Epilogo

Un po’ di musica, la più adatta…
Il nome di Varg Vikernes è fin troppo spesso associato ad un passato fin troppo decantato e su cui si è spesso speculato senza aver coscienza delle parole di cui ci si fa dicitori. Meraviglia? Nessuna. Vulgus veritatis pessimus interpres, diceva Seneca : il popolo è il peggior interprete della verità.

Con questo lavoro abbiamo piuttosto voluto far conoscere l’aspetto a nostro avviso più interessante di questa carismatica personalità, ovvero l’innegabile passione per la cultura dei propri avi e l’impresa erculea dello scalfire le incrostazioni delle maleprospettive e delle tendenziosità del mondo accademico e della cultura ufficiale ammorbanti molti aspetti del passato europeo, storico, preistorico e religioso.

Odalismo è il nome che è stato scelto per riassumere lo spirito di questa realtà. La runa oþalan ne assurge ad emblema a ragion veduta, evocando l’appartenenza ad un sangue e ad un suolo, Blôð auk Ôðal.
Salvo aggiornamenti di rilievo, queste sono le ultime parole che leggerete su questo sito. La nostra opera di traduzione si è definitivamente conclusa. Dal canto nostro, sappiamo di aver contribuito positivamente a diffondere un importante messaggio, facendo eco ad una voce diffusa in diverse lingue oltre alla nostra.

Anche se uno, uno soltanto dei nostri connazionali fosse stato raggiunto dall’interesse che abbiamo voluto trasmettere con questo lavoro, potremmo dirci contenti e soddisfatti. Confidiamo di aver tributato i dovuti onori al lavoro culturale di Varg Vikernes svoltosi in questi anni. E’ stato il minimo che potevamo fare per sdebitarci.

Ufficialmente, siam giunti alla fine d’un’epoca. Ma il tramonto di un orizzonte è l’alba di un altro. Non siamo continuatori su questa stessa linea, ma da questa esperienza siamo usciti con qualcosa di più rispetto a quando ci eravamo imbarcati in questo progetto. Due realtà personali, che tuttavia non disconoscono l’origine che le ispirò in primo luogo. D’altronde, è da una scintilla che nasce un fuoco.

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HailaR WôðanaR!
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Ad Maiora!

I Secoli Bui

Secoli Bui è un termine utilizzato per descrivere il periodo compreso tra la caduta dell’Impero Romano e la Rinascenza. E’ così chiamato in quanto “è caratterizzato da una relativa scarsità di fonti scritte, storiche o di altra natura, quantomeno per alcune aree d’Europa, rendendolo oscuro per gli storici”. Possiamo inoltre leggere che : “il concetto di Secoli Bui ebbe origine con Francesco Petrarca negli anni ’30 del XIV secolo, e fu originariamente inteso come un’estesa critica al carattere della tarda letteratura latina. Petrarca considerò come “oscuri” i secoli che seguirono il periodo romano paragonati allo splendore dell’antichità classica. Più tardi gli storici ampliarono il termine per riferirsi al periodo di transizione tra l’epoca romana e l’Alto Medioevo (XI – XIII secolo circa), includendovi la mancanza di letteratura latina e una mancanza di storiografia contemporanea, un generale declino demografico, limitata attività costruttiva in ambito edilizio ed urbanistico, e scarsi innovamenti culturali in genere. Successivamente, storici e scrittori si appropriarono di questo concetto, e anche a livello di cultura popolare esso si espanse ulteriormente fino a ritrarre il Medioevo come un periodo di arretratezza, ampliandone l’accezione peggiorativa e la portata.”

Come sappiamo, la caduta di Roma avvenne poco dopo l’introduzione del Giudeo-Cristianesimo come culto ufficiale dell’Impero, e sappiamo oltretutto che la Rinascenza fu una rinascita della cultura pagana (cioè, europea), dei suoi ideali, della sua filosofia, della sua scienza e dei suoi valori che, a partire dal XIV secolo cominciarono a fare ritorno in Europa dal mondo musulmano tramite Crociati e invasori musulmani. A differenza dei giudeo-cristiani, i quali rasero al suolo qualsiasi realtà pagana con cui venissero in contatto, i musulmani mantennero e conservarono buona parte della letteratura europea che incontrarono.

Ci si riferisce ai primi Secoli Bui come ad un periodo migratorio, durante il quale si mobilitarono diverse tribù europee : primi gli Unni, i Goti, i Vandali, i Sassoni, gli Juti, gli Angli ed altre tribù germaniche, a seguire gli Slavi ed altri ancora. A detta della storia, furono obbligati a migrare a causa di altre tribù. Nonostante tutto, la storia non dice poi molto circa il motivo della venuta in essere di questo periodo migratorio, del perché le prime tribù si spostarono, costringendo le altre a fare la stessa cosa. Sappiamo però il motivo per cui gli Scandinavi presero a muoversi durante l’Epoca Vichinga, e sappiamo che non furono spinti a farlo a causa di altre tribù in movimento. Iniziarono a spostarsi a causa delle aggressioni dei Giudeo-Cristiani nel Sud. Già, è interessante notare che queste “migrazioni” ben combaciano soltanto con la diffusione del Giudeo-Cristianesimo in Europa… Successivamente alla cristianizzazione dell’Europa meridionale, la diffusione del Giudeo-Cristianesimo coinvolse prima l’Europa occidentale e poi quella dell’Est, per ultimo quella del Nord. Ovunque giungesse, le tribù iniziavano a “migrare”.

Piuttosto che dirci ciò che avvenne in questo periodo di “declino demografico”, gli storici oggi affermano — con sicurezza — che non ne sappiamo abbastanza. D’altronde sono i Secoli Bui…

Tutto ciò si rivela conveniente per i Giudeo-Cristiani, i cui storici sostanzialmente dicono : “Il Giudeo-Cristianesimo crebbe nell’Impero romano nonostante le crudeli ed ingiuste persecuzioni degli imperatori, poi l’Imperò crollò (a causa delle pressioni esercitate dalle invasioni barbariche, bisogna dire : non per causa del dirompente lavorio criminale e distruttivo dei Giudeo-Cristiani all’interno dell’Impero…) e dopo un paio di secoli di buio storico, di cui non sappiamo molto, la maggior parte dell’Europa ne uscì cristianizzata.”

