Il Matrimonio Sacro

La musica che dovreste ascoltare mentre leggete viene nuovamente dai divini Daemonia Nymphe; Divined by Trophonius. Prendete nota dell’alveare nell’illustrazione nel video e ricordatelo mentre leggete il testo.

Una cosa completamente assente in quasi tutti i libri riguardo il Paganesimo è una descrizione appropriata e la comprensione di un qualcosa tanto essentiale e ampiamente praticato quanto il matrimonio sacro; il matrimonio tra l’uomo e la sua divinità, tra le donne e gli dei, tra gli uomini e le dee. I giudeo-cristiani hanno fallito nel distruggere questa pratica in Europa, ma loro – così come fanno con tutte le cose con cui vengono a contatto – l’hanno pervertita a fondo e l’hanno resa parte del giudeo-cristianesimo; fecero diventare uomini e donne monaci, preti e suore, e fecero «sposare» a quest’ultime il «dio» ebraico. Quella che era stata una salutare pratica Pagana fu trasformata in uno strumento genocida per i giudeo-cristiani, che gli permise di assicurarsi che gli Europei più ben intenzionati, pacifici, buoni e amorevoli non procreassero.

Una bella donna Europea che, a causa dei giudeo-cristiani, non procreerà mai. Non vi è bisogno di aborto o sterilizzazione;
images-32

Il matrimonio sacro, in greco detto hieros gamos (ἱερὸς γάμος), deriva dall’Età della Pietra, in cui la società era governata da un re trovato mediante una selezione attenta, sposato ad una regina trovata mediante una selezione non meno attenta. Le ragazze più belle si riunivano e competevano in una serie di gare, note in Scandinavia come bruðhlaup («matrimoni», originariamente «gare delle spose»); le gare erano prove di abilità (ad es. chi sa filare il miglior filo dall’erioforo?), pazienza (ad es. chi riesce a finire di tessere una maglia prima del tramonto?), persistenza (ad es. chi può cucire per ore senza riposo e finire senza piangere?) e bontà (ad es. chi aiuterà le proprie avversarie?). Dovevano far ciò senza sanguinare (ad es. senza ferirsi con l’ago, il che avrebbe fatto sanguinare il loro dito), e tutte coloro che avevano successo erano eleggibili come Regine di Maggio. La Regina di Maggio era allora scelta o per lotteria (ovvero gli spiriti selezionavano colei che ritenevano migliore per l’impresa) o dal vincitore delle gare di Maggio per gli uomini, che avrebbe poi dato una mela a colei che pensava fosse la più bella di tutte.

Gli uomini che aspiravano alla posizione di Re di Maggio dovevano innanzitutto scalare un albero sacro (ad es. una quercia) e trovare un ramo sacro (ad es. il vischio) e poi portarlo all’arena dove avrebbero partecipato in una gara per gli uomini. Ciò veniva fatto per rendere il Re di Maggio (dell’anno precedente) vulnerabile a loro; egli stesso era un dio, pertanto era invulnerabile a tutti coloro non avessero portato il vischio; la forza vitale del Re di Maggio era immagazzinata nel ramo sacro. Gli uomini partecipavano ad ogni sorta di competizione; tiro con l’arco, corsa, salto, nuoto, scalata, lancio del giavellotto, lancio dell’ascia, cavalcata, giochi con l’anello (ad es. colpire un anello appeso da un albero con una lancia, una fionda o una pietra, spesso [in tempi successivi] con una lancia da cavallo), lotta e pugilato. Ma avevano anche giochi di parole, dove gli uomini ad es. dovevano comporre la poesia più divertente (e far ridere la Regina di Maggio), dovevano raccogliere il miele, trovare acqua fresca, trovare la più grande perla in una conchiglia in fondo al mare, risolvere indovinelli, accendere un fuoco, catturare pesci, catturare selvaggina e così via.

