Il Neanderthal Subumano

Quando i primi resti di Neanderthal vennero scoperti nel XIX secolo, la prima a investigare su questi ritrovamenti fu la chiesa. Sì, i preti si assicurarono che la scoperta di un essere umano con un teschio in grado di accogliere un cervello più grande (!) di quello dell’uomo moderno non causasse problemi a loro o ai loro precetti giudaici. L’idea che un «selvaggio Pagano» Europeo fosse più intelligente dell’uomo moderno, o sicuramente dei creatori della fede cristiana, era decisamente troppo per loro.

A causa di ciò i Neanderthal, gli originari nativi Europei, vennero presentati in una pessima luce. (Il Neanderthal) divenne un semi-animale, una bruta mezza-scimmia, un subumano rivoltante, lurido e primitivo. Giunsero addirittura alla conclusione che probabilmente non avesse nemmeno la capacità di parlare. Era semplicemente un’altra bestia della natura.

Alcuni scienziati Europei provarono a presentare il Neanderthal in modo più accurato, ma non avevano alcuna possibilità contro la chiesa, il suo potere e la sua macchina di propaganda. Così il Neanderthal, ad oggi, è considerato un subumano.

Quando gli scienziati Europei trovarono le prove che i Neanderthal non si fossero mai realmente estinti, bensì che siano parte di noi tutt’oggi, l’orribile immagine di una selvaggia mezza-scimmia subumana apparve in quasi tutte le menti. «Abbiamo i loro geni in noi? Oh no!» I giornali che scrissero a riguardo sembravano più shockati dal fatto che avessimo in noi i loro geni «subumani» che da qualunque altra cosa.

Un altro personaggio storico ad essere stato presentato in una luce piuttosto cattiva è quest’uomo;
adolf-hitler-avatar-923
Sì, per più di 70 anni hanno tentato di farcelo immaginare come un uomo cattivo e odioso, un artista fallito adirato contro gli ebrei che non apprezzavano la sua arte, un uomo con un solo testicolo, un uomo che ha ordinato il gassamento di 6 milioni di ebrei, l’uomo che ha cominciato la Seconda Guerra Mondiale, e così via. Infine hanno anche provato a farci credere che Hitler stesso fosse un ebreo, che avesse antenati ebraici. Non gli fu portato alcun genere di rispetto; non evitarono alcun mezzo pur di farci pensar male di lui.

Anche Hitler, proprio come i nostri antenati Neanderthal, è diventato un mostro!

A causa di ciò molti respingono l’idea di avere una buona opinione di Hitler e dei Neanderthal. E’ dura, per loro, accettare l’idea che forse ciò che gli è stato detto riguardo Hitler ed i Neanderthal non è semplicemente inesatto, bensì sono menzogne spudorate – dette con intento malvagio e moventi puramente sinistri! Naturalmente, alcuni credono che abbiano diffuso menzogne soltanto riguardo Hitler, o riguardo i Neanderthal, e tuttora credono nelle menzogne riguardo l’altro. E’ difficile liberarsi dalla propaganda di menzogne giudaica con cui tutti siamo cresciuti. Ahimè!

Il proto-Europeo, il Neanderthal, non era affatto un selvaggio, una mezza-scimmia bassa o orrenda. Non era nemmeno lurido (non lo sono nemmeno molti animali!), e perché mai non sarebbe stato capace di parlare? Non c’è nulla di concreto a suggerire ciò! Qualunque cosa negativa riguardo i Neanderthal è stata inventata dai preti o da «scienziati» ebrei!

Gli Europei moderni sono spesso biondi e hanno gli occhi azzurri perché i Neanderthal erano biondi con gli occhi azzurri. Siamo bianchi perché i Neanderthal erano bianchi. Siamo intelligenti, e molto di più delle altre razze, poiché il Neanderthal era più intelligente delle altre specie umane. Non siamo più esattamente come i Neanderthal di cui abbiamo trovato i resti perché, durante le Ere Glaciali, alcuni Neanderthal si spostarono così tanto a sud da venire a contatto con altre specie umane e si meticciarono con l’Homo Sapiens (i proto-Africani), e questi geni non-Europei col tempo si diffusero in tutta l’Europa. Meno nel Nord, più nel Sud, sicuramente, ma alla fine trasformarono l’intera specie Europea. Ci trasformarono in ciò che siamo oggi; Europei moderni.

