Divinità Reali

I nostri progenitori non credevano negli “dèi” nell’accezione in cui noi oggi concepiamo tale termine. Il termine “dio” in inglese (god — NdT) è un termine di derivazione anglo-sassone il cui significato originario è “buono” (good — NdT), “buona cosa”, “buon gesto”, “beneficio”, “bontà” o “benessere”. Il termine “dèi” (gods — NdT) era utilizzato per rivolgersi agli spiriti della natura, quelli buoni e benefici, mentre per riferirsi a quelli di natura malevola e dannosa non veniva usato.

Le divinità europee erano (e ancora sono) degli ideali, concetti positivi quali “lo spirito dell’onestà”, “lo spirito della giustizia”, e a meno che impersonate da uomini o donne che interpretavano il ruolo di certi dèi o certe dèe, esse naturalmente non rispondevano mai alle preghiere degli uomini. Per tanto non vi era una relazione patologica tra il Pagano europeo e le sue divinità. Nient’affatto egli si relazionava ad esse al modo dei Giudeo-Cristiani con il loro “dio”. Egli, il Pagano, non sentiva le voci, “la voce di dio”, poiché di fatto non c’era nessuno che gli stesse parlando. Non si aspettava che accadesse o si compisse proprio un bel niente. Non si rivolgeva a nulla e a nessuno.

Con chi è che sta parlando ‘sto tipo?

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Piuttosto, gli spiriti di natura sono anche reali, chiamati spiriti perché non erano fisici, tangibili. Sono ciò che possiamo chiamare ideali : onestà, coraggio, giustizia, buona salute, bellezza, purezza, innocenza, gentilezza, amore, etc. Detti ideali — gli spiriti — venivano visti ovunque in natura. Un animale particolarmente coraggioso sarebbe legato allo spirito del coraggio, uno più docile e gentile sarebbe connesso allo spirito equivalente, un albero particolarmente robusto avrebbe un legame col dio della forza, e via dicendo. Potreste comunque controbattere dicendo che non esistono gli spiriti, ma vi sbagliereste cosìccome fareste affermando che non esistono onestà, coraggio, giustizia, buona salute, bellezza, purezza, innocenza, gentilezza, amore, etc.

Altre due divinità reali

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Le divinità europee erano quindi molto reali.

In un tempo lontano i nostri antenati praticavano ciò che oggi impropriamente chiamiamo magia o stregoneria, utilizzando degli incantesimi per influenzare gli spiriti della natura. Alcuni in ciò erano più versati rispetto ad altri, ed ogni anno venivano indette delle competizioni per assicurarsi che il Clan disponesse sempre dei migliori individui adatti a ricoprire il ruolo di Re e Regina Sacri. Il Re veniva eletto sulla base delle proprie capacità e abilità, la forza, l’intelligenza e la buona salute essendo le principali qualità. La Regina lo era in quanto la più innocente, la più paziente e di più bell’aspetto fra tutte quante.

Ancor oggi sappiamo di questa tradizione che si riferisce al Re e alla Regina di Maggio, con le rispettive gare, sia dalle nostre fiabe che dalla mitologia e dai canti popolari.

Col tempo divenne chiaro che non sempre gli incantesimi del mago funzionavano, e perciò alcune società cambiarono : piuttosto che affidarsi alla sua capacità di compiere incantesimi, si cominciò a rivolgersi più direttamente agli spiriti, chiedendo loro di accondiscendere alle richeste postegli. A tanto, gli spiriti ermafroditi vennero antropomorfizzati e venne dato loro un genere ed un nome : per esempio, si chiamò “Fulmine” lo spirito del fulmine, Loki in Scandinavia (“fulmine”, dalla radice PIE *luk-); “Tonante” fu chiamato lo spirito del tuono, Þórr in Scandinavia (“il tonante”, per l’appunto), e così via. Gli alberi e gli animali con cui originariamente questi spiriti erano stati associati divennero gli attributi delle divinità. Così ecco che il tempio di Þórr fu eretto nei pressi d’una quercia, e perciò si dice che il suo carro sia trainato da delle capre. Il tempio di Freyja era eretto attorno ad un ciliegio, e il suo carro trainato da gatti, etc.

Tuttavia ogni livello della società era ancora compenetrato dall’idea di stregoneria (magia simpatetica) al punto, che per acquisire i poteri degli dèi, l’uomo — ossia, i sacerdoti e le sacerdotesse — arrivò ad impersonare gli dèi stessi. Per esempio, traverstendosi come una dea, impersonandola, prendendone il nome, una ragazza diventava la dea, acquisendone così i poteri. Gli dèi e le dèe dei templi erano per tanto effettivamente reali: erano lì presenti loro stessi, in carne e ossa! Ascoltando le preghiere degli uomini, mangiando gli animali sacrificati, curando i feriti e portati su un carro attraverso i campi per benedirli, etc. Le divinità erano reali! Al Re e alla Regina Sacri di stampo stregonico-spirituale, si andarono a sostituire un Re e una Regina Sacri di natura più magico-divina, in sostanza non molto cambiò.

Delle competizioni annuali erano organizzate al fine di mettere in luce gli individui migliori che fossero per il Clan i più adatti a rivestire i ruoli di Re e Regina Sacri. Il Re veniva ancora scelto con gli stessi criteri, e altrettanto veniva fatto per la Regina.