Abbiamo delle fonti che ci raccontano della violenta resistenza opposta alla cristianizzazione da parte di Romani, Scandinavi, Balti e Finni, ma opportunamente non abbiamo fonti che ci descrivano come gli altri Europei reagirono (anche se ci dicono di credere nel fatto che venissero semplicemente convertiti… perché il messaggio di Gesù è così vero e convincente, ovviamente). Sappiamo solo che iniziarono a “migrare” e che ci fu un “calo demografico” nell’Europa del tempo. E quando si riprese a scrivere la storia, erano tutti Giudeo-Cristiani. Halleluja!

Sigh.

Lasciate che vi dica cosa penso sia successo. I Giudeo-Cristiani distrussero l’Impero romano dall’interno, e mentre ciò avveniva, le genti “barbare” d’Europa presero a difendersi dal veleno giudeo-cristiano proveniente dall’Impero romano in decadenza, attaccando l’Impero stesso — proprio come gli Scandinavi si difesero dal medesimo veleno qualche secolo dopo, nell’Età Vichinga, attaccando prevalentemente i monasteri sparsi per l’Europa.

La conversione degli Europei avvenne — così come descritta nelle fonti scandinave della più tarda Età Vichinga — per mezzo di minacce, violenza, tortura, rapimenti e omicidi. I Giudeo-Cristiani operarono come i più spietati, violenti e crudeli mafiosi, con il Papa ed il Gran Patriarca in qualità di padrini, ed ottennero potere allo stesso modo in cui oggi ne guadagnano le organizzazioni criminali.

Tutto ciò ebbe come conseguenza la migrazione di diverse tribù, che lasciarono il proprio territorio nel tentativo di scampare ai Giudeo-Cristiani. Così Sassoni, Juti, Angli, Belga, etc. fuggirono verso terre pagane, le Isole Britanniche. Altri invece caricarono, e saccheggiarono Roma (di nuovo…). Altri invece si spostarono fuori dalle frontiere europee, come i Vandali.

Quando i Giudeo-Cristiani arrivarono in Scandinavia, poco prima dell’Età Vichinga, fu proprio questa la ragione per l’improvvisa attività “vichinga”, e solo successivamente si ebbe l’Età Vichinga, e molti da lì fuggirono, chi in Irlanda, chi in Scozia, chi in Islanda e chi addirittura nelle Americhe, o comunque dove i Giudeo-Cristiani erano deboli o non avevano alcun potere, oppure assaltarono i monasteri da dove provenivano questi terroristi, abbattendoli come i criminali genocidi quali erano.

Sì, penso che il “calo demografico” in Europa dal 400 all’800 fu il risultato di un genocidio perpetrato ad opera dei Giudeo-Cristiani. Terrorizzavano e uccidevano Europei in massa, uomini e donne, vecchi e giovani, ragazzi e ragazze, e pure bambini — e non siamo al corrente di ciò per il fatto che, convenientemente, occultarono ciò che accadde in 400 anni di storia, cancellandone ogni storiografia. E potevano farlo : essi stessi scrivevano questa storia, erano loro che custodivano i libri, nei loro monasteri. Disfarsene non sarebbe stato affatto un problema. E così fecero (e continuano a farlo tuttora, anche con gli accadimenti storici a cui noi stessi abbiamo potuto assistere poiché avvenuti nel corso della nostra vita : cancellano oppure riscrivono la storia così come a loro conviene).

Per noi resta solo un’epoca oscura, di cui non sappiamo niente in proposito, e dovremmo pure credere che l’Europa finì per accettare il Giudeo-Cristianesimo ben volentieri, senza resistenze. Nei libri si condensa l’Età Vichinga come un periodo frutto del “barbarismo” e della “aggressività pagana” degli Scandinavi, e che la resistenza romana fu semplicemente assurda e solo frutto di ignoranza. “Accusarono i Giudeo-Cristiani perfino di cannibalismo, ha ha ha”. Ridicolo, non è vero?

La bruta realtà è invece che, a detta dei moderni scienziati (inclusi archeologi), all’Europa dopo il processo di cristianizzazione e prima della Rinascenza ci si riferisce come segue : “un generale declino demografico, limitata attività costruttiva in ambito edilizio ed urbanistico, e scarsi innovamenti culturali in genere”. Tali i frutti del Giudeo-Cristianesimo. Prima di esso, l’Europa era prospera, scientificamente avanzata, edotta, salubre, progredita nell’ambito spirituale, culturale ed artistico, e tutto ciò fece ritorno in Europa con la Rinascenza, l’inizio della fine del Giudeo-Cristianesimo in Europa, quando essa riprese a muoversi verso le proprie radici. Essa cominciò il lungo percorso che doveva riportarla a vivere, dopo aver sofferto dell’oscurità giudeo-cristiana per così tanto tempo.

Traduzione a cura di Marco Prandini

Su ‘Babbo Natale’ e il Periodo Natalizio

Halloween, la notte dei santi, è la notte in cui comincia l’iniziazione dei bambini! Nel mondo pagano, i bambini non erano considerati come reali esseri umani fino al superamento di questo rituale. Nemmeno un nome vero gli veniva dato prima di questo momento! Per poter divenire un vero uomo, ogni bambino doveva affrontare questo pauroso, periglioso e difficoltoso rituale. Dovevano superare il timore della tenebra, o dell’orso, dei morti e dell’ignoto — e dovevano anche badare a sè stessi per un lungo periodo di tempo.

Il rituale ha inizio con la discesa nel mondo sotterraneo, nel mondo dei morti; tipicamente una grotta o il cavo di un albero o, successivamente, l’interno di un tumulo sepolcrale. Lì sarebbero stati rinvenuti i resti del defunto dal quale il candidato al rito avrebbe voluto prendere il nome; il defunto che lui stesso avrebbe voluto diventare.

