Le Radici di un Albero

Per prima cosa una colonna sonora per il post

Sappiamo molte cose riguardo l’uomo e il mondo in cui vive, e ci sono molte cose che sappiamo essere andate perdute e di cui siamo realmente solo a conoscenza, ma ciò che raramente prendiamo in considerazione è quanto è andato perduto poiché anche il ricordo è stato distrutto dai nostri nemici. Ci sono molteplici storie di “olocausti” nei nostri libri di storia, che gettano un’ombra sulla realtà.

I «primi cristiani» (ovvero cripto-giudei) in Europa bruciarono sistematicamente o distrussero in altri modi ogni frammento di cultura Europea in cui s’imbatterono e sui cui poterono allungare le loro luride mani, e continuarono a farlo per centinaia di anni. Infatti lo fanno ancora, soltanto non sono più chiamati «primi» cristiani e non sono più tutti quanti cripto-giudei.

I musulmani fecero la stessa cosa ovunque andarono, ma fortunatamente la loro devastazione fu limitata alla penisola iberica, ai Balcani e a parti dell’Italia. Comunque, anche loro presero molti libri o vennero, in altre maniere, a contatto con antichi testi Europei e li tradussero in arabo. Pertanto, ironicamente, a causa loro e della loro aggressione molta della nostra cultura Europea, che altrimenti sarebbe andata perduta, sopravvisse.

Oggi quindi conosciamo la filosofia e la letteratura Romana e Greca, prese dai musulmani nelle aree che occuparono, ma abbiamo molte poche informazioni riguardo le altri parti d’Europa; le parti dove i «primi cristiani» ed i loro Europei convertiti regnavano liberi. Sappiamo alcune cose perché i cristiani «per errore» documentarono informazioni riguardo la cultura Europea nel loro tentativo di demonizzare i nostri antenati. Abbiamo anche una manciata di libri, come le Edda, documentate dai cristiani per altre ragioni. (Nessuno di questi libri è stato scritto da un autentico ebreo, ovviamente.)

I cristiani più stupidi asseriscono che «se non fosse stato per quei cristiani che documentarono le informazioni in quel modo, non avremmo saputo assolutamente nulla riguardo la religione Europea». Niente potrebbe essere più distante dalla verità; se non fosse stato per i cristiani, innanzitutto la nostra cultura Europea sarebbe rimasta intatta.

Nel XX ed anche nel XIX secolo molti Europei, come Julius Evola, si rivolsero verso l’Asia meridionale per trovare informazioni riguardo il retaggio Europeo. Fecero ciò poiché videro che molto del retaggio Europeo era meglio conservato lì che qui. Gli asiatici meridionali non patirono mai (quanto noi) a causa dei giudei o della maledizione del cristianesimo creata dai giudei, quindi sebbene le loro classi elevate non fossero più Europee, per come lo erano state in passato, le loro religioni in parte lo erano. Per questo c’è molto da scoprire lì, in particolare in India e in Tibet, che potrebbe insegnarci ed aiutarci a comprendere meglio la nostra cultura Europea.

Nessun albero può crescere senza le proprie radici, nessun edificio può ergersi senza fondamenta. Affinché l’Europa cresca – o anche solo sopravviva – abbiamo bisogno delle nostre radici. Abbiamo bisogno di costruire il futuro su fondamenta Europee. Le radici di un altro albero non recano benefici al nostro albero. Le fondamenta di un’altra casa non sono adatte alla nostra. Senza il nostro passato, praticamente, non abbiamo futuro!

La saggezza perduta che non possiamo ritrovare – nell’erba verde, in rovine abbandonate, in caverne buie o nascosta sotto strati di muschio – possiamo ricostruirla dalla memoria! Sì, dalla memoria del sangue. Dopotutto siamo ancora Europei, la maggior parte di noi ad ogni modo, e come un pozzo di saggezza il nostro cuore e il nostro sangue possono nutrire i nostri spiriti e le nostre menti ed insegnarci ciò che è andato perduto. Possiamo dare ascolto alle voci dei nostri antenati e ricostruire la nostra magnifica Europa!

Henschel3

***

Ah, ma molti fraintendono questo approccio e pensano giri tutto attorno ad un ritorno al passato. Non lo è; è una continuazione nel futuro, ma con un’altra direzione. Raccogliamo le parti buone del passato (poiché in precedenza l’abbiamo perso) e lo portiamo con noi nel futuro! Conserviamo anche le parti buone che – malgrado il giogo ebraico – abbiamo creato negli ultimi millenni. Non buttiamo via nulla di buono: accantoniamo soltanto il brutto, il marcio, il disonesto, il falso, l’ingiusto, il codardo, il disonorevole; il non-Europeo!

La vita non è la maledizione di un qualche «dio» desertico fittizio, in cui dobbiamo soffrire in quanto creature così orribilmente peccaminose, e per cui dovremmo fare del nostro meglio per rimpiazzarla con un posto nel «paradiso» ebraico. La vita sulla Terra ha un significato in sé! Non c’è nulla di meglio della vita sulla Terra! Certamente, possiamo goderci una pausa dalla vita (ergo la morte) di tanto in tanto, prima di ritornare a goderci nuovamente la vita, a crescere e diventare migliori, ma l’obiettivo non è riposare; l’obiettivo è vivere e vivere in un buon modo!

La vita è bella se coltiviamo il buono in noi e nel mondo in cui viviamo, ed il male è presente nella vita per portare l’opportunità al bene di compiere la propria opera, per così dire. Non ci sbarazzeremo mai di tutto ciò che è «negativo», ed ovviamente se lo facessimo segnerebbe la nostra condanna – perché abbiamo bisogno del male per crescere o per restare forti, per imparare. L’obbiettivo non è il fine ultimo in questo contesto: lo è la strada per l’obbiettivo.

Anche oggi, in un mondo soffocato dall’oscurità giudaica e dalla disperazione, dovremmo vederla come un’opportunità! Noi – a differenza di così tanti nostri antenati – abbiamo l’opportunità di sconfiggere un nemico prossimo ad assassinare non soltanto una famiglia, una tribù o addirittura un popolo, bensì un’intera razza – addirittura una specie! Abbiamo l’opportunità di diventare Eroi più grandi e più importanti di qualunque Eroe prima di noi! Abbiamo l’opportunità di sconfiggere un nemico più forte, più grande, più potente, più orribile e più crudele di qualunque nemico l’Europa abbia affrontato in passato! Rallegratevi! Prendete le vostre spade e caricate (metaforicamente parlando, ovviamente…)! I bardi canteranno della vostra storia per le ere a venire, se lo farete.

L’Europa è la culla dell’eroismo e dell’inventiva, della filosofia e della giustizia! Credere che l’uomo nato da questa culla sia qualcosa di diverso è semplicemente ridicolo. Il futuro è radioso per ogni grande uomo – e tutti gli altri uomini forgiano sé stessi: semplicemente scelgono di essere grandi! Ogni Europeo ha in sé l’essere grande – il fare cià ch’è giusto incuranti dei costi personali o dei rischi! Anche tu!

Uccidiamo la bestia (metaforicamente parlando…) e salviamo l’Europa! Possiamo – e lo faremo! HailaR WôðanaR! 

img_6997

Traduzione a cura di Leandro Ippolito

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s