Ombre tra le Rovine

Tutte le nostre divinità vengono trattate ingiustamente dai Cristiani che scrivono, o che hanno scritto, a proposito della nostra mitologia e religione Pagana. A volte proprio malintenzionatamente, ma più ancora perché i Cristiani non le comprendono, non comprendono ciò che sono, ciò che rappresentano o qual è il loro scopo. Loro chiamano Freyja, la nostra dea dell’amore e della salute giovanile, <<puttana>>, perché non capiscono che non ha molti amanti: è semplicemente la personificazione del ruolo della moglie. Chiamarla puttana non sarebbe meno stupido che chiamare <<Moglie>> una puttana. Sì, le mogli dormono con diversi uomini (i loro mariti), ma ogni moglie dorme solo con il proprio marito – di conseguenza non sono delle puttane.

Probabilmente, la cosa peggiore in questo contesto non è tanto Freyja, quanto il povero Loki, che i Cristiani identificarono come <<il diavolo>> della mitologia Scandinava. Naturalmente questi Cristiani erano, e sono tutt’ora, incapaci di comprendere che le altre religioni sono di fatto altre religioni, e non delle misere e deludenti copie del loro magnifico culto Ebreo. Non c’è alcun “diavolo” nel Paganesimo, e perché mai poi ce ne servirebbe uno?

Giorno, di Arbo

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Notte, di Arbo

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Ogni volta che un Cristiano scrive in merito al Paganesimo ce ne rendiamo conto. Loki diventa il diavolo, e la sua progenie i vari demoni. Hel diventa un posto di dannazione e punizione eterna per i peccati commessi in vita. Âsgarðr diventa un Paradiso Celeste. Valhöll diventa uno stupido Paradiso per quei barbari guerrieri Pagani. Gli elfi chiari diventano angeli (sebbene io possa aggiungere che gli angeli [Greco “messaggeri”] sono in realtà una cosa Pagana: erano i messaggeri degli dèi). Gli elfi scuri diventano piccoli folletti. Baldr diventa Gesù Cristo. E così via.

I Cristiani, accecati dai loro studi sulla bibbia e da altri filtri Ebrei, diventano completamente incapaci di vedere o capire qualsiasi aspetto della religione Pagana!

Come Pagano io so che Freyja è il nome per una certa donna. Anche oggi utilizziamo il suo nome come titolo per le donne sposate, sia in Scandinavia (Frue) che in Germania (Frau), ed anche per donne non sposate e fanciulle (rispettivamente Frøken e Fräulein). E’ la donna Europea in salute, bella, bionda, con occhi azzurri, saggia ed amorevole – personificata come la somma di tutta questa bellezza e salute: Freyja!

Venere (Freyja), di Botticelli

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Da Pagano so anche che Loki è l’antropomorfizzazione del fulmine nel cielo.

Scandinavo Moderno: Loke

Norreno : Loki

Proto-Nordico: *Lukan

Indo-Europeo: *Leuke

Il nome deriva dalla radie PIE *luk – che significa semplicemente “fulmine”.

*Per i nomi ricostruiti, basati su ciò che sappiamo al giorno d’oggi su questi linguaggi

Quando la nostra mitologia parla di come egli tagliò i capelli della dea Sif, e per questo viene inseguito da Þôrr, un Cristiano penserà che egli è un uomo cattivo, ma io so che egli è il dio del fuoco (il fuoco che gli dèi danno agli uomini attraverso il fulmine), usato nella tecnica agricola del “taglia e brucia” (No. svibruk), dove veniva bruciato il grano per fertilizzare il terreno. Dopo di ché, a Sif, la dea del grano, crescevano dei capelli dorati ancora più belli: in altre parole, le spighe di grano. Questo era reso possibile dai nani/elfi oscuri: le potenze della terra. Una volta che sappiamo che Loki è il fulmine e che Þôrr è quello del tuono possiamo ben capire come mai questi rincorre sempre Loki: se vi capita di vedere un fulmine in cielo, potete stare certi che pochi secondi dopo sentirete il tuono. Ecco quindi che il tuono segue il fulmine.

Nella Völuspâ, stanza 17 e 18, apprendiamo che tre dèi danno la vita ad alcuni pezzi di legno. Naturalmente questo è stato interpretato dai Cristiani ignoranti come “il mito della creazione” Scandinavo, ma non ha nulla a che fare con ciò. Queste stanze parlano di come gli dèi (i.e. attori che impersonano gli dèi) simbolicamente ridanno la vita agli uomini e alle donne che hanno rivestito il ruolo degli spiriti d’Inverno nell’annuale Ragnarök (la nostra Vigilia dell’Anno Nuovo). Nel corso di questa lotta simbolica, gli attori che impersonano lo Spirito d’Inverno, a noi noto come Fenrir, sono vestiti (per di più) con pelliccia di lupo, e vengono sconfitti quando gli dèi (sempre attori che impersonano gli dèi!) scuoiano le loro pelli da animali per poi calpestarle – fatto descritto nella mitologia come il dio Vîðarr che piazza il suo stivale nelle fauci del lupo Fenrir e squarciandole. dopo di ché, gli attori dello Spirito d’Inverno fingono di essere morti, e vengono portati dagli dèi all’albero sacrificale, dove le loro vesti umane vengono appese (la loro forza vitale!) – da Ôðinn, Hlôðurr (=Þôrr) e Hoenir (=Freyr).