Egli stesso sceglieva chi diventare, e naturalmente solo gli uomini onorevoli venivano scelti per questa rinascita. Maggiore l’onore, maggiore la fama postuma della persona, maggiori le possibilità di essere scelto. Più avanti l’uomo iniziò a portare con sè nella tomba le proprie ricchezze, non solo il proprio nome, per assicurarsi che ne avrebbero goduto anche nella vita successiva (o forse per aumentare le possibilità di essere scelti per la rinascita…). E sì; i bambini entravano nei sepolcri, trovavano questi oggetti di valore e lì portavano con loro nel mondo dei vivi. Li consegnavano al Mago, in questa maniera mostrando in qualità di quale antenato rinascere.

Questo comunque era solo il principio dell’iniziazione, e il Mago custodiva questi oggetti di valore fino alla notte di Natale — quando TîwaR (Týr), l’onorevole, (ri)nasce!

Fra Halloween e la Vigilia di Natale i bambini in questione affrontavano diverse prove, di cui non parlerò in questa sede, finché alla Vigilia, quelli che le avevano superate con successo facevano ritorno alle rispettive famiglie — nottetempo, scortati dal Mago. Dunque gli “elfi”, ossia gli spiriti degli onorevoli defunti, facevano la loro visita la notte di Natale. Naturalmente, i bambini erano spesso molto affamati, dopo aver trascorso così tanto tempo per conto proprio, per tanto i loro genitori disponevano del cibo in soggiorno alla Vigilia di Natale : una scodella di zuppa d’avena, magari? Successivamente, a seguito della cristianizzazione, questa usanza si rivelò troppo pagana per chi aveva il potere all’epoca, e i Pagani (cioè, la gente…) dovettero spostare questo pasto per il ritorno dei morti — per i piccoli “goblin” come venivano chiamati dai Cristiani — dalla casa alla stalla. Infine, i bambini rinascevano nelle vesti degli antenati che ciascuno aveva scelto nel sepolcro. A questo punto il Mago consegnava loro gli oggetti di valore che essi avevano raccolto dai sepolcri; poiché a questo punto i bambini erano rinati in qualità dei defunti al loro interno, e questi oggetti erano pertanto di loro proprietà. In sostanza riacquisivano ciò che si erano portati nella tomba al momento della fine dell’ultima vita.

Tuttavia, non tutti i bambini superavano queste prove. Non erano forti abbastanza e così perivano prima dell’arrivo della notte di Natale, e a questi bambini “cattivi” venivano semplicemente date delle ceneri provenienti dal sepolcro. Questi rimanevano bambini, e avrebbero dovuto cercare di farsi un nome per conto loro affrontando nuovamente le prove rituali al successivo Halloween. Poi, il Mago riportava nella tomba gli oggetti del defunto che non era andato ad incarnarsi, ovvero li lasciava all’ingresso di questa.

I bambini che superavano queste prove invece ricevevano un nome, un vero nome, e così facevano visita di casa in casa, a salutare i propri vicini e a presentarsi con i loro nuovi nomi. Per questo noi chiamiamo quest’usanza “julebukk” (inchino di Natale); educatamente si inchinavano e si presentavano, dopo essere (ri)nati alla Vigilia di Natale.

Il motivo che più mi preme nel portare alla vostra attenzione questo argomento è l’avvicinarsi del periodo natalizio, e come si sa, ogni singolo anno si sentono farneticare Cristiani, Atei e quant’altri a proposito delle celebrazioni natalizie, del perché abbiamo un Babbo Natale, del perché i bambini buoni ricevono dei regali, dei goblin che mangiano il porridge nella stalla e chi più ne ha, più ne metta. La loro ignoranza è estrema, la loro volontà di diffondere falsità ancor di più, e ho pensato che valesse la pena scrivere due righe per mettere in chiaro quello di cui si sta parlando realmente quando ci si riferisce a queste tradizioni.

Possiamo combattere i nemici della nostra cultura e delle nostre tradizioni con ogni sorta di mezzo, anche se personalmente credo che il migliore sia semplicemente quello di far notare alla gente l’ovvia verità, per tanto scacciando la loro oscurità con la luce.

HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Marco Prandini

Divinità Reali

I nostri progenitori non credevano negli “dèi” nell’accezione in cui noi oggi concepiamo tale termine. Il termine “dio” in inglese (god — NdT) è un termine di derivazione anglo-sassone il cui significato originario è “buono” (good — NdT), “buona cosa”, “buon gesto”, “beneficio”, “bontà” o “benessere”. Il termine “dèi” (gods — NdT) era utilizzato per rivolgersi agli spiriti della natura, quelli buoni e benefici, mentre per riferirsi a quelli di natura malevola e dannosa non veniva usato.

Le divinità europee erano (e ancora sono) degli ideali, concetti positivi quali “lo spirito dell’onestà”, “lo spirito della giustizia”, e a meno che impersonate da uomini o donne che interpretavano il ruolo di certi dèi o certe dèe, esse naturalmente non rispondevano mai alle preghiere degli uomini. Per tanto non vi era una relazione patologica tra il Pagano europeo e le sue divinità. Nient’affatto egli si relazionava ad esse al modo dei Giudeo-Cristiani con il loro “dio”. Egli, il Pagano, non sentiva le voci, “la voce di dio”, poiché di fatto non c’era nessuno che gli stesse parlando. Non si aspettava che accadesse o si compisse proprio un bel niente. Non si rivolgeva a nulla e a nessuno.

Con chi è che sta parlando ‘sto tipo?

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Piuttosto, gli spiriti di natura sono anche reali, chiamati spiriti perché non erano fisici, tangibili. Sono ciò che possiamo chiamare ideali : onestà, coraggio, giustizia, buona salute, bellezza, purezza, innocenza, gentilezza, amore, etc. Detti ideali — gli spiriti — venivano visti ovunque in natura. Un animale particolarmente coraggioso sarebbe legato allo spirito del coraggio, uno più docile e gentile sarebbe connesso allo spirito equivalente, un albero particolarmente robusto avrebbe un legame col dio della forza, e via dicendo. Potreste comunque controbattere dicendo che non esistono gli spiriti, ma vi sbagliereste cosìccome fareste affermando che non esistono onestà, coraggio, giustizia, buona salute, bellezza, purezza, innocenza, gentilezza, amore, etc.