Ai vincitori di queste gare annuali veniva consegnata una mela. Naturalmente, gli uomini che invecchiavano non avevano alcuna di possibilità di vincere a dei giochi in stile olimpico contro un uomo più giovane e forte, così come le donne che andavano avanti con gli anni non potevano certo competere in bellezza con delle ragazze più giovani. Perciò le divinità rimanevano eternamente giovani, grazie alle mele di Iðunn.

Traduzione a cura di Marco Prandini

Tra le Rovine

In Europa si possono visitare località storiche di diverse categorie, ed osservare ciò che collega l’uomo moderno e il passato con i propri occhi. Si vede ciò che una volta era, e ciò che oggi ne rimane. Il più delle volte è stato rovinato completamente, o quanto meno in parte, a causa dell’ondata di odiosa distruzione anti-europea portata nel nostro continente dai giudeo-cristiani.

Oggi io e un mio amico abbiamo portato le nostre famiglie a visitare un sito gallo-romano. La mia famiglia c’era già stata in precedenza, in compagnia d’un buon amico dall’Ile-de-France, ma quando arrivammo realizzammo che — oh no –l’ultima volta che ci siamo stati non eravamo propriamente …visitammo solamente ciò che meglio potrebbe essere descritto come un cumulo di macerie, a circa duecento metri, credo, dal vero sito. Mi son sentito un po’ in colpa per aver portato il mio amico fin lì solo per vedere quell’ammasso di macerie.

Naturalmente, ci eravamo portati dietro l’attrezzatura da campeggio e un po’ di cibo, e tra il cucinare e il pranzare, discutevamo di come fosse triste il fatto che i giudeo-cristiani arrivarono nella nostra Europa, e che distrussero quasi tutti i luoghi sacri della paganità europea. Questi inoltre presero pure delle pietre che si trovavano proprio a fianco a noi con lo scopo di costruirci delle chiese. Quindi il tempio era ridotto a poco più che rovine non tanto per le offese del tempo e del clima, ma per l’azione dell’uomo. Questi luoghi sacri furono progettati e costruiti per durare per sempre, ma a causa dell’incoscenza alimentata dall’odio e dall’estremo disprezzo per il retaggio culturale europeo dell’uomo giudeo-cristiano, ora giacciono in rovina.

Nemmeno tutta la distruzione di cui il Giudeo-Cristianesimo è capace potrebbe tuttavia sradicare la magia che permea un luogo sacro pagano, o il sentimento del sentirsi connessi con gli Antichi quando calpesti il suolo che loro stessi calpestarono e tocchi ciò che costruirono con le loro mani, o ciò che quantomeno ne è rimasto.

Sebbene ve ne siano ancora molti, o piuttosto rimaniamo con molte loro rovine, molti di questi luoghi sacri sono stati dissacrati dagli stessi giudeo-cristiani, che distrussero, specie dandoli alle fiamme, tutti i templi europei che poterono trovare, abbatterono mura, distrussero statue, rasero al suolo boschi sacri e uccisero sacerdoti e sacerdotesse. Poi vi costruirono i loro templi, in onore del loro idolo criminale e il suo “padre divino”, proprio in cima ai resti dei templi pagani, pertanto assicurandosi che nessuno li avrebbe mai ritrovati, che nessuno si sarebbe chiesto cosa fossero, a che funzione asservissero o che tipi di templi fossero. Solo il Giudeo-Cristianesimo fu tollerato: tutto il resto su cui riuscirono a mettere mano fu distrutto.

Passò poi del tempo, e il nostro retaggio stava quasi per essere totalmente perduto per sempre, non fosse che per merito di invasori Musulmani. Già, i Musulmani trovarono degli antichi testi greci e latini e li tradussero in arabo, e da essi impararono molto, in effetti così tanto che grazie a ciò raggiunsero un grado di sviluppo tecnologico e scientifico più avanzato rispetto a quello dei primitivi Giudeo-Cristiani! Ebbero accesso alla antica scienza europea, alla filosofia, alla matematica, e quant’altro: tutto ciò che fu rigettato e distrutto a vista da quei pazzi furiosi Giudeo-Cristiani lunatici.

In risposta all’invasione dei Musulmani il cosiddetto Papa indì delle crociate contro di essi, e quando i crociati europei sconfissero i Musulmani più avanzati tecnologicamente e scientificamente e conquistarono le loro terre, rinvennero gli antichi testi greci e latini, o le traduzioni in lingua araba. Avevano trovato una via per ritornare all’Europa…

Gioisci Europa! Quando tali testi presero a diffondersi nel tuo grembo la Rinascenza vide la luce. Ciò fu proprio il risultato di un’Europa che aveva ritrovato il proprio intimo essere: la filosofia pagana, la matematica, la letteratura e la scienza dell’Antichità, riportate a noi tramite gli invasori Musulmani. Trovammo il modo per ritornare a tutto ciò che era stato distrutto qui in Europa dai Giudeo-Cristiani alimentati dall’odio. Nemmeno il terrore dei Giudeo-Cristiani non fu in grado di smorzare quel fuoco che andò riaccendendosi, quel fuoco che fu alla base del risveglio dello spirito europeo.

Dal Rinascimento in avanti fino a questo preciso momento, l’Europa sta cercando di liberarsi dal giogo del Giudeo-Cristianesimo, di disfarsi delle catene mentali, spirituali e fisiche dell’ebraico culto, del Cristianesimo. Poco per volta ma con decisione noi lo rigettiamo, passo dopo passo, giorno per giorno, e ci sbarazziamo dell’odio per sè stessi, dell’autodisprezzo, dell’umiltà, dell’odio della vita che tale culto ci impose con la forza, con la violenza e con la tortura, con minacce, menzogne, malizia, e con distruzione.