Siamo subumani? Siamo bestie selvagge? Siamo mezze-scimmie? Siamo luridi? Sembriamo mezze-scimmie? Siamo mai stati luridi nella storia? No? E allora perché avrebbero dovuto esserlo i nostri antenati più lontani? Sappiamo parlare? Sì? E allora perché non avrebbero dovuto parlare anche i nostri antenati?

Le lingue Europee diventano più avanzate e complesse man mano che andiamo indietro nel tempo. Ad esempio, il norvegese è primitivo rispetto al norreno. Il norreno è primitivo rispetto al proto-nordico. Il proto-nordico è primitivo rispetto al proto-germanico. Pertanto perché la lingua dei nostri antenati primitivi non sarebbe dovuta essere, di conseguenza, ancora più complessa e avanzata? Perché non avrebbero dovuto esserlo anche loro, rispetto a noi?

La nozione che l’uomo moderno sia «l’apice dell’evoluzione» è un nonsenso! Anche la chiesa vuole farci credere questo; vogliono farci credere che il futuro sia tutto ciò che conti! Certo, avevano il loro Giardino dell’Eden, e ammettono che questo Paradiso sia esistito nel passato, ma vi hanno sigillato ogni via d’accesso con il loro «peccato originale»: ogni cosa buona, pertanto, risiede nel futuro; la salvezza; il Paradiso o la qualunque! E’ tutto collocato nel futuro! Non guardate al passato! Oh no; il passato è solamente malvagio; Pagano, selvaggio, primitivo, crudele e orribile! Ricorda solo i peccati del passato!

Naturalmente loro vogliono farci pensare così; il Paganesimo è un culto del passato, un culto degli antenati, in cui gli antenati sono lodati, riveriti e celebrati come il meglio che ci sia! In cui viene preservato il meglio del passato per portarlo con con noi nel futuro. Onore. Gloria. Forza. Tutto viene dal passato. Siamo ciò che siamo a causa dei nostri antenati. Se rifiutate una qualunque realtà spirituale, dovete quantomeno ammettere che siamo quel che siamo a causa del DNA dei nostri antenati! Dobbiamo lavorare per mantenere il buono!

E i Neanderthal costituiscono la vasta maggioranza dei nostri antenati. Il nostro DNA ci dice che almeno il 99,7% dei nostri geni viene dai Neanderthal. Il restante 0,3% viene dall’Homo Sapiens (i proto-Africani). Piuttosto di vergognarci dei nostri antenati Neanderthal, per colpa delle menzogne giudaiche che ci sono state dette per così tanto tempo, dovremmo esserne fieri.

Negli ultimi millenni l’umanità è degenerata, proprio come le nostre lingue sono degenerate. Principalmente a causa della civiltà, e in secondo luogo a causa del cristianesimo; abbiamo smesso di lavorare per mantenere il buono del passato. Se ciò continua, ci trasformeremo nei subumani che tanti di noi disprezzano; luridi, stupidi, brutali, crudeli, mezze-scimmie; scimmie che scorazzano facendo sesso con qualunque cosa si muova, mangiandosi gli un gli altri nello stesso posto dove si caga.

Solo il culto del passato può salvarci da questo. Più sono antichi gli dei, meglio è. Più indietro nel tempo affondano le radici, tanto più possono nutrirci e salvarci dal trasformarci in scimmie.

Se avete dubbi, vi consiglio di leggere i post su Atala. Prendetevi del tempo. Leggeteli tutti. Farlo vi renderà più saggi. HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Leandro Ippolito

Advertisements

Le Radici di un Albero

Per prima cosa una colonna sonora per il post

Sappiamo molte cose riguardo l’uomo e il mondo in cui vive, e ci sono molte cose che sappiamo essere andate perdute e di cui siamo realmente solo a conoscenza, ma ciò che raramente prendiamo in considerazione è quanto è andato perduto poiché anche il ricordo è stato distrutto dai nostri nemici. Ci sono molteplici storie di “olocausti” nei nostri libri di storia, che gettano un’ombra sulla realtà.