Altre due divinità reali

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Le divinità europee erano quindi molto reali.

In un tempo lontano i nostri antenati praticavano ciò che oggi impropriamente chiamiamo magia o stregoneria, utilizzando degli incantesimi per influenzare gli spiriti della natura. Alcuni in ciò erano più versati rispetto ad altri, ed ogni anno venivano indette delle competizioni per assicurarsi che il Clan disponesse sempre dei migliori individui adatti a ricoprire il ruolo di Re e Regina Sacri. Il Re veniva eletto sulla base delle proprie capacità e abilità, la forza, l’intelligenza e la buona salute essendo le principali qualità. La Regina lo era in quanto la più innocente, la più paziente e di più bell’aspetto fra tutte quante.

Ancor oggi sappiamo di questa tradizione che si riferisce al Re e alla Regina di Maggio, con le rispettive gare, sia dalle nostre fiabe che dalla mitologia e dai canti popolari.

Col tempo divenne chiaro che non sempre gli incantesimi del mago funzionavano, e perciò alcune società cambiarono : piuttosto che affidarsi alla sua capacità di compiere incantesimi, si cominciò a rivolgersi più direttamente agli spiriti, chiedendo loro di accondiscendere alle richeste postegli. A tanto, gli spiriti ermafroditi vennero antropomorfizzati e venne dato loro un genere ed un nome : per esempio, si chiamò “Fulmine” lo spirito del fulmine, Loki in Scandinavia (“fulmine”, dalla radice PIE *luk-); “Tonante” fu chiamato lo spirito del tuono, Þórr in Scandinavia (“il tonante”, per l’appunto), e così via. Gli alberi e gli animali con cui originariamente questi spiriti erano stati associati divennero gli attributi delle divinità. Così ecco che il tempio di Þórr fu eretto nei pressi d’una quercia, e perciò si dice che il suo carro sia trainato da delle capre. Il tempio di Freyja era eretto attorno ad un ciliegio, e il suo carro trainato da gatti, etc.

Tuttavia ogni livello della società era ancora compenetrato dall’idea di stregoneria (magia simpatetica) al punto, che per acquisire i poteri degli dèi, l’uomo — ossia, i sacerdoti e le sacerdotesse — arrivò ad impersonare gli dèi stessi. Per esempio, traverstendosi come una dea, impersonandola, prendendone il nome, una ragazza diventava la dea, acquisendone così i poteri. Gli dèi e le dèe dei templi erano per tanto effettivamente reali: erano lì presenti loro stessi, in carne e ossa! Ascoltando le preghiere degli uomini, mangiando gli animali sacrificati, curando i feriti e portati su un carro attraverso i campi per benedirli, etc. Le divinità erano reali! Al Re e alla Regina Sacri di stampo stregonico-spirituale, si andarono a sostituire un Re e una Regina Sacri di natura più magico-divina, in sostanza non molto cambiò.

Delle competizioni annuali erano organizzate al fine di mettere in luce gli individui migliori che fossero per il Clan i più adatti a rivestire i ruoli di Re e Regina Sacri. Il Re veniva ancora scelto con gli stessi criteri, e altrettanto veniva fatto per la Regina.

Ai vincitori di queste gare annuali veniva consegnata una mela. Naturalmente, gli uomini che invecchiavano non avevano alcuna di possibilità di vincere a dei giochi in stile olimpico contro un uomo più giovane e forte, così come le donne che andavano avanti con gli anni non potevano certo competere in bellezza con delle ragazze più giovani. Perciò le divinità rimanevano eternamente giovani, grazie alle mele di Iðunn.

Traduzione a cura di Marco Prandini

Tra le Rovine

In Europa si possono visitare località storiche di diverse categorie, ed osservare ciò che collega l’uomo moderno e il passato con i propri occhi. Si vede ciò che una volta era, e ciò che oggi ne rimane. Il più delle volte è stato rovinato completamente, o quanto meno in parte, a causa dell’ondata di odiosa distruzione anti-europea portata nel nostro continente dai giudeo-cristiani.

Oggi io e un mio amico abbiamo portato le nostre famiglie a visitare un sito gallo-romano. La mia famiglia c’era già stata in precedenza, in compagnia d’un buon amico dall’Ile-de-France, ma quando arrivammo realizzammo che — oh no –l’ultima volta che ci siamo stati non eravamo propriamente …visitammo solamente ciò che meglio potrebbe essere descritto come un cumulo di macerie, a circa duecento metri, credo, dal vero sito. Mi son sentito un po’ in colpa per aver portato il mio amico fin lì solo per vedere quell’ammasso di macerie.

Naturalmente, ci eravamo portati dietro l’attrezzatura da campeggio e un po’ di cibo, e tra il cucinare e il pranzare, discutevamo di come fosse triste il fatto che i giudeo-cristiani arrivarono nella nostra Europa, e che distrussero quasi tutti i luoghi sacri della paganità europea. Questi inoltre presero pure delle pietre che si trovavano proprio a fianco a noi con lo scopo di costruirci delle chiese. Quindi il tempio era ridotto a poco più che rovine non tanto per le offese del tempo e del clima, ma per l’azione dell’uomo. Questi luoghi sacri furono progettati e costruiti per durare per sempre, ma a causa dell’incoscenza alimentata dall’odio e dall’estremo disprezzo per il retaggio culturale europeo dell’uomo giudeo-cristiano, ora giacciono in rovina.

Nemmeno tutta la distruzione di cui il Giudeo-Cristianesimo è capace potrebbe tuttavia sradicare la magia che permea un luogo sacro pagano, o il sentimento del sentirsi connessi con gli Antichi quando calpesti il suolo che loro stessi calpestarono e tocchi ciò che costruirono con le loro mani, o ciò che quantomeno ne è rimasto.

