Waltzing WargaR V (Il Risultato del Caso di Espulsione)

Prima di tutto desidero ringraziare tutti quelli che mi hanno supportato in questo caso, sia quelli che hanno effettuato delle donazioni di modo che potessi permettermi il processo, e quelli che erano presenti lì con me, fisicamente o con lo spirito.

Come alcuni di voi sapranno, il ministero degli interni in Francia voleva espellermi dalla Francia, ovviamente per nascondere i crimini già da loro commessi nei confronti della mia famiglia: buttarci fuori ci renderebbe molto difficile far sì che il sistema giudiziario in Francia scopra questi crimini. Sebbene non penso che il sistema politico in Francia, apparentemente, funzioni come si deve, così come in molti altri paesi Europei aggiungerei (nulla di speciale per quanto riguarda la Francia in questo contesto), il sistema giudiziari in Francia sembra funzionare come si deve. Almeno per adesso (…), e, immagino, nonostante il degrado che sembra provenire dalla leadeship politica. (“Il pesce marcisce dalla testa”).

Non dovrebbe destare alcuna sorpresa in voi il fatto che la commissione in Brive la Gaillarde si sia pronunciata a mio favore. Tutti quelli lì presenti quel giorno probabilmente già sapevano che sarebbe stato questo il risultato. Posso anche aggiungere che sono giunti a questa conclusione, senza alcun ritardo, il giorno stesso in cui eravamo lì: il 10 di Settembre. Diversamente da quanto  dice la stampa, non c’era nulla che suggerisse la mia espulsione, quindi perché indugiare?

In merito ai miei trascorsi criminali dicono: “E’ un fatto costante quello che il Sig. Kristian VIKERNES non sia mai stato condannato per nessun motivo in Francia“. Sono qui dal Febbraio 2010, quindi, se fossi un criminale sono sicuro che la Francia lo saprebbe ormai. (Testo originale: “il est constant que Monsieur Kristian VIKERNES n’a fait l’objet d’aucune condamnation pénale en France”.)

In merito al mio lavoro di promozione di ideali Europei pre-Cristiani, e al tentativo del ministero dell’interno di bollare tutto ciò come “neo-Nazismo”, “razzismo” ed “anti-Semitismo” dicono che: “Considerato che, anche se egli sa di esprimersi su un blog con lo scopo di promuovere la cultura Europea pre-Cristiana, nega la natura razzista e neo-Nazista di tali espressioni, nel senso che tali espressioni [usate dal ministero dell’interno come prova] sono traduzioni inaffidabili  non fatte da lui e che sono prese fuori dal contesto“. (Testo originale: “Considérant que s’il l’intéressé reconnaît tenir des propos sur un blog visant à promouvoir la culture européenne pré-chrétienne, il conteste le caractère racial et néo-nazi des propos estimant que la traduction proposée n’est pas fiable et qu’il ne s’agit que d’extraits, non inscrits dans leur contexte.”)

In merito al mio “survivalismo” dicono che: “questo stile di vita non è una minaccia e non entra in conflitto con l’ordine sociale.” (Testo originale:“ce mode de vie n’est pas en soi constitutif d’une infraction, ni d’une attitude menaçante pour l’ordre social”.)

La loro conclusione è: “Considerando tutto quanto detto fin’ora, la suggerita decisione d’espulsione non è in alcun modo necessaria per la sicurezza dello Stato o per la pubblica sicurezza, e che nessun elemento in questo caso risulta caratteristico di una minaccia effettiva, attuale e sufficientemente grave per uno degli interessi fondamentali della collettività.” Testo originale: “Considérant qu’il résulte de l’ensemble de ce qui précède que la mesure d’expulsion projetée ne répond à aucune nécessité impérieuse pour la sûcreté de ‘Etat ou la sécuritè publique et qu’aucun élément du dossier ne caractérise un comportement personnel représentant une menace réelle, actuelle et suffisamment grave pour un intérêt fondamental de la société.”)

