Scienza nella Mitologia Scandinava; il Campo Magnetico, lo Strato dell’Ozono e le Radiazioni Ultraviolette.

L’Europa era una volta un continente assai illuminato, con una visione del mondo Pagana basata sulla scienza. Non su quasi-scienza politicizzata, ma su vera scienza. Troviamo evidenza di ciò in ogni parte della nostra mitologia.

Dalla Canzone di Grimnir, strofa 38, sentiamo parlare di uno scudo presente tra il Sole e la Terra, per evitare che il suolo e il mare brucino. Lo scudo è chiamato Svalin (“Refrigeratore”);

38. Svalinn heitier, hann stendr sôlu fyrir,

Skjöldr skînanda goþi:

björg og brim veitek at brinna skulu

ef hann fellr î frâ.

(38.”Svalin ha nome chi s’erge davanti al sole,

scudo, davanti alla divinità splendente;

mari, monti, lo so avvamperebbero

se da quel posto cadesse.”)

Da Wikipedia:

La Terra è ampiamente protetta dalle tempeste solari, un flusso di particelle cariche di energia provenienti dal Sole, dal suo campo magnetico, che devia la maggior parte delle particelle cariche. Queste particelle smantellerebbero lo strato dell’ozono, il quale protegge la Terra dai dannosi raggi ultravioletti. I calcoli della perdita di diossido di carbonio dall’atmosfera di Marte, risultato dall’evacuazione di ioni da parte del vento solare, sono coerenti con una perdita quasi totale della sua atmosfera da quando il campo magnetico di Marte si è spento.

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Quindi sapevano che questo “Refrigeratore” proteggeva la vita nel nostri pianeta? Che se fosse “crollato” il suolo e le acque sarebbero “bruciate”? Riguardo ai raggi ultravioletti possiamo apprendere questo:

Comunque, l’intera gamma di radiazioni ultraviolette presenta alcuni aspetti biologici delle radiazioni ionizzanti, nel fare molti più danni a molte molecole nei sistemi biologici rispetto a quanto sia valutato dai semplici effetti del riscaldamento (un esempio sono le scottature). Queste proprietà derivano dalla forza dei fotoni ultravioletti di alterare i legami chimici nelle molecole, anche senza avere sufficienti energie per ionizzare gli atomi.

Se “Svalin” crolla noi bruceremmo, e forse i nostri antenati già lo sapevano – almeno mille anni fa.

Traduzione a cura di Artuso Fabio

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