I «primi cristiani» (ovvero cripto-giudei) in Europa bruciarono sistematicamente o distrussero in altri modi ogni frammento di cultura Europea in cui s’imbatterono e sui cui poterono allungare le loro luride mani, e continuarono a farlo per centinaia di anni. Infatti lo fanno ancora, soltanto non sono più chiamati «primi» cristiani e non sono più tutti quanti cripto-giudei.

I musulmani fecero la stessa cosa ovunque andarono, ma fortunatamente la loro devastazione fu limitata alla penisola iberica, ai Balcani e a parti dell’Italia. Comunque, anche loro presero molti libri o vennero, in altre maniere, a contatto con antichi testi Europei e li tradussero in arabo. Pertanto, ironicamente, a causa loro e della loro aggressione molta della nostra cultura Europea, che altrimenti sarebbe andata perduta, sopravvisse.

Oggi quindi conosciamo la filosofia e la letteratura Romana e Greca, prese dai musulmani nelle aree che occuparono, ma abbiamo molte poche informazioni riguardo le altri parti d’Europa; le parti dove i «primi cristiani» ed i loro Europei convertiti regnavano liberi. Sappiamo alcune cose perché i cristiani «per errore» documentarono informazioni riguardo la cultura Europea nel loro tentativo di demonizzare i nostri antenati. Abbiamo anche una manciata di libri, come le Edda, documentate dai cristiani per altre ragioni. (Nessuno di questi libri è stato scritto da un autentico ebreo, ovviamente.)

I cristiani più stupidi asseriscono che «se non fosse stato per quei cristiani che documentarono le informazioni in quel modo, non avremmo saputo assolutamente nulla riguardo la religione Europea». Niente potrebbe essere più distante dalla verità; se non fosse stato per i cristiani, innanzitutto la nostra cultura Europea sarebbe rimasta intatta.

Nel XX ed anche nel XIX secolo molti Europei, come Julius Evola, si rivolsero verso l’Asia meridionale per trovare informazioni riguardo il retaggio Europeo. Fecero ciò poiché videro che molto del retaggio Europeo era meglio conservato lì che qui. Gli asiatici meridionali non patirono mai (quanto noi) a causa dei giudei o della maledizione del cristianesimo creata dai giudei, quindi sebbene le loro classi elevate non fossero più Europee, per come lo erano state in passato, le loro religioni in parte lo erano. Per questo c’è molto da scoprire lì, in particolare in India e in Tibet, che potrebbe insegnarci ed aiutarci a comprendere meglio la nostra cultura Europea.

Nessun albero può crescere senza le proprie radici, nessun edificio può ergersi senza fondamenta. Affinché l’Europa cresca – o anche solo sopravviva – abbiamo bisogno delle nostre radici. Abbiamo bisogno di costruire il futuro su fondamenta Europee. Le radici di un altro albero non recano benefici al nostro albero. Le fondamenta di un’altra casa non sono adatte alla nostra. Senza il nostro passato, praticamente, non abbiamo futuro!

La saggezza perduta che non possiamo ritrovare – nell’erba verde, in rovine abbandonate, in caverne buie o nascosta sotto strati di muschio – possiamo ricostruirla dalla memoria! Sì, dalla memoria del sangue. Dopotutto siamo ancora Europei, la maggior parte di noi ad ogni modo, e come un pozzo di saggezza il nostro cuore e il nostro sangue possono nutrire i nostri spiriti e le nostre menti ed insegnarci ciò che è andato perduto. Possiamo dare ascolto alle voci dei nostri antenati e ricostruire la nostra magnifica Europa!

Henschel3

***

Ah, ma molti fraintendono questo approccio e pensano giri tutto attorno ad un ritorno al passato. Non lo è; è una continuazione nel futuro, ma con un’altra direzione. Raccogliamo le parti buone del passato (poiché in precedenza l’abbiamo perso) e lo portiamo con noi nel futuro! Conserviamo anche le parti buone che – malgrado il giogo ebraico – abbiamo creato negli ultimi millenni. Non buttiamo via nulla di buono: accantoniamo soltanto il brutto, il marcio, il disonesto, il falso, l’ingiusto, il codardo, il disonorevole; il non-Europeo!

