva il vincitore scriveva la storia, così come voleva che apparisse, e inventava ogni sorta di scuse per giustificare il massacro.

Il cacciatore-raccoglitore uccideva la selvaggina. Il guerriero agricoltore raramente uccideva qualcuno, e se uccideva, uccideva un altro guerriero combattendo in condizioni di parità. Il soldato civilizzato era un assassino di massa di uomini, donne e bambini Europei.

HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Riguardo alla Civiltà e agli Habitat Naturali

Post originale di Varg Vikernes

Quante volte avete sentito lodare la “civiltà” e l’uomo “civile”? Questi costruttori di città e abitanti di città sono universalmente lodati come i più avanzati tra gli uomini. Ma lo sono? Ma lo sono realmente stati?

Le prime (…) civiltà conosciute su questo pianeta furono tutte costruite non dai Neanderthal, non dagli Europei razzialmente puri; non dall’uomo Nordico che oggi viene tenuto in così alta considerazione dalla maggior parte dei razzisti Europei. No! Furono costruite da popolazioni imbastardite; in Mesopotamia, in Egitto, in Persia e nella Valle dell’Indo. In seguito anche i Greci costruirono delle città, ma solo dopo che furono sufficientemente ibridizzati da non assomigliare più ai Nordici. In seguito anche i Romani costruirono delle città, ma solo dopo che anch’essi furono sufficientemente ibridizzati da non assomigliare più ai Nordici.

Anche la civiltà che abbiamo oggi in Europa fu costruita da “bastardi”: i Romani. Si, se sei nel dubbio, sappi che tutte le città, tutta la civiltà, in Europa, è basata e deriva direttamente dalla civiltà Romana e Giudeo-Cristiana. L’Europa razzialmente pura era barbara e incivile. Britannia. Gallia. Germania. Scandinavia. Baltica. Slavia. Dacia. Aquitania. Suomia. Scizia. Sarmazia. Illiria. Tracia. Ecc.

Se pensi che mi sbagli, allora pensa a questo per un minuto. Prima di tutto, dai un’occhiata alle città oggi: chi ne è attratto? Comparale alla campagna e poi dimmi: dove trovi più bastardi? Esattamente: li trovi quasi esclusivamente nelle città. E se possono scegliere, quasi tutti loro vanno a vivere nelle città. Perché? Perché quello è l’habitat naturale del bastardo. D’altra parte l’habitat naturale dell’individuo razzialmente puro è la natura incontaminata; intoccata, incontaminata, pura, selvaggia, pericolosa e stupenda. Non trovi quasi nessun bastardo lì, e se ti capita ti è probabilmente capitato perché qualche individuo razzialmente puro se li è trascinati dietro.

Le civiltà sono orribilmente autodistruttive: col passare del tempo tutte infine crollano. Crollano tutte tragicamente e lasciano i cittadini morti o morenti, eliminati dalla loro stessa decadenza, dai loro crimini, dalla loro stupidità e dallo stile di vita degenerato della città, e non ultimo dalle epidemie. I pochi che fuggono da queste trappole mortali muoiono in breve tempo nella natura, perché non sono più adatti ad una vita naturale, dopo aver vissuto per generazioni nelle “città”.

Quelli che hanno più possibilità di sopravvivere il collasso di una civiltà sono coloro che non vivono nelle città: gli individui solitamente molto più puri razzialmente che vivono nella campagna, il più vicino possibile al loro habitat naturale: la natura incontaminata…

P.S. Vivi in città, e lo odi? Bene, forse perché non sei fatto per vivere lì.

Quindi perchè lo fai?…

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Su ‘Babbo Natale’ e il Periodo Natalizio

Halloween, la notte dei santi, è la notte in cui comincia l’iniziazione dei bambini! Nel mondo pagano, i bambini non erano considerati come reali esseri umani fino al superamento di questo rituale. Nemmeno un nome vero gli veniva dato prima di questo momento! Per poter divenire un vero uomo, ogni bambino doveva affrontare questo pauroso, periglioso e difficoltoso rituale. Dovevano superare il timore della tenebra, o dell’orso, dei morti e dell’ignoto — e dovevano anche badare a sè stessi per un lungo periodo di tempo.