Sebbene ve ne siano ancora molti, o piuttosto rimaniamo con molte loro rovine, molti di questi luoghi sacri sono stati dissacrati dagli stessi giudeo-cristiani, che distrussero, specie dandoli alle fiamme, tutti i templi europei che poterono trovare, abbatterono mura, distrussero statue, rasero al suolo boschi sacri e uccisero sacerdoti e sacerdotesse. Poi vi costruirono i loro templi, in onore del loro idolo criminale e il suo “padre divino”, proprio in cima ai resti dei templi pagani, pertanto assicurandosi che nessuno li avrebbe mai ritrovati, che nessuno si sarebbe chiesto cosa fossero, a che funzione asservissero o che tipi di templi fossero. Solo il Giudeo-Cristianesimo fu tollerato: tutto il resto su cui riuscirono a mettere mano fu distrutto.

Passò poi del tempo, e il nostro retaggio stava quasi per essere totalmente perduto per sempre, non fosse che per merito di invasori Musulmani. Già, i Musulmani trovarono degli antichi testi greci e latini e li tradussero in arabo, e da essi impararono molto, in effetti così tanto che grazie a ciò raggiunsero un grado di sviluppo tecnologico e scientifico più avanzato rispetto a quello dei primitivi Giudeo-Cristiani! Ebbero accesso alla antica scienza europea, alla filosofia, alla matematica, e quant’altro: tutto ciò che fu rigettato e distrutto a vista da quei pazzi furiosi Giudeo-Cristiani lunatici.

In risposta all’invasione dei Musulmani il cosiddetto Papa indì delle crociate contro di essi, e quando i crociati europei sconfissero i Musulmani più avanzati tecnologicamente e scientificamente e conquistarono le loro terre, rinvennero gli antichi testi greci e latini, o le traduzioni in lingua araba. Avevano trovato una via per ritornare all’Europa…

Gioisci Europa! Quando tali testi presero a diffondersi nel tuo grembo la Rinascenza vide la luce. Ciò fu proprio il risultato di un’Europa che aveva ritrovato il proprio intimo essere: la filosofia pagana, la matematica, la letteratura e la scienza dell’Antichità, riportate a noi tramite gli invasori Musulmani. Trovammo il modo per ritornare a tutto ciò che era stato distrutto qui in Europa dai Giudeo-Cristiani alimentati dall’odio. Nemmeno il terrore dei Giudeo-Cristiani non fu in grado di smorzare quel fuoco che andò riaccendendosi, quel fuoco che fu alla base del risveglio dello spirito europeo.

Dal Rinascimento in avanti fino a questo preciso momento, l’Europa sta cercando di liberarsi dal giogo del Giudeo-Cristianesimo, di disfarsi delle catene mentali, spirituali e fisiche dell’ebraico culto, del Cristianesimo. Poco per volta ma con decisione noi lo rigettiamo, passo dopo passo, giorno per giorno, e ci sbarazziamo dell’odio per sè stessi, dell’autodisprezzo, dell’umiltà, dell’odio della vita che tale culto ci impose con la forza, con la violenza e con la tortura, con minacce, menzogne, malizia, e con distruzione.

Traduzione a cura di Marco Prandini

Sul Voto

Articolo originale di Varg Vikernes.

Al giorno d’oggi tutte le elezioni politiche sono delle bufale e l’interno sistema di voto altro non è che un mezzo per tenere in riga i pecoroni. Il voto, tuttavia, era qualcosa d’altro…

Un po’ di musica prima di continuare.

Il voto nell’Europa pagana non era tanto il diritto dell’elettore, quanto più il suo dovere. Non era un privilegio tanto quanto non fosse un peso. Oggi, qualunque persona che vive nel tuo paese da almeno tre anni o più e che ha compiuto almeno 18 anni può votare. La sua intelligenza, fedeltà, conoscenza, legittimità, spirito di sacrificio e legame con la terra in cui vive sono completamente irrilevanti.

In passato, tuttavia, il voto era concesso solo ai nobili che erano sposati, e prima che cominciate a farvi strane idee: la nobiltà dell’Europa pagana costituiva il 70-75% della popolazione, se non di più. Il restante 25-30% era composto da uomini liberi e da schiavi (questi ultimi non essendo veri e propri schiavi, quanto più dei servitori) — ed ovviamente, anche qualche fuorilegge.

Nobile era il nativo che possedeva una propriertà allodiale, proprietà che era in possesso della sua famiglia da molte generazioni, di solito almeno cinque, o anche per 250 anni o più. Le regole esatte in questo contesto erano diverse da un regno all’altro, e cambiavano anche nel corso del tempo.

Solo ai nobiluomini era concesso di votare, non perché le donne fossero considerate come inferiori, quanto più perché solo i nobiluomini sposati potevano votare, e si assumeva che si erano consultati con le proprie mogli e avevano da esse ricevuto dei consigli prima che ogni votazione avesse luogo. Inoltre non solo doveva essere sposato, ma doveva avere anche dei figli! Il voto che esprimeva non era solo il suo personale, ma quello della sua famiglia. Quindi : una famiglia, un voto.

L’idea era quella che solamente agli individui profondamente radicati nella nazione e a quelli con dei figli era consentito di influenzare la direzione che la nazione doveva seguire, poiché solo loro avrebbero avuto ben presente gli interessi della nazione all’atto del voto. Solo loro avrebbero avuto a cuore il futuro della nazione!

Quindi, per che cosa esattamente votavano?

Re e Regina governavano sulla terra, ossia si assicuravano che il regno, gli interessi della gente e le tradizioni venissero protette, ma ogni qual volta delle decisioni importanti dovevano essere prese, di solito in riguardo se il regno dovesse o meno entrare in guerra, ai nobili veniva chiesto di votare o contro o a favore. Solo il Re poteva richiedere che una votazione del genere avesse luogo, e l’imparziale Regina giudicava circa l’esito del voto.

La maggior parte delle volte erano i nobili a governare le proprie vite; coltivavano le loro terre e i loro interessi come giudicavano più giusto, mentre si affidavano alla figura del Re solo in casi di laeadership militare o religiosa, o per quando i nobili erano in conflitto tra di loro : il Re era un dio, ed era anche il dio della giustizia.

