Ricordi di verde

Sebbene io abbia vissuto altrove da bambino, i circa cinque anni che ho trascorso vivendo ad Odinsvei (“la via di Ôðinn”) sono quelli a cui penso più spesso come la mia infanzia. Nonostante io patissi la tortura mentale dell’asilo e della scuola elementare mentre vivevo lì, la maggior parte dei miei ricordi di Odinsvei riguardano eventi delle strade e della zona. I campi di fiori alla fine della strada. Il precipizio che solo i migliori scalatori di noi riuscivano a scalare. Il lago in cui pattinavamo sul ghiaccio in inverno. La piccola foresta. Le colline. Alberi da frutto e i lamponi. La pista per i cavalli e le stalle.

Con il tempo i campi di fiori sono diventati strade. Il lago è stato prosciugato ed trasformato in una palude quando hanno costruito schiere di appartamenti sui fianchi delle colline. La foresta abbattuta e rimpiazzata da parcheggi e costruzioni industriali. La pista per cavalli chiusa e le stalle lasciate a marcire e cadere a pezzi. Tutto in così pochi anni. E lo chiamano “progresso”.

Di tutta la vegetazione del mondo amo particolarmente gli alberi. Essi sono così meravigliosi e… strani; come se fossero legati al nostro mondo, reggendo e tenendo insieme ogni cosa; radici nel suolo, tronco nel nostro mondo e rami che con le loro foglie si protendono verso il cielo. Tre mondi in una sola entità.

È triste vedere come intere foreste stiano scomparendo, quasi da un giorno all’altro, ma poi mi ricordo di una cosa; l’anno scorso ha piantato tredici alberi nella nostra proprietà. Alberi di mele, prugne, ciliegie, pesche, albicocche e un tasso (e un mucchio di cespugli pure). Ho scavato tutte queste buche profonde e adeguatamente ampie da solo, usando una pala e semplicemente mettendo i giovani alberi nel terreno, coprendo le loro radici con un po’ di terra e dando loro un po’ d’acqua. Tutto qua. Sì, è stato un duro lavoro tutto quello scavare sotto il sole battente, ma mi ci è voluto meno di un giorno – e prima di fare qualunque altra cosa ho quindi piantato tredici alberi nella nostra proprietà. L’ho fatto persino prima di cominciare a scavare le fondamenta per la nostra casa. Gli alberi in qualche modo hanno avuto la priorità – e questo ha senso. Essi hanno la priorità.

HailaR WîdanaR!

Traduzione a cura di Vargr í Véum

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