La vita non è la maledizione di un qualche «dio» desertico fittizio, in cui dobbiamo soffrire in quanto creature così orribilmente peccaminose, e per cui dovremmo fare del nostro meglio per rimpiazzarla con un posto nel «paradiso» ebraico. La vita sulla Terra ha un significato in sé! Non c’è nulla di meglio della vita sulla Terra! Certamente, possiamo goderci una pausa dalla vita (ergo la morte) di tanto in tanto, prima di ritornare a goderci nuovamente la vita, a crescere e diventare migliori, ma l’obiettivo non è riposare; l’obiettivo è vivere e vivere in un buon modo!

La vita è bella se coltiviamo il buono in noi e nel mondo in cui viviamo, ed il male è presente nella vita per portare l’opportunità al bene di compiere la propria opera, per così dire. Non ci sbarazzeremo mai di tutto ciò che è «negativo», ed ovviamente se lo facessimo segnerebbe la nostra condanna – perché abbiamo bisogno del male per crescere o per restare forti, per imparare. L’obbiettivo non è il fine ultimo in questo contesto: lo è la strada per l’obbiettivo.

Anche oggi, in un mondo soffocato dall’oscurità giudaica e dalla disperazione, dovremmo vederla come un’opportunità! Noi – a differenza di così tanti nostri antenati – abbiamo l’opportunità di sconfiggere un nemico prossimo ad assassinare non soltanto una famiglia, una tribù o addirittura un popolo, bensì un’intera razza – addirittura una specie! Abbiamo l’opportunità di diventare Eroi più grandi e più importanti di qualunque Eroe prima di noi! Abbiamo l’opportunità di sconfiggere un nemico più forte, più grande, più potente, più orribile e più crudele di qualunque nemico l’Europa abbia affrontato in passato! Rallegratevi! Prendete le vostre spade e caricate (metaforicamente parlando, ovviamente…)! I bardi canteranno della vostra storia per le ere a venire, se lo farete.

L’Europa è la culla dell’eroismo e dell’inventiva, della filosofia e della giustizia! Credere che l’uomo nato da questa culla sia qualcosa di diverso è semplicemente ridicolo. Il futuro è radioso per ogni grande uomo – e tutti gli altri uomini forgiano sé stessi: semplicemente scelgono di essere grandi! Ogni Europeo ha in sé l’essere grande – il fare cià ch’è giusto incuranti dei costi personali o dei rischi! Anche tu!

Uccidiamo la bestia (metaforicamente parlando…) e salviamo l’Europa! Possiamo – e lo faremo! HailaR WôðanaR! 

img_6997

Traduzione a cura di Leandro Ippolito

Come in Cielo, così in Terra

Il matrimonio pre-cristiano era di natura sacra, era un’unione tra due divinità! Il Re e la Regina rappresentavano rispettivamente il Dio del Cielo (TîwaR) e la Dea della Terra (Erþô), ed in loro anche tutte le altre divinità. L’uomo e la donna sposati comunemente rappresentavano anch’essi le divinità; rispettivamente il dio della buona salute, della forza giovanile e della libertà (FraujaR), e la dea dell’amore, della libertà, della bellezza giovanile e della salute (Fraujon). Presumo ciò in quanto l’ultimo nome è tuttora utilizzato, in Scandinavia ed in Germania, come titolo per le donne sposate; lo scandinavo «Frue» ed il tedesco «Frau» significano «Donna Sposata» (utilizzati come il termine «Madame») ed entrambi derivano dal nome di Freyja (Fraujon). La sua versione maschile sembra essere stata rimpiazzata, ad un certo punto, dal più aggressivo «Herre» («condottiero»).
balder-nanna

Mia moglie ha ipotizzato, ed io convengo, che le divinità rappresentassero differenti tappe nel «progresso» di una persona attraverso la vita, e ciò avrebbe senso se presupponessimo allora che il matrimonio in sé garantiva all’uomo e alla donna questi titoli. Avevano in tal caso raggiunto il livello di «FraujaR» per gli uomini e di «Fraujon» per le donne. Se non ti fossi sposato, il tuo sviluppo spirituale, intellettuale, emotivo e addirittura fisico avrebbe stagnato; dovevi sposarti per poter continuare al livello successivo – come se il matrimonio fosse un rituale iniziatico in un culto misterico con diversi ranghi. Il rango che conseguivi prendeva il nome da una divinità, e quando ottenevi questo rango tu diventavi quella divinità. Da quel momento iniziavi ad assumere il ruolo di quella divinità nella tua società.

