Rîgsþula

Rîgsþula («la canzone del re», «i versi del re»), si dice sia un mito di come Heimdallr generò le diverse classi sociali: Þræll (Schiavi), Karl (Contadini) e Jarl (Nobili). I significati originali di questi nomi sono rispettivamente «Colui che corre», «Uomo Libero» e «Uomo». Egli chiama se stesso Rîgr, che è stato interpretato dagli studiosi come proveniente dalla parola Irlandese per re, rig.

I ricercatori che lo interpretano come se fosse stato influenzato dall’Irlandese trascurano l’ovvio, ossia che la parola Rîgr può altrettanto essere pronunciata come Rîkr (No. «potente», «re») nel caso fosse stata scritta da qualcun altro (non c’era un’ortografia chiara e precisa all’epoca), ed in ogni caso sia l’Irlandese rig che il Norreno rîkr derivano dalla medesima radice Indo-Europea *ric («sovrano», «re», «potente», etc.). Questa è anche, chiaramente, la radice della parola Tedesca Reich («regno»).

Baldr da Hel saluta Heimdallr (come Hermôðr).

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L’interpretazione delle classi sociali resta comunque valida, anche se tuttavia il significato originario del mito non era questo. Molti miti sono stati alterati nel tempo, grazie anche ai mutamenti politici e religiosi della società, finché i loro veri significati divennero nascosti. Un mito che spiega i cambiamenti della composizione razziale degli Europei, può essere altrettanto ben inteso come un mito che spiega la composizione razziale delle varie classi sociali, includendo una descrizione delle loro caratteristiche tipiche, man mano che queste diventavano sempre più palesi, e questo può essere stato elaborato in buona fede, con tanto di nomi dei figli e delle figlie, ed una colorita descrizione di questi aggiunta al mito originario.

Dal Rîgsþula apprendiamo che Heimdallr stava viaggiando lungo la costa e, sulla sua strada, incontrò una coppia chiamata Bisnonno e Bisnonna. Questi vengono descritti  come seduti nella loro casa “all’antica”. Dormì lì per tre notti, e dopo che tre Lune furono trascorse, Bisnonna diede vita ad un figlio brutto quanto scuro chiamato Þræll. Egli generò Corpulento, Tozzo, Bruno, Gambalunga, Zotico, Osceno, Poltrone, Cafone, Attaccabrighe, Tafano, Libidinoso, Bovaro così come a Ottuso, Nodoso, Gamba-bitorzoluta, Naso-adunco, Frignone, Schiava, Caviglia-di-quercia, Sbrindellato e Storpia. In altre parole, un gruppo di bambini per nulla gradevole.

Heimdallr proseguì, finché incontrò una coppia chiamata Nonno e Nonna. Dormì lì per tre notti, e dopo che tre Lune furono trascorse, Nonna diede vita a Karl, roseo e rubicondo, dagli occhi scintillanti. Egli generò Gioventù, Eroe, Cavaliere, Fabbro, Contadino proprietario terriero, Benpiazzato, Contadino, Covone-di-barba, Vicino, Fattore, Oratore e Barba ispida così come Dama, Sposa, Signora, Gioiosa, Sgargiante, Fanciulla, Moglie, Donna, Timida e Snella. Di certo un gruppo di bambini molto più gradevoli di quelli generati da Þræll.

Heimdallr proseguì, finché incontra una coppia chiamata Padre e Madre. Dormì lì per tre notti, e dopo che tre Lune furono trascorse, Madre diede vita a Jarl, dai boccoli dorati, guance rosee e occhi abbaglianti. Questa volta Heimdallr rimase e crebbe il piccolo ragazzo: gli insegnò come combattere con armi e scudi, gli insegnò le rune (i segreti), gli diede il proprio nome e lo reclamò come suo figlio. Gli ordinò di badare ai campi e alla casa ancestrali. Sposò Viva e generò Erede, Fanciullo, Bebè, Successore, Ragazzo, Discendente, Progenie, Figlio, Gioventù, Parente e Il-più-giovane (Kon-ungr). (I versi relativi ai nomi delle donne mancano dalla canzone.)

Questi ragazzi impararono giochi, gli sport e a nuotare, domarono i cavalli, fabbricarono scudi, levigarono lance da guerra e le maneggiarono, ma Il-più-giovane imparò anche i segreti della vita e dell’eternità, imparò la stregoneria e come parlare agli uccelli. Usò i segreti per guadagnarsi la sua eredità e divenne noto come Re (abbiamo il termine “Re” che viene dal nome “Kon-ungr”, meglio noto dallo Svedese di una volta come “Konung”.)

