Come in Cielo, così in Terra

Il matrimonio pre-cristiano era di natura sacra, era un’unione tra due divinità! Il Re e la Regina rappresentavano rispettivamente il Dio del Cielo (TîwaR) e la Dea della Terra (Erþô), ed in loro anche tutte le altre divinità. L’uomo e la donna sposati comunemente rappresentavano anch’essi le divinità; rispettivamente il dio della buona salute, della forza giovanile e della libertà (FraujaR), e la dea dell’amore, della libertà, della bellezza giovanile e della salute (Fraujon). Presumo ciò in quanto l’ultimo nome è tuttora utilizzato, in Scandinavia ed in Germania, come titolo per le donne sposate; lo scandinavo «Frue» ed il tedesco «Frau» significano «Donna Sposata» (utilizzati come il termine «Madame») ed entrambi derivano dal nome di Freyja (Fraujon). La sua versione maschile sembra essere stata rimpiazzata, ad un certo punto, dal più aggressivo «Herre» («condottiero»).
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Mia moglie ha ipotizzato, ed io convengo, che le divinità rappresentassero differenti tappe nel «progresso» di una persona attraverso la vita, e ciò avrebbe senso se presupponessimo allora che il matrimonio in sé garantiva all’uomo e alla donna questi titoli. Avevano in tal caso raggiunto il livello di «FraujaR» per gli uomini e di «Fraujon» per le donne. Se non ti fossi sposato, il tuo sviluppo spirituale, intellettuale, emotivo e addirittura fisico avrebbe stagnato; dovevi sposarti per poter continuare al livello successivo – come se il matrimonio fosse un rituale iniziatico in un culto misterico con diversi ranghi. Il rango che conseguivi prendeva il nome da una divinità, e quando ottenevi questo rango tu diventavi quella divinità. Da quel momento iniziavi ad assumere il ruolo di quella divinità nella tua società.

Nel lontano passato la società, naturalmente, era molto diversa da ciò a cui siamo abituati ed ogni gruppo (nomade) probabilmente era costituito, in origine, soltanto da un’unica (larga) famiglia, ciascuna di essere rappresentante ciò che definiremmo una divinità. Più individui potevano anche rappresentare ed assumere il ruolo di una stessa divinità, poiché la divinità non era collegata ad un singolo individuo o personalità. Poteva addirittura essere trovata anche in alberi, piante ed animali. Alcune divinità potevano benissimo non essere presenti nel gruppo, qualora nessuno avesse ottenuto questo rango.

Queste grandi famiglie si scambiavano figli e figlie con altre grandi famiglie che incrociavano il loro cammino, o che forse incontravato in luoghi speciali.

Gli Europei combinavano i matrimoni; innanzitutto i genitori s’incontravano e discutevano la faccenda, e qualora fossero stati d’accordo i bambini in questione erano fidanzati; avevano in progetto di sposarsi più avanti. Quando diventavano adolescenti erano fidanzati normalmente, a meno che ovviamente uno di loro non volesse, e poi infine si sposavano quando la donna era diventata un’adulta. Gli uomini, di norma, erano più grandi delle donne (di circa 5-15 anni) poiché le donne sono più adatte a dare alla luce un bambino quando sono giovani adulte, e gli uomini sono più adatti a nutrire e proteggere le proprie mogli e bambini quando sono un po’ più grandi. Gli uomini sono all’apice della loro forza verso i 30 anni.
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Il compito del ragazzo o del giovane uomo fidanzato era di proteggere, colpire e conquistare il cuore della sua fidanzata. Lei poteva perfettamente respingerlo quando si sarebbero dovuti fidanzare (o anche prima, se è per questo), pertanto lui doveva davvero fare del suo meglio per affascinarla. Aveva un’altra ottima ragione per essere un (giovane) uomo buono, abile, forte, coraggioso, gentile, onesto ed onorevole in ogni accezione!

Potreste dire che magari nessuno dei due avesse un qualche interesse verso l’altro, ma se pensate in quel modo sottovalutate i nostri antenati; perché avrebbero organizzato un matrimonio tra due individui che non si piacevano? In origine non c’erano confini, né regni, né schiavi, né potere sugli altri! Niente accordi da fissare. Niente di quel genere! Conducevano sane vite nomadi, tutti liberi dalla schiavitù! E parlavano ai propri figli! Loro – a differenza dei genitori moderni – socializzavano un sacco coi propri figli. Conoscevano loro e le loro simpatie e antipatie. Incontravano altre famiglie, e possiamo credere che spesso vivessero per lunghi periodi con altre famiglie, pertanto avevano un sacco di tempo per conoscersi gli un gli altri.

Col tempo le grandi famiglie divennero tribù, e più in là queste tribù si stanziarono da qualche parte, ed i primi regni Europei vennero fondati. Il sistema coniugale era ancora lo stesso, che TîwaR fosse il capo di una famiglia nomade o di una tribù stanziale. Subì un paio di cambiamenti col passare del tempo ed il mondo cambiò, non ultimo per l’arrivo dell’agricoltura, ma le fondamenta e l’idea erano le stesse.

Quando i nemici dell’Europa oggi attaccano la nostra antica istituzione coniugale, lo fanno perché è il pilastro che regge tutto quanto; è il collante che tiene insieme l’Europa! Il nucleo familiare, guidato da un uomo ed una donna in un matrimonio sacro, che crescono ed educano i loro figli, è ciò che ha permesso all’Europa di sopravvivere a 2000 anni di cristianesimo. Loro hanno demolito e rimosso con successo così tanto di ciò che era nostro, ma non ci sono ancora riusciti con quest’istituzione sacra! Ci provano – ci provano più forte che mai – ma sebbene il femminismo e la femminilizzazione dell’uomo hanno un qualche successo, l’antica istituzione coniugale Europea si erge forte nei cuori di tutti i veri Europei! «Come in Cielo, così in Terra»; ci sposiamo proprio come i nostri dei e le nostre dee, e così facendo portiamo il Cielo Divino giù sulla Terra – nella veste di un’istituzione coniugale spirituale, intelligente, antica e potente! HailaR WôðanaR! HailaR Fraujon! 

Traduzione a cura di Leandro Ippolito

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