“Basandosi su quanto summenzionato la commissione si pronuncia contro l’espulsione del Sig. Kristian VIKERNES.” Testo originale: “Considérant que par suite, la commission émet un avis défavorable à l’expulsion de Monsieur Kristian VIKERNES.”)

Questo potrebbe comunque non fermare il Sig. Valls dall’espellermi, ma assicurerà con buona intensità che se decidessi di appellarmi al sistema giudiziario (e ovviamente lo farò) essi annulleranno la sua decisione e mi permetteranno di ritornare. Non vi è alcuna ragione per espellermi, ed ora il sistema giudiziario in Francia si è espresso alla stessa maniera. HailaR Furasitan! HailaR WôðanaR!

PS. Poiché il mio cosiddetto passato criminale viene tirato in ballo di volta in volta, aggiungo che il sistema politico in Norvegia è marcio fino al midollo, così come il sistema politico in tutte le altre nazioni Europee, ma diversamente dalla Francia, anche il sistema giudiziario Norvegese è marcio fino al midollo. Gli Europei dell’Est che arrivano in Norvegia ed entrano in conflitto con la legge dicono tutti la stessa cosa. Questi Europei dell’Est sono davvero dei criminali professionisti, e girano l’Europa per rapinarci, ma mi hanno detto che il sistema giudiziario in Germania funzionava: il sistema ha effettivamente bisogno di prove per condannarti. Mi hanno anche detto che il sistema giudiziario in Francia funzionava: il sistema ha effettivamente bisogno di prove per condannarti. Il sistema giudiziario in Norvegia, d’altro canto, è proprio come il sistema giudiziario dell’Unione Sovietica: ti condannano non perché abbiano delle prove, ma perché pensano che tu sia colpevole. Loro vogliono condannarti, e quindi lo fanno.
La mia esperienza con il sistema così detto “giudiziario” in Norvegia è molto negativa. Nel mio caso, hanno fatto sì che dei testimoni dicessero falsa testimonianza contro di me, e mi condannarono solo su tale base. Non c’erano altre prove di alcun tipo! Una persona sola ha affermato di essere stata accompagnata da me in ogni caso di incendio doloso: e chiaramente tutte queste persone erano amici della persona che ho ucciso, e gli venne inoltre promessa (dalla KRIPOS, la “polizia criminale”) una punizione più indulgente se avessero detto falsa testimonianza contro di me. Nel 1988 Bård G. Eithun confermò pure tutto ciò alla corte, sotto giuramento. Gli altri testimoni si rifiutarono di dire qualsiasi cosa, oppure semplicemente non si sono presentati (e deduco che fosse questo il caso perché avevano ormai avuto il tempo di meditare sulle proprie azioni pietose). Quindi, non c’era nessuna prova fisica, eppure fui condannato – di nuovo – e per gli stessi crimini, a pagare circa 40 milioni di NOK a compensazione degli incendi, in aggiunta ai 21 anni da trascorrere in prigione assegnatimi nel 1994, quando venni condannato la prima volta.
Il caso di “omicidio” non fu chiaramente diverso, e il mio tentativo di salvarmi la vita divenne un “omicidio premeditato” portato a termine in una “maniera brutale”. Il fatto che colui che ho ucciso abbia pianificato di torturarmi a morte fu completamente ignorato (anche dai media…). Secondo loro non ebbi alcun motivo comprensibile per ucciderlo, così affermarono, e i media si inventarono persino delle storie circa una “lotta per il potere” nel Black Metal underground (di cui all’epoca io nemmeno facevo parte…). Anche se avessi pianificato di ucciderlo a Oslo quel giorno, il fatto che egli abbia pianificato di torturami a morte sarebbe stato almeno da prendere in considerazione come possibile motivo, e chiaramente sarebbe stato un fattore positivo per me, ma no: non ebbi “nessun qualsivoglia valido motivo” per “ammazzare brutalmente” quel “povero” (auto-proclamato adoratore del diavolo) Øystein Aarseth.
Una sentenza di 21 anni in Norvegia significa che devi servire 12 anni in prigione, e successivamente verresti automaticamente rilasciato, con un periodo di detenzione di 9 anni in sospeso sul tuo conto in caso avessi commesso nuovamente qualcosa di simile. Quindi in pratica mi dettero 12 anni come periodo di detenzione. Ora, nel 2001 è stata fatta una nuova legge in cui si affermava che se ti è stato dato un periodo di detenzione di 21 anni, avresti invece servito 14 anni in prigione, e incredibilmente hanno reso questa nuova legge retroattiva. Questo ovviamente viola non solo la costituzione Norvegese, ma anche la legge internazionale. Ora, non l’hanno resa retroattiva come regola generale: l’hanno resa retroattiva soltanto il relazione al mio caso. Per esempio, un Iracheno, che stuprò e uccise una ragazzina Norvegese ad Oslo nel 1992, che fu condannato a 21 anni, fu rilasciato dopo 12, nel 2004, in quanto, secondo la legge e la giustizia “Norvegese” poteva, ma “ovviamente” io no. Io – a differenza di tutti gli altri criminali che ricevettero una simile condanna in Norvegia prima del 2001 – dovevo servire invece 14 anni. Quindi mi diedero altri 2 anni da trascorrere in prigione soltanto perché avevano reso questa legge retroattiva. Una volta che servì questi 14 anni e chiesi di essere rilasciato, loro – e non sto scherzando – improvvisamente trovarono che non ero stato preparato per un rilascio… Non ero pronto per la libertà, dissero. La ragione di tutto ciò fu che io adesso (a causa dei loro crimini) avevo trascorso così tanto tempo in prigione… (ma che c***o?!) E così trascorsi altri 2 anni in prigione per essere “preparato” alla libertà (che in pratica non significa assolutamente niente: continui solo a servire come facevi prima). Così, quelli che dovevano essere 12 anni sono diventati 16, senza un qualsivoglia valido motivo.
Naturalmente, nel frattempo, la stampa Ebrea in Norvegia continuò a diffondere bugie, continuando la loro calunnia e la loro campagna per demonizzarmi, ma alla fine anche alcuni di loro cominciarono a domandarsi cosa avevano fatto i criminali che governano la Norvegia, e fu probabilmente a causa di alcuni giornali in Norvegia che cominciarono a raccontare piccoli pezzi di verità in quel contesto che il dipartimento di giustizia (i.e. politici a Oslo), dopo accesi dibattiti e solo con un minimo supporto in mio favore decise di rilasciarmi nel 2009. Lo hanno fatto perché hanno praticamente dovuto.