Il Ragnarök è un evento annuale, che ancora celebriamo, ogni singolo anno, e lo facciamo pure in una maniera molto simile: accendiamo dei falò e facciamo del nostro meglio per fare più rumore possibile. Questo veniva fatto per spaventare e scacciare gli spiriti dell’Inverno, così che l’Estate potesse ritornare, accendendo torce e falò, dando fuoco a delle ruote di legno e lasciandole rotolare giù per le colline, con le scintille che sprizzavano ovunque, e così via. Oggi usiamo anche i fuochi d’artificio (e per nessuna buona ragione).

Le divinità vengono uccise, ma ritornano di anno in anno, come hanno sempre fatto, quindi non c’è nessun problema. Questo è ciò che i Cristiani non riescono proprio a capire: la rinascita, la reincarnazione. Che di per sè abbastanza divertente, considerato come proprio il loro “salvatore” farlocco si supponga debba ritornare dal mondo dei morti.

Non c’è nessun mito della creazione in Scandinavia! I Cristiani Scandinavi volevano a tutti i costi che ci fosse, perché avevano questa percezione che ogni religione avanzata dovesse avere un mito sulla creazione, e loro – dopo tutto – volevano che i loro antenati fossero avanzati, quindi storpiarono disperatamente tutto quanto, e fu così che trovarono il loro “mito della creazione” nella Völuspâ. Ma come ho detto, non è affatto un mito sulla creazione, e ribadisco che non c’è alcun mito del genere nella religione Pagana in quanto i Pagani avevano una visione del mondo non lineare – cioè con un inizio e una fine. Invece è circolare, senza fine né inizio. Il tempo, lo spazio, la vita e così via sono tutti eterni. Anche per l’uomo moderno che non sia Cristiano è difficile raffigurarselo, poiché siamo stati illusi dal nonsense del “Big Bang”, che è in sostanza solo un tentativo della Scienza di giustificare il mito creazionista Giudeo-Cristiano. (Il prossimo articolo di mia moglie, su atala.fr, discuterà nello specifico di quest’argomento: l’astronomia e l’origine della vita).

Quando dico – a detta di alcuni, arrogantemente – nella prefazione del mio libro Sorcery and Religion in Ancient Scandinavia che non ci sono libri validi (per lo meno non in Inglese, Tedesco o Scandinavo) sulla nostra mitologia e religione, salvo per certi versi “Il Ramo D’Oro”, dell’antropologo Sir James Frazer, intendo dire che praticamente tutto quello che conosciamo sulla nostra mitologia da questi libri viene visto attraverso densi filtri Giudeo-Cristiani, e interpretato sotto una luce Giudeo-Cristiana, che storpia e distorce, rendendo il tutto irriconoscibile. L’unica alternativa che abbiamo a questa prospettiva insignificante è l’altrettanto insignificante prospettiva femminista, non meno Ebrea e non meno ignorante – il cui solo scopo sembra essere quello di trovare prove del “potere delle donne” nel nostro Paganesimo. La povera Freyja e le altre dee vengono nuovamente abusate e trasformate in una “Dea Madre” di un’assurda quanto orribile società matriarcale (senza fondamento alcuno nei reali matriarcati) governata da donne.

Qui siamo in perdita. I libri che leggiamo sulla nostra cultura ci riempiono di menzogne e idee sbagliate, distorcono i fatti e trasformano il Paganesimo in una sorta di religione “Cristiana”, femministe e altri individui fuorviati. Vediamo davanti a noi l’antico prato in fiore, ma quando felicemente facciamo per correrci in mezzo a braccia aperte, inciampiamo e cadiamo in una palude puzzolente. Un’altra fetida palude creata dagli Ebrei, spesso con l’aiuto dei loro fantocci illusi.

Quindi non fidatevi dei libri che leggete sulla nostra mitologia. Non fidatevi di quanto vi dicono sulla nostra Europa Pagana. Non fidatevi di nulla che esca dalle loro bocche! Ancor più importante: non costruite il vostro carattere, la vostra mente, il vostro sistema di credenze e i vostri riti su quanto questi Giudeo-Cristiani dicono a proposito della nostra mitologia!

Ci sarà molto di più a proposito di ciò, qui su ancestralcult.com. Vi mostreremo la vera faccia dei nostri antenati, e le loro radici – l’Antico Culto dell’Orso d’Europa.

Spesso saluto Ôðinn alla fine dei miei posts, e non lo faccio perché è “il vero dio”, un Jehovah Pagano, o nulla di simile, ma perché è il dio della mente, dell’ispirazione, della furia e dello spirito. Egli è la forza che mi fa scrivere questi posts. Quindi, di nuovo: HailaR WôðanaR!

Traduzione a cura di Marco Prandini

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2 thoughts on “Ombre tra le Rovine

  1. Pingback: Shadows amongst the Ruins | Thulean Perspective

  2. Pingback: Sombras entre las Ruinas | Hermandad Pagana

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