Luce Divina

Le erbe e gli alberi venivano anche visti come in possesso del divino: ospitavano anche gli spiriti/dèi. Þôrr risiedeva nell’albero di quercia. Ôðinn in quello di frassino. Sunna (il Sole) nel melo etc. Inoltre, si credeva risiedessero in molti diversi alberi: ad esempio, Sunna (in MYFAROG chiamata col suo vecchio nome maschile Sowilus [=Elio, =Sol, =Khors/Porevit, =Brigandu])

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Da MYFAROG:

“Il tempio di Sowilus è edificato attorno, o nei pressi, di un albero sacro a Sowilus, come l’acacia (acacia) l’arancio (citrus sinesis), la betulla (betula), il faggio (fagus sylvatica), la quercia (quercus), il melo (malus sylvestris), il nocciolo (corylus avellana), l’alloro (laurus nobilis), il cembro (pinus pinea), il pioppo (populus), il sorbo (sorbus aucuparia), o l’albero di limoni (citrus limon).”

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Gli spiriti/dèi erano così importanti per le proprietà di queste piante che quando gli antichi stregoni li tagliavano, per essere utilizzati per preparare pozioni, usavano soltanto dei coltelli o dei falcetti speciali e sacri adibiti a tale scopo: meglio conosciuti come i falcetti d’oro dei druidi, e in Scandinavia per gli incantesimi con le incisioni di rune, linalaukaz (“abbigliamento in lino bianco per i fiori di prato”), a suggerire il fatto che le erbe venivano raccolte (come sappiamo ciò veniva fatto anche dai druidi) nei prati con una tela bianca in lino – per assicurarsi che non fossero “privati” dei loro poteri magici dal contatto con il terreno o qualsiasi altra cosa impura.
Ora, certi spiriti sono deboli, mentre altri sono forti, ma tutti provengono dal Sole: tutta la vita sulla Terra è “causata” e mantenuta dal Sole! Così, ogni cosa la cui vita gli sia stata conferita dal Sole, gli è stato conferito anche uno spirito di qualche tipo, una scintilla dal Sole. Un po’ di Sole sulla Terra. Tepore. Luce. Sì: luce

Tutto ciò può sembrare fantastico, ma è proprio quello che accade nella vita reale: la calda luce del Sole è la causa diretta di tutta la vita sulla Terra, anche se non pensiamo a questo come spiriti. Questa luce poi cambia nel corso del tempo in quanto viene continuamente alimentata da sempre più luce proveniente dal Sole. Anche se si brucia il legno, nel proprio camino nella completa oscurità all’interno di una casa in pietra, questa è sempre luce proveniente dal Sole, perchè anche gli alberi hanno la loro luce proveniente dal Sole. Ogni cosa su questo pianeta ce l’ha!

Beh, forse non ogni cosa, poiché siamo di fatto influenzati in questo contesto non solo dal nostro Sole, ma anche dalle stelle (altri Soli) e dal riflesso della luce del Sole e/o delle Stelle da altri oggetti celesti – comme Mercurio (Loki), Venere (Freyr), la Luna ( Mâni), Marte (Tyr), Giove (Þôrr), Saturno (Heimdallr), Urano (Ôðinn), Nettuno (Njörðr) e anche Plutone (Hel). E chiaramente anche dalla luce riflessa dal nostro stesso pianeta Terra (Jörð).

Questa luce darebbe anche la forma agli alberi e alle piante. Probabilmente sapevano o semplicemente credevano che certi alberi e piante fossero in grado di acquisire e immagazzinare la luce (e il calore) di una o più fonti celesti meglio di altre. La quercia il potere di Þôrr (e di Baldr e di Sunna…), per esempio. A causa di ciò, divennero le forme di queste divinità o spiriti. I loro attributi.
Le divinità più importanti per i nostri antenati non erano, come molti credono oggi, Ôðinn o Þôrr, ma il Sole e la Luna. Anche nel corso dell’Epoca Vichinga il Sole e la Luna rimasero le divinità più importanti – sebbene spesso di sottofondo: come un Re ed una Regina vegliano sulla propria corte. Erano le più importanti fonti di luce. Il Sole durante il giorno, e la Luna durante la notte. L’adorazione del Sole era collegata alle montagne e quella della Luna alle sacre fonti – che riflettevano la luce della Luna. I nomi di gran lunga più comuni in Norvegia supportano tutto ciò, e questi nomi figurano a coppie: il Sole e la Luna. Come Solberg (“Sole Montagna”) e Skadvin (“prato di Skaði”) o Skadvatn (“Lago di Skaði”), sempre posti l’uno vicino all’altro. L’intera penisola Scandinava prende pure il nome dalla dea della Luna Skaði (in origine un dio chiamato Skanþe) della caccia: Skanþinawio (“La Terra di Skaði in prossimità del mare” o “Le Isole di Skaði”).
La luce non influenza solamente i nostri corpi fisici, ma anche le nostre menti. Il pantheon Europeo quindi potrebbe essere una valida lista,  accuratamente investigata, delle influenze divine (della luce) sulla mente umana. Le nostre abitudini e il nostro sangue (=corredo genetico) ci consentono di accogliere più o meno luce dalle diverse divinità,  per rafforzare questa o quella divinità in noi, tanto o poco.
Quindi, la mia tesi sarebbe che noi oggi soffriamo a causa dell’inquinamento luminoso delle città, e che vediamo meno luce divina dentro le nostre case rispetto a quanto facevano i nostri antenati in passato attorno ai falò, sotto ad un cielo stellato (sì, dormivano dentro a delle tende, ma per la maggior parte del tempo stavano all’aperto). Non riusciamo a rafforzare le divinità in noi perché viviamo in città e dentro casa. Forse l’uomo sarebbe migliore, più divino, se vivesse come facevano i nostri antenati. I nostri spiriti non vengono nutriti dagli dèi, ma dalla luce elettrica, dalle luci al neon e forni elettrici. Dei sostituti della luce solare creati artificialmente. Oppure, se insistete che la maggior parte dell’energia elettrica derivi anche, almeno indirettamente, dalla luce solare, allora, come minimo, anche da varie e differenti fonti di luce e calore, con effetti sconosciuti sul nostro spirito e sulla nostra mente. Se la luce solare riflessa da un pianeta venisse cambiata a tal punto da diventare una divinità separata, allora quale divinità sarebbe quella di una luce al neon?  E che cosa fa a noi? Come ci cambia?
Sarà la nostra condanna se non cambiamo tutto ciò,  poiché noi siamo naturali, ma le nostre vite non lo sono. Hail Sowilus! Hail Mano!

oioi

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Traduzione a cura di Marco Prandini

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