Boschi sacri

Le foreste sono sempre state una parte importante della religione e della cultura europea. Tutti gli alberi erano un tempo visti come manifestazioni fisiche delle divinità; in ogni singolo albero risiedeva un dio o una dea, e nessun albero veniva abbattuto senza che ci fosse un buon motivo per farlo. L’antico uomo europeo che pensava di abbattere un albero nella foresta avrebbe prima soddisfatto, offerto servizi o sacrifici alla divinità, nel suo tempio (cioè solitamente un bosco sacro, situato attorno all’albero più vecchio [a loro conosciuto] legato a quella particolare divinità) o all’albero che sarebbe stato abbattuto. Egli spiegava alla divinità perché doveva abbattere l’albero, e a quale scopo sarebbe servito. Questo piccolo atto ricordava all’antico uomo europeo la sacralità della foresta e di ogni singolo albero.

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La foresta è anche la casa di altre manifestazioni delle divinità; tutti gli animali selvaggi trovati in Europa erano visti come manifestazioni fisiche delle divinità. Spesso conosciamo questi animali dalla mitologia come semplici attributi delle divinità: i gatti di Freyja o le capre di Þôrr, i lupi di Ôðinn e i cinghiali di Freyr. In realtà il gatto era Freyja, la capra Þôrr, il lupo Ôðinn e il cinghiale Freyr. Le divinità si trovavano negli alberi e negli animali – e ovviamente anche nell’uomo!

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Noi viviamo in un’epoca diversa ora, in terre in cui gli alberi sono stati abbattuti per fare spazio a pascoli, campi, strade e città. Gli animali scarseggiano pure. Non è rimasto molto a ricordare all’uomo della sacralità delle foreste e della terra, della flora e della fauna. Quindi perché si dovrebbe essere sorpresi dal fatto che le divinità non sono più tanto presenti nell’uomo oggi? L’uomo moderno è una creatura vuota e superficiale, con poca considerazione per il sacro. I pascoli che una volta erano coperti da foreste sono popolati principalmente da bestiame

Vi sprono a prendervi il tempo per visitare una foresta nelle vostre vicinanze. In un giorno caldo e soleggiato noterete che il caldo fuori è insopportabile attraversando i campi che conducono alla foresta, e nel momento in cui metterete piede nella foresta capirete quanto sia realmente importante la foresta. Nella foresta c’è sempre ombra e la temperatura è perfettamente confortevole, a prescindere da quanto faccia caldo fuori. Il Sole illumina la foresta, ma non acceca nulla in essa. Il Sole riscalda la foresta, ma non brucia nulla in essa. La foresta selvaggia è il posto più confortevole, naturale e sicuro che si possa sognare, è ricco di qualsiasi cosa di cui si può aver bisogno, e la sua sacralità dovrebbe essere chiara ad ognuno che vi mette piede. È la casa dei nostri antenati, e il luogo in cui dovremmo vivere anche noi.

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Ahimè! Dobbiamo tuttavia lasciare la foresta, possiamo solo visitare le poche foreste rimaste in Europa di tanto in tanto. Viviamo la maggior parte del tempo in pianure scottate dal sole, accecati e bruciati dai raggi solari che ci avrebbero illuminato e riscaldato se avessimo vissuto nel nostro ambiente naturale. Muovetevi: piantate alberi in tutta Europa, e rianimate il suo spirito morente! Fate sì che gli dei e le dee ritornino, nella natura e nell’uomo! Lasciate che le radici degli alberi facciano a pezzi l’asfalto e il calcestruzzo delle nostre strade; lasciate che le piante entrino nelle spaccature delle nostre costruzioni e le demoliscano; lasciate che i rami spinosi si estendano nei pascoli e nei campi come precursori di alberi alti. Lasciate che Madre Natura si riprenda ciò che le appartiene – e rallegratevene! Siate grati per il suo lavoro, è a vostro beneficio. Facilitate il ritorno della ragione; piantate alberi!

HailaR WôðanaR!

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Qui ci sono alcuni degli alberi che ho piantato in quello che era un pascolo, nel Limousin, France.

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 Traduzione a cura di Vargr í Véum

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2 thoughts on “Boschi sacri

  1. Pingback: Sacred Groves | Thulean Perspective

  2. Pingback: Las Arboledas Sagradas | Hermandad Pagana

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