Traduzione a cura di Marco Prandini

Sul Voto

Articolo originale di Varg Vikernes.

Al giorno d’oggi tutte le elezioni politiche sono delle bufale e l’interno sistema di voto altro non è che un mezzo per tenere in riga i pecoroni. Il voto, tuttavia, era qualcosa d’altro…

Un po’ di musica prima di continuare.

Il voto nell’Europa pagana non era tanto il diritto dell’elettore, quanto più il suo dovere. Non era un privilegio tanto quanto non fosse un peso. Oggi, qualunque persona che vive nel tuo paese da almeno tre anni o più e che ha compiuto almeno 18 anni può votare. La sua intelligenza, fedeltà, conoscenza, legittimità, spirito di sacrificio e legame con la terra in cui vive sono completamente irrilevanti.

In passato, tuttavia, il voto era concesso solo ai nobili che erano sposati, e prima che cominciate a farvi strane idee: la nobiltà dell’Europa pagana costituiva il 70-75% della popolazione, se non di più. Il restante 25-30% era composto da uomini liberi e da schiavi (questi ultimi non essendo veri e propri schiavi, quanto più dei servitori) — ed ovviamente, anche qualche fuorilegge.

Nobile era il nativo che possedeva una propriertà allodiale, proprietà che era in possesso della sua famiglia da molte generazioni, di solito almeno cinque, o anche per 250 anni o più. Le regole esatte in questo contesto erano diverse da un regno all’altro, e cambiavano anche nel corso del tempo.

Solo ai nobiluomini era concesso di votare, non perché le donne fossero considerate come inferiori, quanto più perché solo i nobiluomini sposati potevano votare, e si assumeva che si erano consultati con le proprie mogli e avevano da esse ricevuto dei consigli prima che ogni votazione avesse luogo. Inoltre non solo doveva essere sposato, ma doveva avere anche dei figli! Il voto che esprimeva non era solo il suo personale, ma quello della sua famiglia. Quindi : una famiglia, un voto.

L’idea era quella che solamente agli individui profondamente radicati nella nazione e a quelli con dei figli era consentito di influenzare la direzione che la nazione doveva seguire, poiché solo loro avrebbero avuto ben presente gli interessi della nazione all’atto del voto. Solo loro avrebbero avuto a cuore il futuro della nazione!

Quindi, per che cosa esattamente votavano?

Re e Regina governavano sulla terra, ossia si assicuravano che il regno, gli interessi della gente e le tradizioni venissero protette, ma ogni qual volta delle decisioni importanti dovevano essere prese, di solito in riguardo se il regno dovesse o meno entrare in guerra, ai nobili veniva chiesto di votare o contro o a favore. Solo il Re poteva richiedere che una votazione del genere avesse luogo, e l’imparziale Regina giudicava circa l’esito del voto.

La maggior parte delle volte erano i nobili a governare le proprie vite; coltivavano le loro terre e i loro interessi come giudicavano più giusto, mentre si affidavano alla figura del Re solo in casi di laeadership militare o religiosa, o per quando i nobili erano in conflitto tra di loro : il Re era un dio, ed era anche il dio della giustizia.

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Il Re era il Capo del Regno, ma ogni Nobile era il Capo della sua proprietà allodiale, e nemmeno il Re in persona poteva interferire su tale sacro diritto, e questo diritto era simboleggiato dall’Alto Seggio, noto come Öndvegi (“Il viaggio/la strada degli spiriti”) — così chiamato perché i diritti e i doveri del nobile antenato venivano trasferiti al primogenito nel momento in cui questi si sedeva sul seggio del padre defunto acquisendo così il dominio e la gestione della famiglia e della proprietà allodiale.

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Rispetto all’Europa del giorno d’oggi, quella pre-cristiana era molto diversa, sotto moltissimi aspetti, anche per quanto riguarda appunto il votare, il diritto al voto e il motivo del voto.

Io voto per un ritorno ad un’Europa europea, in cui vige la tradizione avita che siano i migliori uomini e le migliori donne a proteggerla. L’unica cosa che dovrebbe essere diversa nell’Europa del futuro è il livello di tolleranza nei confronti di influenze aliene distruttrici. A nessun uomo dovrebbe essere permesso di abbracciare le idee di persone aliene o di permettere di far crescere queste idee sulla sua proprietà allodiale.

HailaR BalðuR!

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La tolleranza è la virtù dell’uomo senza convinzioni — G.K. Chesterton
Traduzione a cura di Marco Prandini

Lo so io, fui appeso al tronco sferzato dal vento

Uno dei più grandi misteri per gli accademici che si son posti a studiare la mitologia scandinava è costituito dalle stanze dell’Hâvamâl dalla 138° alla 145°, le quali trattano di quello che è stato interpretato come l’auto-sacrificio di Odino, la sua nascita, o di come egli apprese le rune. Se avete piacere di unirvi a me in un viaggio nel passato vi darò una prospettiva dalla quale osservare ciò che realmente accadde…

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138.
Veit ek, at ek hekk
vindga meiði á
nætr allar níu,
geiri undaðr
ok gefinn Óðni,
sjalfr sjalfum mér,
á þeim meiði,
er manngi veit
hvers af rótum renn.