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Il Re era il Capo del Regno, ma ogni Nobile era il Capo della sua proprietà allodiale, e nemmeno il Re in persona poteva interferire su tale sacro diritto, e questo diritto era simboleggiato dall’Alto Seggio, noto come Öndvegi (“Il viaggio/la strada degli spiriti”) — così chiamato perché i diritti e i doveri del nobile antenato venivano trasferiti al primogenito nel momento in cui questi si sedeva sul seggio del padre defunto acquisendo così il dominio e la gestione della famiglia e della proprietà allodiale.

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Rispetto all’Europa del giorno d’oggi, quella pre-cristiana era molto diversa, sotto moltissimi aspetti, anche per quanto riguarda appunto il votare, il diritto al voto e il motivo del voto.

Io voto per un ritorno ad un’Europa europea, in cui vige la tradizione avita che siano i migliori uomini e le migliori donne a proteggerla. L’unica cosa che dovrebbe essere diversa nell’Europa del futuro è il livello di tolleranza nei confronti di influenze aliene distruttrici. A nessun uomo dovrebbe essere permesso di abbracciare le idee di persone aliene o di permettere di far crescere queste idee sulla sua proprietà allodiale.

HailaR BalðuR!

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La tolleranza è la virtù dell’uomo senza convinzioni — G.K. Chesterton
Traduzione a cura di Marco Prandini

Lo so io, fui appeso al tronco sferzato dal vento

Uno dei più grandi misteri per gli accademici che si son posti a studiare la mitologia scandinava è costituito dalle stanze dell’Hâvamâl dalla 138° alla 145°, le quali trattano di quello che è stato interpretato come l’auto-sacrificio di Odino, la sua nascita, o di come egli apprese le rune. Se avete piacere di unirvi a me in un viaggio nel passato vi darò una prospettiva dalla quale osservare ciò che realmente accadde…

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138.
Veit ek, at ek hekk
vindga meiði á
nætr allar níu,
geiri undaðr
ok gefinn Óðni,
sjalfr sjalfum mér,
á þeim meiði,
er manngi veit
hvers af rótum renn.

<<Lo so io, fui appeso
al tronco sferzato dal vento
per nove intere notti,
ferito di lancia
e consegnato a Odino,
io stesso a me stesso,
su quell’albero
che nessuno sa
dove dalle radici s’innalzi.>>

Ciò che veramente abbiamo davanti ai nostri occhi è un soggetto che, denudatosi, appende le sue vesti ai rami dell’albero sacrificale che cresce sul tumulo sepolcrale, per far sembrare come se si fosse ad essi appeso. Trafigge i suoi abiti con una lancia, nel medesimo intento. Successivamente, entra all’interno del tumulo per trovare ciò che percepisce come il suo vecchio corpo, quello che possedette in una vita precedente; finge d’essere un defunto ed è per tanto condotto da Odino nella tomba; Odino sarebbe la versione scandinava di Ermes/Mercurio, dio che accompagna i morti nel luogo del loro riposo. Per ciò vien detto che sacrifica sè stesso a sè stesso.

139.
Við hleifi mik sældu
né við hornigi;
nýsta ek niðr,
nam ek upp rúnar,
æpandi nam,
fell ek aftr þaðan.

<<Con pane non mi saziarono
né con corni mi dissetarono.
Guardai in basso,
feci salire le rune,
chiamandole lo feci,
e caddi di là.>>

Per tutto il periodo di nove giorni e nove notti necessari all’iniziazione e all’apprendimento dei segreti, le sue vesti rimangono appese all’albero. E lì rimangono per tutta la durata del processo e non saranno rimosse nè reindossate finché non avrà termine.

140.
Fimbulljóð níu
nam ek af inum frægja syni
Bölþorns, Bestlu föður,
ok ek drykk of gat
ins dýra mjaðar,
ausinn Óðreri.

<<Nove terribili incantesimi
ricevetti dall’illustre figlio
di Bǫlþorn, padre di Bestla,
e un sorso ottenni
del prezioso idromele
attinto da Óðrørir.>>

Il candidato porta con sè un ramo di vischio (= la “mala spina”, traduzione letterale di Bölþorn — N.d.T.). Questa è la chiave, il sacro oggetto che deve presentare al cospetto dell’attrice che lo sta attendendo all’interno del tumulo. E’ necessario affinchè ella gli impartisca i sacri insegnamenti. In realtà, non beve proprio nulla, invece impara i segreti, le sacre canzoni, che destano la sua mente. Si siede in silenzio ad ascoltare ciò che l’attrice ha da dirgli.

141.
Þá nam ek frævask
ok fróðr vera
ok vaxa ok vel hafask,
orð mér af orði
orðs leitaði,
verk mér af verki
verks leitaði.

<<Ecco io presi a fiorire
e diventai saggio,
a crescere e farmi possente.
Parola per me da parola
trassi con la parola,
opera per me da opera
trassi con l’opera.>>

Il candidato impara a dovere le canzoni, per tanto diviene migliore, accrescendo la sua saggezza. Acquisisce l’hamingja del suo sè precedente, quella del defunto all’interno del tumulo, divenendo quest’ultimo. Le gesta e le voci della sua vita trascorsa fanno ora parte della sua vita presente.

142.
Rúnar munt þú finna
ok ráðna stafi,
mjök stóra stafi,
mjök stinna stafi,
er fáði fimbulþulr
ok gerðu ginnregin
ok reist hroftr rögna.

<<Rune tu troverai
lettere chiare,
lettere grandi,
lettere possenti,
che dipinse il terribile vate,
che crearono i supremi numi,
che incise Hroptr degli dèi.>>

Il candidato ora è divenuto un prescelto, un uomo con hamingja. Può finalmente raccogliere gli oggetti di valore con cui il defunto fu sepolto e rivendicarli come suoi propri; queste possenti e meravigliose armi, un tempo forgiate dall’onorevole deceduto, ora sono sue.

143.
Óðinn með ásum,
en fyr alfum Dáinn,
Dvalinn ok dvergum fyrir,
Ásviðr jötnum fyrir,
ek reist sjalfr sumar.

