La Genealogia delle Divinità

Riteniamo comunemente che sia importante sapere chi è il padre, la madre, il fratello o la sorella, il figlio o la figlia di questa o quella divinità, nello stesso modo in cui è importante per noi uomini mortali conoscere i nostri legami di parentela. Naturalmente l’uomo moderno anti-Europeo, e la scienza Ebraica della psicologia in particolare, hanno usato le storie riguardanti le differenti relazioni amorose delle divinità e le loro relazioni familiari per presentare le nostre divinità come adultere e incestuose, ma come sempre hanno sbagliato tutto.

La dea Freyja viene descritta come se avesse relazioni amorose con un certo numero di altri individui, e questo suona orribile fino a quando non realizzi che lei è semplicemente una immagine della donna sposata in generale – e naturalmente differenti donne sposate hanno relazioni amorose con differenti uomini; con i loro propri mariti. In altri contesti le relazioni amorose di Freyja sono semplicemente metafore o anche misteri (come nel caso della fiaba di Biancaneve).

Freyja dorme con sette nani per ottenere Brísingamen, la sua collana dorata.

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Quando viene detto che Freyja è sposata col suo fratello gemello, Freyr, si ha ancora una prova del fatto che vedevano il concetto di libertà sia come maschile che femminile, o possibilmente intendevano che esso fosse leggermente differente per ognuno dei sessi. Non c’è nulla di incestuoso riguardo a ciò. I loro figli, gli elfi chiari, non sono che gli spiriti immortali a cui l’uomo iniziato si connette e unisce quando vengono liberati da Freyja-Freyr.

Il Brisingr (“Fuoco”), che forma la Brísingamen; la collana di Freyja, che può essere vista attorno al suo collo come una collana di fuochi lungo la costa, nel momento in cui lei nasce dalla schiuma del mare nel Solstizio d’Estate.

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Anche gli dèi sono concetti e rappresentano qualcosa in ogni uomo iniziato, e le loro relazioni amorose spesso apparentemente adultere sono spiegazioni di differenti fenomeni. La progenie di queste relazioni apparentemente adultere non sono che gli effetti e le conseguenze del fenomeno in questione.

Quando una divinità è ad esempio il padre di un’altra, non significa che abbia realmente generato l’altra, ma ad esempio che la prima ha dato ragione a quest’ultima di venire all’esistenza, o che la padronanza dei poteri della prima sono un prerequisito per il padroneggiamento dei poteri della seconda. Ad esempio, come prima hai bisogno di conoscere l’alfabeto per poter poi leggere un testo; così in un linguaggio mitologico l’Alfabeto è il padre della Lettura, e la Lettura la figlia dell’Alfabeto. Nessuna divinità ha in realtà mai procreato nella vita reale, quindi non hanno figli o figlie, non hanno padri o madri, e nemmeno fratelli o sorelle; non sono che potenze all’interno di ognuno di noi – e giacciono lì dormienti fino a che non vengono fatte “nascere” o “risvegliare” dal giusto mistero iniziatico o tramite altri inneschi.

Per almeno alcuni casi questo diviene alcune volte anche piuttosto ovvio, come quando Atena (Scandinavo Sága) nasce tutta armata dalla fronte di Zeus (qui Scandinavo Óðinn). Ovviamente la dea della saggezza, della tradizione, della filosofia, del coraggio, dell’ispirazione et cetera, nasce dalla mente allerta.

Quindi proprio come non ci sono differenti razze di dèi, non ci sono nemmeno differenti famiglie di dèi. Le divinità sono relazionate tra loro non come gli uomini mortali, ma come fenomeni naturali o supernaturali, come effetti e contro-effetti, azioni e reazioni, et cetera, e per comprenderle dobbiamo pensare ad esse come tali e comprendere il linguaggio mitologico dell’Europa. Il Tuono (Þórr) segue il Fulmine (Loki), perché puoi sempre sentire il tuono dopo aver visto il fulmine, e il Tuono è sposato con il Raccolto (Sif) perché il Tuono porta la pioggia, e la pioggia il Raccolto.

Perversi psicologi Ebrei possono continuare a sognare quanto vogliono riguardo a relazioni adultere e incestuose tra le divinità Europee, mentre abusano mentalmente o addirittura fisicamente (come spesso fanno) dei loro pazienti, ma almeno il resto di noi dovrebbe invece relazionarsi con la realtà, e ignorare tutte le loro suggestioni e accuse meschine e ignoranti in relazione ai nostri Onorevoli Dèi e Dee! HailaR WôðanaR!

Freyja guida il suo carro, tirato dai suoi due gatti, Brundr (“gatto maschio in calore”) e Kaelinn (“accogliente, “coccolone”)!

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Traduzione a cura di Artuso Fabio

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