La fanciulla del labirinto

wpe7c33f35

La differenza tra un labirinto multiviario (maze) e un labirinto univiario (labyrinth) sta nel fatto che ci si può perdere nel primo, ma si può solo seguire una via che conduce al centro nel secondo. La Fortezza Troiana è un labirinto univiario ed è conosciuta in tutta Europa, ma al di fuori dell’area scandinava è conosciuta solo come decorazione, su pavimenti, muri e in luoghi sacri. In Scandinavia la conosciamo anche come una via di avanzamento progressivo fatta di pietre.

Labirinti di pietra in Scandinavia (quelli in condizioni perfette sono ricostruzioni):

800px-Nauvon_jatulintarha

284c8d9831e1ac59c0cb714468856d561af722c8a2432c13a001f909b97e6b71-large

2867

kopIMG_3998-600x399

photo_trojaborg

Alcune di queste Fortezze Troiane risalgono all’Età del Bronzo, ma labirinti simili sono stati comuni in Scandinavia anche fino al diciottesimo secolo nelle cosiddette “Danze della fanciulla”. Una fanciulla veniva posta dentro il labirinto, al centro, e un ragazzo doveva trovare la via per arrivare a lei, e quindi portarla indietro per la stessa via. Quindi cosa riguardava tutto questo?

Labirinti di pietra in Scandinavia (quelli in condizioni perfette sono ricostruzioni):

2867_1

1762274728

gllab

img_big_27

Nella Rîgsþula impariamo che Heimdallr insegnò l’arte della stregoneria e della guerra alla stirpe di Jarl, e molto raramente – se mai – vediamo descritte la guerra e il conflitto come qualcosa di cattivo, o almeno mai come qualcosa di esclusivamente cattivo, nella mitologia scandinava. Il negativo fornisce l’opportunità al buono e all’onorevole di agire e fare azioni buone ed onorevoli. Senza la guerra non ci sarebbero eroi di guerra. Senza la sofferenza non ci sarebbe il sacrificio di sé. Senza conflitto non ci sarebbe modo per gli uomini di forgiare il vero cameratismo. Solo gli uomini che hanno affrontato il nemico uno accanto all’altro in battaglia possono fidarsi realmente l’uno dell’altro.

La codardia non era vista solo come una cosa cattiva nell’Antica Scandinavia; era in realtà un crimine e chiunque fosse trovato colpevole di codardia veniva giustiziato! L’ideale del guerriero nella società antica era un mezzo necessario a separare il buono dal cattivo, il coraggioso dal codardo, perché coltivavano il buono, il forte, il coraggioso, il saggio e l’uomo eroico! Gli dei e le dee stessi erano i loro ideali!

Il disprezzo della debolezza non deve comunque essere confuso con la malvagità. Il desiderio di rendere forti coloro che ami è alquanto intelligente e anche naturale. Il fatto che esponi coloro che ami alle avversità prova solo che capisci cosa realmente sia bene per loro. Gli dei sono i nostri ideali, e sappiamo che non possiamo avere alcuna speranza di diventare nulla di simile a loro se prendiamo il sentiero più breve o il più semplice nella vita.

Il lungo percorso che conduce al centro della Fortezza Troiana è gratificante in sé, perché non solo l’obiettivo stesso è di grande valore, ma lo è anche il percorso che segui per arrivare all’obiettivo. La strada più breve o la più semplice sarebbe la più veloce, ma non la migliore.

Quindi la “Danza della fanciulla” può di certo essere un atto simbolico dell’entrata nel tumulo per connettersi con l’Hamingja dell’onorevole deceduto e imparare dalla divinità della tomba, ma può anche essere una lezione più mondana di pazienza e perseveranza e di come il percorso più lungo e difficile sia non solo il percorso migliore, ma l’unico percorso che conduce all’obiettivo. Mettere in scena questa danza ancora ed ancora, ogni singolo anno, faceva sì che nessun uomo dimenticasse questa lezione. Era per il miglior uomo dei tempi una delle lezioni più importanti della vita. Dovrebbe esserlo anche per noi.

Abbastanza istintivamente ho sempre seguito il sentiero più lungo e più difficile nella vita, e nonostante mi abbia causato dei grattacapi, così per dire, è anche ciò che mi ha reso forte. A volte devo ammettere che mi sono chiesto perché ero apparentemente così “autodistruttivo”, perché mi ha semplicemente portato in così tanti guai, e avevo persino problemi a sopportarlo a volte, ma ogni volta che ne venivo a capo mi sentivo molto meglio. La maggior parte dei problemi che ho affrontato sono stati causati da me stesso, dalla mia scelta di prendere sempre il percorso lungo e difficile, ed avrebbero facilmente potuto essere evitati, ma in tal caso avrei imparato niente? Mi sarei messo alla prova? Mi sarei guadagnato la fiducia di coloro che mi hanno visto fare ciò? Sarei diventato più saggio? Non credo. Se volete raggiungere lo zenit fareste meglio ad andare in salita. Se volete veramente diventare forti potete aggiungere un paio di rocce in più al carico che già portate. Sia lodato ciò che vi rende forti, saggi e gloriosi!

Una volta ho riempito uno zaino vuoto con delle pietre e ho scalato una montagna alta 1400 metri (cominciando da 800 metri, quindi sono stati in realtà solo 600 metri di scalata). Era (su una mappa) solo una escursione di 500 metri, e finire gli ultimi 100 metri dell’escursione fino alla cima è stata probabilmente la cosa più estenuante che abbia mai fatto in tutta la mia vita. Allora sentivo i miei piedi come fossero di piombo e dovetti concentrare tutte le mie energie sul fare un passo per volta. Ero oltremodo esausto e mi muovevo come se fossi in trance, cercando di mantenere il ritmo in modo da non fermarmi. Ma infine raggiunsi la vetta, aggiunsi le mie pietre al faro che si trovava già lì e riscesi… Avrei potuto portare una sola pietra, come fanno molte persone, o anche nessuna, ma noooo: ho dovuto riempire il mio zaino di pietre, e per nessun’altra ragione che farlo nel modo più difficile possibile. Quindi cosa ho guadagnato da questo? Bene, ho guadagnato conoscenza di me, rispetto per i miei simili, un aneddoto in un certo senso buono e un buon esempio da mostrare agli altri se voglio spiegare come sono come persona – e perché faccio cose che agli altri a volte possono sembrare strane.

La vita è meravigliosa quando è dura e la si sopporta; quando è difficile e si ha successo; quando è terrificante e non ci si tira indietro; quando è mortale e si sopravvive; quando è ingiusta e si vince ugualmente! La morte è pure meravigliosa quando hai vissuto la tua vita camminando in salita sul percorso più lungo e difficile verso il centro del labirinto – e ti lasci dietro altri che possono essere orgogliosi di te!

HailaR WôðanaR!

Hâvamâl stanza 76

Deyr fê

deyja frændr,

deyr sjâlfr it sama;

ek veit einn,

at aldregi deyr:

hveim er sêr gôðan getr.”

(Il bestiame muore,

gli amici muoiono,

muori anche tu allo stesso modo;

ma conosco una cosa

che non muore mai:

una reputazione onorevole.)

Come realizzare la tua Fortezza Troiana:

wp67f53e1f

Traduzione a cura di Vargr í Véum

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s