<<Óðinn tra gli Æsir,
ma per gli Álfar Dáinn,
Dvalinn innanzi ai Dvergar,
Ásviðr innanzi ai giganti,
io stesso ne ho incisa qualcuna.>>

Tutte le onorevoli gesta del passato sono ricordate, le gesta impresse nell’hamingja. Egli è ora un uomo con hamingja, pertanto si assicurerà che le proprie gesta onorevoli vadano ad assommarsi alla lista. Anch’egli ne imprimerà alcune, in onore dei suoi avi.
144.
Veistu, hvé rísta skal?
Veistu, hvé ráða skal?
Veistu, hvé fáa skal?
Veistu, hvé freista skal?
Veistu, hvé biðja skal?
Veistu, hvé blóta skal?
Veistu, hvé senda skal?
Veistu, hvé sóa skal?
<<Tu sai come incidere?
Tu sai come interpretare?
Tu sai come dipingere?
Tu sai come provare?
Tu sai come invocare?
Tu sai come sacrificare?
Tu sai come inviare?
Tu sai come immolare?>>
Il prescelto ha ora imparato a scrivere i segreti, a leggerli, a dipingerli, a provarli, ad invocarli, a sacrificarli, ad inviarli, ad usarli (immolarli).
145.
Betra er óbeðit
en sé ofblótit,
ey sér til gildis gjöf;
betra er ósent
en sé ofsóit.
Svá Þundr of reist
fyr þjóða rök,
þar hann upp of reis,
er hann aftr of kom.
<<È meglio non essere invocato
che ricevere troppi sacrifici:
un dono è sempre per un compenso.
È meglio essere senza offerte
che ricevere troppe immolazioni.
Così Þundr incise
prima della storia dei popoli;
poi egli si levò su
da dove era venuto.>>
Conclude dando alcuni consigli a quelli che verranno dopo di lui, su come padroneggiare i poteri che gli furono insegnati nel profondo del sepolcro, consigli che egli stesso diede in una vita da molto tempo trascorsa, prima che facesse ritorno in questo mondo. La sua mente si mantenne, e risorse dalla tomba alla vita sacrificando sè stesso a sè stesso — per divenire sè stesso. Di nuovo.
Quindi, per concludere, queste stanze dell’Hâvamâl hanno a che fare sempre con la stessa storia, quella che conosciamo da <<Sorcery and Religion in Ancient Scandinavia>>. E’ una descrizione del più importante rito di passaggio europeo, di come un individuo privo di hamingja possa diventarne uno che ne è invece provvisto. Si descrive come un uomo possa divenire un dio, connettendosi all’hamingja di quelli che vissero prima di lui, e continuando ad aggiungervi del potere egli stesso, compiendo gesta onorevoli in vita.
Potete leggere un migliaio di libri scritti dai così detti accademici e non imparare nulla, o potete dare ascolto al vostro sangue, alla voce dei vostri antenati, alla vostra intuizione e capirete il tutto in una frazione di secondo.
HailaR WôðanaR!
Traduzione a cura di Marco Prandini

Il Medio Evo Più Oscuro

La prima parte del Medio Evo, cioè il periodo successivo alla caduta dell’Impero Romano e originalmente tutto il periodo fino al Rinascimento nel XIV secolo, è nota col nome di Secoli Bui; è un periodo caratterizzato da oscurità intellettuale, una quasi-completa mancanza di letteratura Latina (in particolare, per la prima metà dei Secoli Bui), una mancanza di storia contemporanea scritta, un declino demografico generale, una limitata attività edilizia e, in generale, limitati sviluppi e conquiste culturali.

Ciò che Wikipedia e altre fonti dimenticano di dirci è che il Medio Evo è una diretta conseguenza della cristianizzazione dell’Europa. Ciò che fu un’Epoca di Luce, l’Antichità Classica, completamente dominata dal Paganesimo, divenne un’Epoca Oscura nel momento in cui il Cristianesimo si diffuse in Europa come la peste.

Ma si diffuse realmente? Dall’Età Vichinga in avanti abbiamo numerose fonti di come cristianizzarono l’Europa. In Norvegia ciò avvenne prevalentemente mediante torture, rapimenti, minacce e omicidi. Il Cristiano versò metallo fuso giù per la gola del Pagano, lo bruciò vivo, lo torturò con delle pinze incandescenti, e così via. Cosa ci dovrebbe far credere che i secoli precedenti debbano essere stati diversi? Perché dovremmo fidarci del fatto che una quasi completa mancanza di storia scritta nei secoli precedenti non sia altro che una prova del fatto che i Cristiani non vollero che si fosse scoperto in futuro ciò che accadde? Del fatto che non ci vollero raccontare come il Cristianesimo si diffuse per tutta Europa? Vogliono darci a credere che il Cristianesimo si diffuse perché era la vera religione, poiché ciò è quel che gli Europei videro e per tanto accettarono con piacere. No, non lo accettarono! I mezzi meno violenti impiegati per diffondere la piaga ebraica furono la corruzione e i matrimoni misti. I più comuni, minaccia e violenza. L’Europa non volle questo non senso ebraico!

E – ahinoi! – l’Europa cadde vittima di questo terrore ebraico, e per tal motivo s’inabissò in un’oscurità intellettuale e spirituale che durò un migliaio d’anni, dalla quale si risollevò solo parzialmente con il Rinascimento. Il Rinascimento fu, come tutti sappiamo, un ritorno al Paganesimo, al Paganesimo nell’arte, nella filosofia, nella mitologia e in tutto ciò che è europeo.

Arte rinascimentale ad opera di Alessandro Botticelli, “La Nascita di Venere” e “La Primavera”

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I primi Cristiani, ossia gli Ebrei, fecero in Europa la stessa cosa che fecero in Egitto. Bruciarono le librerie. Bruciarono, distrussero e gettarono in mare quanta più cultura poterono. Fecero di tutto per distruggere l’Europa! Bruciarono pure gli Europei che a ciò si opponevano. Tutti i nostri sapienti furono assassinati. Tutti i nostri idoli abbattuti. Uomini e donne costretti ad andare in chiesa ogni Domenica sotto minacce di tortura e di morte — ed eterna sofferenza. La nostra economia fu devastata. Infine, gli Ebrei cercarono anche di sterminare gli Europei stessi, per mezzo della Morte Nera (rif. alla Peste Nera — N.d.T.), un deliberato attacco biologico all’Europa.