Quindi, perché tutto ciò è successo a me? Perché io – all’età di 19 anni (!) – ho parlato contro la Massoneria, il Cristianesimo, il Comunismo, il Femminismo, il multiculturalismo e altre influenze Ebree in Norvegia, e – forse cosa più importante – perché promuovevo vera cultura Europea: la religione dell’Europa pre-Cristiana. Oggi potrete anche obbiettare dicendo che all’epoca non ero l’individuo più ben informato  o che parla come si deve, e che ero prima di tutto molto bravo a provocarli, ma ciononostante: quello fu il mio vero “crimine”! Desideravo un ritorno ai sistemi di credenza pre-Cristiani, e sì: per loro i veri Ebrei e quelli artificiali – questa è un’enorme minaccia, ed infatti la più grande minaccia di tutte, perché Ôðinn è nel nostro sangue, per così dire, e quando mostrato agli Europei egli può tornare in meno d’un batter d’occhio, e se così fosse tutto il loro lavoro cadrebbe in rovina, e l’Europa prevarrebbe.

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Ôðinn – lo spirito d’Europa – è come brace sotto le ceneri, che sogna di diventare nuovamente un fuoco imponente, illuminando e scaldando il mondo: tutto ciò che ti serve per ravvivarlo è aggiungere qualche rametto secco e dei ceppi di legno.

Traduzione a cura di Marco Prandini

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