Il rituale ha inizio con la discesa nel mondo sotterraneo, nel mondo dei morti; tipicamente una grotta o il cavo di un albero o, successivamente, l’interno di un tumulo sepolcrale. Lì sarebbero stati rinvenuti i resti del defunto dal quale il candidato al rito avrebbe voluto prendere il nome; il defunto che lui stesso avrebbe voluto diventare.

Egli stesso sceglieva chi diventare, e naturalmente solo gli uomini onorevoli venivano scelti per questa rinascita. Maggiore l’onore, maggiore la fama postuma della persona, maggiori le possibilità di essere scelto. Più avanti l’uomo iniziò a portare con sè nella tomba le proprie ricchezze, non solo il proprio nome, per assicurarsi che ne avrebbero goduto anche nella vita successiva (o forse per aumentare le possibilità di essere scelti per la rinascita…). E sì; i bambini entravano nei sepolcri, trovavano questi oggetti di valore e lì portavano con loro nel mondo dei vivi. Li consegnavano al Mago, in questa maniera mostrando in qualità di quale antenato rinascere.

Questo comunque era solo il principio dell’iniziazione, e il Mago custodiva questi oggetti di valore fino alla notte di Natale — quando TîwaR (Týr), l’onorevole, (ri)nasce!

Fra Halloween e la Vigilia di Natale i bambini in questione affrontavano diverse prove, di cui non parlerò in questa sede, finché alla Vigilia, quelli che le avevano superate con successo facevano ritorno alle rispettive famiglie — nottetempo, scortati dal Mago. Dunque gli “elfi”, ossia gli spiriti degli onorevoli defunti, facevano la loro visita la notte di Natale. Naturalmente, i bambini erano spesso molto affamati, dopo aver trascorso così tanto tempo per conto proprio, per tanto i loro genitori disponevano del cibo in soggiorno alla Vigilia di Natale : una scodella di zuppa d’avena, magari? Successivamente, a seguito della cristianizzazione, questa usanza si rivelò troppo pagana per chi aveva il potere all’epoca, e i Pagani (cioè, la gente…) dovettero spostare questo pasto per il ritorno dei morti — per i piccoli “goblin” come venivano chiamati dai Cristiani — dalla casa alla stalla. Infine, i bambini rinascevano nelle vesti degli antenati che ciascuno aveva scelto nel sepolcro. A questo punto il Mago consegnava loro gli oggetti di valore che essi avevano raccolto dai sepolcri; poiché a questo punto i bambini erano rinati in qualità dei defunti al loro interno, e questi oggetti erano pertanto di loro proprietà. In sostanza riacquisivano ciò che si erano portati nella tomba al momento della fine dell’ultima vita.

Tuttavia, non tutti i bambini superavano queste prove. Non erano forti abbastanza e così perivano prima dell’arrivo della notte di Natale, e a questi bambini “cattivi” venivano semplicemente date delle ceneri provenienti dal sepolcro. Questi rimanevano bambini, e avrebbero dovuto cercare di farsi un nome per conto loro affrontando nuovamente le prove rituali al successivo Halloween. Poi, il Mago riportava nella tomba gli oggetti del defunto che non era andato ad incarnarsi, ovvero li lasciava all’ingresso di questa.

I bambini che superavano queste prove invece ricevevano un nome, un vero nome, e così facevano visita di casa in casa, a salutare i propri vicini e a presentarsi con i loro nuovi nomi. Per questo noi chiamiamo quest’usanza “julebukk” (inchino di Natale); educatamente si inchinavano e si presentavano, dopo essere (ri)nati alla Vigilia di Natale.

Il motivo che più mi preme nel portare alla vostra attenzione questo argomento è l’avvicinarsi del periodo natalizio, e come si sa, ogni singolo anno si sentono farneticare Cristiani, Atei e quant’altri a proposito delle celebrazioni natalizie, del perché abbiamo un Babbo Natale, del perché i bambini buoni ricevono dei regali, dei goblin che mangiano il porridge nella stalla e chi più ne ha, più ne metta. La loro ignoranza è estrema, la loro volontà di diffondere falsità ancor di più, e ho pensato che valesse la pena scrivere due righe per mettere in chiaro quello di cui si sta parlando realmente quando ci si riferisce a queste tradizioni.

Possiamo combattere i nemici della nostra cultura e delle nostre tradizioni con ogni sorta di mezzo, anche se personalmente credo che il migliore sia semplicemente quello di far notare alla gente l’ovvia verità, per tanto scacciando la loro oscurità con la luce.

HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Marco Prandini

Riguardo alla Vita e alla Morte

Una cosa che mi ha sempre perplesso è l’attenzione dei governi moderni sulla aspettativa di vita e il modo in cui questa viene usata come una sorta di misurazione della qualità delle loro società. Più a lungo puoi aspettarti di vivere in una società, tanto migliore e avanzata questa è. O così sembra che la pensino, in ogni caso.

La più ovvia conseguenza negativa di questa ideologia è ovviamente il fatto che quasi tutta la selezione naturale viene annullata dalle nostre avanzate cure mediche; i bambini nati prematuramente o i bambini nati in condizioni che un pò di tempo fa sarebbero state fatali possono sopravvivere. Quindi nessuno comprende che forse il bambino era nato prematuramente perché la madre lo aveva respinto per una buona ragione? Nessuno comprende che forse un bambino nato in una condizione per sua natura letale dovrebbe in realtà subire la sua morte a causa di ciò?

Comunque, il fatto che riescano ad abbassare i tassi di mortalità infantile aumenta drammaticamente l’aspettativa di vita dell’uomo moderno. Quindi gioiscono di questo.

La mia Scorta per il Regno del Riposo!

La successiva cosa importante che fanno per aumentare l’aspettativa di vita dell’uomo è mantenere in vita gli anziani. Si, li collegano con dei cavi, li riempiono di medicinali, rimpiazzano gli organi interni come se fossero macchine in officina per necessità di pezzi di ricambio, e generalmente parlando fanno semplicemente del loro meglio per mantenerli in vita il più a lungo possibile. Le loro sofferenze non hanno importanza. La loro dignità non ha importanza. Il fatto che la Morte risponde anche quando non viene chiamata, e non la si dovrebbe far aspettare alla porta, non ha alcuna importanza.

Il disprezzo dell’uomo moderno per la natura e per qualsiasi cosa naturale è scioccante. L’ignoranza dell’uomo moderno in relazione a ciò che è buono e sano per l’umanità intesa come specie è estrema.

Rispetto l’uomo che vive fino a raggiungere i cento anni, o anche di più, se lo fa in accordo con la natura, e lo saluto davvero come uomo prezioso e utile, ma ogni uomo tenuto in vita artificialmente non è meritevole della vita. Ogni uomo che mantiene in vita artificialmente un altro uomo è un criminale contro natura. La morte non è qualcosa da temere, da evitare ad ogni costo o da evitare il più a lungo possibile, con ogni mezzo possibile! La morte è inevitabile, e ogni uomo dovrebbe accoglierla quando giunge, con dignità e grazia, anche se non chiamata (e lo è raramente). Se avessi a disposizione una sola preghiera in tutta la vita, una sola cosa da dire, sarebbe; <<Fammi vivere e morire con dignità>>. Quando la morte è vicina noi – per mezzo dell’istinto e attraverso la paura e l’aggressione – facciamo del nostro meglio per sopravvivere, ma per principio non dovremmo mai cercare di evitare di odorare il suo respiro, o voltarci quando la vediamo di fronte a noi. Amor fati. “Ama il tuo destino”; abbi fiducia in lei e lasciale decidere quando è il tuo momento di morire.

La innaturalmente alta aspettativa di vita moderna viene usata come strumento propagandistico. Dovremmo apprezzarla come prova di quanto siamo migliori oggi rispetto ai nostri antenati. In realtà è anche uno strumento di genocidio; per mezzo della loro propaganda siamo abbindolati all’accettazione di una drastica e drammatica riduzione della qualità umana in Europa. E’ uno strumento usato in combinazione con la medicina moderna per distruggere la nostra specie, per renderla più debole, per renderla più stupida, per renderla dipendente dalle medicine create dagli Ebrei. Si; quanto libero sei di rivoltarti quando hai bisogno delle loro medicine addirittura per sopravvivere fino alla settimana successiva?