<<Lo so io, fui appeso
al tronco sferzato dal vento
per nove intere notti,
ferito di lancia
e consegnato a Odino,
io stesso a me stesso,
su quell’albero
che nessuno sa
dove dalle radici s’innalzi.>>

Ciò che veramente abbiamo davanti ai nostri occhi è un soggetto che, denudatosi, appende le sue vesti ai rami dell’albero sacrificale che cresce sul tumulo sepolcrale, per far sembrare come se si fosse ad essi appeso. Trafigge i suoi abiti con una lancia, nel medesimo intento. Successivamente, entra all’interno del tumulo per trovare ciò che percepisce come il suo vecchio corpo, quello che possedette in una vita precedente; finge d’essere un defunto ed è per tanto condotto da Odino nella tomba; Odino sarebbe la versione scandinava di Ermes/Mercurio, dio che accompagna i morti nel luogo del loro riposo. Per ciò vien detto che sacrifica sè stesso a sè stesso.

139.
Við hleifi mik sældu
né við hornigi;
nýsta ek niðr,
nam ek upp rúnar,
æpandi nam,
fell ek aftr þaðan.

<<Con pane non mi saziarono
né con corni mi dissetarono.
Guardai in basso,
feci salire le rune,
chiamandole lo feci,
e caddi di là.>>

Per tutto il periodo di nove giorni e nove notti necessari all’iniziazione e all’apprendimento dei segreti, le sue vesti rimangono appese all’albero. E lì rimangono per tutta la durata del processo e non saranno rimosse nè reindossate finché non avrà termine.

140.
Fimbulljóð níu
nam ek af inum frægja syni
Bölþorns, Bestlu föður,
ok ek drykk of gat
ins dýra mjaðar,
ausinn Óðreri.

<<Nove terribili incantesimi
ricevetti dall’illustre figlio
di Bǫlþorn, padre di Bestla,
e un sorso ottenni
del prezioso idromele
attinto da Óðrørir.>>

Il candidato porta con sè un ramo di vischio (= la “mala spina”, traduzione letterale di Bölþorn — N.d.T.). Questa è la chiave, il sacro oggetto che deve presentare al cospetto dell’attrice che lo sta attendendo all’interno del tumulo. E’ necessario affinchè ella gli impartisca i sacri insegnamenti. In realtà, non beve proprio nulla, invece impara i segreti, le sacre canzoni, che destano la sua mente. Si siede in silenzio ad ascoltare ciò che l’attrice ha da dirgli.

141.
Þá nam ek frævask
ok fróðr vera
ok vaxa ok vel hafask,
orð mér af orði
orðs leitaði,
verk mér af verki
verks leitaði.

<<Ecco io presi a fiorire
e diventai saggio,
a crescere e farmi possente.
Parola per me da parola
trassi con la parola,
opera per me da opera
trassi con l’opera.>>

Il candidato impara a dovere le canzoni, per tanto diviene migliore, accrescendo la sua saggezza. Acquisisce l’hamingja del suo sè precedente, quella del defunto all’interno del tumulo, divenendo quest’ultimo. Le gesta e le voci della sua vita trascorsa fanno ora parte della sua vita presente.

142.
Rúnar munt þú finna
ok ráðna stafi,
mjök stóra stafi,
mjök stinna stafi,
er fáði fimbulþulr
ok gerðu ginnregin
ok reist hroftr rögna.

<<Rune tu troverai
lettere chiare,
lettere grandi,
lettere possenti,
che dipinse il terribile vate,
che crearono i supremi numi,
che incise Hroptr degli dèi.>>

Il candidato ora è divenuto un prescelto, un uomo con hamingja. Può finalmente raccogliere gli oggetti di valore con cui il defunto fu sepolto e rivendicarli come suoi propri; queste possenti e meravigliose armi, un tempo forgiate dall’onorevole deceduto, ora sono sue.

143.
Óðinn með ásum,
en fyr alfum Dáinn,
Dvalinn ok dvergum fyrir,
Ásviðr jötnum fyrir,
ek reist sjalfr sumar.

<<Óðinn tra gli Æsir,
ma per gli Álfar Dáinn,
Dvalinn innanzi ai Dvergar,
Ásviðr innanzi ai giganti,
io stesso ne ho incisa qualcuna.>>

Tutte le onorevoli gesta del passato sono ricordate, le gesta impresse nell’hamingja. Egli è ora un uomo con hamingja, pertanto si assicurerà che le proprie gesta onorevoli vadano ad assommarsi alla lista. Anch’egli ne imprimerà alcune, in onore dei suoi avi.
144.
Veistu, hvé rísta skal?
Veistu, hvé ráða skal?
Veistu, hvé fáa skal?
Veistu, hvé freista skal?
Veistu, hvé biðja skal?
Veistu, hvé blóta skal?
Veistu, hvé senda skal?
Veistu, hvé sóa skal?
<<Tu sai come incidere?
Tu sai come interpretare?
Tu sai come dipingere?
Tu sai come provare?
Tu sai come invocare?
Tu sai come sacrificare?
Tu sai come inviare?
Tu sai come immolare?>>
Il prescelto ha ora imparato a scrivere i segreti, a leggerli, a dipingerli, a provarli, ad invocarli, a sacrificarli, ad inviarli, ad usarli (immolarli).
145.
Betra er óbeðit
en sé ofblótit,
ey sér til gildis gjöf;
betra er ósent
en sé ofsóit.
Svá Þundr of reist
fyr þjóða rök,
þar hann upp of reis,
er hann aftr of kom.
<<È meglio non essere invocato
che ricevere troppi sacrifici:
un dono è sempre per un compenso.
È meglio essere senza offerte
che ricevere troppe immolazioni.
Così Þundr incise
prima della storia dei popoli;
poi egli si levò su
da dove era venuto.>>
Conclude dando alcuni consigli a quelli che verranno dopo di lui, su come padroneggiare i poteri che gli furono insegnati nel profondo del sepolcro, consigli che egli stesso diede in una vita da molto tempo trascorsa, prima che facesse ritorno in questo mondo. La sua mente si mantenne, e risorse dalla tomba alla vita sacrificando sè stesso a sè stesso — per divenire sè stesso. Di nuovo.
Quindi, per concludere, queste stanze dell’Hâvamâl hanno a che fare sempre con la stessa storia, quella che conosciamo da <<Sorcery and Religion in Ancient Scandinavia>>. E’ una descrizione del più importante rito di passaggio europeo, di come un individuo privo di hamingja possa diventarne uno che ne è invece provvisto. Si descrive come un uomo possa divenire un dio, connettendosi all’hamingja di quelli che vissero prima di lui, e continuando ad aggiungervi del potere egli stesso, compiendo gesta onorevoli in vita.
Potete leggere un migliaio di libri scritti dai così detti accademici e non imparare nulla, o potete dare ascolto al vostro sangue, alla voce dei vostri antenati, alla vostra intuizione e capirete il tutto in una frazione di secondo.
HailaR WôðanaR!
Traduzione a cura di Marco Prandini