Lo spirito europeo è forte, il nostro sangue ancor di più, per questo ci liberammo da queste catene ebraiche ed ebbimo il nostro Rinascimento. Gli Ebrei fallirono ancora. Sempre falliscono. Sono dei falliti di natura.

Ora, se oggi i Tedeschi possono essere considerati responsabili di ciò che, si dice, i Nazionalsocialisti fecero un paio di generazioni fa agli Ebrei, allora gli Ebrei e i Cristiani potrebbero certamente considerarsi responsabili di ciò che fecero contro noi Europei qualche generazione fa. Gli Ebrei di oggi, i Cristiani d’oggi, non sono responsabili di ciò che fecero i loro antenati, ma nemmeno i Tedeschi di oggi possono dirsi responsabili per ciò di cui i loro antenati furono accusati. Tuttavia sono costretti a pagare ingenti somme (miliardi di Euro ogni anno!) allo Stato di Israele e a privati cittadini Ebrei in qualità di <<compensazione>> per i presunti (e spesso smentiti) crimini dei loro antenati.

Per cui, care Signore e cari Signori di stirpe europea, dobbiamo fare altrettanto; gli Ebrei, lo Stato Vaticano, la Chiesa in ogni Stato europeo deve pagare delle compensazioni per tutti i crimini che loro hanno compiuto contro di noi e contro i nostri antenati! Contro l’Europa! Devono pagare per la distruzione di ogni singolo tempio Pagano in Europa, per ogni singolo Europeo assassinato in nome del Cristianesimo e di altre forme di Ebraismo! Devono pagare per ogni opera d’arte andata distrutta! Devono pagare per le centinaia di milioni di Europei che furono uccisi a causa della religione satanica ebraica. E devono pagare adesso! Devono pagare a tutte le organizzazioni Pagane e anche ad ogni singolo Pagano Europeo, il quale sicuramente ebbe delle perdite nelle sue famiglie lontane a causa di ciò, proprio come i Tedeschi furono costretti a pagare risarcimenti allo stato di Israele e a singoli Ebrei.

Io non ho possibilità economiche, ma se qualsiasi avvocato là fuori fosse disposto a sostenere questa causa, per favore mi contatti.
E’ giunto ora il tempo per gli Ebrei di sentire realmente la paura; ci riapproprieremo dell’oro che hanno accumulato nel corso di secoli di furti e rapine in territorio europeo! Ci riprenderemo ciò che è nostro.
Traduzione a cura di Marco Prandini

Nuove Traduzioni di Articoli Dimenticati

Tre anni orsono : l’epilogo di questo blog. Cessò la pubblicazione degli articoli tradotti da Thulean Perspective. Il tutto si concluse con il rimando al documentario ForeBears, trasposizione filmografica del Culto dell’Orso come elaborato da Madame Cachet e da Monsieur Vikernes. Poi, il cambio di piattaforma, da WordPress a YouTube. Con un cambio di realtà non da tutti digerito, la Prospettiva Thuleana subisce una deriva verso altri lidi e verso nuovi orizzonti. Senza voler esprimere giudizi sull’aver preso questa nuova china, ci limiteremo solo a dire che noi facciamo parte di quella fetta di audience non del tutto soddisfatta di questo cambio, che non ne sentiva l’esigenza, e che l’ha recepita come un calo della qualità degli argomenti trattati e conseguentemente del nuovo pubblico. Per quanto la vena politica, attualistica e globale fosse già presente in diversi articoli dell’autore, il focus era prevalentemente incentrato sui miti, sulle tradizioni e la storia d’Europa. Così Thulean Perspective nacque, e di tale fiamma anche noi ardemmo e ci facemmo portatori. Su questa scia va inquadrato ciò che stiamo per fare : tradurre una ulteriore serie di articoli rimasti a prendere polvere nel dimenticatoio del tempo, non tanto per completamento o per un pareggiamento con la loro versione originale inglese (per altro drasticamente decurtata), quanto per tributare i dovuti onori ad un pensiero che sin dalla sua origine ci spinse a fare ciò che abbiamo fatto con questo blog. Sono articoli fondamentali : tralasciarli avrebbe significato una mancanza di cui non avremmo potuto perdonarci la leggerezza.
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Ad maiora!
Lo Staff di TP Italia

Vi presentiamo due nuovi Blog

Varg non pubblica più nulla su TP perché troppo preso con YouTube?

Avete letto tutti gli articoli di questo blog e non sapete più dove girarvi?

Vi mancano i bei tempi in cui sfornavamo traduzioni al ritmo di un panettiere di Voghera sotto le feste?

Ebbene, se soddisfate almeno una di queste condizioni allora vi esortiamo a non disperare. I tempi sono cambiati, e noi con essi : la nostra passione per la Mitologia Europea ci ha spinto a creare nuove realtà, più personali e modellate sulle caratteristiche di ognuno, con le quali vogliamo continuare un lavoro che si è interrotto circa tre primavere addietro : trasmettere l’interesse e la passione per le mitologie e le culture europee, riscoprire e coltivare le nostre tradizioni, riportare alla luce la saggezza dei nostri avi in barba al nichilismo e al materialismo che governano questi tempi degenerati a cui l’Uomo della Tradizione non soggiace.

No, non ci saranno altre, nuove traduzioni. Ispirati dai grandi classici e dai lavori dell’ultimo secolo, presentiamo a Voi, pubblico lettore, due nuovi progetti contenenti i nostri sforzi, i nostri ragionamenti, le nostre elaborazioni sugli argomenti che ci stanno più a cuore :

Ancestor’s Voice, gestito da Fabio, ed Eco Dei Primordi, gestito da Marco. Il primo, sebbene in Inglese, è avviato da tempo e vi offre già moltissimi contenuti di qualità; il secondo, in Italiano, è neonato, associato ad un canale YouTube, dove Marco ad ogni video abbinerà un articolo più specifico e dettagliato.

confidence

Ad eundum quo nemo ante iit
(Andare coraggiosamente dove nessuno mai ha messo piede)