Do et des

La nostra percezione del passato è molto contorta, distorta, storpiata e rovinata dai Giudeo-Cristiani. Hanno la loro bibbia fatta dall’uomo, e tutto quello che era discordante con il contenuto di questa bibbia venne bruciato, distrutto, bandito, demonizzato, sputandoci sopra e seppellendolo di bugie. È per questo che per la maggior parte delle volte ancora pensiamo ai nostri puri antenati Neanderthal come dei bruti grotteschi e, cosa ancor più importante, qualsiasi cosa che risalga a prima del Cristianesimo viene definita selvaggia, primitiva, irrilevante, imbarazzante e totalmente priva di importanza. Il mondo è cominciato nell’anno zero. Gesù il Giudeo fu l’inizio di tutto,  o meglio, Noè ed il suo gregge di animali.

Per comprendere il passato dobbiamo disfarci dei pregiudizi che abbiamo nei suoi confronti. Bisogna aprire le nostre menti a modi di pensare alternativi, e vedere il mondo in maniera alternativa. Bisogna realizzare ed accettare che i nostri antenati sono nostri pari (e anche superiori a noi) con tutto rispetto. Non c’è mai stata un’ “evoluzione” della nostra razza, soltanto una degenerazione: siamo più stupidi di quanto lo siamo mai stati prima! In particolare, è molto importante disfarsi dei pregiudizi maturati rispetto a concetti come “dio”. Cos’è in realtà un “dio”? O, ancora più interessante, cosa rappresentava un “dio” per i nostri antenati? Come la pensavano in merito a questo termine? Cosa ci mettevano in questo termine? Cos’era un “dio” per loro? Forse non pensavano gli dèi allo stesso modo in cui facciamo noi?! Forse abbiamo completamente malinterpretato l’intera mitologia d’Europa proprio perché accecati dal modo di pensare Giudaico-Cristiano!

Un uomo intelligente potrebbe costruire una meravigliosa civiltà tecnologicamente avanzata, e un uomo stupido non sarebbe capace di fare altrettanto,  ma un uomo ancor più intelligente potrebbe decidere di non costruire nessuna forma di civilizzazione, perché è anche capace di vedere le conseguenze negative che ciò comporta. Quindi, per quanto ne sappiamo, la nostra civiltà tecnologicamente avanzata non costituisce un risultato dell’evoluzione, dell’uomo che diventa più intelligente col tempo, ma a causa della degenerazione: perché l’uomo non fu più tanto intelligente quanto basta per prevedere e comprendere le conseguenze negative di tale civilizzazione.

Voi potreste ribattere dicendo che la civilizzazione e la tecnologia moderna costituiscano più un bene che un male, ma non può essere che per caso quello che facciamo con la tecnologia al giorno d’oggi sia solo un modo per compensare le nostre scarse capacità intellettuali? E se in passato non avessero costruito delle fotocamere, per il semplice fatto che possedevano una memoria fotografica? E se non avessero costruito i computer, semplicemente perché non ne avevano alcun bisogno? Oggi queste cose ci servono, perché siamo troppo stupidi per memorizzare più o meno qualsiasi cosa. Al giorno d’oggi parliamo a malapena la nostra lingua nativa.

Ecco quindi che possiamo vedere l’avvento della religione, dell’arte, della civilizzazione e della cultura non come il risultato di un’evoluzione, ma il risultato che implica una perdita di un qualcosa da parte nostra,  di una continua presa di misure per non perdere la nostra tradizione ed il nostro spirito, per non perdere le nostre menti.

Quindi sono di nuovo a chiedere: i nostri antenati, di gran lunga più brillanti di noi, come definivano il termine “dio”? Come sono giunti a questo termine e che significato aveva per loro, e come si supponeva dovesse essere compreso dai loro discendenti? Potrebbe forse essere solo un mezzo per preservare qualcosa per le generazioni future? Una sorta di codice?

Ebbene, ciò che so per certo è che il tipo di relazione che dovremmo avere con i nostri dèi non è assolutamente lo stesso di quello che hanno i Giudeo-Cristiani con il loro falso “dio” Ebraico. Non siamo religiosi allo stesso modo in cui loro lo sono. Non abbiamo fede: abbiamo saggezza invece. Non abbiamo umiltà: abbiamo orgoglio. Non abbiamo peccati: abbiamo onore! I nostri dèi sono come finestre sul passato, portali che conducono ad un tempo in cui l’uomo era migliore, aperti a coloro i quali possiedono la saggezza, la fiducia in se stessi ed il coraggio di risalire dal pozzo nero del Cristianesimo per poter guardare al loro interno. La bellezza è proprio davanti ai nostri occhi! Dobbiamo soltanto aprirli per poterla vedere. Dobbiamo soltanto riabbracciare gli dèi dei nostri antenati!

Traduzione a cura di Marco Prandini

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2 thoughts on “Do et des

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