Sul Voto

Articolo originale di Varg Vikernes.

Al giorno d’oggi tutte le elezioni politiche sono delle bufale e l’interno sistema di voto altro non è che un mezzo per tenere in riga i pecoroni. Il voto, tuttavia, era qualcosa d’altro…

Un po’ di musica prima di continuare.

Il voto nell’Europa pagana non era tanto il diritto dell’elettore, quanto più il suo dovere. Non era un privilegio tanto quanto non fosse un peso. Oggi, qualunque persona che vive nel tuo paese da almeno tre anni o più e che ha compiuto almeno 18 anni può votare. La sua intelligenza, fedeltà, conoscenza, legittimità, spirito di sacrificio e legame con la terra in cui vive sono completamente irrilevanti.

In passato, tuttavia, il voto era concesso solo ai nobili che erano sposati, e prima che cominciate a farvi strane idee: la nobiltà dell’Europa pagana costituiva il 70-75% della popolazione, se non di più. Il restante 25-30% era composto da uomini liberi e da schiavi (questi ultimi non essendo veri e propri schiavi, quanto più dei servitori) — ed ovviamente, anche qualche fuorilegge.

Nobile era il nativo che possedeva una propriertà allodiale, proprietà che era in possesso della sua famiglia da molte generazioni, di solito almeno cinque, o anche per 250 anni o più. Le regole esatte in questo contesto erano diverse da un regno all’altro, e cambiavano anche nel corso del tempo.

Solo ai nobiluomini era concesso di votare, non perché le donne fossero considerate come inferiori, quanto più perché solo i nobiluomini sposati potevano votare, e si assumeva che si erano consultati con le proprie mogli e avevano da esse ricevuto dei consigli prima che ogni votazione avesse luogo. Inoltre non solo doveva essere sposato, ma doveva avere anche dei figli! Il voto che esprimeva non era solo il suo personale, ma quello della sua famiglia. Quindi : una famiglia, un voto.

L’idea era quella che solamente agli individui profondamente radicati nella nazione e a quelli con dei figli era consentito di influenzare la direzione che la nazione doveva seguire, poiché solo loro avrebbero avuto ben presente gli interessi della nazione all’atto del voto. Solo loro avrebbero avuto a cuore il futuro della nazione!

Quindi, per che cosa esattamente votavano?

Re e Regina governavano sulla terra, ossia si assicuravano che il regno, gli interessi della gente e le tradizioni venissero protette, ma ogni qual volta delle decisioni importanti dovevano essere prese, di solito in riguardo se il regno dovesse o meno entrare in guerra, ai nobili veniva chiesto di votare o contro o a favore. Solo il Re poteva richiedere che una votazione del genere avesse luogo, e l’imparziale Regina giudicava circa l’esito del voto.

La maggior parte delle volte erano i nobili a governare le proprie vite; coltivavano le loro terre e i loro interessi come giudicavano più giusto, mentre si affidavano alla figura del Re solo in casi di laeadership militare o religiosa, o per quando i nobili erano in conflitto tra di loro : il Re era un dio, ed era anche il dio della giustizia.

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Il Re era il Capo del Regno, ma ogni Nobile era il Capo della sua proprietà allodiale, e nemmeno il Re in persona poteva interferire su tale sacro diritto, e questo diritto era simboleggiato dall’Alto Seggio, noto come Öndvegi (“Il viaggio/la strada degli spiriti”) — così chiamato perché i diritti e i doveri del nobile antenato venivano trasferiti al primogenito nel momento in cui questi si sedeva sul seggio del padre defunto acquisendo così il dominio e la gestione della famiglia e della proprietà allodiale.

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Rispetto all’Europa del giorno d’oggi, quella pre-cristiana era molto diversa, sotto moltissimi aspetti, anche per quanto riguarda appunto il votare, il diritto al voto e il motivo del voto.

Io voto per un ritorno ad un’Europa europea, in cui vige la tradizione avita che siano i migliori uomini e le migliori donne a proteggerla. L’unica cosa che dovrebbe essere diversa nell’Europa del futuro è il livello di tolleranza nei confronti di influenze aliene distruttrici. A nessun uomo dovrebbe essere permesso di abbracciare le idee di persone aliene o di permettere di far crescere queste idee sulla sua proprietà allodiale.

HailaR BalðuR!

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La tolleranza è la virtù dell’uomo senza convinzioni — G.K. Chesterton
Traduzione a cura di Marco Prandini
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