Il Medio Evo Più Oscuro

La prima parte del Medio Evo, cioè il periodo successivo alla caduta dell’Impero Romano e originalmente tutto il periodo fino al Rinascimento nel XIV secolo, è nota col nome di Secoli Bui; è un periodo caratterizzato da oscurità intellettuale, una quasi-completa mancanza di letteratura Latina (in particolare, per la prima metà dei Secoli Bui), una mancanza di storia contemporanea scritta, un declino demografico generale, una limitata attività edilizia e, in generale, limitati sviluppi e conquiste culturali.

Ciò che Wikipedia e altre fonti dimenticano di dirci è che il Medio Evo è una diretta conseguenza della cristianizzazione dell’Europa. Ciò che fu un’Epoca di Luce, l’Antichità Classica, completamente dominata dal Paganesimo, divenne un’Epoca Oscura nel momento in cui il Cristianesimo si diffuse in Europa come la peste.

Ma si diffuse realmente? Dall’Età Vichinga in avanti abbiamo numerose fonti di come cristianizzarono l’Europa. In Norvegia ciò avvenne prevalentemente mediante torture, rapimenti, minacce e omicidi. Il Cristiano versò metallo fuso giù per la gola del Pagano, lo bruciò vivo, lo torturò con delle pinze incandescenti, e così via. Cosa ci dovrebbe far credere che i secoli precedenti debbano essere stati diversi? Perché dovremmo fidarci del fatto che una quasi completa mancanza di storia scritta nei secoli precedenti non sia altro che una prova del fatto che i Cristiani non vollero che si fosse scoperto in futuro ciò che accadde? Del fatto che non ci vollero raccontare come il Cristianesimo si diffuse per tutta Europa? Vogliono darci a credere che il Cristianesimo si diffuse perché era la vera religione, poiché ciò è quel che gli Europei videro e per tanto accettarono con piacere. No, non lo accettarono! I mezzi meno violenti impiegati per diffondere la piaga ebraica furono la corruzione e i matrimoni misti. I più comuni, minaccia e violenza. L’Europa non volle questo non senso ebraico!

E – ahinoi! – l’Europa cadde vittima di questo terrore ebraico, e per tal motivo s’inabissò in un’oscurità intellettuale e spirituale che durò un migliaio d’anni, dalla quale si risollevò solo parzialmente con il Rinascimento. Il Rinascimento fu, come tutti sappiamo, un ritorno al Paganesimo, al Paganesimo nell’arte, nella filosofia, nella mitologia e in tutto ciò che è europeo.

Arte rinascimentale ad opera di Alessandro Botticelli, “La Nascita di Venere” e “La Primavera”

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I primi Cristiani, ossia gli Ebrei, fecero in Europa la stessa cosa che fecero in Egitto. Bruciarono le librerie. Bruciarono, distrussero e gettarono in mare quanta più cultura poterono. Fecero di tutto per distruggere l’Europa! Bruciarono pure gli Europei che a ciò si opponevano. Tutti i nostri sapienti furono assassinati. Tutti i nostri idoli abbattuti. Uomini e donne costretti ad andare in chiesa ogni Domenica sotto minacce di tortura e di morte — ed eterna sofferenza. La nostra economia fu devastata. Infine, gli Ebrei cercarono anche di sterminare gli Europei stessi, per mezzo della Morte Nera (rif. alla Peste Nera — N.d.T.), un deliberato attacco biologico all’Europa.

Lo spirito europeo è forte, il nostro sangue ancor di più, per questo ci liberammo da queste catene ebraiche ed ebbimo il nostro Rinascimento. Gli Ebrei fallirono ancora. Sempre falliscono. Sono dei falliti di natura.

Ora, se oggi i Tedeschi possono essere considerati responsabili di ciò che, si dice, i Nazionalsocialisti fecero un paio di generazioni fa agli Ebrei, allora gli Ebrei e i Cristiani potrebbero certamente considerarsi responsabili di ciò che fecero contro noi Europei qualche generazione fa. Gli Ebrei di oggi, i Cristiani d’oggi, non sono responsabili di ciò che fecero i loro antenati, ma nemmeno i Tedeschi di oggi possono dirsi responsabili per ciò di cui i loro antenati furono accusati. Tuttavia sono costretti a pagare ingenti somme (miliardi di Euro ogni anno!) allo Stato di Israele e a privati cittadini Ebrei in qualità di <<compensazione>> per i presunti (e spesso smentiti) crimini dei loro antenati.

