Pensavano di essere liberi

Abbiamo avuto modo di pensarci sopra, a proposito di quanto ci è successo in questo caso <<terroristico>>, ne abbiamo parlato con altri, e abbiamo realizzato che le autorità <<Francesi>> non avevano alcun motivo per arrestarci. Non abbiamo fatto nulla di sbagliato, e non hanno mai avuto prove che dimostrassero il contrario. Hanno scardinato la nostra porta, traumatizzato i nostri bambini, buttato me e mia moglie incinta in delle celle di detenzione, lasciandoci lì per due-tre giorni, dato i nostri figli spaventati alle cure dei loro nonni, hanno messo totalmente a soqquadro i nostri archivi con documenti ufficiali e simili, hanno preso le mie USB e i miei hard disk esterni, ci hanno confiscato tutte le nostre armi da fuoco e le munizioni, molti attrezzi, spade decorative, il mio elmetto, due lance, il coltello in selce di mia moglie (?) così come molte altre cose, molte delle quali di grande valore affettivo, e dichiararono che non avevamo più il diritto di possedere alcun tipo di arma: tutti ciò per nessuna qualsivoglia buona ragione.

A peggiorare il tutto, i nonni dei nostri figli hanno cercato di tirarceli via. Anziché aiutarci in un momento così difficile per noi, hanno scritto una lettera ad un giudice cercando di prendersi i nostri figli, perché non apprezzano il nostro stile di vita o le nostre idee politico-religiose. Quindi quando siamo andati a riprenderci i nostri figli siamo dovuti andare in tribunale, discutendo e lottando per avere un giudice che dicesse loro (ai nonni – NdT) di ridarceli. Per fortuna è andata bene, e ovviamente aggiungerei, ma ci è costata un sacco, sia in forze, preoccupazioni e anche in soldi.
Una volta conclusa questa faccenda, il nostro account PayPal è stato congelato, apparentemente perchè il nostro conto in banca, nella HSBC, fu chiuso – per ordine dei loro HQ a Parigi, e – di nuovo – senza alcuna ragione. Non senza alcuna ragione valida, ma senza alcuna qualsivoglia ragione. Marie ha dovuto aprire un altro account PayPal allacciato ad un altro conto bancario, per poter continuare a vendere il DVD <<Forebears>> per poter tirare avanti a campare dalle sue vendite. Ora abbiamo un conto in un’altra banca, e quindi la cosa è stata sistemata, e ora Marie deve trascorrere diversi giorni a lavorare per trasferire tutti i nostri pagamenti (dall’affitto della casa, ai cellulari e simili) sul nuovo conto – compito reso ancor più arduo dal fatto che la polizia ha lasciano il nostro archivio abbastanza incasinato.
Naturalmente siamo arrabbiati, e non abbiamo intenzione di tollerare tutto ciò. Vogliamo fare causa alle autorità per averci arrestato senza alcuna ragione di qualsiasi tipo, facendolo nella maniera più brutale e davanti ai nostri figli, e anche per averci tolto il diritto, anche qui senza alcuna ragione, di possedere delle armi. Marie ha una fedina penale bianca come la neve, quindi non c’è alcun motivo per cui debbano revocarle il diritto e la libertà di possedere delle armi. Io ho un precedente in Norvegia, dal 1993 al 2003, ma non ho mai commesso alcun crimine in Francia, e potrei possedere molte armi anche in Norvegia, se lo volessi, quindi non hanno alcun motivo di togliermi il mio diritto né la mia libertà di possedere delle armi. Specialmente non nel modo in cui l’hanno fatto in tali circostanze.

L’unico problema è che non possiamo permetterci di fargli causa, e non vediamo alcun’altra soluzione se non quella di chiedere il vostro aiuto. Mi duole molto, e sono stato molto combattuto nel fare ciò che sto facendo, ma penso sia la cosa giusta da fare in questo momento. Hanno fatto di tutto per far sì che non potessimo permetterci di fargli causa, quindi penso che non vogliano proprio che gli facciamo causa. Chiediamo aiuto a voi per fargli causa, a persone che probabilmente non sono direttamente coinvolte o interessate da questo caso, poiché crediamo che stiamo combattendo non solo per i nostri diritti e libertà, ma anche per i diritti e le libertà di ogni altro cittadino in Francia, e forse anche in altri paesi Europei, che rischiano altrettanto di essere soggetti a questo trattamento nel futuro. Abbiamo bisogno di dire alle autorità che non accettiamo ciò che ci è successo e che ciò che fanno è illegale. Non possiamo permettergli di abusare dei loro poteri come hanno fatto e passarla liscia. Questa volta l’hanno fatto con noi, non sappiamo cos’altro potrebbero farci in futuro se gliela lasciamo passare liscia per quello che hanno fatto  questa volta, e la volta successiva potrebbere essere il turno dei tuoi vicini. O quello del tuo amico. O di qualche tuo familiare. O il tuo turno.

<<Prima sono venuti per i comunisti,

e non dissi nulla poiché non ero un comunista.

Poi sono venuti per i socialisti,

e non dissi nulla poiché non ero un socialista.

Poi sono venuti per i sindacalisti,

e non dissi nulla poiché non ero un sindacalista.

Poi sono venuti per gli Ebrei,

e non dissi nulla poiché non ero un Ebreo.

Poi sono venuti per i Cattolici,

e non dissi nulla poiché non ero un Cattolico.

Poi sono venuti per me,

e non era rimasto nessuno a parlare per me.>>

(Martin Niemüller)
In questi giorni sono venuti prima per i nazionalisti Pagani, e non credo verranno mai per gli Ebrei, ma anche se non sei un Pagano e/o un nazionalista potrai capire che dovresti fare da portavoce per quelli che lo sono. Chiedo a tutti voi di aiutarci, facendo sentire la vostra voce per i nostri diritti e per le nostre libertà, e anche per i diritti e le libertà di tutti gli altri. Prima che sia troppo tardi.
Se volete e potete permettervi di aiutarci economicamente potete scrivermi a fremmedehenvendelser@gmail.com e vi invierò i dati relativi alla banca. Quando avremo il nuovo account PayPal attivo, includeremo un bottore <<fai una donazione>> sul sito. Per favore, aspettate che compaiatale bottone, se pensate che sia meglio. Anche il minimo contributo ci potrà aiutare, e <<molti ruscelli rendono un fiume grande e profondo>>. Mi dispiace dover dirvi questo, ma spero capiate. HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Marco Prandini

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3 thoughts on “Pensavano di essere liberi

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