Di Guerra & Duelli

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Gli uomoni Europei spesso glorificano la guerra: la volontà di sacrificare se stessi dei guerrieri, la fiducia speciale e il cameratismo forgiato tra uomini in guerra e l’abilità e l’opportunità per gli uomini di mostrare il loro coraggiom forza ed abilità! L’immagine romantica del guerriero è molto forte per noi!

In realtà la guerra è ovviamente orribile. E’ non solo orribile, perché ciò che glorifichiamo in questo contesto è anche vero, ma è prevalentemente orribile. Specialmente quando viene a coinvolgere donne e bambini, come al giorno d’oggi, e come ha sempre fatto.

La guerra è in realtà un fenomeno piuttosto moderno: arrivò con l’agricultura nel Neolitico, perché l’uomo si insediò e comincio ad avere interessi conflittuali che mai aveva avuto in precedenza, di solito a proposito del terreno, e ciò colpì non solo gli individui, ma le tribù intere.

Prima dell’agricoltura, la “guerra” non esisteva, come viene suggerito da tutte le prove archeologiche. Invece, avevamo i duelli

Un duello, visto da un artista estremamente ignorante del primo Ventesimo secolo che, per qualche strana ragione, credeva che i Vichingi avessero le corna sui loro elmi…

Viking Duel

Il duello continuò ad esistere in Europa in tempi storici, anche dopo l’introduzione dell’agricoltura, ed in un certo senso lo è ancora, almeno coi bambini, che ogni due per tre si accordano per sistemare le cose con una giusta battaglia [NdT – “fight”], ragazzo contro ragazzo (o forse sono io che sono semplicemente troppo vecchio… almeno noi usavamo fare così).

Il concetto del duello era quello di permettere ad ogni famiglia o tribù di presentare un campione che li rappresentava. In questo modo, le sofferenze e le perdite venivano ridotte al minimo per entrambe le fazioni, ed era davvero un modo molto onesto di sbrigare le dispute. Il campione forgiava un forte legame con la sua famiglia o tribù, rappresentandoli e combattendo per loro, e di fatti essi gradivano tutti gli aspetti positivi della guerra, menzionati nell’introduzione di questo post.

Spesso si pensa al duello come ad un evento altamente mortale, almeno per uno dei duellanti, ma in realtà era raramente mortale. Le regole per il duellare variavano molto nell’Europa Antica, ma generalmente parlando, possiamo dire che l’idea era quella di due uomini che si incontravano a combattere su di una piccola isola, all’interno di un circolo di pietre oppure in cima ad una collina, o ancora in qualche altra area delimitata (come nel Sumo). Quando si utilizzavano le armi, raramente lo scopo era quello di uccidere l’altro campione, o di mutilarlo: lo scopo era quello di assicurarsi che l’altro campione fosse il primo ad infortunarsi. Il primo che sanguinava perdeva il duello. Semplice. Avevano anche altre regole, come ad esempio quello di ridurre a tre il numero di scudi che ogni campione aveva il diritto di usare nel duello, e ovviamente la parte sfidata aveva il permesso di scegliere il tipo di duello che si doveva tenere.

Sprecare gli uomini migliori in guerra è una follia. Vedete, i migliori uomini muoiono in guerra, e di conseguenza non possono produrre figli ereditanti le loro qualità.  Muoiono in quanto sono quelli più disposti a sacrificare se stessi e perché sono i più coraggiosi, e di conseguenza hanno più probabilità di morire per primi. Ed è ciò che fanno. Ed è ciò che fecero. En masse. I nostri migliori uomini sono stati falciati come fieno, per migliaia di anni, riducendo, anziché incrementando, la qualità della nostra specie. Gli uomini che rimanevano ad ingravidare le donne erano la maggior parte delle volte di qualità inferiore.

Non avreste preferito se, per esempio, l’eroe Norreno sul ponte Stamford (del quale gli uomini contro cui stava combattendo dissero che avesse ucciso 40 dei loro guerrieri tutti da solo) fosse invece sopravvissuto e fosse in grado di procreare? Se potessimo assumere che egli non ebbe figli prima di questo fatto, i suoi geni buoni sarebbero andati persi per sempre a causa della guerra. Che perdita per l’Europa!

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D’ora in poi, quand’unque io parli caldamente di guerra, vi prego di ricordarmi del fatto che i duelli sono molto meglio, sotto tutti gli aspetti, fintanto che i fratelli Europei si combattono tra di loro. I campioni che rappresentano le tribù in un duello non sono meno eroici ed ammirevoli dei guerrieri che scendono in battaglia. Il campione sopravvive. Ed avrà la donna migliore al contrario di un uomo a lui inferiore. Ed egli procreerà. E di conseguenza migliorerà la qualità genetica della nostra specie!

Abbracciamo un sistema per l’Europa che lasci che i migliori tra noi prevalgano, alle spese dei peggiori. Non vice versa.

La guerra è solo qualcosa che dovremmo cercare quando tutte le altre strade sono chiuse. HailaR WôðanaR!

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PS. A coloro che pensano che i duelli debbano solo essere in merito alla forza fisica, e quindi promuovendo soltanto dei bruti, posso dirvi che i duelli erano spesso di natura intellettuale: duelli di parole erano abbastanza comuni. Lottavano in duelli d’ingegno, e il più intelligente emergeva come vincitore. A volte anche il più divertente vinceva. “Il primo che fa ridere (una parte imparziale) ha vinto“. Conosciamo questo tipo di sfide anche dalla mitologia, quando Loki deve far ridere Skaði come parte di un accordo.

Traduzione a cura di Marco Prandini

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3 thoughts on “Di Guerra & Duelli

  1. Pingback: About War & Duels | Thulean Perspective

  2. Pingback: Au sujet des duels | Thulean Perspective Français

  3. Pingback: Sobre la Guerra y los Duelos | Hermandad Pagana

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