Per cui, care Signore e cari Signori di stirpe europea, dobbiamo fare altrettanto; gli Ebrei, lo Stato Vaticano, la Chiesa in ogni Stato europeo deve pagare delle compensazioni per tutti i crimini che loro hanno compiuto contro di noi e contro i nostri antenati! Contro l’Europa! Devono pagare per la distruzione di ogni singolo tempio Pagano in Europa, per ogni singolo Europeo assassinato in nome del Cristianesimo e di altre forme di Ebraismo! Devono pagare per ogni opera d’arte andata distrutta! Devono pagare per le centinaia di milioni di Europei che furono uccisi a causa della religione satanica ebraica. E devono pagare adesso! Devono pagare a tutte le organizzazioni Pagane e anche ad ogni singolo Pagano Europeo, il quale sicuramente ebbe delle perdite nelle sue famiglie lontane a causa di ciò, proprio come i Tedeschi furono costretti a pagare risarcimenti allo stato di Israele e a singoli Ebrei.

Io non ho possibilità economiche, ma se qualsiasi avvocato là fuori fosse disposto a sostenere questa causa, per favore mi contatti.
E’ giunto ora il tempo per gli Ebrei di sentire realmente la paura; ci riapproprieremo dell’oro che hanno accumulato nel corso di secoli di furti e rapine in territorio europeo! Ci riprenderemo ciò che è nostro.
Traduzione a cura di Marco Prandini

Nuove Traduzioni di Articoli Dimenticati

Tre anni orsono : l’epilogo di questo blog. Cessò la pubblicazione degli articoli tradotti da Thulean Perspective. Il tutto si concluse con il rimando al documentario ForeBears, trasposizione filmografica del Culto dell’Orso come elaborato da Madame Cachet e da Monsieur Vikernes. Poi, il cambio di piattaforma, da WordPress a YouTube. Con un cambio di realtà non da tutti digerito, la Prospettiva Thuleana subisce una deriva verso altri lidi e verso nuovi orizzonti. Senza voler esprimere giudizi sull’aver preso questa nuova china, ci limiteremo solo a dire che noi facciamo parte di quella fetta di audience non del tutto soddisfatta di questo cambio, che non ne sentiva l’esigenza, e che l’ha recepita come un calo della qualità degli argomenti trattati e conseguentemente del nuovo pubblico. Per quanto la vena politica, attualistica e globale fosse già presente in diversi articoli dell’autore, il focus era prevalentemente incentrato sui miti, sulle tradizioni e la storia d’Europa. Così Thulean Perspective nacque, e di tale fiamma anche noi ardemmo e ci facemmo portatori. Su questa scia va inquadrato ciò che stiamo per fare : tradurre una ulteriore serie di articoli rimasti a prendere polvere nel dimenticatoio del tempo, non tanto per completamento o per un pareggiamento con la loro versione originale inglese (per altro drasticamente decurtata), quanto per tributare i dovuti onori ad un pensiero che sin dalla sua origine ci spinse a fare ciò che abbiamo fatto con questo blog. Sono articoli fondamentali : tralasciarli avrebbe significato una mancanza di cui non avremmo potuto perdonarci la leggerezza.
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Ad maiora!
Lo Staff di TP Italia

Vi presentiamo due nuovi Blog

Varg non pubblica più nulla su TP perché troppo preso con YouTube?

Avete letto tutti gli articoli di questo blog e non sapete più dove girarvi?

Vi mancano i bei tempi in cui sfornavamo traduzioni al ritmo di un panettiere di Voghera sotto le feste?

Ebbene, se soddisfate almeno una di queste condizioni allora vi esortiamo a non disperare. I tempi sono cambiati, e noi con essi : la nostra passione per la Mitologia Europea ci ha spinto a creare nuove realtà, più personali e modellate sulle caratteristiche di ognuno, con le quali vogliamo continuare un lavoro che si è interrotto circa tre primavere addietro : trasmettere l’interesse e la passione per le mitologie e le culture europee, riscoprire e coltivare le nostre tradizioni, riportare alla luce la saggezza dei nostri avi in barba al nichilismo e al materialismo che governano questi tempi degenerati a cui l’Uomo della Tradizione non soggiace.

No, non ci saranno altre, nuove traduzioni. Ispirati dai grandi classici e dai lavori dell’ultimo secolo, presentiamo a Voi, pubblico lettore, due nuovi progetti contenenti i nostri sforzi, i nostri ragionamenti, le nostre elaborazioni sugli argomenti che ci stanno più a cuore :

Ancestor’s Voice, gestito da Fabio, ed Eco Dei Primordi, gestito da Marco. Il primo, sebbene in Inglese, è avviato da tempo e vi offre già moltissimi contenuti di qualità; il secondo, in Italiano, è neonato, associato ad un canale YouTube, dove Marco ad ogni video abbinerà un articolo più specifico e dettagliato.

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Ad eundum quo nemo ante iit
(Andare coraggiosamente dove nessuno mai ha messo piede)

La Raccolta dei Fiori

Della musica.

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Come potrete capire sono stanco di combattere contro questo maremoto d’ignoranza. E’ uno spreco di tempo e di energie. I meritevoli di essere salvati possono salvarsi da soli. Quindi lasciamoli stare. Il resto merita di morire in ogni caso. Non serve a nulla cercare di salvarli.

