Terrorismo in Francia, parte I

Martedì mi sono alzato un po’ prima rispetto al normale. Già, di solito mi alzo perché il cane vuole fare una pisciatina nel nostro giardino, verso le 7:00, ma oggi mi sono alzato perché ho sentito un gran frastuono. Sono più o meno saltato giù dal letto e ho visto che qualcuno stava entrando in casa nostra. Per fortuna ho visto subito che si trattava in realtà della polizia, quindi non ho fatto per prendere alcunché per difendermi, alzando invece le mani e aspettando che la polizia entrasse. “Ah, è solo la polizia”. Il mio secondo pensiero è stato “Perché mai anche loro sono svegli? Stanno veramente distruggendo l’entrata di casa nostra solo per il mio blog?” Non capivo se stavano sparando o stavano facendo esplodere qualcosa nel nostro soggiorno. Dopo un totale di tre esplosioni (che poi si rivelarono essere degli spari di pistola) e aver rotto diversi vetri e gli stipiti della porta, sono entrati.

Mia moglie, incinta, che ancora non aveva realizzato che si trattava della polizia, cercò di coprire il nostro figlio più piccolo e – come mi disse più tardi – fu in procinto di prendere il suo fucile 22 LR Browning, finché non capì dalla mia reazione che si trattava della polizia. Nostro figlio più giovane, che dormiva nel nostro letto quella notte (poiché mia suocera era in visita), era direttamente dietro di me, proprio davanti alle bocche dei fucili d’assalto della polizia.

Perdonate la digressione, ma a volte quando compri della biancheria intima prendi un pacco da tre mutande, e per qualche motivo almeno una di queste è sempre di qualche colore orribile, e ovviamente io stavo indossando quel paio di mutande Martedì mattina. Una paio di mutande di un arancione abbagliante. Essendo già stato ripetutamente trascinato in strada o nei corridoi della prigione  in mutande, dalla polizia Norvegese o dalle guardie carcerarie, ho pensato che la cosa si sarebbe ripetuta nuovamente e che sarei stato fotografato con la mia bella pancetta, un paio di ciuffi di pelo, le mie braccia abbronzate in notevole contrasto col resto del corpo pallido e – indossando un paio di orribili mutande arancioni. (Chiunque avrebbe creduto fossi in realtà Olandese…)

Una volta completato il mio viaggio intelligente su mutande arancioni e tutto il resto, la polizia si arrampicò su per le scale e  – per farla semplice – mi arrestò, pancia in giù, faccia contro il letto e ammanettato. Con mia gran sorpresa arrestarono pure mia moglie incinta, lasciando nostro figlio più piccolo scioccato e da solo senza la protezione di sua mamma. Poi arrivò un sacco di agenti di polizia della DCRI in abiti civili e quello che sembrava essere il capo disse “Sì, questo è Vikernes”.

La porta del soggiorno in seguito all’intervento della polizia:

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Ora, per fortuna che mia suocera era lì, a prendersi cura dei bambini, così non fui tanto preoccupato per questo aspetto. Lì sentii parlare e lei cercava di calmare i bambini. Mi fu permesso – con mia gran sopresa – di indossare dei vestiti, mi venne detto che eravamo sospettati di aver commesso o star preparando un atto terroristico, e venni trattenuto in custodia mentre i poliziotti in abiti civili ci interrogarono in ufficio. Tutto sommato, in casa nostra, confiscarono libri, munizioni e 5 riviste di fucili, PC, penne USB, hard-disk, un fucile Remington CZ 52, un fucile  22 LR CZ 457, un fucile 22 LR della Browning e una Bajkal calibro 12, un fucile ad aria compressa, due fucili da soft-air, coltelli da caccia, coltelli da sopravvivenza, tre archi con frecce, un gladio, un seax e due lance. Cercarono per tutta casa e anche nella proprietà con i cani, ma – ovviamente – non trovarono niente. Trovarono anche tutte le ricevute per tutti i fucili e le munizioni, e i documenti di mia moglie per il permesso di possedere tali armi da fuoco.

Non presero le riviste di caccia di mia moglie, nè i libri sul campeggio, la nostra attrezzatura per pescare, i nostri libri sul pronto soccorso, le nostre provviste, nè nessun’altra attrezzatura da caccia, da campeggio o da survivalismo. (…)

Dopo di che, fui riportato nel soggiorno e vidi che mio figlio più govane aveva vomitato in braccio a sua nonna, e capì che era molto scosso. L’azione della polizia fu ovviamente troppo per un bambino di tre anni e mezzo. Stava cercando di dargli conforto. A quanto pare le cose non andavano tanto bene coi bambini, dopo tutto. Sua madre, incinta, venne messa su una sedia in fronte a suo figlio, con le manette, col naso sanguinante.

Fuori c’erano delle macchine parcheggiate su tutto il nostro giardino e c’erano i poliziotti della DCRI dappertutto. Avevo un cappuccio a coprirmi la testa e presto venni messo in una macchina insieme a metà della squadra SWAT. Mia moglie fu messa nella macchina di dietro con l’altra metà della squadra. Le due macchine abbandonarono la proprietà e guidarono molto velocemente in autostrada, andando a 160-170 km/h, diretti a Brive. Entrambi venimmo messi in diverse celle di detenzione. Sapevo non avevano alcuna qualsivoglia ragione di accusarci di “terrorismo”, ma le mie brutte esperienze con la polizia Norvegese erano ancora fresche nella mia mente. Anche la polizia Francese avrebbe fabbricato delle prove? Avrebbero mentito anche loro? Avrebbero anche loro contaminato le prove? Anche loro mi avrebbero tenuto rinchiuso per quasi un anno prima di presentarmi davanti ad una giuria politica per affrontare un finto processo? Ancora non lo sapevo, quindi fui preoccupato. Sfortunatamente venne coinvolta anche mia moglie, e i miei tre figli vennero lasciati ad aspettare il nostro ritorno.

Per fortuna la polizia ha fatto del suo meglio per rimuovere i vetri rotti dal pavimento e fecero di tutto per assicurarsi che non ci fossero frammenti di vetro nelle scarpe dei nostri bambini. Ecco alcuni vetri rotti sul nostro pavimento, dopo che ho passato l’aspirapolvere nella zona intorno al cumulo di vetri:

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Traduzione a cura di Marco Prandini

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