Il Ritorno dell’Uomo

Post originale di Varg Vikernes

L’uomo moderno è una creatura spezzata, una creatura addomesticata non migliore rispetto al bestiame, ed il mescolamento di specie è ciò che l’ha causato – come spiegato qui, qui e qui. Ha avuto inizio molto tempo fa, e continua ad accadere mentre noi parliamo, e probabilmente andrà avanti per ancora un po’ di tempo prima che l’uomo moderno scompaia.

Il genere umano tuttavia ha ancora qualità, individui degni di vivere, forti nella mente e nel cuore, nelle membra e nelle ossa. Essi fuggono alla domesticazione umana, provano repulsione per questa e muovono passi per liberarsi dalla gabbia in cui vivono. Essi capiscono che il nostro moderno stile di vita – con l’addomesticazione di uomini ed animali – è distruttivo e cercano di trovare delle alternative.

Essi non si aggrappano al sogno utopico secondo cui tutti i nostri problemi saranno risolti nel futuro da un’ulteriore “progresso” nella tecnologia e nella scienza, da parte di qualche deus ex machina. Il “progresso” sta in effetti soltando addomesticandoci di più, e di conseguenza sta solo accelerando il declino dell’uomo (come può essere visto chiaramente negli ultimi cento anni o giù di lì). Invece gli uomini buoni accettano la realtà e sanno che gli dei devono scegliere i migliori tra l’umanità, per così dire, e lasciare che il resto vada incontro alla morte ed all’oscurità. Quei pochi prescelti devono essere preservati per ciò che verrà dopo il grande diluvio – che dovrà giungere e che Madre Natura porterà con se stessa.

Il vero “dio dalla macchina” è l’uomo che siede e scopre come può sopravvivere al grande diluvio, e tornare allo stile di vita dei più antichi. Egli inoltre capirà che tutta la tecnologia con cui ci circondiamo, che ci rende la vita così facile, ci sta soltanto rendendo più deboli, stupidi ed inutili, e deve anch’essa cadere nell’oblio. E restarci.

Un po’ di musica prima di continuare:

Quando un uomo nel nuovo mondo cerca di rendere qualcosa più facile non gli sarà consentito. La vita è per il forte ed il capace, il sano (bellissimo) e l’armonioso, non per i pigri smidollati che cercano sempre di prendere i percorsi più brevi per i loro obiettivi. L’uomo diventerà nuovamente migliore, lentamente dapprima, e poi più celermente, finchè non sarà forte, capace, bellissimo ed armonioso com’era un tempo, nei secoli ormai dimenticati. Finchè non sarà ciò che può e che deve essere. HailaR MannR! HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Andrea Calistro

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