Farò un passo a lato, mi arrampicherò per quella collina e lì aspetterò finché il maremoto al di sotto distruggerà questa “civiltà” e chiunque si trovi sulla sua strada.

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Nel frattempo mi concentrerò sul mio lavoro con MYFAROG e Burzum, mi godrò la vita con i miei amici e la mia famiglia, e mi preparerò per ciò che sta per arrivare.

Forse un giorno ci incontreremo di nuovo, quando quelli di noi che sopravviveranno ritorneranno, dai nostri sicuri paradisi sulle colline, nelle foreste e tra le montagne. Raccoglieremo le tavolette dorate, dal prato, quelle che gli antichi possedevano, e costruiremo un nuovo mondo migliore – ad immagine del Mondo Antico.

Addio, e buona fortuna a tutti voi. HailaR WôðanaR!

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Traduzione a cura di Marco Prandini

A Proposito del Domani

Post originale di Varg Vikernes

Prima di tutto un po’ di musica per creare l’atmosfera.

Già sappiamo di vivere in un mondo che non sta camminando, ma sta correndo volentierosamente nell’abisso, fatto di beni di consumo ed intrattenimento.

Quindi, come possiamo cavarcela, fare la cosa giusta e sopravvivere – quando la feccia dell’umanità (i.e. la stragrande maggioranza…) salta giù da quello strapiombo e si schianta sulle appuntite rocce al di sotto?

Una delle proprietà più importanti che abbiamo è il nostro sangue. Se tutto il resto fallisce, in realtà non importa fintanto che il nostro sangue rimane intatto. Potreste pensare che io stia parlando di purità razziale, e di sicuro è ciò che sto facendo, ma in realtà mi riferisco principalmente alla qualità individuale dell’uomo. Se il mondo sta andando in malora potresti anche cavartela in ogni caso, se possiedi una mente acuta ed una buona salute – ed un altrettanto salutare compagno che potrà generare o dare alla luce dei figli altrettanto in salute.

Una buona salute si ottiene con:

I. Non prendere alcun vaccino. Servono solo ad abbassare il tuo sistema immunitario e ti lasciano guastato.

II. Non mangiare cibi che hanno conservanti, coloranti a base di alluminio o che presentano altri veleni. Per quanto ti sia possibile, compra il cibo direttamente dal produttore – e compra solo presso delle piccole fattorie ecologiche. Non mangiare mai cibo prodotto industrialmente.

III. Usa il tuo corpo secondo la volontà della natura. Non fare sollevamento pesi: piuttosto lavora e cammina molto. Se desideri allenarti usa il tuo corpo come peso: flessioni, trazioni, squat, etc.

IV. Non circondarti di troppi oggetti in plastica o mura pitturate. Inquinano l’aria che respiri…

V. Vivi in una casa di legno massiccio o pietre naturali. La colla (che si trova in molti altri materiali) inquina l’aria che respiri…

VI. Vivi in un ambiente rurale dove non vengano usato troppi pesticidi.

VII. Vivi una vita semplice, con il minor numero possibile di “migliorie” moderne.

Una mente acuta si ottiene con:

I. Stai alla larga dalla scuola e spegni la TV (meglio ancora: buttala in un bidone della spazzatura, che è dove appartiene). Ignora qualsiasi cosa il governo ti dica di fare, o meglio: fai l’opposto! Non sono più nostri amici.

II. Stai alla larga dalle università. Sono campi di indottrinamento progettati per rimuovere l’ultimo briciolo di resistenza che potresti avere nei confronti delle loro bugie, dopo tutto quel tempo trascorso a scuola.

III. Leggi degli Stoici, ed impara a comprendere lo Stoicismo.

IV. Scegli sempre la strada più difficile per raggiungere un obbiettivo: imparerai di più così facendo.

V. Vivi in un posto in cui puoi vedere le stelle la notte.

VI. Sii autodidatta quando puoi (e puoi farlo per la maggior parte del tempo!).

VII. Conosci il tuo genere (sessuale – NdT) e non cercare di essere ciò che non sei (e tutte/i le/i femministe/i dovrebbero leggere questo consiglio almento un paio di volte…)

Come ottenere dei figli degni della vita:

I. Trovati un/a compagno/a che ti assomigli (i.e. che sia della stessa sotto-specie).

II. Trovati un/a compagno/a che abbia dei denti naturalmente (!) in buone condizioni, una pelle naturalmente bella, e dei capelli naturalmente belli. I denti, la pelle ed i capelli dicono molto sulla saluta generale di una persona e quindi anche del suo corredo genetico.

III. Trovati una moglie che non prenda la pillola:  la pillola rovina la sua abilità di comunicare se sei un buon compagno per lei o meno (i.e. una buona accoppiata geneticamente parlando). Le donne sotto l’effetto della pillola sono sostanzialmente come dei pipistrelli privi del loro radar. Non hanno alcuna idea (di chi scegliere come compagno – NdT) e più volte si “imbattono” con chiunque… (*yuk*) Se sei una donna smetti di prendere la pillola il prima possibile – e se non lo fai, significa che appartieni alla folla di gente che corre verso il baratro!

IV. Trovati un/a compagno/a che abbia un buon odore naturale. Se così fosse, significa che siete una buona coppia (dal punto di vista genetico). NB! Ciò non funziona per le donne sotto l’effetto della pillola o che utilizzano simili prevenzioni. Vedi il punto III.