Nel lontano passato la società, naturalmente, era molto diversa da ciò a cui siamo abituati ed ogni gruppo (nomade) probabilmente era costituito, in origine, soltanto da un’unica (larga) famiglia, ciascuna di essere rappresentante ciò che definiremmo una divinità. Più individui potevano anche rappresentare ed assumere il ruolo di una stessa divinità, poiché la divinità non era collegata ad un singolo individuo o personalità. Poteva addirittura essere trovata anche in alberi, piante ed animali. Alcune divinità potevano benissimo non essere presenti nel gruppo, qualora nessuno avesse ottenuto questo rango.

Queste grandi famiglie si scambiavano figli e figlie con altre grandi famiglie che incrociavano il loro cammino, o che forse incontravato in luoghi speciali.

Gli Europei combinavano i matrimoni; innanzitutto i genitori s’incontravano e discutevano la faccenda, e qualora fossero stati d’accordo i bambini in questione erano fidanzati; avevano in progetto di sposarsi più avanti. Quando diventavano adolescenti erano fidanzati normalmente, a meno che ovviamente uno di loro non volesse, e poi infine si sposavano quando la donna era diventata un’adulta. Gli uomini, di norma, erano più grandi delle donne (di circa 5-15 anni) poiché le donne sono più adatte a dare alla luce un bambino quando sono giovani adulte, e gli uomini sono più adatti a nutrire e proteggere le proprie mogli e bambini quando sono un po’ più grandi. Gli uomini sono all’apice della loro forza verso i 30 anni.
Leighton-God_Speed!

Il compito del ragazzo o del giovane uomo fidanzato era di proteggere, colpire e conquistare il cuore della sua fidanzata. Lei poteva perfettamente respingerlo quando si sarebbero dovuti fidanzare (o anche prima, se è per questo), pertanto lui doveva davvero fare del suo meglio per affascinarla. Aveva un’altra ottima ragione per essere un (giovane) uomo buono, abile, forte, coraggioso, gentile, onesto ed onorevole in ogni accezione!

Potreste dire che magari nessuno dei due avesse un qualche interesse verso l’altro, ma se pensate in quel modo sottovalutate i nostri antenati; perché avrebbero organizzato un matrimonio tra due individui che non si piacevano? In origine non c’erano confini, né regni, né schiavi, né potere sugli altri! Niente accordi da fissare. Niente di quel genere! Conducevano sane vite nomadi, tutti liberi dalla schiavitù! E parlavano ai propri figli! Loro – a differenza dei genitori moderni – socializzavano un sacco coi propri figli. Conoscevano loro e le loro simpatie e antipatie. Incontravano altre famiglie, e possiamo credere che spesso vivessero per lunghi periodi con altre famiglie, pertanto avevano un sacco di tempo per conoscersi gli un gli altri.

Col tempo le grandi famiglie divennero tribù, e più in là queste tribù si stanziarono da qualche parte, ed i primi regni Europei vennero fondati. Il sistema coniugale era ancora lo stesso, che TîwaR fosse il capo di una famiglia nomade o di una tribù stanziale. Subì un paio di cambiamenti col passare del tempo ed il mondo cambiò, non ultimo per l’arrivo dell’agricoltura, ma le fondamenta e l’idea erano le stesse.