A causa del nostro in media 0,3% di DNA Homo sapiens siamo differenti dai nostri antenati, e per questo le donne moderne hanno seri problemi a partorire i loro figli. Si, questo è un risultato diretto dell’ibridazione. Nessun’altra creatura sulla Terra soffre di questo problema allo stesso modo o allo stesso livello degli esseri umani moderni. I Negri hanno meno problemi, perché sono puramente Homo sapiens. Le Negre che partoriscono bambini con padri Europei hanno d’altra parte addirittura più problemi, e ad esempio in Francia i dottori fanno quasi automaticamente partorire tali madri con il Cesareo. Quindi, gli alti indici di morte delle donne Europee che partorivano nell’antichità erano innaturalmente alti. A questo penso che dovremmo rimediare usando la medicina moderna. Ciò che è innaturale deve essere combattuto con ciò che è innaturale, per così dire, fino a che non viene corretto nuovamente dalla natura.

Un Bel Modo per Andarsene!

Comunque non dovremmo usare le nostre competenze scientifiche per distruggere la nostra specie. Dovremmo invece usare le nostre intuizioni scientifiche per migliorare attivamente la nostra specie. Dobbiamo propagare un approccio alla vita sano e percorribile nel lungo periodo. Permettiamo che la medicina aiuti le donne che devono partorire e i feriti, e lasciamo il resto alla mercé di Madre Natura.

La vita non è una punizione. La vita non è l’opera di qualche “malvagio demiurgo” a cui dobbiamo sputare addosso e chiamare “Satana”. La vita fisica non è la maledizione che gli Ebrei vogliono farti pensare che essa sia. La luce, lo spirito che possiedi, non è il tuo unico sé; è il tuo corpo, il tuo essere fisico, che permette alla tua luce di risplendere sugli altri, di crescere più forte e di servire il suo scopo. Il momento in cui lo scopo della tua vita diventa un “Paradiso Celeste per tutta l’Eternità” non solo hai perduto, sei anche diventato una responsabilità per la tua famiglia, per la tua tribù, per la tua nazione, per la tua razza e per la tua specie! Non c’è alcun “Paradiso” o “Inferno” oltre a quelli che creiamo noi qui sulla Terra, con la nostra “luce” o mancanza di essa. Non c’è nemmeno una vera Morte, solo un’opportunità per gli spiriti che vivono in corpi guasti di ricevere un nuovo e più sano corpo, quando la loro luce viene trasferita al successivo individuo nato nella stirpe. Permettere loro di rinascere in corpi che sono già guasti dalla nascita è un crimine.

Non temo la morte, ma ho un istinto di sopravvivenza, quindi quando affronto la morte la temo ciononostante. I miei istinti mi esortano, mi forzano, a fare del mio meglio per uscirne vivo, quindi agisco con estrema aggressività! Ucciderò per sopravvivere. Se necessario strapperò le teste dei miei nemici, guaderò attraverso fiumi di sangue e ucciderò chiunque minacci la mia vita o le vite degli altri membri della mia stirpe. Ma se la natura mi dà un bambino indegno della vita desidererò che muoia, per dare alla sua luce l’opportunità di rinascere successivamente in un corpo intatto. E questo perché ho una sana attitudine nei confronti della vita e della morte. Un approccio Pagano. HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Artuso Fabio

Divinità Reali

I nostri progenitori non credevano negli “dèi” nell’accezione in cui noi oggi concepiamo tale termine. Il termine “dio” in inglese (god — NdT) è un termine di derivazione anglo-sassone il cui significato originario è “buono” (good — NdT), “buona cosa”, “buon gesto”, “beneficio”, “bontà” o “benessere”. Il termine “dèi” (gods — NdT) era utilizzato per rivolgersi agli spiriti della natura, quelli buoni e benefici, mentre per riferirsi a quelli di natura malevola e dannosa non veniva usato.

Le divinità europee erano (e ancora sono) degli ideali, concetti positivi quali “lo spirito dell’onestà”, “lo spirito della giustizia”, e a meno che impersonate da uomini o donne che interpretavano il ruolo di certi dèi o certe dèe, esse naturalmente non rispondevano mai alle preghiere degli uomini. Per tanto non vi era una relazione patologica tra il Pagano europeo e le sue divinità. Nient’affatto egli si relazionava ad esse al modo dei Giudeo-Cristiani con il loro “dio”. Egli, il Pagano, non sentiva le voci, “la voce di dio”, poiché di fatto non c’era nessuno che gli stesse parlando. Non si aspettava che accadesse o si compisse proprio un bel niente. Non si rivolgeva a nulla e a nessuno.

Con chi è che sta parlando ‘sto tipo?