Sappiamo di tutte queste competizioni dalle fiabe scandinave ed anche dalle fiabe francesi e tedesche raccolte dai fratelli Grimm, ma certamente il vero significato di queste è stato nascosto, non dai giudeo-cristiani, ma dai Pagani, che lo fecero per assicurarsi la sopravvivenza in un mondo in cui i giudeo-cristiani distruggevano tutto ciò che era Europeo. Adesso che avete la chiave per comprendere queste splendide fiabe vi suggerisco di visitare di nuovo quel mondo. Sarete meravigliati da quanto capirete adesso, semplicemente per aver letto fin qui in un singolo post di un Pagano. Come ho detto in passato; basta una singola luce per scacciare l’oscurità giudeo-cristiana e riuscire a vedere.

L’uomo che finiva col diventare il Re di Maggio era il più forte e intelligente di tutti! Era un vero uomo, un Eracle (“l’onore del prescelto”), ma la Regina di Maggio era solo una ragazzina, nemmeno della giusta età; non le era concesso di sanguinare, dal dito, mentre partecipava alle gare delle spose, ma le sarebbe stato concesso di partecipare alle gare delle spose soltanto se non avesse mai sanguinato prima d’allora – e ciò includeva il non aver avuto la prima mestruazione. Avrebbe anche perso il suo ruolo di Regina di Maggio se avesse sanguinato per qualsiasi ragione, incluso l’avere la prima mestruazione.

La Bella Addormentata, prossima a sposarsi dopo aver perso il suo ruolo di Regina di Maggio poiché aveva sanguinato dal suo dito;
Brewtnall, Edward Frederick, 1846-1902; Sleeping Beauty

La Regina di Maggio era lei stessa una Dea; l’incarnazione della salute giovanile e della bellezza della natura, era una Vani (“bella”); Venere, Afrodite, Freyja, Aine, Shieba, et cetera. Doveva essere protetta ad ogni costo, e chi sarebbe stato migliore per far ciò se non il miglior uomo fra tutti? Lui la sposava, in un matrimonio sacro, ed il suo unico compito era proteggerla dai mali del mondo. Era un matrimonio puramente simbolico, senza diritti coniugali e intimità fisica tra il Re di Maggio e la Regina di Maggio. Queste due tra le divinità più belle, questi Vani, avrebbero governato la società fino alla prossima gara delle spose, quando avrebbero potuto o mantenere i propri titoli o passarli a qualcuno migliore di loro.

Il Re di Maggio veniva – sembrerebbe – giustiziato alla fine del suo mandato, per trasferire il suo potere al nuovo Re di Maggio, come descritto qui, ma la Regina di Maggio – quando sanguinava per la prima volta – ritornava ad essere semplicemente un’altra normale (seppur molto bella) giovane donna, che col tempo avrebbe sposato un uomo fortunato e probabilmente avrebbe avuto bellissimi bambini con lui. Ritornava ad essere nuovamente un comune âss (“spirito”, pl. æsir).

Tuttavia, questo non era l’unico matrimonio sacro nella società Pagana. Il bardo (skâld/skâldmær), il vate (gôði/gyðja) ed il druido (drôttinn/drôttning), o se preferite i sacerdoti / le sacerdotesse itineranti, i sacerdoti / le sacerdotesse ed i re-sacerdoti / le regine-sacerdotesse rispettivamente sposavano anch’essi le loro divinità. I meglio noti tra loro sono certamente i Baccanti e le Menadi, ma effettivamente tutti i sacerdoti e le sacerdotesse lo facevano. Diventavano un tutt’uno con le loro divinità, dopo un matrimonio sacro (simbolico). Erano sotto la protezione di un dio o di una dea proprio come la Regina di Maggio era sotto la protezione del Re di Maggio. Erano sicuri da ogni male.

Quando diventavano dell’età giusta, solitamente dopo 10 anni di servizio presso la propria divinità, verso i 20 anni (sia per i ragazzi che per le ragazze), lasciavano la protezione della propria divinità e invece si sposavano, e – a differenza di monaci, preti e suore cattolici adoratori della morte – divenivano cittadini utili e avevano figli, proprio come chiunque altro.