Quando i nemici dell’Europa oggi attaccano la nostra antica istituzione coniugale, lo fanno perché è il pilastro che regge tutto quanto; è il collante che tiene insieme l’Europa! Il nucleo familiare, guidato da un uomo ed una donna in un matrimonio sacro, che crescono ed educano i loro figli, è ciò che ha permesso all’Europa di sopravvivere a 2000 anni di cristianesimo. Loro hanno demolito e rimosso con successo così tanto di ciò che era nostro, ma non ci sono ancora riusciti con quest’istituzione sacra! Ci provano – ci provano più forte che mai – ma sebbene il femminismo e la femminilizzazione dell’uomo hanno un qualche successo, l’antica istituzione coniugale Europea si erge forte nei cuori di tutti i veri Europei! «Come in Cielo, così in Terra»; ci sposiamo proprio come i nostri dei e le nostre dee, e così facendo portiamo il Cielo Divino giù sulla Terra – nella veste di un’istituzione coniugale spirituale, intelligente, antica e potente! HailaR WôðanaR! HailaR Fraujon! 

Traduzione a cura di Leandro Ippolito

Il Matrimonio Sacro

La musica che dovreste ascoltare mentre leggete viene nuovamente dai divini Daemonia Nymphe; Divined by Trophonius. Prendete nota dell’alveare nell’illustrazione nel video e ricordatelo mentre leggete il testo.

Una cosa completamente assente in quasi tutti i libri riguardo il Paganesimo è una descrizione appropriata e la comprensione di un qualcosa tanto essentiale e ampiamente praticato quanto il matrimonio sacro; il matrimonio tra l’uomo e la sua divinità, tra le donne e gli dei, tra gli uomini e le dee. I giudeo-cristiani hanno fallito nel distruggere questa pratica in Europa, ma loro – così come fanno con tutte le cose con cui vengono a contatto – l’hanno pervertita a fondo e l’hanno resa parte del giudeo-cristianesimo; fecero diventare uomini e donne monaci, preti e suore, e fecero «sposare» a quest’ultime il «dio» ebraico. Quella che era stata una salutare pratica Pagana fu trasformata in uno strumento genocida per i giudeo-cristiani, che gli permise di assicurarsi che gli Europei più ben intenzionati, pacifici, buoni e amorevoli non procreassero.

Una bella donna Europea che, a causa dei giudeo-cristiani, non procreerà mai. Non vi è bisogno di aborto o sterilizzazione;
images-32

Il matrimonio sacro, in greco detto hieros gamos (ἱερὸς γάμος), deriva dall’Età della Pietra, in cui la società era governata da un re trovato mediante una selezione attenta, sposato ad una regina trovata mediante una selezione non meno attenta. Le ragazze più belle si riunivano e competevano in una serie di gare, note in Scandinavia come bruðhlaup («matrimoni», originariamente «gare delle spose»); le gare erano prove di abilità (ad es. chi sa filare il miglior filo dall’erioforo?), pazienza (ad es. chi riesce a finire di tessere una maglia prima del tramonto?), persistenza (ad es. chi può cucire per ore senza riposo e finire senza piangere?) e bontà (ad es. chi aiuterà le proprie avversarie?). Dovevano far ciò senza sanguinare (ad es. senza ferirsi con l’ago, il che avrebbe fatto sanguinare il loro dito), e tutte coloro che avevano successo erano eleggibili come Regine di Maggio. La Regina di Maggio era allora scelta o per lotteria (ovvero gli spiriti selezionavano colei che ritenevano migliore per l’impresa) o dal vincitore delle gare di Maggio per gli uomini, che avrebbe poi dato una mela a colei che pensava fosse la più bella di tutte.

Gli uomini che aspiravano alla posizione di Re di Maggio dovevano innanzitutto scalare un albero sacro (ad es. una quercia) e trovare un ramo sacro (ad es. il vischio) e poi portarlo all’arena dove avrebbero partecipato in una gara per gli uomini. Ciò veniva fatto per rendere il Re di Maggio (dell’anno precedente) vulnerabile a loro; egli stesso era un dio, pertanto era invulnerabile a tutti coloro non avessero portato il vischio; la forza vitale del Re di Maggio era immagazzinata nel ramo sacro. Gli uomini partecipavano ad ogni sorta di competizione; tiro con l’arco, corsa, salto, nuoto, scalata, lancio del giavellotto, lancio dell’ascia, cavalcata, giochi con l’anello (ad es. colpire un anello appeso da un albero con una lancia, una fionda o una pietra, spesso [in tempi successivi] con una lancia da cavallo), lotta e pugilato. Ma avevano anche giochi di parole, dove gli uomini ad es. dovevano comporre la poesia più divertente (e far ridere la Regina di Maggio), dovevano raccogliere il miele, trovare acqua fresca, trovare la più grande perla in una conchiglia in fondo al mare, risolvere indovinelli, accendere un fuoco, catturare pesci, catturare selvaggina e così via.