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Piuttosto, gli spiriti di natura sono anche reali, chiamati spiriti perché non erano fisici, tangibili. Sono ciò che possiamo chiamare ideali : onestà, coraggio, giustizia, buona salute, bellezza, purezza, innocenza, gentilezza, amore, etc. Detti ideali — gli spiriti — venivano visti ovunque in natura. Un animale particolarmente coraggioso sarebbe legato allo spirito del coraggio, uno più docile e gentile sarebbe connesso allo spirito equivalente, un albero particolarmente robusto avrebbe un legame col dio della forza, e via dicendo. Potreste comunque controbattere dicendo che non esistono gli spiriti, ma vi sbagliereste cosìccome fareste affermando che non esistono onestà, coraggio, giustizia, buona salute, bellezza, purezza, innocenza, gentilezza, amore, etc.

Altre due divinità reali

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Le divinità europee erano quindi molto reali.

In un tempo lontano i nostri antenati praticavano ciò che oggi impropriamente chiamiamo magia o stregoneria, utilizzando degli incantesimi per influenzare gli spiriti della natura. Alcuni in ciò erano più versati rispetto ad altri, ed ogni anno venivano indette delle competizioni per assicurarsi che il Clan disponesse sempre dei migliori individui adatti a ricoprire il ruolo di Re e Regina Sacri. Il Re veniva eletto sulla base delle proprie capacità e abilità, la forza, l’intelligenza e la buona salute essendo le principali qualità. La Regina lo era in quanto la più innocente, la più paziente e di più bell’aspetto fra tutte quante.

Ancor oggi sappiamo di questa tradizione che si riferisce al Re e alla Regina di Maggio, con le rispettive gare, sia dalle nostre fiabe che dalla mitologia e dai canti popolari.

Col tempo divenne chiaro che non sempre gli incantesimi del mago funzionavano, e perciò alcune società cambiarono : piuttosto che affidarsi alla sua capacità di compiere incantesimi, si cominciò a rivolgersi più direttamente agli spiriti, chiedendo loro di accondiscendere alle richeste postegli. A tanto, gli spiriti ermafroditi vennero antropomorfizzati e venne dato loro un genere ed un nome : per esempio, si chiamò “Fulmine” lo spirito del fulmine, Loki in Scandinavia (“fulmine”, dalla radice PIE *luk-); “Tonante” fu chiamato lo spirito del tuono, Þórr in Scandinavia (“il tonante”, per l’appunto), e così via. Gli alberi e gli animali con cui originariamente questi spiriti erano stati associati divennero gli attributi delle divinità. Così ecco che il tempio di Þórr fu eretto nei pressi d’una quercia, e perciò si dice che il suo carro sia trainato da delle capre. Il tempio di Freyja era eretto attorno ad un ciliegio, e il suo carro trainato da gatti, etc.

Tuttavia ogni livello della società era ancora compenetrato dall’idea di stregoneria (magia simpatetica) al punto, che per acquisire i poteri degli dèi, l’uomo — ossia, i sacerdoti e le sacerdotesse — arrivò ad impersonare gli dèi stessi. Per esempio, traverstendosi come una dea, impersonandola, prendendone il nome, una ragazza diventava la dea, acquisendone così i poteri. Gli dèi e le dèe dei templi erano per tanto effettivamente reali: erano lì presenti loro stessi, in carne e ossa! Ascoltando le preghiere degli uomini, mangiando gli animali sacrificati, curando i feriti e portati su un carro attraverso i campi per benedirli, etc. Le divinità erano reali! Al Re e alla Regina Sacri di stampo stregonico-spirituale, si andarono a sostituire un Re e una Regina Sacri di natura più magico-divina, in sostanza non molto cambiò.

Delle competizioni annuali erano organizzate al fine di mettere in luce gli individui migliori che fossero per il Clan i più adatti a rivestire i ruoli di Re e Regina Sacri. Il Re veniva ancora scelto con gli stessi criteri, e altrettanto veniva fatto per la Regina.

Ai vincitori di queste gare annuali veniva consegnata una mela. Naturalmente, gli uomini che invecchiavano non avevano alcuna di possibilità di vincere a dei giochi in stile olimpico contro un uomo più giovane e forte, così come le donne che andavano avanti con gli anni non potevano certo competere in bellezza con delle ragazze più giovani. Perciò le divinità rimanevano eternamente giovani, grazie alle mele di Iðunn.

Traduzione a cura di Marco Prandini