Potreste vedere tutto ciò come una descrizione, e nulla più, delle differenti classi sociali nella società Scandinava dell’Epoca Vichinga, ma può essere compresa molto bene all’interno del contesto in cui l’homo neandertalensis venne in contatto con l’homo sapiens – la qual cosa viene trattana in una maniera più scientifica qui.

Heimdallr è un dio, ma gli dèi manifestavano se stessi in Terra come esseri umani: i re e le regine non erano soltanto degli alti sacerdoti e sacerdotesse, essi erano dèi e dee loro stessi! Li impersonavano, e di conseguenza, vi diventavano. Rîgr (Heimdallr) non è un dio, ma una personificazione dell’uomo originario Europeo che viaggiava verso sud lungo la costa, costretto fuori dall’Europa dalle Ere Glaciali, che così incontrava gli uomini dell’Africa. I Neanderthal sono più forti e intelligenti, quindi potevano, se l’avessero voluto, prendere delle donne dagli Africani, e spesso lo facevano – e quando ciò accadeva, generavano dei bambini scuri poco gradevoli. Dopo di che, al termine dell’Era Glaciale, facevano ritorno in Europa.

La volta successiva che un’Era Glaciale li forzava ad uscire dall’Europa, avrebbero nuovamente incontrato l’uomo Africano, ma questa volta meno scuro della volta precedente: questo perchè aveva già un po’ del loro sangue, dall’ultima volta che gli Europei vi andarono – forse 12.000 anni fa, circa. Di nuovo, venivano prese altre donne Africane e vennero dati alla luce altri figli, molto meno scuri questa volta, ma ancora non porterà con sè nessuno di questi bambini quando farà ritorno in Europa, quando finirà l’Era Glaciale. Essi non sono ancora di suo gradimento, per così dire, o forse se li portava dietro, ma non erano in grado di sopravvivere in Europa – e morivano per la mancanza delle “vitamine del sole” e per altri problemi riconducibili al loro sangue Africano.

Passa il tempo, ed ecco che un’altra Era Glaciale costringe gli Europei ad abbandonare l’Europa, incontrano di nuovo l’uomo Africano, e di nuovo ne prende delle donne. Questa volta le donne hanno ancora più sangue europeo, e sono molto meno scure delle ultime due volte che gli Europei furono lì. Vi vivevano sino al termine dell’Era Glaciale, probabilmente un lungo periodo, al che, quando ritornarono in Europa, quelli tra loro che avevano almeno qualche antenato Africano, vi si unirono e furono capaci di sopravvivere in Europa. Sono sufficientemente chiari, intelligenti e forti. Sicché Heimdallr li reclama come propri figli, degni dei campi e delle case ancestrali, e li porta con sè. Ecco quindi che naque l’uomo Europeo moderno: un incrocio tra il Neanderthal e l’uomo Africano, anche se, naturalmente, molto più Neanderthal che Africano: il suo DNA è in media per il 99,7% Neanderthal.

Questo naturalmente spiegherebbe quanto affermano gli scienziati in merito al fatto che alcuni Europei hanno del mtDNA Africano: questo DNA è quello che passa dalla madre al figlio. E ciò spiega come mai il Neanderthal moderno (l’Europeo) non è esattamente come il Neanderthal del passato. Col tempo, quel poco di DNA Africano che sopravviveva, venne più o meno equamente distribuito tra gli Europei, e la differenza del grado di ibridazione razziale può ben spiegare le differenze tra le varie genti d’Europa. Più a Nord e più a Ovest andiamo in Europa, meno DNA Africano troveremo, e le popolazioni saranno più chiare, sia di pelle che di capelli e occhi, e più simili in aspetto al Neanderthal.

Ciò su cui possiamo essere tutti quanti d’accorodo, è che almeno gli Scandinavi del Medio Evo non vedevano di buon occhio la gente più scura, e consideravano la chiarezza della pelle, dei capelli e degli occhi come un’importante caratteristica per i re, e per i nobili in generale. Più erano chiari, più erano nobili, gentili, generosi, gran lavoratori, onesti, fidati e coraggiosi – e Baldr, fra di loro, era il più bello, chiaro, puro ed innocente.

Baldr (=Apollo) e sua moglie Nanna

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Traduzione a cura di Marco Prandini

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