Sappiamo di tutte queste competizioni dalle fiabe scandinave ed anche dalle fiabe francesi e tedesche raccolte dai fratelli Grimm, ma certamente il vero significato di queste è stato nascosto, non dai giudeo-cristiani, ma dai Pagani, che lo fecero per assicurarsi la sopravvivenza in un mondo in cui i giudeo-cristiani distruggevano tutto ciò che era Europeo. Adesso che avete la chiave per comprendere queste splendide fiabe vi suggerisco di visitare di nuovo quel mondo. Sarete meravigliati da quanto capirete adesso, semplicemente per aver letto fin qui in un singolo post di un Pagano. Come ho detto in passato; basta una singola luce per scacciare l’oscurità giudeo-cristiana e riuscire a vedere.

L’uomo che finiva col diventare il Re di Maggio era il più forte e intelligente di tutti! Era un vero uomo, un Eracle (“l’onore del prescelto”), ma la Regina di Maggio era solo una ragazzina, nemmeno della giusta età; non le era concesso di sanguinare, dal dito, mentre partecipava alle gare delle spose, ma le sarebbe stato concesso di partecipare alle gare delle spose soltanto se non avesse mai sanguinato prima d’allora – e ciò includeva il non aver avuto la prima mestruazione. Avrebbe anche perso il suo ruolo di Regina di Maggio se avesse sanguinato per qualsiasi ragione, incluso l’avere la prima mestruazione.

La Bella Addormentata, prossima a sposarsi dopo aver perso il suo ruolo di Regina di Maggio poiché aveva sanguinato dal suo dito;
Brewtnall, Edward Frederick, 1846-1902; Sleeping Beauty

La Regina di Maggio era lei stessa una Dea; l’incarnazione della salute giovanile e della bellezza della natura, era una Vani (“bella”); Venere, Afrodite, Freyja, Aine, Shieba, et cetera. Doveva essere protetta ad ogni costo, e chi sarebbe stato migliore per far ciò se non il miglior uomo fra tutti? Lui la sposava, in un matrimonio sacro, ed il suo unico compito era proteggerla dai mali del mondo. Era un matrimonio puramente simbolico, senza diritti coniugali e intimità fisica tra il Re di Maggio e la Regina di Maggio. Queste due tra le divinità più belle, questi Vani, avrebbero governato la società fino alla prossima gara delle spose, quando avrebbero potuto o mantenere i propri titoli o passarli a qualcuno migliore di loro.

Il Re di Maggio veniva – sembrerebbe – giustiziato alla fine del suo mandato, per trasferire il suo potere al nuovo Re di Maggio, come descritto qui, ma la Regina di Maggio – quando sanguinava per la prima volta – ritornava ad essere semplicemente un’altra normale (seppur molto bella) giovane donna, che col tempo avrebbe sposato un uomo fortunato e probabilmente avrebbe avuto bellissimi bambini con lui. Ritornava ad essere nuovamente un comune âss (“spirito”, pl. æsir).

Tuttavia, questo non era l’unico matrimonio sacro nella società Pagana. Il bardo (skâld/skâldmær), il vate (gôði/gyðja) ed il druido (drôttinn/drôttning), o se preferite i sacerdoti / le sacerdotesse itineranti, i sacerdoti / le sacerdotesse ed i re-sacerdoti / le regine-sacerdotesse rispettivamente sposavano anch’essi le loro divinità. I meglio noti tra loro sono certamente i Baccanti e le Menadi, ma effettivamente tutti i sacerdoti e le sacerdotesse lo facevano. Diventavano un tutt’uno con le loro divinità, dopo un matrimonio sacro (simbolico). Erano sotto la protezione di un dio o di una dea proprio come la Regina di Maggio era sotto la protezione del Re di Maggio. Erano sicuri da ogni male.