La tradizione di lasciare che i giovani offrissero servizio presso una divinità non fungeva semplicemente da educazione religiosa per quell’individuo, era anche un modo per la società Pagana di produrre veri dei e dee, idoli per gli altri, ideali, eroi ed eroine, modelli di comportamento. Erano selezionati dalle masse; soltanto alle più belle (= salutari) ragazze ed ai ragazzi più forti e saggi veniva dato quest’onore, ed era certamente un onore servire una divinità! Sposare una divinità!

Sacra coppia; Bacco e Arianna;
Antoine-Jean_Gros_-_Bacchus_and_Ariadne

Ebbene, arrivò il giudeo-cristianesimo, ma questa romantica e bella tradizione non svanì, e non assunse semplicemente la forma del piano genocida di non permettere a preti, monaci e suore di procreare. Sappiamo anche di questa tradizione Pagana in quanto si sviluppò in ciò che divenne nota come la Cavalleria. Sì, le usanze e la condotta dei guerrieri Europei divennero noti come Cavalleria e le loro gare si trasformarono nei Tornei Cavallereschi. Tutto questo fu una continuazione del Paganesimo. Invece di dare una mela alla ragazza che ritenevano più bella, cavalcavano elegantemente verso la tribuna e abbassavano le loro lance per scegliere la nobile ragazza a cui avrebbero dedicato la loro (potenziale) vittoria, e lei – qualora avesse accettato la sua proposta – avrebbe annodato il proprio fazzoletto alla lancia. Dopodiché, prima della giostra, lui avrebbe slegato il fazzoletto per annodarlo invece alla propria manica. E da ciò deriva il modo di dire inglese; “indossare il cuore sulla manica”;  mostrare apertamente i propri sentimenti. Mostrare apertamente quale ragazza si reputi più bella. Non c’era più alcun matrimonio sacro religioso tra il cavaliere fortunato e la sua favorita. I giudeo-cristiani erano riusciti a sottrargli quello.

Fanciulla serba con un cavaliere ferito dopo aver combattuto i nemici dell’Europa (i Turchi);
Kosovo_Maiden,_Uroš_Predić,_1919

La galanteria Pagana sopravvisse per quasi 2000 anni. Cominciò a svanire, e svanì rapidamente nel XIX secolo, ma due grandi guerre scatenate dai giudeo-cristiani nel XX secolo le posero fine, e lo spirito Europeo fu rimpiazzato, con qualche eccezione qua e là, dalla perversa ed iper-sessualizzata mentalità giudeo-cristiana, propagata massicciamente dalla loro industria dell’intrattenimento e dai media. Probabilmente l’unica cosa rimasta di questa galanteria Pagana ai soldati moderni è il modo in cui si salutano, portando la mano destra al berretto. Originariamente ciò era fatto dai cavalieri per alzare le loro visiere quando incontravano altri cavalieri, per far vedere loro il volto, per mostrare chi erano (dietro tutta quell’armatura). Ogni uomo aveva il diritto di sapere contro chi stava combattendo; chi sto uccidendo? Chi mi sta uccidendo?

Un soldato americano fa il saluto, probabilmente senza sapere cosa stia facendo o perché lo stia facendo. Non indossa nemmeno un berretto;
images-33

Il nemico, di certo, non sta mostrando il suo volto. E’ com’è sempre stato; un codardo che si nasconde dietro il palcoscenico, manovrando i fili, e che fa del suo meglio per scagliare nell’abisso l’intera società, cultura, religione e razza Europee.

Io, Varg Vikernes, ho detto ciò.img_7755.jpg

Io combatto per l’Europa! HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Leandro Ippolito

Advertisements

One thought on “Il Matrimonio Sacro

  1. Pingback: Come in Cielo, così in Terra | Thulean Perspective Italia

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s