V. Se sei uomo, trovati una bella femminile moglie, se sei una donna, trovati un uomo mascolino, coraggioso e forte.

Avrei potuto aggiungere dell’altro alla lista, ma penso di aver ben reso l’idea.

Adesso, mentre stiamo parlando, la maggior parte dell’umanità sta andando in malora, ok, lasciateli stare… solo assicuratevi che voi non li seguiate. Qualunque cosa il resto dell’umanità faccia non ha affatto importanza. Lasciateli stare. Se vogliono vivere nella fogna, in anguste gabbie con tutti i tipi di creature, allora va bene: lasciateli stare. Assicuratevi solo di non fare la stessa cosa! Dovete solo assicurarvi di non esporvi alla stessa cosa! Se vogliono degradare se stessi e trasformare il loro genere in deboli esseri sub-umani, bene: lasciateli stare! Assicuratevi soltanto di fare l’opposto! Se vogliono diventare o rimanere del bestiame umano, bene: lasciateli stare! Assicuratevi soltanto di non diventarlo (o rimanerlo) anche voi.

Il Futuro della Maggioranza Europea:

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PS. Non preoccupatevi, non sopravviveranno all’incombente collasso della civiltà. Aspettatevi di trovare le loro ossa impilate tra le rovine, quelle che una volta erano città…

La sporcizia del nostro mondo ci travolgerà come un’onda di un maremoto, e possiamo combatterla se vogliamo, ma se lo facessimo perderemmo. L’onda semplicemente ci spezzerebbe, ci schiaccerebbe e ci distruggerebbe, prima di portare con sè i nostri corpi senza vita nel biblico e vasto mare della degenerazione, da dove è venuto. Invece, dovremmo semplicemente spostarci e lasciare che travolga chi non fa altrettanto. Dovremmo invece salire su in collina, e starcene lì finché tutto non sarà finito. Rimarrano soltanto delle rovine lì sotto, e devastazione causata dall’impatto dell’onda, e allora? Abbiamo il nostro sangue Europeo intatto e possiamo ricominciare da capo in ogni momento. Nessun problema. Non verserò una lacrima per questa Sodoma moderna. Il mondo sarà un posto migliore quando cadrà. *spit*

HailaR WôðanaR!

Il Futuro della Minoranza Europea (i.e. i Sopravvissuti all’incombente Collasso della Civiltà)!2-romes-enemies-ii-gallic-and-british-celts1-preview

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Traduzione a cura di Marco Prandini

A Proposito Della Morte

E’ difficile liberarsi da della musica. Ti segue per un certo periodo di tempo.

Le foglie stanno cadendo dagli alberi. Il vento sta soffiando. La pioggia sta cadendo. La Madre Terra sta morendo… di nuovo.

Questo accade ogni anno, lo sappiamo. Anche i nostri antenati lo sapevano. Accade al giorno – quando la notte diventa il sorgere del Sole, giorno, e poi tramonto. Accade alla Luna – con l’eclisse lunare che si trasforma in Luna crescente, poi Luna piena ed infine Luna calante. Accade al mese – con la prima settimana comincia la settimana della reincarnazione, la seconda settimana è quella della nascita, la terza quella della vita e della morte. Accade all’anno – l’Inverno è la stagione della reincarnazione, la Primavera quella della rinascita, l’Estate quella della vita e l’Autunno quella della morte. Accade anche all’uomo – l’uomo che è un elfo (i.e. un bianco spirito del nobile defunto) nel reame della morte (il tumulo sepolcrale), che nasce, che vive e che muore di nuovo.

Tutte le potenze dell’universo affrontano questo processo, alcune più velocemente di altre, alcune in scala più grande rispetto alle altre, certamente, ma tutte quante lo fanno. Anche i pianeti. Anche il sistema solare e le galassie. Tutte quante, hanno una vita.

Così, questo accade anche a tutte le divinità Europee. Vengono rinnovate e ritornano migliori di quanto fossero prima di morire: così come vivono, deperiscono e successivamente muoiono – proprio come l’uomo. Solo ciò che è buono ritorna, ma questo buono viene corrotto col tempo e deve quindi essere rinnovato. Più e più volte.

Non c’è una fine a tutto ciò. E nemmeno un inizio. Nessuna “creazione” e nessun “Armageddon”. E’ così da sempre e sarà sempre così. Il Ragnarok è solo un rinnovamento di tutto il bene che c’è nel nostro mondo. Viviamo eternamente, ed il “tempo” è solo un’illusione: una forma che ha l’uomo per comprendere questa eternità.

Quando Madre Terra muore l’uomo può raccogliere: per esempio, funghi commestibili cominciano a crescere sul terreno marciscente della foresta, e le castagne cadono dai castagni. La morte di un’entità è sempre la vita di un’altra.

Io sono un uomo, intrappolato in quest’eternità, incapace di vederla nella sua complessità, così mi avventuro nella foresta morente e raccolgo, cosìda poter mangiare e quindi continuare a vivere per un po’ di tempo. Forse, ad un certo punto, capirò all’improvviso il motivo per cui sono qui, trovando un significato al tutto. Forse accadrà quando morirò – e per tanto sceglierò di ritornare nuovamente alla vita. Di nuovo, e di nuovo, e di nuovo.

Forse la scintilla che è in me, che mi dona la vita, diventa più forte man mano che vivo, e nutre le divinità quando muoio.

HailaR Erþô! HailaR WôðanaR!

Il raccolto di castagne dopo un quarto d’ora di raccolta nella foresta a circa 50 metri dalla nostra proprietà:

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Traduzione a cura di Marco Prandini