Quando diventavano dell’età giusta, solitamente dopo 10 anni di servizio presso la propria divinità, verso i 20 anni (sia per i ragazzi che per le ragazze), lasciavano la protezione della propria divinità e invece si sposavano, e – a differenza di monaci, preti e suore cattolici adoratori della morte – divenivano cittadini utili e avevano figli, proprio come chiunque altro.

La tradizione di lasciare che i giovani offrissero servizio presso una divinità non fungeva semplicemente da educazione religiosa per quell’individuo, era anche un modo per la società Pagana di produrre veri dei e dee, idoli per gli altri, ideali, eroi ed eroine, modelli di comportamento. Erano selezionati dalle masse; soltanto alle più belle (= salutari) ragazze ed ai ragazzi più forti e saggi veniva dato quest’onore, ed era certamente un onore servire una divinità! Sposare una divinità!

Sacra coppia; Bacco e Arianna;
Antoine-Jean_Gros_-_Bacchus_and_Ariadne

Ebbene, arrivò il giudeo-cristianesimo, ma questa romantica e bella tradizione non svanì, e non assunse semplicemente la forma del piano genocida di non permettere a preti, monaci e suore di procreare. Sappiamo anche di questa tradizione Pagana in quanto si sviluppò in ciò che divenne nota come la Cavalleria. Sì, le usanze e la condotta dei guerrieri Europei divennero noti come Cavalleria e le loro gare si trasformarono nei Tornei Cavallereschi. Tutto questo fu una continuazione del Paganesimo. Invece di dare una mela alla ragazza che ritenevano più bella, cavalcavano elegantemente verso la tribuna e abbassavano le loro lance per scegliere la nobile ragazza a cui avrebbero dedicato la loro (potenziale) vittoria, e lei – qualora avesse accettato la sua proposta – avrebbe annodato il proprio fazzoletto alla lancia. Dopodiché, prima della giostra, lui avrebbe slegato il fazzoletto per annodarlo invece alla propria manica. E da ciò deriva il modo di dire inglese; “indossare il cuore sulla manica”;  mostrare apertamente i propri sentimenti. Mostrare apertamente quale ragazza si reputi più bella. Non c’era più alcun matrimonio sacro religioso tra il cavaliere fortunato e la sua favorita. I giudeo-cristiani erano riusciti a sottrargli quello.

Fanciulla serba con un cavaliere ferito dopo aver combattuto i nemici dell’Europa (i Turchi);
Kosovo_Maiden,_Uroš_Predić,_1919

La galanteria Pagana sopravvisse per quasi 2000 anni. Cominciò a svanire, e svanì rapidamente nel XIX secolo, ma due grandi guerre scatenate dai giudeo-cristiani nel XX secolo le posero fine, e lo spirito Europeo fu rimpiazzato, con qualche eccezione qua e là, dalla perversa ed iper-sessualizzata mentalità giudeo-cristiana, propagata massicciamente dalla loro industria dell’intrattenimento e dai media. Probabilmente l’unica cosa rimasta di questa galanteria Pagana ai soldati moderni è il modo in cui si salutano, portando la mano destra al berretto. Originariamente ciò era fatto dai cavalieri per alzare le loro visiere quando incontravano altri cavalieri, per far vedere loro il volto, per mostrare chi erano (dietro tutta quell’armatura). Ogni uomo aveva il diritto di sapere contro chi stava combattendo; chi sto uccidendo? Chi mi sta uccidendo?

Un soldato americano fa il saluto, probabilmente senza sapere cosa stia facendo o perché lo stia facendo. Non indossa nemmeno un berretto;
images-33

Il nemico, di certo, non sta mostrando il suo volto. E’ com’è sempre stato; un codardo che si nasconde dietro il palcoscenico, manovrando i fili, e che fa del suo meglio per scagliare nell’abisso l’intera società, cultura, religione e razza Europee.

Io, Varg Vikernes, ho detto ciò.img_7755.jpg

Io combatto per l’Europa! HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Leandro Ippolito