Il ritmo dell’Universo

Post originale di Varg Vikernes

Generalmente pensiamo ai cambiamenti della natura come cambiamenti, ma per esempio quando le stagioni cambiano esse non lo fanno realmente, perché dopo un po’ di tempo tornano ad essere ciò che erano prima. Quindi in realtà non ci sono stati che piccoli o forse addirittura nessun cambiamento (significativo). Piuttosto che un cambiamento penso dovremmo chiamarlo un ritmo. In un certo senso non ci sono cambiamenti nell’universo, solo ritmi.

Le Ere Glaciali vanno e vengono allo stesso modo; restano per circa 100 mila anni, o forse circa 120 mila, e poi vanno via e lasciano il posto ad un periodo più caldo di circa 10 mila o forse 12 mila anni. Alla lunga non c’è nessun cambiamento anche qui, solo un ritmo. Al momento ci troviamo alla fine di un periodo caldo, e di certo gli scienziati credono che i cambiamenti del clima siano dovuti alle attività umane, ma non lo sono; stiamo entrando in una nuova Era Glaciale, che ricoprirà tutto il Nord Europa con ghiacciai, e i cambiamenti climatici ai quali assistiamo ora non sono altro che un preludio. L’uomo non ha influenza sul clima.

Anche le foreste vanno e vengono; i ghiacciai ripuliscono la terra del Nord Europa, e in seguito quando si ritraggono lasciano pianure che infine torneranno ad essere di nuovo foreste. Allora le foreste cambiano; per esempio le foreste di betulle diventano foreste di querce, e infine foreste di pini. Quindi ritorna l’Era Glaciale, e vediamo l’intero processo ricominciare ancora una volta. Senza nessun cambiamento reale. Ritornerà tutto alla sua forma e al suo stato originali. Niente è realmente cambiato per milioni di anni… In un certo senso siamo prigionieri di un vortice dal quale non possiamo liberarci.

Il cambiamento nel nostro universo è così in realtà solo un ritmo. C’è però un’eccezione alla regola; la vita. Le diverse creature viventi cambiano, a causa della microevoluzione, o cambiano, non perché esse “mutino” come sostenuto dalla molto fallace teoria della macroevoluzione, ma perché si mischiano con altre specie come suggerito da mia moglie, e così occasionalmente danno vita a nuove specie. Nuove forme di vita.

L’umanità è una entità vivente, costituita da tre specie differenti (gli Africani [Homo Sapiens], gli Asiatici [Denisova], e gli Europei [Homo Neanderthalensis]), ognuna costituita da varie sottospecie (alias razze), e ciascuna mischiata più o meno con le altre due. Le moderne specie e razze umane possono essere meglio descritte come errori della natura, nel senso che la loro creazione è frutto del degrado dell’uomo originario. Probabilmente c’era in origine una sola specie umana, ma gli individui di questa specie per alcune ragioni si sono mischiati con delle creature come gli scimpanzé, i gorilla e simili, e successivamente altri esseri umani si sono mischiati con queste creature di nuovo e hanno dato vita a creature più orribili, come Negri e Aborigeni Australiani; cannibali, creature crudeli, stupide, sinistre e distruttive di nessun valore per l’universo. Errori. Scherzi della natura.

Il “Peccato Originale” del quale possiamo leggere nella bibbia, se mai potremmo preoccuparci di perdere il nostro tempo facendo ciò, è più probabilmente un riferimento al mescolamento di specie, a quando l’uomo divino si è mischiato con le creature terrestri, e ha dato vita all’uomo moderno; una creature difettosa, incapace di liberarsi di questo “peccato originale” perché lo porta nel sangue. Il “difetto” è trasmesso alla generazione successiva. Naturalmente nessun “salvatore” né “Dio” può salvarci da questo; solo noi possiamo; attraverso l’eugenetica e abbracciando l’ Ôðalismo, una religione che dà la possibilità di coltivare la nostra parte divina e attenuare il vile in noi.

Forse voi non gradite il termine “religione”, e preferireste una soluzione scientifica? Bene, allora posso dirvi che la scienza oggi è anch’essa una religione, con termini estremamente religiosi come “Il Big Bang”, basato su supposizioni e ignoranti speculazioni umane senza il benché minimo sostegno scientifico, e dove tutto è “troppo difficile per te da capire usando le tue abilità logiche”, ciò significa che ti ritrovi a credere ai magnifici e poderosi “scienziati” (alias preti) capaci di fare questo per te (la maggior parte di loro sono ebrei, ovviamente). Quando falliscono nel farlo creano semplicemente nuove entità e nuovi termini come “materia oscura” ed “energia oscura”, che nessuno può vedere o in alcun modo percepire (un po’ come “Dio”), e quindi usano ciò per colmare le falle delle loro ipotesi e teorie gravemente fallaci e totalmente religiose. Non c’è “scienza” in questo contesto; è solo tutta religione. È tutto basato su credenze, impercettibili entità e le speranze e i desideri dell’uomo – o più spesso; degli ebrei.

No, rimarrò attaccato al mio approccio più onesto, e chiamerò la “mia” soluzione una religione. Certo, questa non è la mia soluzione; non c’è nulla di nuovo in ciò che dico, ripeto solo ciò che è stato detto prima – non di meno anche nell’Antica Grecia – e ciò che è stato dimenticato. Non sono il pittore di magnifiche e meravigliose immagini; sono solo uno dei tanti esseri umani che raccolgono e mettono insieme i frammenti e i pezzi di ciò che è stato disperso da (una sinistra) forza tempo fa; lavoro per restaurare una figura magnifica e meravigliosa immagine che è stata dipinta molto tempo fa da altri. Da Europei divini in un’era a lungo dimenticata. Dai nostri antenati.

Noi stessi siamo le una volta magnifiche statue di un tempo, ma siamo sporchi, rotti e sbiaditi, e abbiamo bisogno di purificazione, riparazioni e nuova vita, di essere riportati alla forma originale. L’Ôðalismo è lo strumento per ripararci. Voi ed io. Non ci pieghiamo e preghiamo gli altri di aiutarci, non preghiamo per l’aiuto di fittizie entità inchiodate ad uno strumento d’esecuzione romano, non ci rilassiamo nell’attesa che la morte ci salvi; noi ci aiutiamo, troviamo forza in noi stessi e vediamo la morte solo come un intervallo nel nostro tentativo di restaurare la Divina Europa qui sul pianeta Terra!

HailaR BalduR! HailaR WôðanaR!

Venere, in disperato bisogno di restauro; le mancano i colori ed entrambe le braccia:

 venus

Traduzione a cura di Vargr í Véum

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